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La querelle politica finisce in Tribunale: la Prossima Crotone annuncia querela nei confronti della senatrice Margherita Corrado (M5s) In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Lunedì, 25 Febbraio 2019 19:16

margherita corrado antica kroton«Siamo indignati! Non ci sono altri termini per indicare il sentimento scaturito dall’ennesima offesa lanciata dalla senatrice Margherita Corrado (M5s, ndr) alla nostra parte politica».

Lo scrivono quelli della Prossima Crotone in un comunicato stampa, annunciando una querela per diffamazione a carico della senatrice Cinquestelle.
«Indignati - commenta la Prossima Crotone - ma non sorpresi! L’atteggiamento della senatrice è ormai consolidato, ricorrente e utilizzato per mascherare tutto ciò che lei non sta facendo per questo territorio.
A quasi un anno dalla sua elezione, il quadro d’azione della Corrado è desolante. Nulla assolutamente nulla è stato fatto per Crotone. D’altronde non ci stupiamo di questo risultato visto il modo con cui la Corrado è arrivata ad ottenere la candidatura. La famosa "partecipazione" tanto enunciata dai 5 Stelle, il famosissimo “uno vale uno”, l’arcinota “scelta dal basso”, nel caso della Margherita Corrado sono stati concetti
spazzati via, e sostituiti con il “segreto delle stanze” dove qualche padrino politico ha spalleggiato questo o quel nome. Chi nasce così non sente, chiaramente, alcun legame con il proprio territorio, ma deve obbedienza
soltanto a chi l’ha scelta, pochi intimi, anzi nel suo caso un intimo solitario, così com’è successo negli ultimi vent’anni a tutti i parlamentari scelti per cooptazione dalle segreterie di partito, invece che dai cittadini. La Corrado, in soldoni, è tale e quale a chi l’ha preceduta, altro che “Governo del cambiamento”. Nascondersi dietro un simbolo che raccoglie voti, senza possederne nemmeno uno, ha totalmente cancellato il rapporto di fiducia che deve esserci tra eletto ed elettore. Elettori che se oggi volessero incontrare la senatrice non avrebbero nemmeno un indirizzo a cui rivolgersi, non una segreteria, non una sede, nemmeno uno sgabello e neanche una piazza o un vicolo, nulla, assolutamente nulla. Quasi come se la Corrado avvertisse una sorta di ribrezzo nei confronti della gente, di coloro, cioè, che oggi le consentono di sedersi in parlamento e di riscuotere un facoltoso stipendio, i primi mesi, tra l’altro, gratuitamente ottenuto senza nemmeno fare una seduta in Senato. Passare da un reddito di 4.000 euro annue (così come dichiarato dalla Corrado per il
2017), ad uno di circa 20.000 euro al mese dovrebbe suscitare nella senatrice almeno un sentimento di gratitudine per gli elettori. È chiaro che la Corrado provi invidia e fastidio per chi quotidianamente, come noi, incontra i cittadini nella propria sede, li ascolta, si confronta con loro, fa cioè quello che la politica è chiamata a dover fare. Legami e rapporti di cui la Corrado non sente né il bisogno né la mancanza perché abituata da
sempre a vivere in una egoistica solitudine che l’ha portata ad allontanare da sé anche chi proprio con lei ha condiviso decine di battaglie a difesa del nostro patrimonio archeologico e culturale. Battaglie anch’esse abbandonate nel dimenticatoio il giorno dopo aver varcato il portone di Palazzo Madama. La Corrado continua, sin dal suo primo giorno da senatrice, ha lanciare strali ed offese verso la Prossima Crotone, convinta che così facendo possa raccogliere qualche briciola alla prossima competizione elettorale. Una classica operazione di “distrazione di massa” che serve a coprire la totale incapacità politica della senatrice. Una incapacità che non costituisce sorpresa per chi conosce bene la storia di questa città, il cui patrimonio archeologico, di un valore inestimabile, è ancora celato sotto i piedi dei crotonesi. Un risultato misero per chi si sente la più grande archeologa vivente, l’unica depositaria del sapere. Una incapacità che non costituisce sorpresa per chi conosce i rapporti tra l’archeologa Corrado e una nota famiglia nobiliare, chiaramente e fortunatamente decaduta, crotonese, rapporti su cui un giorno qualcuno dovrà fare luce. Definire la coalizione che oggi guida la città una “banda”, anzi la “banda di via Firenze” non è solo offensivo per tutte le donne e gli uomini impegnati in questa coalizione, ma anche per tutti i cittadini crotonesi che, in modo libero e autonomo, hanno con il loro voto sancito la democratica elezione di Ugo Pugliese e della sua maggioranza al governo di Crotone, in questo caso, e diversamente dalla elezione della Corrado, esprimendo chiaramente una preferenza dando così valore alle esperienze e alle capacità delle persone. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di procedere contro la senatrice per diffamazione nei confronti delle persone e vilipendio delle istituzioni nei confronti dell’Amministrazione comunale».

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo

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