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Prime reazioni dopo l'ok alla discarica di Scandale, una cittadina al presidente Oliverio: «Ricominciamo la lotta per la nostra terra!» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Mercoledì, 08 Maggio 2019 08:59

protesta discarica santa marina scandale«Ricominciamo la lotta. Sì, bisogna ricominciare daccapo!». È quanto ha scritto una cittadina di località “Timperosse” di Scandale, Maria Cotrone, al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, dopo il decreto che autorizza la modifica dei codici Cer e quindi l’avvio dell’insediamento della discarica a in località “Santa Marina”. La cittadina fa parte del comitato che già nel 2010 vinse la prima battaglia contro la discarica grazie alla decisione del Presidente della Repubblica.

 

«Daccapo – scrive Cotrone – contro una decisione a dir poco assurda se non aberrante e insostenibile. Sembra che i vertici della nostra Regione (Calabria) siano diventati sordi a qualsiasi invocazione da parte dei cittadini. Sembra che non importi a nessuno ascoltare le ragioni per cui una popolazione intera decide di tornare a combattere contro un qualcosa che sembrava ormai scongiurato. Cosa ne è stato della decisione del Presidente della Repubblica nella cui sentenza bocciava l’autorizzazione della discarica? Cosa ne è stato delle lotte che coinvolsero l’intero paese di Scandale e dintorni con manifestazioni tese a indicare la volontà al diniego di questo scempio?».

 

«Ancora oggi – prosegue la cittadina – la Regione vuole cercare per forza dei motivi che possano giustificare la legittimità degli interessi degli imprenditori, se così si possono definire, che hanno avanzato questo progetto; progetto che influenzerà la vita di tutta la provincia crotonese e non vuole sentir ragioni invece, a tutelare gli interessi, questi sì legittimi di tutte le aziende limitrofe esistenti e che risultano essere fantasmi nella documentazione presentata. Già, sembra che nei dintorni del luogo designato a discarica vi sia una zona deserta. Ebbene noi non ci stiamo!».

 

«Vogliamo ribadire per l’ennesima volta – sottolinea la cittadina – la nostra contrarietà. Vogliamo affermare con forza la nostra esistenza e dire con quanto fiato abbiamo in gola che noi imprenditori non siamo da meno e esigiamo tutele in quanto già presenti. I nostri sacrifici, e sapete benissimo quanto possa costare fare imprenditoria qui, nella nostra amata e violentata terra, combattendo giorno dopo giorno contro le avversità che già ci sono e mi riferisco a mancanza di infrastrutture e non solo… i nostri sacrifici, ripeto, meritano almeno di essere valutati».

 

«Non potete lavarvene le mani – incalza Cotrone – di un territorio che ha già sofferto e continua a soffrire dei guai che hanno causato le industrie ormai dismesse. Un territorio ormai saturo di impianti di smaltimento, di centrali biomasse e turbogas, di inceneritori di rifiuti speciali. Il nostro è un territorio che ha esclusivamente bisogno di bonifica e non di ulteriori discariche. Un territorio meraviglioso, culla di antiche civiltà e che state portando allo sfacelo. Territorio ricco di opportunità agricole, allevatoriali e turistiche che avrebbe solamente bisogno di infrastrutture per decollare e ridiventare la perla che era un tempo. E voi volete distruggerlo».

 

«Sì, perché dando il consenso alla realizzazione della discarica – commenta la cittadina – non fate altro che consegnare la nostra terra, la mia terra, alla rovina, non ci sarà più possibilità di recupero anzi diverrà una strada spianata alle discariche e alle ecomafie. Se avete intenzione di far ciò, allora, preparate un piano di evacuazione totale. Inutile parlare di bonifica o di promozione di attività agricole in genere perché non vi crede più nessuno; non si può continuare a chiedere alle persone, ai giovani soprattutto, di investire e dedicare la propria vita per il bene della collettività quando poi non si ha alcun riscontro da parte vostra. Diceva Socrate:” c’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù”».


«Ebbene, io dico che – conclude – chi non si preoccupa dei nostri sentimenti, delle nostre necessità, delle nostre verità, non merita di avere più la nostra pazienza e la nostra sopportazione. La pazienza messa troppe volte alla prova diventa rabbia ed esasperazione. Non fateci arrivare a questo. Non sfidate l’esasperazione delle persone perché quando non si riesce a vedere più la luce in fondo al tunnel l’uomo è disposto a tutto, anche a morire».

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 08 Maggio 2019 09:16
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