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Reazioni per la mancata approvazione del ddl su doppia preferenza di genere. Intervengono Sculco (Cir), Stafanizzi e Mancuso (Pd) In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Martedì, 16 Aprile 2019 18:11

consiglio regionale vuoto«Vediamoci giovedì 18 aprile alle 17 nella sala Oro della Cittadella regionale». È l’invito rivolto dalla consigliera regionale di Cir, Flora Sculco, in merito alla mancata approvazione di ieri a palazzo Campanella della legge sulla doppia preferenza di genere per le prossime Elezioni regionali calabresi.
«Lunedì 15 – scrive Sculco – in consiglio regionale si è consumata una pagina nera della storia del regionalismo calabrese. Una pagina che la Calabria francamente, nonostante le tante criticità da cui è caratterizzata, non meritava e che, da cittadini italiani, non possiamo tollerare. La bocciatura della proposta di legge sulla doppia preferenza di genere costituisce un pericoloso arretramento democratico. Il messaggio deplorevole che è stato mandato all’Italia, ossia di una terra che ostacola quasi con pervicacia l’accesso alle donne nelle Istituzioni in palese contrasto con i principi costituzionali e la legislazione nazionale ed europea, per fortuna non rappresenta la volontà della stragrande maggioranza dei calabresi. Le donne, tutte indistintamente le associazioni, i sindacati, il sistema delle autonomie locali, ogni istanza democratica che riflette il meglio della nostra società, reclamano a viva voce una Calabria libera, aperta, innovativa ed inclusiva. Ed è questa la Calabria che vogliamo e che decisamente non si dichiara sconfitta, perché ogni prospettiva di crescita e di sviluppo, senza un'ampia partecipazione delle donne alla vita politica ed istituzionale, sarebbe seriamente compromessa. Per questo, è necessario continuare a percorrere con maggiore impegno, convinzione e forza, la strada già tracciata e rilanciare le ragioni a sostegno della affermazione del principio di democrazia paritaria. Avanti con maggiore lena e coraggio, dunque. Nel solco individuato all’inizio di questa Legislatura, quando, prima in Italia, la Calabria ha introdotto nello Statuto regionale l’obbligo di avere in Giunta almeno il 30 per cento di donne. Duole prendere atto che ci sono forze politiche, in Calabria che, a dispetto di ogni sentimento democratico, non intendono ascoltare le ragioni delle donne e che anzi ritengono di poter fare a meno delle loro storie, della loro rilevanza, della loro dignità. La parità di genere nella legge elettorale della Regione ha assunto, come si evince agevolmente, un’importanza che travalica il suo significato specifico e contingente. E’ divenuta, oggi, il discrimine netto fra chi come noi vuole imprimere un’accelerazione ai processi democratici sostanziali in questa nostra terra e chi, viceversa, ritenendo superflua la volontà del popolo calabrese, porge le spalle al futuro!».


«La bocciatura della proposta di legge sulla doppia preferenza di genere, presentata dall' onorevole Flora Sculco, vanifica il percorso democratico intrapreso dal governatore della Calabria Mario Oliverio e della sua maggioranza». È la reazione della segretaria cittadina del Pd di Crotone Antonella Stefanizzi.
«Ieri il consiglio regionale – commenta – preferendo l’astensione (13 astenuti e un voto contrario), ha fatto sprofondare la nostra Regione ancora di più nel buio dell'arretratezza. La legge voleva evitare la sola appartenenza ad un genere e portare la nostra Regione al passo con i cambiamenti che a livello nazionale ed europeo sono attuati e approvati aldilà degli schemi precostituiti di maggioranza e di minoranza. I consiglieri regionali che si sono astenuti hanno commesso un gravissimo errore, che palesa l'arroccamento e l'arretramento di chi ha ostacolato il percorso democratico, facendo emergere in maniere chiara e netta la distanza culturale tra maggioranza e minoranza. Senza tenere conto del futuro della nostra società, dei nostri figli e della stessa democrazia».

 

«Ci sono momenti in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo». Lo scrive sempre a proposito della mancata approvazione del ddl regionale, Simona Mancuso, componente dell'assemblea nazionale del Partito democratico.

«Siamo chiamati tutti – scrive la dirigente dem –, dopo quanto è accaduto, a partecipare a gran voce ad una manifestazione che sensibilizzi e rafforzi il sentimento comune sull'importanza del ruolo delle donne nelle istituzioni. Perché una triste pagina di storia è stata scritta ieri in Consiglio regionale affossando la doppia preferenza di genere nel tentativo di indebolire il presidente Oliverio. Ci sono momenti, nella vita delle istituzioni, nei quali non è possibile trincerarsi dietro trasversalismi di maggioranza e minoranza, destra o sinistra. Il vero obbiettivo è stato perso mettendo da parte l'evidente disparità di genere in Calabria pur di viziare la seduta da interessi partitici e personali conferendo a questa legge un significato strumentale volto al mantenimento dei ruoli di potere e di controllo. Così le istituzioni, invece di rappresentarci, nonostante la legge 20 del 2016 obblighi le regioni a garantire l'equilibrio di genere, hanno bocciato una riforma prioritaria calpestando quello che sarebbe stato un tassello fondamentale per la democrazia paritaria.
Questo ignobile teatrino che si è registrato, evidenzia una delimitazione mentale e che non racconta di quella Calabria laboriosa, sensibile ed in crescita e che ha dimostrato di essersi rialzata negli ultimi anni. La Calabria ha dimostrato di essere terra di donne anche nelle sue battaglie politiche e sociali, ma le donne non sono una categoria e la Calabria non merita questa miope rappresentazione! L'auspicio, dunque, è che il Consiglio riveda la legge approvandola. Seguendo così l'esempio che il presidente Oliverio ha dato attraverso la nomina della sua Giunta a maggioranza femminile, è bene ricordarlo a tutti».

 

 

 

 

 

 

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