Lunedì, 18 Gennaio 2021

POLITICA NEWS

«Akrea - informa una nota - ha ripreso questa mattina l'attività di raccolta dei rifiuti nel circuito cittadino, dopo il fermo dell'impiantistica di trattamento, recupero e smaltimento che nei giorni scorsi ha provocato a valle l'interruzione del servizio di rimozione dei rifiuti solidi urbani».

«A seguito dell'ordinanza contingibile e urgente numero 1243 - comunica Akrea -, emanata ieri dal commissario straordinario del Comune di Crotone, che riprende l'ordinanza regionale numero 54 del 4 luglio scorso, la discarica di Columbra accoglierà dal 10 al 31 luglio gli scarti di selezione dell'impianto di Ponticelli, al fine di non interrompere il regolare svolgimento di un servizio pubblico essenziale a tutela della salute pubblica.

«Nell'ordinanza del commissario, Tiziana Costantino, si legge, tra l'altro - scrive Akrea -, che "l’impianto di discarica, ubicato in località Columbra del Comune di Crotone, di proprietà della Sovreco Spa, diventa nella circostanza temporale in atto un impianto di rilevante necessità strategica per il Comune di Crotone in questo momento di particolare emergenza igienico sanitaria».

«Le strutture di Ponticelli e Columbra - rende ancora noto Akrea - resteranno operativi anche nella giornata di domani, domenica, per velocizzare la gestione del ciclo dei rifiuti sul territorio comunale. Da oggi e per i prossimi giorni Akrea dedicherà il massimo sforzo organizzativo per rendere il più possibile efficiente il servizio di raccolta e pulizia delle vie cittadine, con la speranza che anche l'utenza contribuisca con comportamenti adeguati al ripristino del decoro urbano», conclude il comunicato.

 

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«La situazione ambientale a Crotone è, ancora una volta, al collasso. I cumuli di rifiuti sparsi per la città questa volta pare siano provocati da questioni tecnico/burocratiche». È quanto scrive in una nota l’area civica “Liberi per Crotone”.

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«Ambiente e salute, risorse naturali e denaro pubblico in balia dell'avidità di pochi anche durante la pandemia!». È quanto scrive la senatrice Margherita Corrado (M5S).

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«Dopo numerose segnalazioni – si legge in un comunicato – alle forze dell'ordine e a chi di competenza per la tutela della salute e del territorio circa la discarica abusiva lungo via Enrico Mattei, noi cittadini ci siamo organizzati autonomamente registrando video e foto di questi galantuomini (privati ma anche negozi, piccole attività, ecc.) che abbandonano selvaggiamente i rifiuti (foto allegate per la pubblicazione) adesso chiediamo cortesemente agli operatori di Akrea di ripulire l'area in attesa che vengano resi pubblici i materiali multimediali».

 

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«Non ci sono scuse. La spazzatura che campeggia lungo le strade durante il passaggio della Madonna è una cornice indegna del Quadro venerato da secoli dai fedeli crotonesi, poiché violenta il sentimento popolare e le tradizioni religiose e culturali di un’intera comunità». È quanto scrive Akrea in un comunicato.

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L'emergenza rifiuti che nelle ultime settimane ha investito l'intero territorio Regionale, l'ultima in ordine di tempo, ci ricorda, qualora fosse necessario, l'inadeguatezza delle politiche ambientali messe in atto, irrisorie rispetto all'atavico problema della gestione del ciclo dei rifiuti in Calabria. 

Sebbene il nostro territorio sia sotto la giurisdizione europea, vincolante in materia ambientale, scene come quelle a cui assistiamo per le vie della città, in cui i rifiuti si accumulano sconfinando nella careggiata, si ripetono ormai con cadenza periodica disarmante. 

Un tema così delicato come lo smaltimento dei rifiuti necessità di strategie e politiche risolutive e strutturali, ben lontane dalle ordinanze con cui si cerca di salvare l'insalvabile.

Con questo non si intende criticare la governatrice Santelli alla quale non si può certo attribuire alcuna colpa in merito, giacché il tempo avuto a disposizione è ancora irrisorio rispetto alla gravità del problema.

È chiaro però che occorre cambiare strategia o meglio, adottarne una. 

La saturazione delle discariche sparse su tutto il territorio regionale, alcune delle quali dismesse ormai da anni, la crescente emigrazione dalle zone rurali verso i centri urbani e l'incremento dei consumi, impongono un modus operandi innovativo e ispirato dalle più moderne strategie di gestione del ciclo dei rifiuti secondo tre direttive principali: educazione, incentivazione e infrastrutturazione.

Ancora prima di adottare misure concrete, occorre sensibilizzare la popolazione ad adottare abitudini e stili di vita eco-sostenibili, inteso come sostenibilità ambientale ma anche economica e sociale.

Un processo che non può che partire dai più giovani e dai luoghi di formazione quali le scuole di ogni ordine e grado.

Occorre poi incentivare i comuni all'adozione di politiche di differenziamento dei rifiuti, attraverso un sostegno economico e tecnico.

Incentivazione che non può non coinvolgere la popolazione e le aziende, soprattutto quelle dedite alla produzione di beni di consumo, al fine di abbandonare l'uso di materiali non riciclabili e derivati della plastica.

Infine, si rende necessaria un'efficace politica di investimenti riguardante l'impiantistica per il trattamento dei rifiuti, con lo scopo di realizzare quanto già avviene da anni in diverse realtà d'Europa.

I rifiuti, se opportunamente trattati, possono diventare elemento importante del tessuto economico di un territorio. In tal senso, sono due le strade da seguire.

La prima, è incrementare le attività di compostaggio industriale, per il trattamento e la trasformazione della frazione umida dei rifiuti solidi urbani e gli scarti di produzione agricola e industriale biodegradabili in terriccio e concime, con una duplice ricaduta per l'intero territorio, in termini di gestione dei rifiuti e di sostegno alla filiera agroalimentare regionale.

La seconda, è la valorizzazione dei rifiuti come materia prima per l'approvvigionamento energetico.

Un esempio di straordinaria pragmaticità ci viene fornito dalla più virtuosa realtà europea, la Danimarca, il primo Paese al mondo ad aver annunciato il raggiungimento della totale indipendenza dal carbonio entro il 2025.

Nel 2017 infatti, a Copenaghen, è stata inaugurata la centrale per il trattamento dei rifiuti denominata CopenHill.

Realizzata secondo le più avanzate tecnologie e le più moderne soluzioni architettoniche, la centrale di CopenHill permette lo smaltimento di 400.000 tonnellate di rifiuti urbani, fornendo energia elettrica ad oltre 60.000 famiglie ed energia termica ad oltre 120.000 impianti di riscaldamento. 

La centrale di CopenHill è la meno impattante mai costruita sotto il profilo delle emissioni e ha permesso la dismissione di diverse centrali termoelettriche.

Ma non è solo il più moderno ed efficiente termovalorizzatore. CopenHill è un vero e proprio polo attrattivo della città, sulla cui sommità è stato realizzato un comprensorio sciistico, un'area crossfit, un bar ed un parco con sentieri adatti a passeggiate ed escursioni, sui cui insistono oltre 7000 arbusti e diverse specie di fauna locale, il tutto a soli due km dal Palazzo Reale.

Realizzare un ciclo per lo smaltimento dei rifiuti sostenibile e produttivo non solo è possibile ma è quanto mai necessario.

Il tema dei rifiuti è oggi un problema preminente nella quotidianità di una comunità, la cui responsabilità investe tutti i livelli istituzionali rappresentativi.

Perseverare in slogan e nella semplice constatazione dei fatti, limitandosi alla ricerca di un colpevole, non solo è scontato, e persino banale, ma è quanto di più deleterio ci possa essere.

 Giuseppe Fiorino

Giovanni Procopio

Perlina De Luca

Francesca Amatruda

Rossella Sulla

Mario Apicella 

Danilo Viola 

Teodorico Marasco

Domenico Riganello 

Alessio Critelli 

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