Lunedì, 18 Gennaio 2021

POLITICA NEWS

margherita corrado affreschi«La settimana scorsa ho reso nota un’interrogazione al ministro dell’Ambiente sui criteri di selezione delle pochissime discariche fatte oggetto di bonifica dopo che la Comunità europea ha messo l’Italia in procedura di infrazione; altre migliaia, e delle più pericolose, restano da bonificare». Lo rende noto la senatrice Margherita Corrado del Movimento cinquestelle.
«Negli stessi giorni – informa la senatrice –, le verifiche effettuate nell’impianto di trattamento e smaltimento rifiuti di Crotone-Ponticelli (gestito da Ekrò scarl dell’Envì Group) hanno dato esiti che, dalle autorità preposte, sono stati comunicati all’autorità giudiziaria. Quest’ultima notizia ha suscitato non poco scalpore: tutti sanno, infatti, quanti disservizi in questo settore si verifichino a Crotone, dove la differenziata è ancora un miraggio, benché la gestione regionale dei rifiuti costi moltissimo ai cittadini e abbia disseminato il territorio di discariche d’ogni sorta, autorizzandone altre per il futuro.
Ancora più incredibile è però il fatto che, per i reati relativi alla gestione illecita di rifiuti e al disastro ambientale, il Codice Antimafia non preveda, attualmente, l’informativa antimafia. La mancata verifica puntuale della trasparenza e della estraneità alla malavita dei soggetti componenti le società attive nel settore, e perciò autorizzate a contrattare con la Pubblica Amministrazione, indubbiamente favorisce e spiega l’interesse manifestato dalla criminalità mafiosa e le sempre più pesanti infiltrazioni di questa, segnalate pure dagli incendi di impianti e discariche che da qualche tempo si registrano in ogni parte d’Italia. Nel caso delle bonifiche il rischio è ancora maggiore, perché la procedura si articola in più fasi e gli importi si frazionano di conseguenza.
È urgente, dunque, che il legislatore intervenga per raddrizzare questa stortura, in primis inserendo la gestione dei rifiuti e le bonifiche (codici Ateco 38 e 39) nel novero delle tipologie di attività elencate all’art. 1, comma 53 della L. 190/2012, che, riconosciute come “maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa”, per affidamenti di qualsiasi importo, prevedono la comunicazione e l’informazione antimafia liberatoria. In tal senso mi propongo di agire, certa di trovare sponda sia nella commissione “Antimafia”, di cui faccio parte, sia nella più specifica commissione bicamerale d’inchiesta sui reati connessi al ciclo dei rifiuti.
Non è concepibile, infatti, che si continui a rendere facile la vita ai criminali che consumano per profitto personale i beni comuni e compromettono le vite di tutti».

 

 

 

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ponticelli rifiuti operaio akrea«Leggo che delle circa 90 tonnellate di rifiuti prodotte giornalmente a Crotone nella stagione estiva, solo 50 raggiungono l’impianto di Ponticelli, o meglio il Polo tecnologico di Crotone, come pomposamente lo chiama la Ekrò scarl, che lo gestisce unitamente a quello di Rossano-località Bucita». Lo scrive la senatrice Margherita Corrado (M5s) in una nota. «Quasi metà dei rifiuti solidi urbani (Rsu) - spiega la senatrice - resta sul territorio, dunque, accatastato accanto ai cassonetti e nelle decine di aree abusivamente utilizzate a tale scopo dai cittadini, che spesso non hanno o non ritengono di avere alternative. Al dibattito in corso sui media aggiungo altri elementi: il 18 giugno scorso ho segnalato ai carabinieri forestale e del nucleo operativo ecologico la gravissima situazione di Ponticelli. Gravissima, non solo perché il conferimento si limita a 50 su 90 tonnellate, ma perché le condizioni dell’impianto, che è ormai l’ombra del sito tecnologico dei tempi di Veolia, sono così compromesse da porre a rischio costante l’incolumità e la salute della quindicina di addetti. Ho infatti raccolto informalmente le loro lamentele, corredate da immagini inequivocabili che li mostrano esposti senza tutte le dovute precauzioni a fumi, tanfo di putrefazione oltre i limiti di tollerabilità e pericolose esalazioni di metano, caldo insopportabile, percolato diffuso su tutte le superfici (anche interne ai capannoni), oltre a documentare un contatto troppo ravvicinato e costante con i rifiuti movimentati dal ‘polpo’ meccanico, nel cui raggio pericolosamente si muovono.
A distanza di appena qualche giorno, sono scattati i controlli del caso; ringrazio perciò tutte le forze dell’ordine e gli uffici dell’Asp coinvolti nell’operazione. Nell’attesa di conoscere l’esito ufficiale di quelle verifiche, però, ho integrato la prima nota con alcune informazioni relative alle fasi immediatamente precedenti e subito successive ai sopralluoghi effettuati. Pare, infatti, che prima che i tecnici del Servizio igiene e sanità arrivassero sul posto, la ditta, già al corrente, abbia tentato di ‘correre ai ripari’ (nei limiti consentiti dalle pessime condizioni dell’impianto). Soprattutto, è stato spento il trituratore che, ormai obsoleto e da tempo malfunzionante, è fonte di gran parte dei fumi, dei rumori e in generale delle problematiche che gli addetti lamentano. Lo spegnimento è stato giustificato con presunti lavori di ammodernamento dell’impianto, in realtà appaltati ma non ancora avviati. L’episodio, molto grave e purtroppo non isolato, si commenta da sé.
La necessità di mantenere in funzione il Polo tecnologico di Ponticelli è indubbia, ma non è possibile farlo a qualsiasi prezzo, né consentire a chicchessia di violare impunemente le stringenti norme di gestione di simili impianti, soprattutto se la salute dei lavoratori e la qualità del servizio che i cittadini pagano profumatamente ne risultano compromesse. Ho chiesto, dunque, che la proprietà (Ekrò fa capo all’Envì Group) sia chiamata a ripristinare immediatamente condizioni di lavoro decorose e lecite, eventualmente anche mediante le sanzioni pecuniarie previste in caso di gravi violazioni, argomento di sicuro effetto… È impensabile, del resto, che un affare da milioni di euro, qual è il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti (e non apro volutamente il capitolo differenziata!), sia gestito con l’incoscienza e il pressappochismo che oggi regnano a Ponticelli».

 

 

 

 

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spiaggia cimitero bar ripulitaSono stati rimossi questa mattina i cumuli di rifiuti insistenti nella parte alta della spiaggia libera che precede il cimitero di Crotone. Già alle prime luci dell’alba l’arenile era stato liberato dall’immondizia e dai sassi radunati, con ogni probabilità, a seguito di precedenti pulizie della spiaggia. La spiaggia che precede la zona cimitero questa mattina si presentava così sgombera e perfettamente pulita già alle prime luci dell’alba. Grande soddisfazione dei bagnanti che ci hanno tenuto a mandare le foto segnalanti l’avvenuto intervento.

 

 

 

 

 

 

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cassonetto rifiuti stracolmoIl comandante Antonio Cogliandro informa che: «Durante il controllo del territorio, personale della Polizia locale di Crotone, in via Giovanni Paolo II e solo in un paio di ore, ha elevato 8 sanzioni ai seguenti cittadini che collocavano rifiuti solidi urbani negli appositi cassonetti, ma non nell'orario consentito: M.F., S.G., G.A., G.V., C.F., G.S., S.L. e A.D. Si invita la cittadinanza a conferire i rifiuti solidi urbani nell'orario che va dalle ore 17.30 alle ore 6 nei cassonetti preposti come previsto dall'apposita ordinanza. I controlli saranno intensificati nei prossimi giorni.
Incidente stradale in via Di Vittorio tra due veicoli una Citroen C4 ed una Lancia Y che procedevano nello stesso senso di marcia. Sul posto è intervenuto personale della Polizia locale per i rilievi del caso nonché per smaltire il traffico veicolare che ha subito rallentamenti. Nell'occorso ci sono stati tre feriti che i medici del nosocomio dopo le cure prestate hanno dichiarato guaribili in 15 giorni, 10 giorni e 3 giorni».

 

 

 

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cumuli spazzatura spiaggia liberaUna nostra lettrice ci segnala due cumuli di rifiuti insistenti nella parte alta della spiaggia libera che precede il cimitero di Crotone. Si tratta, con ogni probabilità, del risultato della pulizia effettuato con qualche mezzo meccanico sull’arenile circostante (che comunque si presenta pulito nella zona occupata dai bagnanti) e mai più recuperato da chi di competenza. La situazione spiacevole è stata anche ripresa dalle "Guardie giurate ambiente zoofilia" del Wwf di Crotone sulla loro pagina Facebook ufficiale. «Questo tratto di spiaggia – spiega Elisa – è frequentato quotidianamente da mamme che portano i loro bambini in ragione del fatto che il fondale è molto basso e quindi possono tenere meglio sotto controllo i piccoli. Sono oltre due settimane che quei cumuli sono lì senza che nessuno se ne preoccupi. Eppure – sottolinea la lettrice – abbiamo più volte segnalato il tutto: cosa aspettano, che piova e si disperdano, o che qualche turista rimanga schifato?».

 

 

 

 

 

 

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I mezzi dell’Akrea sono intervenuti questa mattina a rimuovere l’accumulo di rifiuti di ogni genere segnalato sabato scorso da questa testata in via Matilde Serao. Per una buona notizia che registriamo e il conseguente intervento tempestivo dell’azienda che si occupa della raccolta e del conferimento dei rifiuti nella città di Crotone, purtroppo riceviamo segnalazione di un’altra discarica a cielo aperto venutasi a creare in via dei Melograni (località Margherita). A segnalarcela è un nostro lettore, Domenico Perri. Anche in questo caso, accanto ai rifiuti domestici, sono ammassati ingombranti di ogni genere che dovrebbero essere smaltiti nelle isole ecologiche.

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