Domenica, 12 Luglio 2020

POLITICA NEWS

michele ambrosio«Come anticipato da qualche organo di stampa – scrive il consigliere comunale del Pd – Michele Ambrosio –, in data odierna ho rappresentato al presidente del consiglio comunale Serafino Mauro, la decisione di dimettermi da capogruppo del Partito democratico, in seno all'assise cittadina.
Una decisione presa – spiega Ambrosio – non a cuor leggero, tutt'altro, ma inevitabile alla luce degli ultimi accadimenti che rischiano, ancora una volta, di collocare me ed il gruppo consiliare in una posizione di spiacevole contraddizione. Ero fiducioso che dal rilancio della segreteria cittadina, avvenuto in maniera unitaria e condivisa, approvando unanimemente un documento politico nel quale si stabilivano percorsi e regole, si potesse aprire una duratura e produttiva stagione per il partito locale e il suo gruppo dirigente.
Su questo presupposto è nato il mio impegno, insieme a dirigenti e consiglieri comunali, proiettato a riportare il Partito democratico ad una vitale presenza sulle tematiche cittadine e dei cittadini, il cui distacco ha rappresentato, senza alcun dubbio, la reale causa di tutte le ultime sconfitte elettorali.
Si è lavorato, con difficoltà, ma insieme alla ricerca di un clima diverso, meno conflittuale, consapevoli che inclusione e accoglienza, erano e restano i presupposti essenziali per riportare il Partito democratico al suo naturale ruolo e per questo abbiamo assunto posizioni politiche di respiro nazionale e proposto iniziative come quella del 29 marzo sul tema della famiglia.
In queste ultime settimane, invece, ho registrato una forte spinta, di chiara matrice regionale, indirizzata a modificare il percorso intrapreso dalla segreteria cittadina e dal gruppo consiliare e tale situazione mi ha portato a valutare che il ruolo svolto, le posizioni politiche assunte, rischiano di essere da intralcio a future dinamiche elettorali che al momento non trovano una chiara condivisione.
Quindi per evitare inutili polemiche e perduranti contraddizioni, ho ufficializzato le mie dimissioni da Capogruppo del Partito democratico in seno all'assise cittadina, voterò alle elezioni del consiglio provinciale, così come stabilito dalla direzione provinciale del mio partito, consapevole che le scelte ultimamente operate, modificano, definitivamente, quanto sancito nelle elezioni amministrative del 2016.
In tale direzione auspico che la segreteria cittadina, possa rivedere quanto precedentemente deciso, ponendo fine ad una evidente antinomia ed avviando una nuova e più proficua stagione politica. Ringrazio i colleghi consiglieri per il sostegno e la fiducia accordatami, assicurando che continuerò a dare il mio contributo nel Partito Democratico insieme alle amiche e gli amici che in questi mesi mi hanno supportato e sopportato».

 

 

 

 

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manuela ciminoPrimo scricchiolio ufficiale nella maggioranza che appoggia il sindaco Ugo Pugliese al comune di Crotone. Manuela Cimino si è infatti dimessa da capogruppo dei Demokratici. Cimino ha protocollato quest’oggi la lettera di dimissioni irrevocabili nella quale fra l’altro si legge: «Rassegno le mie dimissioni da capogruppo del gruppo consiliare "I Demokratici", per motivi strettamente personali, certa di avere svolto fino ad oggi il ruolo affidatomi con serietà e responsabilità. Resto comunque a servizio e a disposizione del progetto politico intrapreso ma rinuncio al ruolo di capogruppo, incarico che oggi non mi sento di portare avanti; non certo per incapacità, sia chiaro, ma per scelta; scelta ponderata e irrevocabile!». Cimino fa dunque riferimenti a motivazioni personali alla base della scelta di rassegnare le dimissioni, ma trattandosi di un ruolo strettamente politico è chiaro che la motivazione va ricercata nei rapporti interni ai gruppi di maggioranza, o forse proprio all’interno dei Demokratici stessi. Intanto, il movimento ideato da Enzo Sculco pare abbia convocato in tutta fretta una riunione per questa sera in cui si discuterà anche e soprattutto di quanto accaduto. Dovrebbe essere adesso il consigliere Francesco Pesce a ricoprire l'incarico di capogruppo dei Demokratici. La consigliera Cimino, intanto, tiene a precisare che le dimissioni sono da ricerca nell'attività stessa assegnata al capogruppo la quale richiede impegno costante nella vita istituzionale e politica del consiglio comunale. Impegno che la consigliera Cimino, in questo momento, sente di non poter garantire ai colleghi perché assorta quotidianamente dalla libera professione.

 

 

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mario galeaDopo la sfiducia dei suoi colleghi e del partito dall'incarico di capogruppo del Pd al Comune di Crotone [LEGGI ARTICOLO], Mario Galea rompe il silenzio e decide di dire la sua. Lo fa con una lunga missiva in cui non fa nomi e cognomi, ma spara comunque a zero sul gruppo dirigente di via Panella, utilizzando termini forti e pieni di risentimento.

Il testo integrale:

«Premesso - esordisce Galea - che il sottoscritto non ha mosso neppure un dito per la sua designazione a capogruppo del proprio Partito all'indomani delle ultime elezioni amministrative, premesso che il sottoscritto aveva già dato a Puccio la propria disponibilità a fare un passo indietro, basta chiedere ai consiglieri "originali" del Pd per sapere la verità, alla stessa maniera non mi dispiace riprendermi la mia libertà politica e amministrativa. Che poi qualcuno nel mio partito vorrebbe camuffare l'ennesima sconfitta "politica" oscurandola facendo parlare d'altro ha sbagliato indirizzo. L'unica osservazione politica che mi sento di fare è che l'attuale gruppo consiliare al Comune di Crotone non è quello uscito nella lista del Pd. Spero piuttosto che l'ultimo pullman concesso a qualcuna/o sia l'ultima fermata e non un continuo saliscendi. Magari dopo la nomina del capogruppo alla Provincia ne riparleremo, vero? Ci sono piuttosto ragioni perché m'inorgoglisca per il modo in cui ho fin qui operato e che ha inaugurato uno stile politico più in sintonia sia con la stagione che sta vivendo la politica in questa fase, sia con le difficoltà gravi con cui è alle prese attualmente il nostro Comune. Ho espresso in consiglio comunale il voto favorevole agli atti amministrativi prodotti dalla precedente giunta per senso di responsabilità nei confronti sia dei miei concittadini che del mio stesso partito. Ho già, in altre occasioni, avuto modo di chiarire che fare opposizione ostruzionistica, a prescindere dal merito delle questioni discusse corrisponde ad un modo vecchio e sbagliato di fare politica. Tengo a precisare, inoltre, di essere del tutto consapevole che questa linea di condotta non ha ricevuto alcuna approvazione da parte del mio partito, ma ho preferito procedere a testa alta, dando retta alla mia coscienza politica. Anche perché tutti coloro i quali si arrogano il diritto di parlare per conto del partito non sono titolati, in quanto mai nessun organismo di partito viene convocato. Solo riunioni di gruppi e gruppetti per spartirsi quanto resta di una tavola sempre meno imbandita. La verità è che, dopo l'ennesima sconfitta elettorale intervenuta nelle recenti elezioni provinciali, il solito gruppo dirigente del Pd preferisce distrarre l'opinione pubblica con un gesto tanto inutile quanto incomprensibile come quello che riguarda il sottoscritto, piuttosto che individuare le vere ragioni che stanno dietro alla profonda crisi che investe ormai da anni il nostro Partito, come tanto per citarne qualcuna delle più importanti l'assoluto vuoto di idee, l'assenza di un collegamento con i nostri simpatizzanti ed elettori, il mancato rinnovamento dei dirigenti. Ieri diessini, poi sculchiani, poi valloniani, e poi renziani, oggi oliveriani, al quadrato, sono sempre gli stessi che si attribuiscono linee politiche, perdono e non si fanno mai da parte. I traditori di professione vorrebbero indicare in altri il tradimento... miseri e meschini. Non li sfiora neppure minimamente l'idea che la gente, i compagni, gli amici del Partito non li sopportano più. Insomma, un Partito organizzato ormai da tempo per gruppi, per sottogruppi ed addirittura per vere e proprie bande. Un Partito ormai chiuso in sé stesso, senza idee, senza un programma, dove non si discute più perché non vengono riuniti gli organismi "istituzionali". Quegli stessi organismi che hanno eletto Murgi, oppure anche qui si vuole dire che per se quegli organismi, manco convocati nella loro interezza, per paura (?), vanno bene ed invece per determinare la linea del Partito vero non vanno bene. E volete che uno come me sia simpatico a questi individui? Come se io non sapessi che do fastidio per queste ragioni? Ma allo stesso tempo un segnale, un messaggio di speranza a tutti le compagne ed i compagni, alle amiche ed agli amici, che hanno a cuore decine e decine di militanza, battaglie etiche, di costume, politiche lo voglio lanciare. Senza una battaglia aperta, dura ma sincera questo partito di Crotone non si libererà mai dei "commercianti". Io per parte mia non mi sottrarrò, oggi e domani. Un Partito già definito e verificato di valvassini al servizio dei signorotti delle "tessere false", al servizio del signorotto che viene da fuori Crotone per avere prebende varie. Occorrono, dunque, una radicale inversione di rotta, un coraggioso bagno di umiltà, un grande coinvolgimento dei cittadini sui temi e sui problemi da loro vissuti e un grande rinnovamento nei gruppi dirigenti, per risolvere la grave crisi da cui dipendono le sorti future del nostro Partito. Diversamente ci penserà il popolo sovrano a fare pulizia. Le batoste fin qui subite sono chiari segnali delle direzioni verso cui si va ormai volgendo il favore popolare. Presto verrà il tempo delle elezioni politiche, più in là quello delle elezioni regionali, e dei soggetti politici che hanno fatto il buono e il cattivo tempo del nostro Partito non resterà alcuna traccia. A Crotone sono stati manifestati grande inadeguatezza ed errori gravissimi nell'organizzazione stessa della campagna elettorale regionale e del metodo di designazione dei candidati. Non è stato compiuto, tuttavia, alcun passo indietro da parte dei relativi responsabili. Si è perduto sonoramente alle Amministrative di Crotone ed anche questa volta nessun passo indietro da parte dei responsabili. Si è perso al referendum del 4 dicembre scorso, ma il Partito, con i suoi capibastone, pur avendo sostenuto il Sì, non si è preso la briga di fare alcuna autocritica. Nessuna riunione, nessuna analisi politica, nessuna autocritica...niente, non è successo niente. Un po’ di dignità...almeno un po’ di dignità! Di solito chi perde cede il passo, invece nel Pd odierno, a tutti i livelli, chi perde resta al suo posto, anzi rilancia, prende tutto: questo fenomeno in politica si spiega col fatto che si è ormai privi di ogni etica, sia di genere politico che morale. Ho deciso di stilare il presente comunicato, perché di fatto ormai non è data più alcuna possibilità di discutere liberamente e nei luoghi deputati a farlo, al partito ormai si riuniscono gli amici e gli amici degli amici. Oltretutto, coloro che dissentono dagli attuali gruppetti dirigentucchi non vengono ascoltati nel loro argomentare ma semplicemente vengono additati come traditori. La conoscete la barzelletta del toro che chiama cornuto all'asino? Non li sfiora il benché minimo dubbio che le cose possano stare diversamente da come essi le immaginano, quando invece la linea di un Partito, autenticamente democratico, dovrebbe essere discussa ed elaborata in seno agli organismi che sono previsti dal suo Statuto. Resta comunque il fatto innegabile ed assolutamente tangibile che la loro linea è risultata clamorosamente sconfitta in ben tre tornate elettorali. Si continui pure su questa funesta ed autodistruttiva strada, ma se ne assumano di fronte all'opinione pubblica le responsabilità conseguenti. A me, a cui i cittadini hanno consegnato il mandato elettorale, facendomi risultare il primo eletto nella lista del Pd e di tutto il centrosinistra, la strada giusta appare un'altra, completamente diversa da quella che è seguita dall'attuale gruppo dirigente. Ciò che posso assicurare con assoluta certezza è che io, nella massima assise cittadina e nella città, continuerò a far sentire sempre la mia voce ed il mio pensiero, assolutamente libero e non soggiacenti ad alcuna logica né di opportunismo, né di servilismo, né tantomeno di bieco e strumentale politichese».

 

 

 

 

 

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galea babrbieriInizia la resa dei conti all’interno del Partito democratico: la prima testa a cadere è quella del capogruppo nel consiglio comunale di Crotone, Mario Galea. Ad accelerare il processo è stata la batosta elettorale subita dal partito alle recenti elezioni provinciali, dove è prevalsa la logica dei tradimenti. Almeno quattro dei consiglieri comunali eletti nella lista del centrosinistra alle comunali di Crotone hanno votato il candidato di “Provincia in rete”, Nicodemo Parrilla, che ha umiliato il candidato del Pd, Franco Parise, distanziandolo con un più 14,2%. Ieri sera il segretario provinciale del Pd, Gino Murgi, ha convocato una riunione del gruppo consiliare di Crotone per sfiduciare il capogruppo Galea e nominare al suo posto Rosanna Barbieri, già candidata a sindaco. Tre dei cinque consiglieri presenti (Michele Ambrosio, Mario Megna e Rosanna Barbieri) hanno firmato la sfiducia a Galea; mentre Saverio Flotta ha deciso di non prendere posizioni e, quindi, Galea è rimasto con il cerino in mano. A conclusione della riunione, che secondo quanto riferito ha avuto momenti caldi, è stato dato mandato a Megna di preparare il documento da consegnare al segretario generale del comune per rendere operativo il cambio del capogruppo. Il tradimento ha accelerato la decisione che, comunque, era stata messa in conto. Il cambio ci sarebbe stato lo stesso concedendo, però, l’onore delle armi a Galea. Significa che a Galea sarebbe stato chiesto di cambiare il suo atteggiamento considerato “accondiscendente” rispetto all’amministrazione comunale. Con il defenestramento di Galea, quindi, è iniziato il processo della resa dei conti che, però, se non va avanti rischia di passare come la montagna che ha partorito il topolino. C’è la necessità, infatti, di individuare i traditori del voto provinciale nei confronti dei quali occorre procedere severamente. E’ davvero scandaloso e riprovevole sul piano morale (se tornasse Enrico Belinguer userebbe il nerbo lasciato ammollo nell’olio per almeno un mese) pensare che ci siano consiglieri comunali, eletti chiedendo il voto per il Pd, che votano un candidato di un altro schieramento. Questo tradimento fa pensare ad uno scambio di favori, perché chi non condivide le scelte non va a votare e, quindi, assume una posizione pubblica e moralmente condivisibile. Chi, invece, si nasconde dietro la segretezza del voto non merita di svolgere il ruolo politico deciso dal voto dei cittadini.


P. s. Consentitemi una piccola divagazione rispetto al tema. Il Pd sconfitto dal voto ha anche un’area, quella del segretario regionale Ernesto Magorno, che non riesce ad eleggere nemmeno un rappresentante. I quattro eletti del Pd sono: Mario Megna, espressione del consiglio comunale di Crotone e anche frutto dell’accordo per fare fuori Galea; Giuliano Amato della “corrente di Pepè Corigliano”; Paola Carvelli della “corrente Amedeo Nicolazzi-Nicodemo Oliverio”; Samuele Albanese della “corrente Gino Murgi-Domenico Vulcano”. Sembra proprio che i candidati sponsorizzati dalla corrente del segretario regionale Magorno siano destinati ad essere sconfitti.

 

 

 

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