Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

galea asteriti«Nella mia qualità di presidente dell'assemblea provinciale del Pd – scrive Mario Galea –, mi corre l'obbligo di rivolgere un accorato appello a simpatizzanti e iscritti, affinché vogliano partecipare alle Primarie del nostro Partito, l'unico tra tutte le forze politiche a fare eleggere il Segretario nazionale alla luce del sole e attraverso il voto libero e democratico dei cittadini che abbiano a cuore le sorti sia della democrazia nel nostro Paese, che della sua situazione economico-sociale.
Sono mesi che sia sui giornali che nei molteplici talk-show televisivi non si parla d'altro che della crisi giudicata come ormai irreversibile del nostro Partito, il quale è presentato come inesorabilmente diviso e incapace di risalire la china in cui si è trovato confinato dall'esito delle ultime Elezioni politiche.
Mai come in questo momento storico è necessario invece mostrare tutta la sua vitalità, in quanto esso rappresenta l'unico vero baluardo contro la degenerazione di tutto il nostro sistema politico in senso antieuropeista e sovranistico e contro il pericoloso arretramento della sua situazione economica.
Di fronte ad un Paese in preda ad un costante e via via crescente processo di "salvinizzazione" delle coscienze, che si svolge ormai sotto gli occhi di tutti per la quotidiana propaganda del Ministro degli Interni, il quale non sa fare altro che andare tutti i giorni in giro per le strade delle nostre città a seminare paura e a cercare di accrescere il proprio consenso elettorale in vista delle Elezioni europee, abbiamo bisogno di far sentire più forte che mai la voce del nostro Partito.
Domenica 3 marzo tutti coloro che si oppongono alla retrocessione economica del nostro Paese e al suo ormai sempre più esteso isolamento sia a livello europeo che internazionale – si pensi alla posizione assunta dal Governo Gialloverde sul caso Venezuela e alla recente ostilità manifestata nei confronti di un paese tradizionalmente amico come la Francia - sono invitati a mobilitarsi nel modo più efficace, che è quello di recarsi nelle sedi individuate nei vari Comuni della nostra Provincia, per esprimere un voto a favore di Maurizio Martina l'unico candidato che ha dato fin qui prova del suo spirito unitario, della sua ragionevolezza politica e che ha ben chiaro il progetto per la rinascita del PD».


Sulle Primarie scrive anche Manuela Asteriti, in qualità di presidente dell’Assemblea cittadina Pd di Crotone. «Mentre a livello nazionale – commenta Asteriti – siamo spettatori di un governo nazional-populista spregiudicatamente sbilanciato a destra (estrema), mentre il Paese è sull’orlo di una nuova recessione, mentre perdiamo posti di lavoro, produttività e credibilità sui mercati e in Europa, mentre avviene tutto ciò, il Partito democratico celebra il suo congresso per eleggere il segretario nazionale».
«Un congresso – prosegue Asteriti – che determinerà le sorti non solo del PD ma anche della sinistra e del paese stesso. L’Italia non può fare a meno di una forza democratica progressista quale è il nostro partito. Questo è il segnale che arriva chiaro dai territori, dove i cittadini, dal basso, spontaneamente si fanno promotori di azione politica di sinistra.
Nella nostra città, il Partito Democratico è tornato a discutere ed affrontare alcune questioni (ancora poco) cruciali, in sinergia con il gruppo consiliare siamo nella condizione di tornare tra i cittadini con il ruolo che gli elettori ci hanno assegnato all’esito delle elezioni amministrative del 2016.
Il PD cittadino è nelle condizioni, di farsi ricettore delle istanze che vogliono la rinascita della sinistra intorno ad un progetto condiviso con tutte quelle forze, che seguendo percorsi differenti, si riconoscono negli ideali di solidarietà e uguaglianza sostanziale. In un siffatto percorso, il Partito Democratico ha il dovere di azionare gli strumenti necessari ad una riflessione, in consiglio comunale con le forze di opposizione e in città con tutte le forze che si richiamano ai principi fondanti la sinistra italiana e che hanno fatto la storia del nostro territorio. Domenica 03 marzo anche a Crotone si voterà per le primarie del PD dalle 08.00 alle 20.00 al PalaMilone. E’ fondamentale che la partecipazione sia significativa. Partecipare vorrà dire “i nostri valori non sono morti e non moriranno” , “la sinistra italiana può e deve rinascere”. Rivolgo quindi un appello al popolo della sinistra, senza retorica e con le idee chiare di chi ha una visione che è allo stesso tempo identità.
Personalmente il mio sostegno andrà alla lista “Piazza Grande con Nicola Zingaretti” e mi auguro che in molti come me individuino nel candidato Zingaretti l’uomo giusto per traghettare il Partito Democratico e la sinistra italiana verso la rinascita, per il superamento delle diseguaglianze, la lotta alle fragilità, la tutela dei diritti fondamentali, la scuola, la cultura, il lavoro, la sanità, tutti temi spariti nell’ultimo anno dall’agenda di governo. Come noto potranno votare tutti i cittadini, a partire dai 16 anni, quindi non solo i tesserati del PD. Facciamo in modo che domenica sia il segnale degli uomini e donne di sinistra provati dalla crisi che ci ha colpito ma per niente rassegnati».

 

 

 

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francesco sulla«Primarie da abolire». È quanto sostenuto dall’ex consigliere regionale del Pd Francesco Sulla.
«Domenica prossima – scrive Sulla – si consuma il penultimo atto di quello che viene definito, a mio avviso impropriamente, "congresso" del Partito democratico e cioè le primarie. L'ultimo sarà, invece, l'Assemblea che dovrà prendere atto dell'esito delle primarie, eleggere il nuovo segretario nazionale e l'opera sarà completata.
Il mio auspicio è che questa sia l'ultima volta che si utilizza questo strumento tanto superato, quanto dannoso all'esistenza stessa del Partito democratico e, quindi, del centrosinistra e, di conseguenza, della democrazia italiana. Analizziamo velocemente le fasi di questo lungo e infruttuoso, anzi dannoso, percorso.
Si comincia con la nomina delle commissioni per il congresso, che devono sovrintendere alle sue varie fasi, sia a livello locale che nazionale. Il loro primo atto è la verifica del tesseramento. Non devo spendere qui molte parole. Dico solo che, se questo adempimento venisse svolto con un minimo di serietà, l'intero percorso non vedrebbe la luce. D'altronde un partito che non ha più nessuna forma di vita associativa, se non nell'immediata vicinanza di appuntamenti elettorali, come può parlare di tesseramento vero? Il segretario nazionale, in tutta onestà, può affermare di avere in tasca la tessera del partito dell'anno in corso e di aver versato quanto dovuto? Mi fermo qui!
Si avvia, contemporaneamente, la fase di individuazione degli aspiranti candidati! E se con il tesseramento siamo all'imbroglio, con le autocandidature siamo al tragicomico. Illustri sconosciuti, che tali rimarranno anche dopo la fine di questo percorso e che spesso non hanno neppure le caratteristiche per svolgere la funzione di segretario di un circolo di periferia, presi da raptus di protagonismo, si propongono, incoscientemente, alla carica di segretario nazionale. Diffondendo così un messaggio devastante e cioè che chiunque può svolgere quell'impegnativo ruolo, mortificando e svilendo, quindi, la funzione del leader! Si ha così, inoltre, un numero di candidati tali da mettere in moto il conseguente atto delle "convenzioni". Non sono mai riuscito a capire che c'azzecca questo termine con il voto degli iscritti, che dovrebbero votare per individuare i candidati che parteciperanno alla fase finale. Aldilà del termine, però, il vero problema sta nello svolgimento di questo adempimento. Quanti degli iscritti sanno dell'esistenza delle convenzioni? E parlo di quelli che pur non avendo in tasca la tessera sarebbero disponibili ad averla, tralasciando quelli che risultano iscritti senza neppure saperlo. E, di quelli che conoscono l'esistenza delle convenzioni, quanti si recano veramente al voto? Di circoli dove tutto sia avvenuto regolarmente io non ho notizia, forse qualche caso ci sarà, ma non si tratta di percentuali a due cifre. Conosco, invece, tanti casi dove, pur essendoci i verbali, nei circoli non si è proprio votato e dove il risultato è stato predefinito dai rappresentanti locali dei singoli candidati, presenti in quella realtà. D'altronde anche in questo caso, nella situazione comatosa in cui langue diffusamente il partito nel territorio nazionale, come si può pretendere un coinvolgimento degli iscritti o dei potenziali tali? Domenica si andrà alle primarie aperte e lì si daranno letteralmente i numeri, che magari rispetteranno la percentuale realmente registrata dai concorrenti, ma con valori che, come avvenuto in passato, creeranno situazioni di profonda contraddizione con gli esiti registrati alle elezioni ufficiali.
Detto ciò, il vero motivo per il quale, però, occorre finirla con questo strumento è tutto politico. Il Partito Democratico ha bisogno come il pane di definire una sua identità e di renderla visibile, veicolandola, soprattutto, attraverso i suoi militanti, iscritti e simpatizzanti. La sua identità per manifestarsi compiutamente ha bisogno di un programma chiaro e di un gruppo dirigente adeguato, nel senso più ampio del termine, a realizzare quel programma. La fase più delicata è proprio quella della definizione del programma! Qui la discussione non può che essere forte, ogni posizione deve essere sostenuta con il massimo della convinzione da chi la propone, ma anche con la piena consapevolezza che il confronto dovrà partorire una posizione finale da consegnare a tutto il partito e anche a chi al partito e al centrosinistra guarda con interesse. La fase di definizione del programma comune, frutto anche di reciproche contaminazioni tra posizioni iniziali differenti, dovrà vedere la partecipazione attiva e consapevole degli iscritti e di tutti coloro che vorranno essere partecipi.
Una volta definito il programma, identitario e operativo, del Partito, occorre individuare il gruppo dirigente più idoneo a promuoverlo e portarlo avanti. Un partito che ha vissuto una discussione così intensa sulla propria identità e sui singoli temi presenti nella concreta realtà quotidiana, può chiamare con fiducia i propri iscritti, e tutti coloro che vogliono essere partecipi, alla scelta del loro leader e dell'intero suo gruppo dirigente. Solo così puoi avere un partito autorevole e coinvolgente.
Cosa succede, invece, oggi con queste primarie? I candidati depositano, nel migliore dei casi, un loro manifesto politico che, però, rimane sconosciuto alla stragrande maggioranza dei dirigenti, figuriamoci agli iscritti e, ancor di più, ai semplici cittadini. Il tutto si racchiude in una spasmodica ricerca di un consenso, fondato sulle conoscenze personali dei dirigenti coinvolti, a sostegno dei vari candidati e tutti mossi solo da fredde logiche interne alla ristretta cerchia di addetti ai lavori, che lasciano estranei il corpo vivo del partito e i potenziali elettori. Alla fine di tutto il percorso viene consegnato al Paese la babele di un partito, diviso e litigioso, nel quale ognuno dei contendenti rimane geloso custode della propria posizione iniziale e con una rappresentanza interna, pari alla percentuale ricevuta, che verrà utilizzata solo per lucrare rendite di pozioni personali, sia politiche che istituzionali. Il tutto nella confusione più totale, che tutto può produrre, tranne che rendere attrattivo il partito».

 

 

 

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PD BANDIERA«Bausone la smetta di dire bugie e diventi più responsabile». È la replica di Giuseppe Dell’Aquila (segretario organizzativo del Pd della federazione di Crotone) e Pietro Secreti (presidente della Commissione di garanzia per il congresso) rispetto a quanto scritto dalla coordinatrice regionale della mozione Boccia, Alessia Bausone, che ha accusato il segretario provinciale Gino Murgi di irregolarità durante le convenzioni di circolo per il congresso nazionale.
«Non era nostra intenzione – scrivono Dell’Aquila e Secreti – rispondere alle falsità che sta diffondendo Alessia Bausone perché chiaro dall’inizio si tratti di una continua ricerca di visibilità e null’altro. Anche perché tra l’altro non la conosciamo, non sappiamo da dove venga e che ruolo ricopra all’interno della Comunità del Partito democratico. Ma oggi sentiamo il dovere di rispondere, a seguito di ripetuti attacchi ed enormi inesattezze riportate dalle maggiori testate giornalistiche calabresi, entrando nel merito di una vicenda sollevata al quanto ridicola e priva di ogni fondamento. Sorge il dubbio che l’interessata si stia prestando a qualche gioco di strumentalizzazione, nell’esclusivo obiettivo di danneggiare l’immagine del partito e delle persone».
«Entrando nel merito – precisano i due dirigenti dem crotonesi -, vorremmo precisare, la Federazione di Crotone ha provveduto in ogni tempo utile e necessario a svolgere nella massima correttezza e trasparenza ogni adempimento congressuale. Sia l’organizzazione del Partito che la Commissione di garanzia per il congresso hanno applicato alla lettera, curandone ogni dettaglio, il regolamento indicato dalla Commissione di garanzia nazionale. L’interessata afferma che non sono state rese note le date dello svolgimento delle Convenzioni di Circolo. Falso, mente, sapendo di mentire! Sono state rese note anzitempo ed inviate al Calendario nazionale e regionale così come richiesto, e nei tempi prestabiliti. Semmai è lei che si è accorta in ritardo dell’inizio delle Convenzioni, forse perché in ritardo è riuscita a trovare una collocazione strumentale».
«L’interessata afferma – proseguono Dell’Aquila e Secreti – che la mozione Boccia sia stata esclusa dalle convenzioni di circolo in tutta la provincia. Falso, mente, sapendo di mentire! Non è stata presentata richiesta di presentazione della mozione in nessun circolo della provincia e da nessun iscritto nei propri circoli di appartenenza. L’interessata afferma che i dati siano falsi e che le operazioni di voto non si siano svolte in trasparenza. Falso, mente, sapendo di mentire! La testimonianza della correttezza viene dal fatto che non è stato presentato alcun ricorso presso la Commissione provinciale di garanzia. Ed infine, ed è qui che siamo arrivati a pensare che si stia prestando ad una becera strumentalizzazione, l’interessata rilascia dichiarazioni e pensieri su tesseramento e vita della federazione di Crotone. Ci chiediamo se lei sappia persino dove si trovi la provincia di Crotone, come fa a parlare di cose che non conosce e di assumersi la responsabilità di calunniare di continuo partito e dirigenti?».
«La smetta! Lei, Alessia Bausone – esortano i due dem pitagorici –, sta offendendo iscritti e dirigenti del Partito democratico crotonese. Non ha rispetto del lavoro, egregio e fondamentale, dei segretari di circolo e del segretario di federazione che insieme alla segreteria provinciale stano facendo di tutto per risollevare il Pd dal pantano che arrivisti come lei hanno creato negli anni. Per carità, legittimo rivolgersi agli organismi di competenza, ma questo non vuol dire esprimere giudizi. Infatti la Commissione ha semplicemente, com’è normale che sia, accolto un ricorso presentato senza esprimersi, anzi, senza chiedere delucidazioni a noi diretti interessati. Questo cosa vuol dire? Ci pensi, sempre se trova il tempo per farlo. Noi siamo sereni in quanto le Commissioni regionali e nazionali hanno certificato, nei tempi, la regolarità delle operazioni svolte».
«Per concludere – chiudono Dell’Aquila e Secreti – troviamo indecoroso, ingiusto e privo di ogni fondamento, definire il metodo Murgi, da tutti conosciuto come esemplare in ogni settore che lui stesso rappresenta, come un metodo di poca trasparenza. Murgi, oltre ad essere il segretario di Federazione, è un amministratore riferimento di un modello a cui ogni calabrese dovrebbe guardare e, come già spesso accade, rivolgersi per lezioni di onestà e trasparenza. Mai un dirigente del Pd, che si può chiamare tale, si è permesso di scendere così in basso e sul personale, nei confronti di un segretario di federazione rispettabile come Murgi, è questo sarà oggetto di segnalazione alla commissione regionale disciplinare di garanzia. Lo diciamo sin da subito, non intendiamo replicare, era doveroso per noi e per gli organismi che rappresentiamo precisare sperando che la chiarezza metta fine a questo show strumentale e becero».

 

 

 

 

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alessia bausone telecamera«Murgi scorretto. Grave estromissione della mozione Boccia dalle convenzioni». Lo scrive in una nota Alessia Bausone coordinatrice regionale della mozione Boccia per il congresso nazionale del Pd.
«Il momento delle convenzioni di circolo – commenta Bausone – dovrebbe essere di vero confronto tra i contenuti delle diverse mozioni congressuali portate avanti dai relativi rappresentanti e non un mero votificio, magari a tavolino, per accontentare il notabile di turno.
Invece la federazione crotonese guidata da Gino Murgi, riesumata in occasione del congresso nazionale con un finto rinnovo della segreteria provinciale, elargendo pennacchi si garantisce fedeltà rispetto alle indicazioni di voto arrivate da potentati ormai solamente virtuali (i dati elettorali della federazione a guida Murgi sono tristemente noti in tutta Italia).
Nicodemo Oliverio lo scorso giugno scriveva: “In questi ultimi due anni l’assenza del partito è stata vistosa, la necessità di un rilancio del partito democratico di Crotone passa attraverso la chiarezza e la trasparenza nei comportamenti e nelle prese di posizione di carattere politico”.
Diciamo che non ebbe torto per nulla. Non mi sovviene con chi effettivamente necessiti di accreditarsi il segretario provinciale, ma l’estromissione della mozione Boccia dalle votazioni del crotonese è stata palese, voluta e studiata.
Da settimane chiedo il calendario delle convenzioni al responsabile regionale dell’organizzazione per poter portare i contenuti della mozione Boccia ai militanti crotonesi, vera linfa di un Partito; ho scritto più volte, da ultimo lo scorso 20 gennaio, direttamente al segretario Murgi di ricevere le tanto agognate date, senza ricevere risposta alcuna.
Orbene, dopo immani fatiche ho ricevuto solo oggi il calendario delle convenzioni richiesto e, in quasi tutti i circoli crotonesi, si è già votato per le convenzioni del Pd. Peggio, a Crotone città si è venuto a sapere della convenzione tramite i giornali, con contestuale indicazione di voto (a favore della mozione sostenuta dal segretario regionale uscente) da parte del Presidente provinciale del Partito.
Tra irritualità, scorrettezza e una gestione del Partito da far ridere i polli, in commissione regionale per il congresso chiederò gli atti di tutte le votazioni svoltesi con la volontà di oscurare altri candidati, al fine di impugnarle e chiederne la nullità, in tutte le sedi competenti, di Partito e non».

 

 

 

 

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congresso provinciale pd bcc 2017

Il Partito democratico di Crotone si divide sull’elezione del presidente dell’assemblea. Chi sente questa notizia immaginerà che il ruolo del presidente del partito ha un’importanza vitale. Sicuramente pensa che il Pd senza il presidente rischia di morire. Purtroppo non è così, perché il ruolo che viene attribuito al presidente è quello di convocare l’assemblea uno due volte all’anno, magari in occasione dell’apertura della campagna elettorale. Se è questo il ruolo, perché litigano? E’ un vero mistero, che ben si concilia con questo partito misterioso. Si spacca il capello in quattro per cariche che hanno importanza zero, figurarsi quello che succederà quando si entrerà nelle vicende che riguardano le candidature per il rinnovo del Parlamento. Ci sarà una lotta all’arma bianca nonostante, nemmeno in questo caso, il ruolo dei dirigenti del Pd di Crotone avrà rilevanza. Le decisioni vengono prese a Roma, tenendo conto delle appartenenza alle correnti. Crotone, insomma, conta poco o nulla già in Calabria, figurarsi se potrà contare nelle vicende nazionali. D’altra parte i segnali che partono dai dirigenti di Crotone sono allarmanti: si litiga per eleggere niente meno il presidente. Non il presidente di un ente, ma del partito, che ha ruoli, se tutto va bene, un paio di volte all’anno.

 

 

 

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rocco gaetani2«Il sottoscritto, sempre e solo per amore della verità, è costretto ancora una volta a prendere "carta e penna” e ristabilire i fatti. Solo e soltanto i fatti, veri e puri». Così l’ex deputato e presidente di Akrea Rocco Gaetani in merito alle recenti vicende processuali del Partito democratico. «Trovo veramente strabiliante – scrive Gaetani – come alcuni pseudo dirigenti “passati e ritrovati” “dell’attuale Pd” si raccontino i fatti, o come tenderebbero a farli apparire. L’impegno “unitario” politico “non l’accordo” da tutti sottoscritto è racchiuso in un documento politico la cui “sparizione” non la comprendiamo. Documento politico, che riguarda il rilancio del partito con una propria piattaforma politica e la gestione unitaria conseguente, una nuova politica delle alleanze, ovviamente su basi programmatica, perché la politica dell’autosufficienza è stata sconfitta dagli italiani e dai crotonesi e di come il partito di Crotone nel suo rilancio trovi partecipazione più aderente con il partito regionale e con il governatore della Regione Calabria. Fermo restando che al Comune di Crotone siamo opposizione e tale bisogna restare. Quindi non i fatti per come vengono preconfezionati, raccontati o romanzati. I fatti veri quelli che vivono le persone in carne e ossa. La mia candidatura a presidente del Partito democratico l’ha avanzata Gaetano Megna, magari svolgendo il suo compito di cronista. Il sottoscritto, l’area politica di appartenenza congressuale e non già personale, non ha mai avanzato nessuna proposta. Sapete perché? Non c’è stato nessun incontro tra le delegazioni. Se poi qualche singolo si è permesso di discutere del mio nome sono fatti propri. Solo sabato mattina, alle ore 11.30, sì leggete bene, sabato mattina il giorno prima dell’assemblea congressuale, un noto esponente del Pd in forma privata mi ha chiesto di mettere a disposizione del partito mio nipote Mario Galea. Col sorriso ho risposto che mi faceva piacere la proposta... che grande soddisfazione, da “il mai defenestrato capogruppo” del Pd di Crotone Mario Galea, a presidente del Pd provinciale. Ho altresì aggiunto che io non faccio nulla sul piano dinastico e che il punto era se avevano intenzione di convocare le delegazioni per onorare l’impegno da tutti sottoscritto con varie strette di mano. E cioè il segretario provinciale al 60% ed alla minoranza le presidenze. Gestione unitaria del partito e rilancio dello stesso nel contesto provinciale e regionale. E’ talmente vero ciò che, a tutti i livelli, provinciale e regionale, era noto e certificato. Per carità di patria mi fermo qui. A riprova di tanto, va ricordato come i giornali ne sono stati pieni per giorni interi, e che al congresso della città di Crotone in maniera impropria era già stata indicata la presidente del partito alla minoranza. Il problema della presidenza provinciale dunque, non era mio, ma del partito e soprattutto andava chiesto alla mia area. Quindi per quel sabato, su mia richiesta, sono state convocate le delegazioni. La sera, un noto esponente politico nazionale ha introdotto chiedendoci la disponibilità di Galea Mario in quanto esponente di primo piano, capogruppo al Comune di Crotone, primo degli eletti del centrosinistra, in relazione al mondo cattolico e del lavoro e pertanto si sentivano, solo per una volta, di indicarci loro il candidato a presidente. La delegazione con fare semplice ha ringraziato ed ha ribadito 2 cose: se l’impegno unitario, già preso, veniva confermato e se aveva facoltà di potersi scegliere il candidato in quanto quel metodo metteva in discussione l’intero processo unitario. Quindi ancora una volta non ha avanzato nessun nome. Non voglio dire le anomalie politiche che la delegazione ha osservato in quella circostanza, ci sarà tempo e circostanze. Cosa poteva fare la minoranza del partito quando ormai in tutti i congressi la elezione del segretario provinciale era già stata consumata… La nostra area voleva andare al voto proprio giustappunto per evitare le solite camarille che puntualmente mettono in campo i soliti pochi agitatori e rabbiosi pseudo dirigenti che nel partito tutti conoscono. A noi sono stati rivolti gli appelli unitari. La nostra analisi è sempre stata politica. Abbiamo convenuto al richiamo unitario di tutto il partito ed oggi invece dovremmo subirci un “processo” addirittura con i capi d’accusa falsi e preconfezionati. Quindi con quella nostra singola assenza abbiamo voluto segnalare che già in partenza era stata minata la fiducia riposta e che loro avendo la maggioranza potevano tranquillamente andare avanti. Però non potevano caricare di nessuna responsabilità la minoranza. La responsabilità deve essere loro senza nascondersi dietro a nulla. Ed invece è sotto gli occhi di tutti il loro splendore. Personalità e personaggi la cui fiducia può essere in loro riposta. La minoranza ha dovuto segnalare a tutti i livelli del partito, garanti del percorso, l’anomalia che si stava effettuando su Crotone. “Smargiassata” [LEGGI ARTICOLO], beffa… nulla di tutto questo. Ha voluto dire alla maggioranza del partito poche e semplice cose. Avete fatto tutto voi. Sparizione del documento politico, avete voluto i voti per elezione del segretario provinciale, in maniera inusuale e non statutaria la certezza dei componenti dell’assemblea cittadina e del suo presidente. Infine avete scelto, ma non votato, la nostra rappresentanza politica. Cosa volete di più, fateci una lettera, magari anch’essa privata, con su le indicazioni che dobbiamo eseguire. La semplicità del nostro messaggio sta proprio in questo, lo stare con la verità e tra la gente».

 

 

 

 

 

 

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