Domenica, 12 Luglio 2020

POLITICA NEWS

ambrosio cerrelliBotta e risposta a distanza sul decreto sicurezza. In mattinata, il neocapogruppo del Pd al consiglio comunale di Crotone, Michele Ambrosio, ha scritto al sindaco Ugo Pugliese e al presidente delle assise Serafino Mauro richiedendo la convocazione di una seduta straordinaria per «discutere e approvare un provvedimento di sospensione del decreto in questione». Pronta nel pomeriggio la replica della Lega di Salvini attraverso il responsabile provinciale Giancarlo Cerrelli che definisce «Irresponsabile e spregiudicata la richiesta del capogruppo Pd Ambrosio di convocare una seduta del Consiglio Comunale per sospendere il “decreto sicurezza”, ormai diventato legge».

«L’approvazione del decreto sicurezza – scrive Ambrosio –, sta provocando in tutta la nostra Penisola un ampio confronto, con protagonisti semplici cittadini e mondo del volontariato, i quali a gran voce chiedono di fermare il provvedimento del ministro Salvini che individua un problema ma non trova nessuna soluzione. Una decisione quella adottata dal governo che sta portando tanti Comuni italiani ad affrontare un nuovo problema, quello di vedere per le strade gente che non sa dove andare o che fare ed a cui vengono negati i diritti basilari.
Com'è noto l'articolo 13 della legge 132 stabilisce che "il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo costituisce sì un documento di riconoscimento, ma non basterà più per iscriversi all'anagrafe e, quindi, ottenere la residenza". In sostanza, i Comuni non potranno più rilasciare a chi ha un permesso di soggiorno la carta d'identità e i servizi, come l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale o ai centri per l'impiego, che verranno assicurati solo nel luogo del domicilio, visto che non c'è più la residenza, come un Centro d'accoglienza straordinario o un Centro permanente per il rimpatrio.
La città di Crotone è per tradizione un territorio che fa dell’ospitalità e dell’accoglienza un vanto. Le nostre infrastrutture, l’ospitalità dei volontari, l’impegno della chiesa, è sempre stato un punto di riferimento in positivo per la problematica emigrazione. L’ultima vicenda che ha visto un emigrante di prima generazione, Mustafà El Aoudi, nominato dal presidente Mattarella, cavaliere della Repubblica, è la cartina a tornasole di quanto il nostro territorio ha prestato per aiutare l’integrazione.
E’ di questi giorni una raccolta spontanea di firme che ha raggiunto quota 7.000 di nostri concittadini e abitanti della provincia che chiedono di prendere le distanze dal "Decreto Salvini", producendo atti consequenziali. E’ di queste ore, la decisione di alcuni sindaci italiani che hanno intrapreso una seria discussione sull'eventualità di sospendere le misure contenute nel Decreto sicurezza.
Pertanto, a nome del gruppo consiliare del Partito democratico, chiedo al sindaco e al presidente, una convocazione d’urgenza del consiglio per discutere e approvare un provvedimento di sospensione del decreto in questione. Nell’occasione, si chiede, l’apertura immediata di un tavolo di tutto il mondo del Terzo settore, del volontariato, del privato sociale che sono stati e sono i veri protagonisti del flusso regolare dei migranti.
Siamo sicuri della celerità della convocazione, la nostra storia di emigranti, la disponibilità nell’affrontare le problematiche sociali, non possono non reagire per un provvedimento che mira esclusivamente a togliere diritti ai cittadini in regola con le leggi italiane», conclude Ambrosio.

 

Replica invece il segretario della Lega Giancarlo Cerrelli che «stigmatizza senza mezzi termini come “irresponsabile e spregiudicata la richiesta del capogruppo Pd Michele Ambrosio di convocare una seduta del consiglio comunale di Crotone al fine di approvare un provvedimento che sospenda il “decreto sicurezza”, ormai diventato legge”, così emulando la decisione di alcuni sindaci sinistri.

Il Pd di Crotone, sostenuto da quella frangia del Terzo settore che si lamenta del decreto sicurezza per la diminuzione del loro business sulla pelle dei migranti – continua Cerrelli – si associa alla crociata di alcuni sindaci contro il decreto sicurezza non sapendo che la nuova legge aggiunge soldi e uomini alla sicurezza della nostra e delle loro città.

Ambrosio e i suoi amici del Terzo settore – afferma Cerrelli – vogliono forse che il Comune rinunci ai soldi destinati anche alla citta di Crotone dal “decreto sicurezza”: per potenziare la videosorveglianza? per incrementare il fondo per la sicurezza urbana? per attuare il programma per scuole sicure? e ad altro ancora? Se vogliono veramente questo – sostiene il segretario della Lega Cerrelli - lo chiedano ai cittadini di Crotone se sono dello stesso parere!
Non, però, divulgando petizioni fasulle, da 7.000 firme, come quella promossa sulla piattaforma Change.Org e pubblicizzata con tanta enfasi, nei giorni scorsi, dalle associazioni del Terzo settore, che, guarda caso, hanno omesso di rendere noto un piccolo, ma fondamentale particolare e cioè che quella petizione era fatta su base nazionale e non locale e a tal proposito sarebbe curioso sapere quante di quelle 7.000 firme sono di cittadini crotonesi.
Il decreto sicurezza taglia il business dell’immigrazione e magari qualcuno di quei sindaci rimpiange quel business miliardario, tuttavia, - conclude Cerrelli - ci dispiacerebbe se anche il Sindaco di Crotone si unisse a quel coro stonato di sindaci che certamente non hanno a cuore gli interessi dei loro concittadini».

 

 

 

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correggia sorgiovanni consiglio«Nella giornata di oggi, il gruppo consiliare del movimento 5 stelle di Crotone nel ruolo di portavoce dei disagi del territorio che da tempo si impegna a rappresentare, ha depositato in comune una mozione, dal titolo fortemente evocativo "Crotone città solidale "». Lo rendono noto Andrea Correggia e Ilario Sorgiovanni in qualità di portavoce del MoVimento 5 Stelle Crotone. «Questa proposta – spiegano i consiglieri di minoranza – è maturata dopo un'attenta analisi degli effetti di una normativa carica di lacune, su una realtà, come quella crotonese, che si ritrova in preda ad una emergenza sociale, che scuote le coscienze.
Considerata la sentita partecipazione istituzionale, sia del sindaco e in particolare di Flora Sculco a testa del corteo alla manifestazione dell'8 dicembre, confidiamo in una seria e responsabile presa in carico, da parte di chi amministra la città di Crotone, e speriamo vivamente che le parole dette sui giornali e in TV siano seguite da fatti, discutendo questa proposta che richiede un concreto impegno politico da parte della pubblica amministrazione per eccellenza, quale è il Palazzo comunale. In sintesi la mozione impegna la giunta a individuare e istituire un dormitorio comunale per offrire un riparo accogliente nelle ore notturne, a quelle persone che attualmente stanziano in luoghi di fortuna, specialmente presso lo Stazione ferroviaria (una situazione che va avanti da anni nell'indifferenza generale, senza ceri o merce di umanità), offrendo agli stessi anche il servizio di docce pubbliche. Tutto ciò, in un’ottica solidale, per aiutare chi ha indistintamente bisogno.
L'indigenza, è bene ricordare, colpisce gli italiani tanto quanto gli stranieri, e troppe volte la politica ha fatto della povertà una bandiera. Ci rincresce constatare quanto la questione sia polarizzata, al punto tale che, alcune forze politiche sembrano considerare poveri esclusivamente gli extracomunitari ed altre forze politiche invece, solo gli italiani, per noi questa distinzione non è accettabile, per questo abbiamo chiesto anche una dispensa pubblica, ovvero l'individuazione di spazi pubblici dove chi voglia contribuire, possa consegnare volontariamente generi alimentari, e coloro i quali ne abbiano necessità, possano attingervi per trovare del cibo, in forma rigorosamente anonima. Un'attività simile a Crotone è svolta dagli angeli del camper, ma con apposito regolamento comunale si potrebbe "istituzionalizzare" questo tipo di attività instituendo una filiera del recupero alimentare, che prevede la creazione di una rete di carattere sociale, tra soggetti che commercializzano alimenti, associazioni e volontariato.
Dopo l'acquisizione dei prodotti alimentari, gli stessi vengono ridistribuiti gratuitamente attraverso i volontari facenti parte delle associazione riconosciute ed accreditate dal Comune. Gli effetti positivi riguardano tutti i soggetti coinvolti, i commercianti potrebbero usufruire degli sgravi sulle imposte comunali, gli utenti che vivono in condizioni di disagio economico sociale possono recuperare gratuitamente alimenti. Quanto descritto crea effetti positivi anche per il Comune, in quanto contrasta il fenomeno dello spreco alimentare. L'ulteriore azione proposta andrebbe incontro al fenomeno evolutivo della presenza di cittadini stranieri nel nostro ambito comunale, questo fenomeno deve essere governato con una attenta analisi e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti (cooperative sociali, associazioni, volontariato, diocesi, Prefettura, ASL, Centro per l'impego, ed altri), pertanto, si rende necessaria l'istituzione di una consulta per l'immigrazione, fortemente rappresentativa sia della realtà multiculturale di tali categorie, che delle associazioni e cooperative impegnate in prima fila a dare risposte al disagio che queste persone vivono.
Si richiede dunque, un intervento concreto al fine di arginare la crescita ipertrofica di quelle sacche di emarginazione e disperazione a discapito di categorie sempre più vulnerabili e strumentalizzate ad uso e consumo di retoriche di parte. Sempre più convinto che a problemi reali bisogna opporre soluzioni reali. Il Sindaco fa bene ad accendere ceri, ma deve dimostrare che la sua umanità non si spenga insieme a quella fiammella, la solidarietà ad intermittenza non serve a nessuno, le questioni urgenti vanno affrontate in consiglio comunale».

 

 

 

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rete sprar crotone«Si è svolto questa mattina, alla presenza di Angela Robbe (assessore alle Politiche sociali della Regione Calabria), Alessia Romano (assessore alle Politiche sociali del Comune di Crotone) e Carmine Maio (sindaco di Carfizzi), un incontro tra le organizzazioni del terzo settore della provincia di Crotone che operano nell’ambito del sistema Sprar». Lo rende noto il Comitato Reti Sprar della Provincia di Crotone (Cooperativa Agape Cooperativa Agorà Kroton, Cooperativa Baobab Cooperativa Kroton Community e Prociv ARCI Isola Capo Rizzuto) cui aderiscono anche l’Arci Provinciale Legacoop Sociale, l’associazione I Sentinelli di Crotone, Mga, Associazione Forense Nazionale e Associazione Terra e libertà Associazione Volontari di Strada. «A seguito dell’approvazione – spiegano nella nota – del Decreto Sicurezza e Immigrazione, avvenuta ieri dal Senato, esprimiamo preoccupazione per le conseguenze che deriveranno in virtù dello smantellamento del sistema di accoglienza e integrazione finora attuato anche attraverso la rete Sprar. Siamo fiduciosi che prosegua il confronto tra Governo e Anci sul tema dei flussi migratori e dell'accoglienza, per trovare una mediazione che eviti le pesanti ripercussioni che deriveranno dall’applicazione di politiche che non tengono in nessuna considerazione la realtà dei numeri degli stranieri in Italia.
rete sprar crotone pubblicoIl rimpatrio dei quasi 500mila stranieri irregolari presenti nel territorio italiano (stime 2017, fonte Fondazione Ismu), se attuato al ritmo attuale, richiederà 80 anni: mancano accordi di rimpatrio con molti dei paesi di provenienza e se pur si aumentasse di dieci volte la velocità di espulsione serviranno 8 anni. Nel frattempo mezzo milione di persone vagherà senza alcuna possibilità di accesso ai servizi di base, senza poter accettare lavoro regolare, entrando nella zona grigia della clandestinità con il rischio che diventi manodopera a buon mercato per la criminalità. Un effetto immediato sarà un aggravio dei costi dei sistemi di welfare territoriale: le amministrazioni comunali da stime Anci sosterranno 286 milioni di euro l’anno per i costi assistenziali legati ai migranti con forte disagio sociale ed ai nuclei familiari con minori, che inevitabilmente si troveranno per strada. Immaginare una risposta repressiva non è priva di conseguenze sul bilancio dello stato. Ogni detenuto in Italia costa 50.000 euro l’anno, per cui se si intendesse aumentare la capacità del sistema penitenziario nazionale si dovrebbe quanto meno raddoppiarlo.

rete sprar crotone pubblico fronteAttualmente si attesta poco al di sotto dei 60.000 posti, duplicarlo per contenere gli irregolari che potrebbero dedicarsi ad attività criminali comporterà 3 miliardi di euro per anno. La presenza di una popolazione irregolare che vive in condizioni di povertà avrà inevitabili conseguenze in termini di maggiore ricorso a cure sanitarie, tenendo conto che il costo giornaliero medio di un ricovero è di 750 euro è facile comprenderne gli effetti sulla spesa sanitaria. A meno che si pensi di lasciar fuori dagli ospedali i migranti irregolari, aspettando che la natura faccia il suo corso. La nostra proposta, al di là dei valori di solidarietà e dignità della persona divenuti fuori moda, al di là del cinismo e della divisione sociale alimentati da anni di politiche migratorie evidentemente inadeguate, è puntare alla integrazione dei migranti quale soluzione realistica, conveniente e sostenibile. Dal decreto Sicurezza e Immigrazione deriveranno soltanto maggiore insicurezza sociale per gli italiani, causata da una popolazione migrante già presente in Italia che diverrà invisibile, e soprattutto maggiori costi su un bilancio dello stato che già oggi non è in grado di dare risposte adeguate agli italiani in forte difficoltà economica».

 

 

 

 

«Si è svolto questa mattina, alla presenza di Angela Robbe (assessore alle Politiche sociali della Regione Calabria), Alessia Romano (assessore alle Politiche sociali del Comune di Crotone) e Carmine Maio (sindaco di Carfizzi), un incontro tra le organizzazioni del terzo settore della provincia di Crotone che operano nell’ambito del sistema Sprar».

Lo rende noto il Comitato Reti Sprar della Provincia di Crotone (Cooperativa Agape Cooperativa Agorà Kroton, Cooperativa Baobab Cooperativa Kroton Community e Prociv ARCI Isola Capo Rizzuto) cui aderiscono anche l’Arci Provinciale Legacoop Sociale, l’associazione I Sentinelli di Crotone, Mga, Associazione Forense Nazionale e Associazione Terra e libertà Associazione Volontari di Strada.

«A seguito dell’approvazione – spiegano nella nota – del Decreto Sicurezza e Immigrazione, avvenuta ieri dal Senato, esprimiamo preoccupazione per le conseguenze che deriveranno in virtù dello smantellamento del sistema di accoglienza e integrazione finora attuato anche attraverso la rete Sprar.

Siamo fiduciosi che prosegua il confronto tra Governo e Anci sul tema dei flussi migratori e dell'accoglienza, per trovare una mediazione che eviti le pesanti ripercussioni che deriveranno dall’applicazione di politiche che non tengono in nessuna considerazione la realtà dei numeri degli stranieri in Italia.

Il rimpatrio dei quasi 500mila stranieri irregolari presenti nel territorio italiano (stime 2017, fonte Fondazione Ismu), se attuato al ritmo attuale, richiederà 80 anni: mancano accordi di rimpatrio con molti dei paesi di provenienza e se pur si aumentasse di dieci volte la velocità di espulsione serviranno 8 anni.

Nel frattempo mezzo milione di persone vagherà senza alcuna possibilità di accesso ai servizi di base, senza poter accettare lavoro regolare, entrando nella zona grigia della clandestinità con il rischio che diventi manodopera a buon mercato per la criminalità.

Un effetto immediato sarà un aggravio dei costi dei sistemi di welfare territoriale: le amministrazioni comunali da stime Anci sosterranno 286 milioni di euro l’anno per i costi assistenziali legati ai migranti con forte disagio sociale ed ai nuclei familiari con minori, che inevitabilmente si troveranno per strada.

Immaginare una risposta repressiva non è priva di conseguenze sul bilancio dello stato. Ogni detenuto in Italia costa 50.000 euro l’anno, per cui se si intendesse aumentare la capacità del sistema penitenziario nazionale si dovrebbe quanto meno raddoppiarlo. Attualmente si attesta poco al di sotto dei 60.000 posti, duplicarlo per contenere gli irregolari che potrebbero dedicarsi ad attività criminali comporterà 3 miliardi di euro per anno.

La presenza di una popolazione irregolare che vive in condizioni di povertà avrà inevitabili conseguenze in termini di maggiore ricorso a cure sanitarie, tenendo conto che il costo giornaliero medio di un ricovero è di 750 euro è facile comprenderne gli effetti sulla spesa sanitaria. A meno che si pensi di lasciar fuori dagli ospedali i migranti irregolari, aspettando che la natura faccia il suo corso.

La nostra proposta, al di là dei valori di solidarietà e dignità della persona divenuti fuori moda, al di là del cinismo e della divisione sociale alimentati da anni di politiche migratorie evidentemente inadeguate, è puntare alla integrazione dei migranti quale soluzione realistica, conveniente e sostenibile.

Dal decreto Sicurezza e Immigrazione deriveranno soltanto maggiore insicurezza sociale per gli italiani, causata da una popolazione migrante già presente in Italia che diverrà invisibile, e soprattutto maggiori costi su un bilancio dello stato che già oggi non è in grado di dare risposte adeguate agli italiani in forte difficoltà economica».

 

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