Sabato, 11 Luglio 2020

POLITICA NEWS

Sono stati celebrati quest'oggi, nella chiesa della parrocchia Madre della Chiesa, a Torretta di Crucoli (Crotone), dove risiedeva, i funerali di Giacomo Capalbo, il trentaseienne rimasto vittima dell'ennesimo, tragico incidente successo lungo la Statale 106 Jonica, nel territorio comunale di Mandatoriccio (Cosenza), domenica 14 giugno, poco dopo le 13.

Pubblicato in Cronaca

serafino mauroSi è spenta nella mattinata di oggi Bina Spatafora, mamma del presidente del consiglio comunale di Crotone Serafino Mauro. Bina è venuta a mancare all’affetto anche degli altri due figli Piera e Ignazio, oltre che di parenti e amici che hanno potuto apprezzare in vita l’integrità e la riservatezza di donna assai credente. I funerali si svolgeranno domani, 9 agosto, presso la parrocchia di San Domenico a Crotone alle ore 11. In mattinata è arrivato il cordoglio del sindaco Ugo Pugliese, dalla giunta e dai dipendenti del Comune di Crotone. Alla famiglia Mauro giungano le più sentite condoglianza dalla redazione della ProvinciaKR.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

pugliese drago carella rifondazione comunistaDomenica l’ultimo saluto a Raffele Drago, il 49enne attivista della sinistra e dell’associazionismo crotonese deceduto il 25 aprile scorso a seguito di complicazioni fatali, soggiuntegli mentre era ricoverato a Milano. Il prossimo 28 aprile i funerali verranno celebrati presso la parrocchia di Santa Rita, a Crotone, alle ore 15. Ancora scossi e increduli il mondo della politica e dell’associazionismo per la prematura scomparsa di Raffaele. La notizia della sua dipartita improvvisa è giunta proprio mentre erano in corso le celebrazioni per la Festa della Liberazione, organizzate da Consorzio Jobel e dall’Arci di cui Raffaele era presidente del circolo “Il Barrio”. Dal palco del concerto serale, hanno ricordato la figura di Raffaele, sia il presidente del Consorzio Jobel Santo Vazzano, che il compente dell’Arci nazionale Filippo Sestito. Da sempre vicino al Pci, le battaglie di Raffaele erano partite negli anni ’90 quando contribuì a mettere in piedi a Crotone Rifondazione comunista (nella foto è immortalato assieme a una parte della segreteria di allora con il senatore Pino Pugliese e il nostro editore Antonio Carella). Poi mille battaglie politiche, sull’ambiente, sui diritti, per l’uguaglianza e per gli "ultimi". Raffaele era anche un affezionato lettore della ProvinciaKR, soprattutto dell’edizione cartacea. Era solito fermare qualche componente della redazione e disquisire sui contenuti degli articoli mentre stazionava al mattino nei pressi dell’edicola Lorenzano sul corso di via Vittorio Veneto. La sua pacatezza, la sua perspicacia, la sua vivacità intellettuale, la sua lealtà sono stati i capisaldi che hanno accompagnato un’amicizia davvero sincera con Raffaele. Non servono bandiere per coprirti e descriverti, basteranno l’affetto e la stima di chi ha avuto la fortuna di averti vissuto. “Bella Ciao” Raffaele!

 

 

 

Pubblicato in Politica

marrelli bara duomoIl duomo di Crotone non e' riuscito a contenere tutte le persone che questa mattina hanno salutato per l'ultima volta l'imprenditore Massimo Marrelli, morto insieme a tre suoi operai in un incidente sul lavoro avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi. Sotto la pioggia, un lungo corteo funebre e' partito dal Marrelli Hospital, dove era stata allestita la camera ardente e dove questa mattina si e' recato anche il governatore della Calabria, Mario Oliverio, ed ha attraversato le strade del centro cittadino. A portare il feretro a spalla alcuni dei 350 dipendenti del gruppo Marrelli, molti de quali rimasti fuori dalla chiesa, sotto la pioggia in silenzio, mentre sui banchi del Duomo si sono assiepati tanti cittadini, ma anche numerose autorita' ed esponenti politici: il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese e alcuni dei primi cittadini della provincia, il consigliere provinciale Renato Carcea, assessori e consiglieri comunali, la consigliera regionale Flora Sculco, il presidente del Crotone Calcio, Gianni Vrenna, e una delegazione di calciatori rossoblù. Numerosi anche gli studenti che hanno ottenuto l'autorizzazione dalle loro scuole a partecipare alle esequie. Il rito e' stato celebrato da monsignor Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia Terme (Cz), crotonese di nascita.

bara marrelli funerali"Le anime dei giusti - ha detto il presule - sono nelle mani di Dio. Massimo ha giocato ruoli importantissimi e ci lascia un'eredità forte: andare avanti. Massimo - ha proseguito il presule - ha giocato ruoli importantissimi nel nostro territorio e ci lascia un'eredita' forte: andare avanti". Un messaggio chiaro ai tanti dipendenti che si chiedono cosa accadra' ora alle aziende presso cui lavorano. Un messaggio identico a quello lanciato dai tre figli dell'imprenditore, la maggiore dei quali, Doriana, ha affermato: "Grazie per averci insegnato a non mollare mai e ad inseguire i sogni. Grazie papa', ti promettiamo che io, Lorenzo e Benedetta porteremo avanti il tuo sogno". Palloncini neri liberati in cielo in segno di lutto. E' stato uno dei momenti più toccanti dei funerali, svoltisi nella Cattedrale di Crotone. "Sarai sempre vivo - era scritto su uno striscione - nei nostri pensieri e nel nostro agire quotidiano". Si terranno nel pomeriggio invece i funerali dei tre operai morti nel crollo: a Isola Capo Rizzuto quello di Santo Bruno, a Cutro quello di Luigi Ennio Colacino e a Crotone quello di Mario Cristofaro. In mattinata il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha reso omaggio alle vittime. ”Ha sostato – informa una nota stampa – davanti alle bare delle diverse camere ardenti a Crotone, a Cutro ed a Isola Capo Rizzuto" ed ha espresso "le condoglianze ed i sentimenti di profondo dolore per quanto accaduto alle rispettive famiglie".

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

pasquale pacenzaUna vita al servizio del popolo, della famiglia e della fede. Si è spento nella notte all'età di 91 anni uno degli ultimi decani della politica crotonese Pasquale Pacenza. Papà dell'ex consigliere regionale Salvatore che, da lui, ha ereditato la passione per la politica, Pasquale Pacenza è spirato al San Giovanni di Dio dove da tempo era ricoverato in precarie condizioni di salute relative all'età. Approccio vispo e di maniere cortesi, disponibile e leale, don Pasquale ha speso la sua intera vita al servizio della politica e degli altri tra le fila della Democrazia cristiana dove è risultato per ben cinque volte consecutive consigliere al Comune di Crotone. È stato per due volte assessore comunale, al Bilancio con il sindaco Bernardo, prima, e ai Trasporti con Bevilacqua, dopo. Accanto alla passione per la politica, però, anche l'uomo, con la dedizione per la famiglia, la moglie e i figli Salvatore, Caterina, Ezia e Francesco, oggi professionisti stimati e apprezzati non solo in città. Pasquale Pacenza è stato espressione di una politica di altri tempi, ma anche di attaccamento al lavoro con una carriera professionale integerrima consumata come funzionario dell'Arssa. In mattinata il cordoglio di un altro democristiano “doc” di Calabria, Franco Cimino. «Un grande – ricorda in un messaggio –. Una piccola persona, a suo modo grande. Intelligente, leale, combattivo. Coerente. Sempre democristiano. Nel suo cuore e nella sua testa tale vi rimase. Anche quando la Democrazia cristiana cessò di esistere». Fino alla fine, oltre a fede e credo politico, c’era in Pasquale Pacenza una passione smisurata nel Crotone calcio di cui fu dirigente storico e che ha seguito fino a che è stato cosciente. I funerali sono previsti per domani pomeriggio alle ore 15 presso la parrocchia di Santa Rita. Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze da parte della redazione tutta.

La lettera della nipote.

Novantuno anni di vita.
Io e te nonno, con la “N” maiuscola, ci siamo conosciuti in una soleggiata domenica di gennaio.
E hai iniziato a farmi da nonno.
Crescevo e tu vedevi una nipote birichina, sempre col sorriso e pronta a farsi "rimproverare" per fermarsi un attimo. Ma il bello viene dopo.
Mentre il tempo passava, mi son state dette tante cose su di te e io, per qualche assurda ma bella motivazione, le ricordo tutte, ma in ogni caso ho anche visto che persona eri, quindi, sono doppiamente orgogliosa di essere stata e di essere tua nipote.
Io ho visto una persona buona, generosa, che vedeva le difficoltà degli altri come le sue, una mente pensante, pensante il bene; ottimista, perché tu ogni 24 luglio non invecchiavi mai, era tua caratteristica infastidirti se qualcuno ti ricordasse gli anni che compievi, ma poi finiva sempre con un bacio.
Ho visto la saggezza, la saggezza di un uomo che sapeva sempre la risposta giusta, ed io facevo la spugna perché mi piaceva col cuore ascoltarti nonno.
Le volte che venivi a mangiare a casa volevi papà alla tua destra e io alla tua sinistra..."Ven vicin e mia tu", mentre mi indicavi sorridendo.
Sei stato un esempio perché ci hai insegnato il più grande senso della famiglia che si traduceva in ogni domenica noi tutti e 19 intorno alla tua tavola, senza alzarci fino alla fine: guai a chi si alzava, regola intramontabile.
"Che bella cosa Nonno, che bella cosa che hai fatto!".
Tu, eri un padre prima che un nonno, è sottoscritto. Un padre oltremodo ammirevole perché ha fortemente speso se stesso per l'istruzione dei suoi figli ed è stato il suo più grande progetto realizzato, con ogni centimetro di cuore, e di riflesso noi nipoti faremo lo stesso, nonno. Non è una promessa, è un obiettivo di vita.
Ho impresso il nostro ultimo saluto, ti ho detto che andavo via all'università e mi stringevi forte la mano, piangevi, ti ho asciugato le lacrime e lasciato la mano.
Non potevo avere di meglio.
Don Pasquale, il cavaliere che amavano tutti.
Son fiera di portare questo cognome, e sarà sempre così.
Sei l'angelo più amabile che Dio possa accogliere tra le sue braccia.
Uomo immenso, Indelebile.
Ciao Nonno.

                                                                  Francesca Pacenza

 

 

Pubblicato in Cronaca

funerali giuseppe parretta«Non rabbia, anche se vedete in me tanto dolore che nessuno potrà mai colmare, ma pace e amore; non vendetta ma giustizia». Lo ha chiesto Caterina Villirillo, al termine dei funerali del figlio Giuseppe Parretta, parlando dal sagrato della basilica cattedrale di Crotone. Migliaia le persone che hanno accompagnato questa mattina nel suo ultimo viaggio Giuseppe, il 18enne ucciso sabato scorso con quattro colpi di pistola da Salvatore Gerace, pregiudicato di 56 anni, arrestato dalla Polizia subito dopo il delitto. Un lungo corteo, aperto dagli striscioni degli studenti di tutte le scuole crotonesi, ha attraversato le vie principali della citta', partendo dall'obitorio per approdare alla chiesa cattedrale in piazza Duomo. Dietro la bara bianca del ragazzo, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e la mamma della vittima, Caterina Villirillo, insieme ad altre autorita' e rappresentanti istituzionali. Tutti gli esercizi commerciali hanno abbassato le serrande aderendo all'invito del sindaco che per oggi ha proclamato il lutto cittadino. Corteo funebre e' partito dall'obitorio dell'ospedale S. Giovanni di Dio intorno alle ore 9.30 per giungere alla Basilica Cattedrale dove si e' svolto il rito funebre. Chiuse anche le persiane degli edifici pubblici, tra cui quelle del palazzo comunale. «Mio figlio - ha detto la mamma Katia Villirillo - era un piccolo grande uomo non animato da sentimenti di rabbia, ma la giustizia me lo restituirà». Le esequie sono state officiate dal rettore della Basilica cattedrale don Serafino Parisi e concelebrate da tutti i parroci della citta', mentre il feretro, una bara bianca, e' stato poggiato ai piedi dell'altare. Don Serafino, nell'evidenziare la corale presenza della citta', ha detto che dopo l'assassinio di Giuseppe si «sta manifestando una pacifica rivolta morale, un malessere che ha un duplice significato: la vicinanza di tutta una comunita' ai familiari colpiti da questa tragedia ed il rifiuto e il disgusto per quello che e' accaduto. Con questa partecipazione ci si libera di un incubo.

funerali giuseppe parretta2Spero che questo fatto preluda ad una presa di coscienza. Crotone ha deciso di fare i conti con questa dura realta'. E qui sta affermando che non e' giusto fare pagare l'amaro conto ai soli familiari di Giuseppe. Quella di oggi non e' un momento catartico, ma la reazione di rigetto di un corpo che vuole guarire con una reazione delle coscienze che dica basta alla barbarie che ha portato a questo omicidio e anche a tutte le altre. Il credente ha la forza di rascattarsi per passare ad un impegno che sia costante e non episodico». Rivolgendosi poi ai giovani, don Serafino li ha esortati a diventare «protagonisti ed attori principali del futuro della citta' e del comprensorio». Al termine della cerimonia religiosa, sul sagrato della Basilica cattedrale, prima del trasporto del feretro al cimitero, Ester, la ragazza di Giuseppe, ha letto una lettera all'amato, ricordando i suoi «occhi dolci, puri, il darci la mano per strada. Dimenticarti sara' impossibile». Dopo il rito funebre, anche il sindaco Ugo Pugliese ha rivolto un messaggio di saluto e di vicinanza alla mamma ed alla famiglia di Giuseppe. «Domenica, durante la fiaccolata, i crotonesi - ha detto il sindaco - hanno dimostrato quanto sia importante rimanere uniti. Uniti anche nel dolore! Non nella rabbia, nell'odio e nella vendetta perche' sono questi i sentimenti che hanno ucciso Giuseppe. Mi ha molto colpito una foto di questo figlio mio.... Scusami Katia - ha detto rivolto alla madre del ragazzo - se ho detto "figlio mio". Ma Giuseppe ora non piu' solo figlio tuo. Appartiene a tutti noi. Giuseppe appartiene a tutta la comunita' cittadina. Le tue lacrime sono le nostre, il tuo dolore e' il nostro dolore. E non ti lasceremo sola nel portare questo immenso dolore».

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca
Pagina 1 di 3