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Lunedì, 15 Aprile 2024

POLITICA NEWS

catia villirillo«Giovedì 29 novembre prossimo – informa una nota –, Caterina Villirillo, madre di Giuseppe Parretta, giovane studente barbaramente ucciso il 13 gennaio scorso e presidente dell'associazione “Libere Donne” Crotone, si recherà presso la Corte d’Assise di Catanzaro, per testimoniare al processo e ripercorre così le tragiche sequenze di quella sera. Affinché non si spengano i riflettori sul processo e su questa tragica vicenda in cui una giovane ed innocente vita è stata spezzata da un atto così violento».

 

 

 

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katia villirillo ugo pugliese«Non ho voluto fare nessuna dichiarazione fino a oggi perché, da quel maledetto gennaio, conservo il rispetto per il dolore di una madre e per il ricordo di Giuseppe Parretta». È quanto scrive il sindaco Ugo Pugliese in merito alle polemiche sollevate da Catia Villirillo. «E se una madre – prosegue Pugliese – ritiene di sfogare il proprio dolore contro una persona, sono il sindaco, raccolgo tutto quello che viene dalla mia gente, raccolgo anche questo suo sfogo. Potrei dire che siamo stati vicini a Caterina, sostenendo tutte le iniziative che ha voluto mettere in campo per ricordare il suo ragazzo, che ci siamo costituiti parte civile al processo contro il suo assassino mettendo a disposizione gratuitamente un legale e chiedendo un eventuale risarcimento di dieci milioni di euro che saranno devolute per iniziative sociali comprese quelle meritorie che mette in campo per la sua associazione Caterina, che abbiamo messo a disposizione un loculo presso il cimitero cittadino dove può portare un fiore al suo Giuseppe, che le abbiamo messo a disposizione una abitazione dove vivere, un bene sequestrato alla criminalità organizzata, che la sede dove è ubicata la sua associazione le è concessa dall'amministrazione Provinciale di cui sono presidente, che l'abbiamo iscritta al Rei nonostante non ne abbia fatto domanda precedentemente in modo tale da assicurare un contributo mensile ed un progetto sociale a sostegno della famiglia. Potrei dire che queste attività in termini pratici hanno dei costi anche importanti, ma preferisco dire che, anche se non lo percepisce per il dolore che l'accompagna, non e' stata lasciata sola. Potrei dire che anche se in tanti abbiano dato la loro disponibilità gratuita a svolgere i funerali è stato solo il Comune a farsi carico, nei limiti che la legge impone, a parte delle spese. Non e' questo l'argomento. Non conta e non mi importa se anche vengono scagliate contro il sottoscritto accuse ingiuste. Queste vengono da una madre che soffre ed e' comprensibile che sia cosi'. Che stia vivendo un dolore immenso lo vedo ogni giorno anche dalla sua pagina social, dalle interviste che rilascia a televisioni, giornali e media locali e nazionali sin dal momento che Giuseppe e' stato colpito a morte. Se questo e' il modo di sfogare il suo immenso dolore, per ricordare il suo Giuseppe, lo comprendo. Voglio soltanto dirle, che come ho sostenuto dal primo momento che non si deve sentire sola. Così come detto più volte alla mamma di Giuseppe siamo disponibili ad intervenire anche personalmente per cercare di fare di più, ma sempre nel rispetto della legge e delle regole. La morte di Giuseppe, una morte tragica e violenta, ha avuto e continua ad avere ripercussioni sull'intero tessuto sociale, per questo noi avvertiamo la responsabilità di gestire l'intera vicenda senza prestare il fianco a polemiche. La nostra attenzione e il nostro impegno sono rivolti alla comunità, alla famiglia di Giuseppe ed è per questo che intendiamo mettere in campo azioni che dovranno essere in grado di dare le giuste risposte in termini di sostegno sociale, dignità e sicurezza».

 

 

 

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katia villirillo amici giuseppe parretta"Mi aspetto giustizia e non vendetta". Lo ha detto Katia Villirillo, la madre di Giuseppe Parretta, il 18enne ucciso lo scorso 13 gennaio a Crotone in una lite per motivi di vicinato, parlando con i giornalisti davanti la Corte d'assise di Catanzaro, dove oggi e' prevista l'apertura del processo sulla morte del giovane. Il processo vede come imputato il 56enne Salvatore Gerace, ex sorvegliato speciale, che avrebbe ucciso a colpi di pistola Parretta nella sede dell'associazione "Libere Donne" di Crotone mentre il 18enne si trovava in compagnia della madre e della fidanzata.

striscione giuseppe parretta"Mi aspetto - ha detto Katia Villirillo - giustizia e non vendetta, mi aspetto regole di vita che valgano non solo per Gerace ma per tutti gli altri, mi aspetto umanita' e una giustizia che si metta a fianco delle famiglie che subiscono un dolore cosi' grande. Dico questo - ha aggiunto la madre di Parretta - non perche' si tratta di Giuseppe, ma perche' si e' tratta di un omicidio gratuito, inflitto senza alcun motivo alla famiglia, alla fidanzata, agli amici, a tante persone che piangono e soffrono. Come Giuseppe non ha avuto sconti, non debba averne nemmeno chi l'ha ucciso, e che a mio avviso deve scontare la sua pena com'e' giusto che sia. A essere sincera - ha concluso Katia Villirillo - mi aspetto una condanna importante al carcere perche' solo cosi' si puo' parlare di rieducazione: e lo Stato deve dare un segnale di sicurezza ai suoi cittadini". Ad accompagnare Katia Villirillo alla Corte d'assise di Catanzaro ci sono anche una ventina di familiari e amici di Giuseppe Parretta provenienti da Crotone.

 

 

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funerali giuseppe parretta«Non rabbia, anche se vedete in me tanto dolore che nessuno potrà mai colmare, ma pace e amore; non vendetta ma giustizia». Lo ha chiesto Caterina Villirillo, al termine dei funerali del figlio Giuseppe Parretta, parlando dal sagrato della basilica cattedrale di Crotone. Migliaia le persone che hanno accompagnato questa mattina nel suo ultimo viaggio Giuseppe, il 18enne ucciso sabato scorso con quattro colpi di pistola da Salvatore Gerace, pregiudicato di 56 anni, arrestato dalla Polizia subito dopo il delitto. Un lungo corteo, aperto dagli striscioni degli studenti di tutte le scuole crotonesi, ha attraversato le vie principali della citta', partendo dall'obitorio per approdare alla chiesa cattedrale in piazza Duomo. Dietro la bara bianca del ragazzo, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e la mamma della vittima, Caterina Villirillo, insieme ad altre autorita' e rappresentanti istituzionali. Tutti gli esercizi commerciali hanno abbassato le serrande aderendo all'invito del sindaco che per oggi ha proclamato il lutto cittadino. Corteo funebre e' partito dall'obitorio dell'ospedale S. Giovanni di Dio intorno alle ore 9.30 per giungere alla Basilica Cattedrale dove si e' svolto il rito funebre. Chiuse anche le persiane degli edifici pubblici, tra cui quelle del palazzo comunale. «Mio figlio - ha detto la mamma Katia Villirillo - era un piccolo grande uomo non animato da sentimenti di rabbia, ma la giustizia me lo restituirà». Le esequie sono state officiate dal rettore della Basilica cattedrale don Serafino Parisi e concelebrate da tutti i parroci della citta', mentre il feretro, una bara bianca, e' stato poggiato ai piedi dell'altare. Don Serafino, nell'evidenziare la corale presenza della citta', ha detto che dopo l'assassinio di Giuseppe si «sta manifestando una pacifica rivolta morale, un malessere che ha un duplice significato: la vicinanza di tutta una comunita' ai familiari colpiti da questa tragedia ed il rifiuto e il disgusto per quello che e' accaduto. Con questa partecipazione ci si libera di un incubo.

funerali giuseppe parretta2Spero che questo fatto preluda ad una presa di coscienza. Crotone ha deciso di fare i conti con questa dura realta'. E qui sta affermando che non e' giusto fare pagare l'amaro conto ai soli familiari di Giuseppe. Quella di oggi non e' un momento catartico, ma la reazione di rigetto di un corpo che vuole guarire con una reazione delle coscienze che dica basta alla barbarie che ha portato a questo omicidio e anche a tutte le altre. Il credente ha la forza di rascattarsi per passare ad un impegno che sia costante e non episodico». Rivolgendosi poi ai giovani, don Serafino li ha esortati a diventare «protagonisti ed attori principali del futuro della citta' e del comprensorio». Al termine della cerimonia religiosa, sul sagrato della Basilica cattedrale, prima del trasporto del feretro al cimitero, Ester, la ragazza di Giuseppe, ha letto una lettera all'amato, ricordando i suoi «occhi dolci, puri, il darci la mano per strada. Dimenticarti sara' impossibile». Dopo il rito funebre, anche il sindaco Ugo Pugliese ha rivolto un messaggio di saluto e di vicinanza alla mamma ed alla famiglia di Giuseppe. «Domenica, durante la fiaccolata, i crotonesi - ha detto il sindaco - hanno dimostrato quanto sia importante rimanere uniti. Uniti anche nel dolore! Non nella rabbia, nell'odio e nella vendetta perche' sono questi i sentimenti che hanno ucciso Giuseppe. Mi ha molto colpito una foto di questo figlio mio.... Scusami Katia - ha detto rivolto alla madre del ragazzo - se ho detto "figlio mio". Ma Giuseppe ora non piu' solo figlio tuo. Appartiene a tutti noi. Giuseppe appartiene a tutta la comunita' cittadina. Le tue lacrime sono le nostre, il tuo dolore e' il nostro dolore. E non ti lasceremo sola nel portare questo immenso dolore».

 

 

 

 

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