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Giovedì, 18 Luglio 2024

POLITICA NEWS

cavallo cerrelliLunedì 11 febbraio prossimo, dalle ore 18, si terrà a Crotone, presso la Sala consiliare del Comune pitagorico, un convegno dal titolo: “L’impegno della Lega Giovani per Crotone e la Calabria”. «L’evento – informa una nota – è organizzato dalla Lega Salvini Premier di Crotone e registrerà la partecipazione del segretario nazionale della Lega giovani, Andrea Crippa, che è uno dei massimi vertici del partito e dell’onorevole, Domenico Furgiuele, segretario della Lega Calabria. Introdurrà e modererà il convegno l'avvocato Giancarlo Cerrelli, segretario della Lega Salvini premier Crotone. Interverranno Carmine Bruno, coordinatore regionale Giovani Lega Calabria; Marisa Luana Cavallo, coordinatrice provinciale Giovani Lega Crotone; Angelo Greco, coordinatore provinciale Giovani Lega Catanzaro;. e Silvia Nano, coordinatrice provinciale Giovani Lega Vibo Valentia. Nell’occasione – conclude la nota – la crotonese Marisa Luana Cavallo sarà nominata coordinatrice per la provincia di Crotone della Lega giovani».

 

 

 

 

 

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salvini indagato«La Lega Salvini Premier di Crotone – informa una nota –, organizzerà domenica prossima 3 febbraio 2019 dalle ore 10 alle ore 13, un gazebo sul Lungomare di Crotone; nell’occasione sarà effettuata una raccolta di firme orientata ad esprimere solidarietà e sostegno alle politiche del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che rischia da 3 a 15 anni di carcere per aver fatto il proprio dovere difendendo i confini italiani».

 

 

 

 

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cerrelli pugliese«Tre sono i motivi per cui il Sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non è rimasto in silenzio, ma si è lasciato irretire dalle lusinghe sconsiderate del nuovo capogruppo del Pd al Comune di Crotone, Michele Ambrosio e da quelle interessate delle associazioni del Terzo Settore pro-migranti, così, decidendo di porsi in modo critico sul “dl sicurezza”». L oscrive in una nota il segretario della Lega di Crotone, Giancarlo Cerrelli.

«Il primo motivo – spiega il leghista – che ha convinto il sindaco a intervenire, facendo un endorsement alle posizioni del capogruppo Pd al Comune e, così, unendosi al coro stonato dei “sinistri” sindaci disobbedienti, è stato quello di spostare l'attenzione dei cittadini da temi vitali come quello dell'andamento finanziario dell'Ente, che vede l'amministrazione comunale assediata dai contenziosi, dalla Corte dei Conti e dai cittadini delusi da questa amministrazione. Il secondo motivo – prosegue Cerrelli – è stato quello di voler puntellare l’intesa con il Pd, che consente all’amministrazione Pugliese di andare avanti e di non gettare la spugna. Il terzo motivo – conclude l’elenco il leghista –, che non ha consentito al sindaco di rimanere in silenzio, è stato quello di non poter dire di no a un amico carissimo, che è un “professionista dell’accoglienza dei migranti”, è responsabile di un’associazione del Terzo settore e non solo e che tra l’altro è stato, anche, mandatario elettorale del nostro sindaco alle ultime elezioni comunali».
«È da capire – scrive ancora Cerrelli – perché le associazioni del Terzo settore pro-migranti stanno alzano la propria voce, offendendo volgarmente chi si oppone loro, perché piangono la fine di un business. La prova, infatti, che senza soldi non si cantano messe sta in un evento clamoroso che è di pochi giorni fa: infatti, pensate un po', non avendo più la possibilità di realizzare lauti guadagni, nessuna associazione o cooperativa ha deciso di presentare una propria offerta per la gestione delle attività rientranti nella rete Sprar per il triennio 2018-2020 a Roccabernarda e ciò per un solo motivo: perché il decreto sicurezza ha portato da 35 euro a 20 euro giornalieri le somme dirette all’accoglienza di ogni migrante. Troppo scarso, dunque, il guadagno, a parere delle associazioni del Terzo Settore, per potersi occupare dell’accoglienza dei loro “cari migranti”. Quante bugie sul Dl sicurezza pur di non fare finire il business dell’accoglienza. Brevemente è bene fare chiarezza.
Cosa cambia con il dl sicurezza? Che oggi la seconda accoglienza (quella con corsi di lingua, formazione, eccetera) sarà riservata solo ai 'veri' profughi e non anche (come successo fino ad ora) ai semplici richiedenti asilo. Per questi ultimi lo Stato spendeva grosse risorse per poi scoprirli inidonei ad ottenere una forma di protezione internazionale. Un onere per l'erario criticato pure dalla Corte dei Conti. Altra obiezione che è fatta dalle associazioni del Terzo Settore e da alcuni sindaci: i titolari di protezione umanitaria "finiscono per strada" per gli "effetti della legge Salvini"? Non proprio. O meglio, come visto, accadeva lo stesso in passato. Anzi: peggio. Nel caotico sistema creato dalla sinistra, infatti, non erano solo molti richiedenti asilo a rimanere fuori dalle strutture, ma anche i veri profughi. Questi, una volta ottenuti i documenti regolari, si ritrovavano abbandonati a se stessi, senza arte né parte».

«Era l'assurdo effetto – conclude Cerrelli – di un sistema che lasciava i "rifugiati" a spasso (con i documenti) e coccolava i richiedenti asilo (al 60% clandestini) nei centri di accoglienza (sia Cas che Sprar). Paradossalmente stante la presenza di richiedenti asilo nello Sprar, i beneficiari di protezione internazionale spesso rimanevano per periodi prolungati nei centri di prima accoglienza o finivano chissà dove, senza poter accedere alle forme di integrazione pensate per loro. Era normale tutto ciò? Consigliamo, pertanto, al sindaco di non fidarsi di chi da tempo lo sta portando su una strada senza ritorno, con la scusa dei migranti».

 

 

 

 

 

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migranti coppia bambina«Non è corretto mistificare la realtà, come è avvenuto a cura di alcuni esponenti di associazioni del Terzo settore operanti a Crotone, che si occupano di accoglienza dei migranti. Nessun migrante, infatti, è stato espulso dall’Hub regionale per via del “decreto sicurezza Salvini». È quanto sostiene il segretario della Lega Salvini Premier di Crotone, Giancarlo Cerrelli. I fatti sono altri: «È accaduto – in esecuzione a una normativa antecedente all’entrata in vigore del decreto Salvini – che 24 migranti di nazionalità nigeriana (e non saranno i soli) dopo la permanenza per alcuni giorni nell’Hub regionale di Isola Capo Rizzuto per l’espletamento dell’istruttoria volta ad ottenere il permesso di soggiorno nel nostro Paese, una volta ottenutolo “per motivi umanitari” e non avendo motivo ulteriore di permanere all’interno dell’Hub Regionale, ai sensi della normativa previgente al decreto Salvini, sono stati invitati a lasciare la struttura del Sant’Anna. Chi ha diffuso ad arte la notizia con l’esclusivo intento di creare uno scoop ha omesso, però, di dire che i migranti usciti dall’Hub sapevano da tempo il giorno in cui sarebbe terminata la loro permanenza nella struttura, in quanto era terminato, per loro, l’iter volto a ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari; una volta ottenuto il permesso, con o senza il decreto Salvini, questi migranti avrebbero dovuto in ogni caso lasciare l’Hub. Il decreto Salvini, dunque, non c’entra nulla, se non per il fatto che questi soggetti che hanno ottenuto il permesso di soggiorno ora devono trovarsi un lavoro per vivere e non potranno ricorrere ad un’accoglienza di secondo livello, in quanto non rientrano in quelle categorie che la legge prevede hanno diritto ad un’ulteriore protezione. È il caso di rilevare che prima del decreto Salvini era prevista, un’accoglienza di secondo livello anche ai migranti con permesso di soggiorno per motivi umanitari - categoria che prima del decreto Salvini era molto labile ed elastica e in cui rientravano i migranti che non avevano i requisiti per godere dello status di rifugiato – e ciò soprattutto per consentire ad alcune associazioni e cooperative, che sono parte di una filiera operanti nel terzo settore, per mezzo degli Sprar, di lucrare sul business dell’immigrazione. Si vedrà ora – conclude Cerrelli - chi ha veramente lo spirito del volontario e chi ha veramente a cuore la sorte dei migranti e chi, invece, usa i migranti per portare avanti una retorica da libro Cuore, per celare interessi sottesi».

 

 

 

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aborto gravidanza«Chiediamo al sindaco di Crotone Ugo Pugliese, al presidente del consiglio comunale Serafino Mauro ed al consiglio comunale di voler dichiarare Crotone “Città della vita” come già avvenuto per Verona, Ferrara, Milano, Roma e Sestri Levante al fine di garantire, nella nostra città, sia la dignità della donna che del feto e, quindi, confermare i dati statistici che vogliono il nostro Comune con uno dei pochi primati positivi che è quello di avere il minor numero di aborti». Lo chiedono Iaconis Gianni – Fratelli D’Italia, Pirillo Davide – Forza Nuova, Torromino Sergio – consigliere comunale – Forza Italia, Turtoro Paola – Azione Identitaria e Villirillo Caterina – Libere Donne Crotone. «I sottoscritti – si legge nella missiva – sostengono la sacralità della vita ed il rispetto per la donna che merita di poter onorare e sostenere la maternità e, quindi, considerare l’aborto (legalizzato con la legge 194 della quale se ne fa un uso “personalizzato” senza la sua piena applicazione) solo per i casi estremi, come insegnano i padri della civiltà dai quali noi italiani discendiamo. Vorremmo ricordare infatti che la pratica abortistica non è certamente uno strumento per affermare l’autodeterminazione della donna la quale, stando a stereotipati slogan ideologicamente e razionalmente corrotti da una mentalità relegata in un recinto di storture etiche e sociologiche, in tal modo viene ad essere considerata come una macchina sulla quale intervenire solo in determinate circostanze (la gravidanza). Per noi il rispetto per la donna deve arrivare dal sostegno alla maternità e non sostenendo la politica della morte poiché, pur essendo di fatto diminuito il numero di interruzioni di gravidanza negli ultimi anni, è accertato che tale pratica viene proposta da certi sedicenti ed ignoranti sostenitori come metodo contraccettivo e la cosa è assolutamente aberrante. Inviteremmo piuttosto ad informarsi e raccogliere testimonianze riguardo all’aborto presso i medici ginecologi non obiettori (fortunatamente pochi in Italia ma ugualmente consapevoli) per capire quali danni, soprattutto psicologici, restano in una donna che ha abortito e di trovare una donna felice di aver interrotto una gravidanza. Considerare inoltre il rispetto per la vita una mentalità medioevale è indice di una profonda non conoscenza della storia nonché di un’omologazione a dei canoni prestabiliti che vogliono far passare come epoca oscurantista il periodo che, maggiormente in Italia, ci ha regalato personaggi come Dante Alighieri, Carlo Magno, Urbano II, Gioacchino da Fiore, Carlo V, Giotto giusto per citarne qualcuno. Chiediamo quindi che il consiglio comunale di Crotone col Sindaco si adoperino per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita si impegni ad inserire nel prossimo assestamento di bilancio dei finanziamenti il progetto “Gemma” (avviato nel 1994 su scala nazionale per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà) ed a promuovere il progetto “Culla segreta” (per il parto in anonimato e già previsto da una legge che non si vuol rendere nota) e proclamare, dunque, Crotone “città a favore della vita”, conclude la nota». Anche il segretario della “Lega-Salvini Premier” di Crotone, Giancarlo Cerrelli, chiede (in un altro documento) al Comune di Crotone che «la città di Pitagora, con una delibera consiliare, possa essere proclamata “Città a favore della vita”, allineandosi, così, ad altri Comuni d’Italia” che hanno già compiuto tale scelta di civiltà, tra cui Verona. Cerrelli ritiene che sia doveroso marginalizzare proposte politiche, come quella di Possibile che “puzzano” di morte, mentre sono da favorire quelle politiche che proteggono la vita umana dal concepimento alla morte naturale. La Lega Salvini Premier di Crotone fa, dunque, appello al Sindaco di Crotone Ugo Pugliese, al presidente del Consiglio Serafino Mauro ed al Consiglio Comunale affinché Crotone sia proclamata ufficialmente “Città a favore della vita”».

 

 

 

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liceo scientifico filolao crotoneLa scuola pubblica deve garantire la pluralità culturale. I genitori che non gradiscono una formazione plurale per i propri figli possono indirizzarli alla scuola privata. Gli obiettivi e le finalità della scuola di “tutti” sono, quindi, quelle di “formare l’uomo ed il cittadino” stimolando e provocando la crescita culturale e le capacità di analisi critica. Alla luce di questa premessa diventa davvero incomprensibile la polemica scoppiata per volontà della Lega di Crotone e l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, contro un insegnante del Liceo Scientifico di Crotone. La colpa del docente è quella di avere chiesto ai propri alunni di svolgere un tema sul razzismo: “Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, è un’opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l’immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessioni”. Il testo chiede un confronto su un argomento, che da qualche mese sta occupando quotidianamente le pagine dei mass-media in Italia ed in Europa. Che ha fatto di male l’insegnante? Proprio niente, perché si è limitata a rilevare che c’è “un’opinione diffusa”. Non ci sono bugie in quel testo e nemmeno malafede, perché gli allievi sono chiamati a valutare criticamente alcuni documenti legislativi e confrontarli. Se mai qualcuno di loro avesse deciso di scrivere che non c’è nessun termine di paragone tra il periodo fascista e quello attuale avrebbe potuto farlo tranquillamente. Non è escluso che qualcuno o più di qualcuno lo abbia pure fatto. I ragazzi hanno bisogno di sviluppare le proprie capacità critiche e la crescita avviene soprattutto quando si discute di questioni attuali. La scuola, poi, non è l’unica agenzia di formazione per i giovani di oggi. Forse la scuola, purtroppo, è quella che incide di meno nella loro formazione, pur restando la più pulita ed onesta. Anche per questo non si capisce la reazione spropositata dei rappresentanti della Lega contro il povero insegnante. Spesso la politica, non solo la Lega, usa due pesi e due misure quando si trova in situazioni similari. L’attuale responsabile provinciale della Lega, Gianfranco Cerrelli, che ha sollevato la questione del tema al Liceo scientifico, durante la campagna elettorale che si è conclusa con il voto del 4 marzo scorso ha chiesto ad un dirigente di una scuola di Crotone di volere incontrare i docenti. E’ evidente che voleva chiedere un loro impegno per il voto. Il dirigente, lo abbiamo scritto su questo giornale, ha girato l’invito agli insegnanti, impegnando in qualche modo la scuola a schierarsi nella campagna elettorale. Quello è stato un gesto grave di cui non si è detto nulla e non sono stati fatti processi. La scuola deve essere lasciata fuori dai giochi della politica e agli insegnanti deve essere lasciata la libertà dell’insegnamento perché così i giovani possono crescere con una cultura plurale per sviluppare le capacità di orientamento e di scelta. Alla politica spetta il compito di creare i posti di lavoro, che dovranno impegnare i nostri giovani dopo la formazione scolastica. Serve questo e non individuare il nemico da mandare al rogo.

 

 

 

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