Giovedì, 13 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

Cara Presidente Santelli,

ho scoperto di essere positiva al covid-19 all’esecuzione del secondo tampone faringeo, in seguito al ricovero  di mio padre e alla riscontrata positività di mia madre.

Ho deciso di raccontarLe la mia storia, per esternare le mie perplessità e condividere sfumature che gli ordini di governo ignorano, ma che al contrario rimarranno impresse nelle menti e nei cuori delle nostre famiglie. 

Ho pensato di condividere la nostra esperienza, spinta dall’esigenza di mettere in guardia gli abitanti di Calabria, (della mia e della sua terra) raccontando l’altra faccia della medaglia: quella che si è costretti a vivere in solitudine consapevoli del fatto che se il distanziamento sociale è stato quello che più ci ha fatto soffrire, è stato in realtà ciò che ci ha salvato.

Non abbiamo un ospedale Covid regionale, parte dei tamponi vengono processati in Campania per avaria degli unici macchinari presenti nelle strutture del Pugliese e che registrano un sovraccarico della mole di lavoro, non abbiamo un piano screening, bisogna aspettare settimane per i risultati dei tamponi,  i medici e gli operatori sanitari sono sfibrati.

Nella provincia in cui abito (Crotone), medici, infermieri ed operatori sanitari provano a dare sollievo ai positivi in isolamento domiciliare ma non esiste un piano di sostegno con strutture a supporto, per i pazienti non autosufficienti o per gli anziani. Io stessa, per scelta, sono rimasta affianco a mia madre (contagiandomi a mia volta), poiché il suo quadro clinico prevedeva cure quotidiane e costanti che l’emergenza nei territori non avrebbe mai potuto sopperire. 

Non esiste un protocollo che consenta ai soggetti ospedalizzati, di sanificare tramite lavanderie del settore,  gli indumenti per le cure igienico sanitarie quotidiane. Con il lockdown in corso e i negozi chiusi, non ha idea di quanta difficoltà abbiamo riscontrato noi famiglie a reperire continui e nuovi  indumenti per  garantire le cure necessarie ai familiari ospedalizzati. E per fortuna, mio padre non è stato trasferito in altre province!

Non è una presa di posizione politica la mia, ma mettere a disposizione il mio vissuto  per riflettere delle sue scelte a ridosso di una festa, quella dell’1 maggio, che potrebbe indurre i cittadini ad avere atteggiamenti poco responsabili e che mettano a repentaglio la propria e la salute anche degli altri.

A ridosso delle belle giornate e grazie al clima mite che la nostra Calabria ci regala, sentiamo un po' tutti la necessità di  godere anche solo di un pizzico di normalità che la pandemia ci ha negato. Le attività sentono la necessità di aprire, l’economia ha bisogno di andare avanti, gli artigiani hanno bisogno di lavorare. Ma siamo veramente sicuri che questo non può essere fatto in forma graduale, programmando  risorse e sostegni alle piccole e medie imprese, diminuendo le tasse fiscali alle P. Iva,  e in contemporanea rafforzare un sistema sanitario al collasso ormai da anni?

Siamo sicuri che questa schizofrenia di scelte non induca in errore quanti, anche durante questi mesi, hanno sfidato le forze dell’ordine e le misure restrittive non tenendo in considerazione che dietro quei  decessi  non vi era solo un aggiornamento di numeri ma intere storie familiari? La provincia di Crotone, con “solo” 117 casi positivi (ad oggi 30.04.20),  ha arginato il contagio solo grazie all’atteggiamento responsabile dei cittadini, tenendo testa ad un sistema amministrativo al collasso e ordini di quarantena mai notificati.

Abbiamo vissuto un incubo e continuiamo a combattere questa guerra batterica con l'unica arma a nostra disposizione: il distanziamento sociale. L’auspicio è che, al di là degli ordini di scuderia, Lei possa rivedere l’ordinanza emanata facendo tesoro della mia storia e di quanti non hanno avuto la fortuna di poterla raccontare.

Rifletta sull’importanza della tutela della salute del cittadino tenendo in considerazione l’equilibrio già precario della nostra regione. E se così non dovesse essere, è sul buon senso dei miei conterranei che cercherò di fare affidamento.

Simona Mancuso

 

 

 

 

 

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galdieri mddc puglieseIl Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini (Mddc) ha inviato una lettera aperta al sindaco di Crotone, Ugo Pugliese. «Gentilissimo signor sindaco – scrive la presidente Annamaria Galdieri – il Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, cui sta a cuore il bene civico, ha fatto propria l’affermazione di Margaret Mead, un’antropologa statunitense, che afferma: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini possa cambiare il mondo”. Questo è anche l’impegno e la scelta del Mddc di Crotone che non è nato per far “guerra alle istituzioni”, ma per agire in sinergia e sussidiarietà, per promuovere e migliorare la vivibilità di questa città, che tanto ha da offrire ai suoi cittadini ed a tutti quelli che vengono a visitarla».
«Purtroppo, quotidianamente, riscontriamo – sottolinea Mddc – una serie di disservizi e inadempimenti che restituiscono l’immagine di una città sporca, con cassonetti vecchi, mal funzionanti e maleodoranti. Una città dove, ancora oggi, febbraio 2019, non è stata avviata una raccolta differenziata, così come Lei, in una conferenza stampa del 28 luglio, aveva promesso.
Allora, tutti noi cittadini avevamo iniziato a sognare ad occhi aperti strade pulite e maggiore decoro con nuovi arredi urbani. Invece, è passato gennaio e, ancora oggi, si procrastina probabilmente fino all’estate l’inizio della raccolta differenziata. Certamente, lei dirà che la responsabilità non è da attribuire all’Amministrazione comunale, ma alla società Akrea e alle tempistiche delle gare di appalto. Va da sé che ognuno si giustifica facendo una sorta di scaricabarile: la società Akrea, a sua volta, chiama in causa il cattivo comportamento dei cittadini nel conferimento dei rifiuti. I cittadini, invece, rimandano la responsabilità all’Akrea, che non attua la differenziata. Questo atteggiamento deresponsabilizzante da parte di tutti gli attori continua a lasciare Crotone nel” limbo”».
«Ad aggravare la situazione – prosegue la lettera aperta –, poi, pesano come macigni le multe della Unione europea sulla nostra regione, che, ovviamente, ricadono sulle tasche dei cittadini ormai esasperati dal dover pagare servizi di cui non usufruiscono. E, cosa ancora più sconcertante, è stato l’intervento dell’assessore Rizzo nell’aprile scorso quando ha affermato: “(…) molte amministrazioni sono partite da livelli molto bassi di raccolta differenziata e con il supporto della Regione, grazie alla possibilità di accedere al servizio con fondi della programmazione comunitaria 2014-20, hanno avviato un percorso virtuoso, ottenendo in breve tempo ottimi risultati”. A questo punto ci chiediamo: cosa impedisce a questa città di avere le stesse opportunità di altri territori?
Ci piacerebbe sapere quali ostacoli hanno trovato gli amministratori ai quali rivolgiamo pubblicamente la richiesta di dare risposta al nostro Movimento, considerando che la legge regionale 14/2014, dà la titolarità della gestione dei rifiuti agli stessi e in primis al sindaco, al quale, tra l’altro, vogliamo ricordare che abbiamo chiesto ufficialmente e sollecitato più volte, di avere un pubblico dibattito sulla gestione dell’acqua, delle bollette e dei costi delle forniture, nonché un confronto sui problemi della viabilità. Speriamo che anche per Crotone possano essere risolti i problemi tecnici come è stato fatto per altre realtà e poter godere finalmente di una città bella e pulita».

 

 

 

 

 

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comune4«Le elezioni del giugno 2016 per il rinnovo del consiglio comunale avevano suscitato grandissimo interesse e l’aspettativa che finalmente nella nostra città si potesse compiere un'inversione di tendenza rispetto al disastro e alle mancate occasioni degli anni precedenti». Inizia così la lettera aperta del gruppo consiliare "Crotone bene comune" (che conta il solo consigliere Giovanni Procopio) rivolta a sindaco, giunta e colleghi del consiglio. «Soprattutto - si legge nella missiva - la sua elezione, caro sindaco, persona perbene, che proveniva non dal ceto politico ma dalla società civile e che non soltanto non era avvezzo ai bizantinismi politici, ma addirittura non conosceva neanche le stanze del Comune di Crotone, veniva percepito dai cittadini non come un limite ma come un'opportunità di cambiamento. Purtroppo a distanza di un anno Crotone è sempre di più impantanata da un'azione amministrativa inconsistente nella programmazione e nelle scelte. Le grandi emergenze restano tali, anzi diventa emergenza anche l'ordinario. Si assiste all'incapacità della programmazione e all'individuazione delle risorse che potrebbero cambiare il volto della nostra città. Assistiamo a un balletto tra uffici ed esecutivo al punto che vengono prodotti atti che sono a metà strada tra la reprimenda e la lectio magistralis da parte di dirigenti, come nel caso della lettera prodotta dal segretario generale che, in qualità di garante degli atti amministrativi, ha stigmatizzato i marchiani errori nella produzione di delibere che dovevano essere approvate in consiglio, mettendo in evidenza ancor più l'incompetenza di questa Amministrazione. Lungo sarebbe l'elenco delle occasioni mancate, ma basta camminare per le strade di Crotone per cogliere il malessere, l'insoddisfazione e la rabbia nei confronti di chi governa la nostra città. Lo sbeffeggiamento è diventata regola quando ci si riferisce agli inquilini del Palazzo comunale. Caro sindaco, è lei che i crotonesi hanno votato, è a lei che chiedono risposte, e il luogo per incontrare i cittadini nel quale concertare soluzioni è l’edificio in piazza della Resistenza, dove sventolano il Tricolore, la bandiera di Crotone e dell'Europa, non altri luoghi. È lei che deve assumersi la responsabilità, è lei, persona perbene, che ci mette la faccia e… la firma. Occorre cambiare passo, non si può continuare a regalare sorrisi e basta. I nostri cittadini sono vicini alla disperazione. Cari consiglieri nessuno può chiamarsi fuori, né maggioranza, né opposizione. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità in quanto chi è stato eletto ha ottenuto la fiducia dei cittadini per la tutela e la difesa degli interessi della collettività. I crotonesi hanno chiesto ai consiglieri eletti di anteporre agli interessi personali il bene comune e un'azione forte per uscire dalla grave crisi che da anni perdura nella nostra città. Ci sarebbe bisogno di uno scatto di orgoglio da parte di tutti e non il continuo stagnare in sterili polemiche e tatticismi finalizzati all'ottenimento di qualche prebenda, o di eventuali accrediti nei confronti dei signori della politica. Caro sindaco, deve rendersi conto che è ormai finita la luna di miele con la città, per cui o si cambia passo con un rilancio vero e tangibile dell'azione amministrativa oppure sarebbe auspicabile ritornare al voto ridando la parola agli elettori. È questa l'unica strada per riacquistare quella dignità che giorno dopo giorno si sta perdendo con il grave rischio di una delegittimazione del ruolo istituzionale che lei, la giunta e il consiglio ricoprono».

 

 

 

 

 

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