Domenica, 12 Luglio 2020

POLITICA NEWS

nave migrantiUn barcone con a bordo 264 migranti e' stato soccorso nel mar Ionio, a circa 30 miglia da Crotone. La centrale operativa della Guardia costiera, che ha coordinato il soccorso, ha inviato nella zona nave Diciotti e due motovedette della stessa Guardia Costiera oltre a due mezzi inseriti nel dispositivo Frontex: nave P02 Monte Cimone della Guardia di Finanza il pattugliatore inglese Hmc Protector.

 

 

 

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immigrati guardia finanzaUn veliero di 12 metri, battente bandiera tedesca, con a bordo 58 cittadini extracomunitari, e' stato intercettato da un'unita' navale della Sezione operativa aeronavale della Guardia di finanza di Crotone. A bordo del natante, individuato nella notte, ad un miglio dalla costa al largo di Capo Colonna, c'erano 33 uomini, nove donne e 16 minori accompagnati, tutti di nazionalita' curdo-irachena. Il veliero e' stato scortato dal mare aperto fino al Porto di Crotone dove sono state avviate le operazioni di sbarco e di controllo sanitario e foto segnalamento. Le condizioni dei profughi sono giudicate buone. A terra assieme ai finanzieri ha operato il dispositivo di accoglienza predisposto dalla Prefettura che vede il coinvolgimento delle forze dell'ordine e delle associazioni di volontariato. I migranti verranno condotti nella struttura di accoglienza S. Anna. Indagini sono state avviate per accertare la presenza di scafisti a bordo.

 

 

 

 

 

 

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sbarco migranti pioggiaE' giunta questa mattina nel porto di Crotone la nave "Open Arms", con a bordo 378 migranti. Le pessime condizioni del mare hanno ritardato l'arrivo che era previsto per le prime ore del giorno, mentre le operazioni d sbarco avvengono sotto la pioggia battente che da alcune ore cade su Crotone. Appena la nave ha attraccato alla banchina, i migranti hanno intonato un canto di preghiera alla fine del quale tutti hanno fatto il segno della croce. Dopo l'identificazione i migranti, tra i quali molti eritrei e alcuni pakistani, donne e bambini, saranno trasferiti, come da piano di riparto del ministero dell'Interno, nelle regioni Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana, Puglia, Liguria, Marche e Molise. In Calabria resteranno circa 60 migranti. La Prefettura di Crotone sta coordinando le procedure per il primo soccorso, alle quali prendono parte, tra gli altri, la Capitaneria di Porto, la Questura con il supporto delle altre forze di polizia, l'Azienda sanitaria provinciale ed il settore Servizi Sociali del Comune di Crotone.

 

 

 

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gommone sbarco

(Foto: Repertorio)

Trentatre' migranti, somali e afghani, fra cui 17 uomini, 13 donne e 3 minori accompagnati, sono stati intercettati nella notte, al largo di Crotone, in localita' Gabella. La richiesta di aiuto e' partita dalla stessa imbarcazione dei migranti, con una telefonata ai Carabinieri che si sono subito attivati allertando la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Crotone. Quest'ultima ha raggiunto con una motovedetta la barca, effettuando il trasbordo dei passeggeri. La Prefettura di Crotone ha coordinato le procedure per il primo soccorso e l'accoglienza, effettuate da personale della Questura e dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto e dell'Azienda Sanitaria provinciale. E' stato allertato anche il sindaco di Crotone nell'eventualita' che vi fossero minori non accompagnati. Le operazioni - rende noto la prefettura - si sono svolte nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza. Gli immigrati, tutti in discrete condizioni fisiche, sono stati sottoposti agli accertamenti sanitari e sono stati temporaneamente trasferiti al Cda-Cara di Isola Capo Rizzuto.

 

 

 

 

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alessandra bordini«E’ un’estate torrida fatta di roghi dirompenti in grado di generare inquietudine, quella stessa trepidazione generata dalla desolante immagine di flussi umani in arrivo sulle nostre spiagge». A dirlo è Alessandra Bordini vicecoordinatrice regionale Movimento nazionale per la sovranità. «Nonostante il governo – prosegue nella nota – abbia tentato a più riprese di contenere il fenomeno siglando accordi, organizzando vertici, nulla sembra poter arrestare la valanga umana. I numeri degli sbarchi di migranti economici e richiedenti asilo o rifugiati, dall'inizio dell'anno ad oggi, contano 85.200 persone in Italia, quasi il 10 % in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le attuali politiche umanitarie e solidali hanno assunto una valenza economica ormai consolidata e questo anche in Calabria ha dato e dà i suoi frutti! Già il Governo Renzi ha mercanteggiato con i partner europei e pur di garantirsi una maggiore flessibilità sui conti pubblici, in cambio, ha offerto accoglienza unilaterale dei migranti. Tradotto: più soldi a patto che l’emergenza profughi fosse nelle mani della sola Italia. Con questa politica, l’unico risultato ottenuto è sotto gli occhi di tutti, il traffico di migranti è stato concentrato solo nel Mediterraneo. Il dibattito di queste ore, quindi, ci riguarda da vicino considerato che il 25% di profughi giunge nel continente attraverso i porti calabresi, in particolare Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Tralasciando le questioni di interesse internazionale e osservando quanto sta accadendo a livello regionale, non si può non evidenziare lo spaccato affaristico venutosi a determinare nell’ultimo triennio attorno all’emergenza migranti. Il caos dettato dalle continue emergenze, gli ingenti finanziamenti messi a disposizione, hanno generato un nuovo business. Dietro le strutture operative di protezione, siano esse CARA, CAS, Hot spot, SPRAR, si muove il mondo caritatevole dei volontari, delle associazioni, delle cooperative sociali e delle fondazioni religiose che, in tempi di penuria e crisi del welfare, stanno riversando tutte le loro attenzioni a questo nuovo comparto, la fabbrica dei clandestini! Guarda caso molte sono le cooperative sociali anche di nuova costituzione, nate attorno ai rifugiati sulla base di semplici autocertificazioni. Le banche dati ministeriali contano ventimila enti che si occupano di immigrazione! Vero è che, negli ultimi tempi, viste le bacchettate dell’Europa in materia di gestione dell’accoglienza dei migranti, le istituzioni locali, se prima per prassi affidavano direttamente al mondo del volontariato parte della gestione dei servizi, hanno optato per una maggiore trasparenza, affidandosi a procedure di evidenza pubblica svolte in base al dettato normativo per l’individuazione dei soggetti gestori. Qualcosa però non funziona, se nonostante ciò, il sistema non risponde efficacemente. Sarebbe ora che chi di dovere cominciasse ad interrogarsi su quali interessi si celano dietro la retorica umanitaria e buonista, sui controlli da effettuare sulle strutture e su chi le gestisce. La politica ed i parlamentari calabresi come stanno intervenendo sulla questione? Il Governo Regionale totalmente inadeguato, non prende posizione neanche rispetto al grave disagio dei calabresi costretti a subire l’onta delle politiche umanitarie buoniste in favore di popolazioni che, per quanto deboli economicamente o in fuga dalle guerre, non potrebbero essere oggetto di assistenza e cura più di chi è nato in Calabria. Dalle nostre parti i diktat del governo centrale vengono eseguiti passivamente in cambio di promesse o prebende spesso disattese. Ci si abitua a tutto facilmente in Calabria, anche ad essere umiliati, disprezzati, da chi al governo della Regione, ipocritamente finge di occuparsi del bene delle comunità calabresi celando la propria incapacità politica ed amministrativa con ogni mezzo, trincerandosi dietro atti, delibere prive di sostanza, dai contenuti sterili con frasi fatte e slogan creativi in nome principi di legalità, tolleranza e solidarietà. Il Governatore e la sua corte somigliano ad una monade non intesa nell’accezione leibniziana ma chiusa in sé stessa ed isolata dal resto dell’Universo. Nessuna clamorosa iniziativa di condanna sulla vicenda del CARA di Crotone, eppure lì si era annidata la ndrangheta mascherata da volti santi consacrati alla carità cristiana. Vi è anche un’emergenza di sicurezza ma si continua a non riuscire ad imporre nelle sedi opportune interventi risolutivi atti a garantire, prima di tutto ai cittadini, misure di garanzia per l’incolumità all’altezza della situazione, si continua ad accogliere masse di disperati tra i quali ci sono criminali pronti ad essere arruolati nell’esercito della ndrangheta. Sarebbe proficuo se i cortigiani facessero un esame di coscienza e prendessero atto del fallimento del loro mandato. E’ urgente che si rendano conto che in Calabria, avendo sacrificato ogni opportunità di crescita e di investimento su un territorio a vocazione turistica, la speranza in un futuro migliore è sfumata e si sono amplificati gli atavici problemi di ordine socio-economico, il doppio binario nord/sud. In questo quadro, accogliere indiscriminatamente migranti equivale ad innescare vere e proprie bombe sociali e pericolose spirali di razzismo. Insomma un circolo vizioso di odio, guerra tra poveri che ci mette fortemente a rischio».

 

 

 

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sbarco banchina generica2Lascia perplessi la polemica scoppiata a Crotone per l’istituzione di un hotspot. A meno che non siamo di fronte ad un inganno, che nasconde altro, il nuovo strumento istituito dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha l’obiettivo di fornire alle forze di polizia l’occasione di svolgere meglio e in maniera più celere l’attività di identificazione degli extracomunitari che sbarcano a Crotone. Non è un centro di accoglienza. L’impressione è che alcuni partiti hanno deciso di aprire la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento – si vota la prossima primavera – su un argomento che sta infiammando il dibattito dell’intera Europa: mettere un freno agli sbarchi per impedire lo spostamento dall’Italia nei paesi più ricchi. Il problema c’è, ma non sono legati alla istituzione degni hotspot. A Crotone, in particolare, il problema non sono gli sbarchi, ma la presenza di migliaia di persone in città. Non ne parla nessuno, ma per anni dal Cara di Sant’Anna, tutti i giorni, due pullman hanno trasportato extracomunitari abbandonandoli in città, senza mensa, senza un luogo dove soddisfare i bisogni fisiologici. In questi anni di “invasione” i Crotonesi hanno dimostrato tutto il loro altruismo e un livello elevato di civiltà. Nonostante la nostra difficile situazione economica non ci sono mai stati episodi di razzismo degli di essere ripresi dalla stampa. Qualcuno si è, però, arricchito sulla pelle dei disperati e su quella dei Crotonesi. Questo dovrebbe essere l’argomento da porre all’opinione pubblica e al governo nazionale, che ha sempre ignorato il segnale mandato da Crotone. In altre parti del Paese con quella presenza avrebbero preteso finanziamenti e royalties. L’altra faccia di questa medaglia è rappresentata dal ritorno in città di tutti coloro che sono sbarcati nel nostro porto e hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Un trattato europeo impone a coloro che hanno in scadenza il permesso di soggiorno di dovere ritornare presso la questura che lo ha rilasciato per essere rinnovato. Migliaia di persone che tornano a Crotone, da tutta Europa, senza avere da mangiare e da dormire. Sono i disperati che dormono tra i cartoni alla stazione ferroviaria. Se vogliamo parlare di extracomunitari gli argomenti non mancano, senza scadere nel razzismo più becero. A Crotone, comunque, la battaglia politica va fatta sull’isolamento infrastrutturale in cui versa l’intera provincia. Il sindaco della città, Ugo Pugliese, correttamente ha posto il problema chiedendo un incontro con il ministro Graziano Delrio. Nessuna voce si è levata per sostenere il sindaco. La classe politica era impegnata a polemizzare per gli hotspot, a girarsi i pollici come spesso fa, non sapendo come impegnare il proprio tempo o in battaglie di piccolo cabotaggio nella speranza di conquistare qualche voto. Al ballottaggio delle ultime elezioni amministrative sono andati a votare meno del 50% degli aventi diritto. Non c’è da farsi meraviglia se la gente non va a votare visto che il problema diventano gli hotspot e sul resto si cala un preoccupante e colpevole sipario.

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