Domenica, 12 Luglio 2020

POLITICA NEWS

È atteso nel pomeriggio di oggi l'arrivo nel porto di Crotone del convoglio della Guardia Costiera che ha soccorso un barcone con 314 migranti a bordo. L'imbarcazione era partita dall'Egitto e si trovava in precarie condizioni nelle acque del Canale di Sicilia viste le condizioni metereologiche avverse. La richiesta di aiuto era arrivata nel pomeriggio di ieri alla Centrale operativa della Guardia Costiera di Roma da un telefono satellitare.

 

Sul punto indicato è stato inviato dapprima un Atr42 della Guardia Costiera italiana, che ha individuato i migranti, e poi un velivolo spagnolo dell'agenzia Frontex che è rimasto in zona fin quando due unità della Guardia Costiera italiana non hanno raggiunto il barcone.

 

I migranti - siriani, eritrei, somali, etiopi, palestinesi e delle Comore - sono stati soccorsi due motovedette della Guardia Costiera, CP326 di Roccella Jonica e CP323 di Siracusa, ed in seguito sono stati trasbordati su Nave Dattilo Cp940. Ora il convoglio delle unità della Guardia Costiera con a bordo i migranti sta facendo rotta verso il porto di Crotone dove arriverà in giornata.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

capitaneria reggioREGGIO CALABRIA - «Il 2015 - si legge in una nota della Direzione marittima di Reggio Calabria - e' stato un anno intenso per la Guardia Costiera in Calabria  che e' stata impegnata giorno per giorno a rispondere alle istanze della collettivita' e delle istituzioni per la tutela della vita umana in mare, la salvaguardia dell'ambiente, la tutela delle risorse ittiche. I brillanti risultati del bilancio finale delle attivita' sono stati conseguiti principalmente grazie alla professionalita' e spirito di sacrificio del personale. Gli equipaggi delle motovedette dislocate nei porti di Roccella Jonica e Crotone hanno operato giorno e notte spesso in condizioni meteomarine estremamente avverse ed a grandissima distanza dalla costa per salvare migliaia di migranti in pericolo di perdersi nel mar Jonio. La professionalita' e il sacrificio dei militari della Guardia Costiera sono rappresentati dal fulgido esempio del Sc. Rocco Aurelio che pochi giorni fa ha perso la vita in un incidente stradale e che il Direttore marittimo e tutti gli uomini e le donne delle capitanerie della Calabria unitamente all'intero Corpo della Guardia Costiera ricordano stringendosi intorno alla famiglia. L'anno e' stato inoltre caratterizzato da un intensa attivita' a tutela della legalita' con attivita' di indagine effettuate sotto il diretto indirizzo delle Procure della repubblica di tutta la regione e in piena sinergia con le altre forze di polizia in particolare nell'ambito dell'operazione "Focus 'ndrangheta". Con specifico riguardo alle attivita' operative nel corso dell'anno 2015 si e' svolta, da giugno a settembre, la ormai consueta operazione denominata "Mare sicuro" disposta dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, finalizzata a garantire il corretto utilizzo delle spiagge e degli specchi acquei a tutela della sicurezza della navigazione e dei bagnanti. Ben 52 sono stati i processi verbali amministrativi elevati ai conduttori di acquascooter, arrivando ai casi piu' gravi al sequestro amministrativo dei mezzi. Altra attivita' di controllo che rientra nei compiti principali del Corpo e' quella della tutela delle risorse ittiche lungo l'intera filiera di pesca. Anche in tale settore si e' registrato un aumento considerevole dei controlli effettuati, nonche' delle sanzioni amministrative elevate e degli attrezzi e pescato sequestrati. Infatti a fronte di circa 20mila controlli effettuati, pari al 40% in piu' rispetto l'anno precedente, e' stato effettuato il sequestro di circa 17mila chili di prodotto ittico con un incremento dell'80% in piu' dell'anno precedente e il sequestro di 760 attrezzi da pesca (aumento del 250%)». 

Pubblicato in In primo piano

corbellio franco«Bisogna dare una sistemazione dignitosa ai migranti che vivono nella stazione di Crotone». É quanto chiede il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli. «Mentre continuano le tragedie del mare - aggiunge - ci sono anche i drammi di quelli che riescono a farcela ad arrivare in Italia, ma si ritrovano poi abbandonati come i disperati, i migranti che a Crotone bivaccano in condizioni disumane nella stazione ferroviaria, sui binari. Una gravissima, inaccettabile situazione questa che rappresenta una ferita e una vergogna per la città di Pitagora, per la Calabria e per l'intero Paese. E' grave che nessuno si preoccupi di questi disperati, è grave che dei consiglieri regionali, deputati calabresi e amministratori in treno, in un tour mediatico da Catanzaro a Cariati, siano passati, nei giorni scorsi, dalla stazione di Crotone, davanti a quegli essere umani e non si siano fermati, non abbiano sentito il dovere di andare ad incontrare quei disperati. E' come se in quella stazione ci fossero dei fantasmi e non invece delle persone umane. E' grave che la Regione Calabria non sia ancora intervenuta per cancellare quella situazione di disumanità. Lo spettacolo inumano di Crotone è in assoluto il più grave di tutti, anche delle stesse tendopoli e baraccopoli della vergogna. A Crotone - dice ancora Corbelli - c'è infatti una situazione che supera ogni livello di disumanità. Quella povera gente è costretta a vivere a mangiare, a dormire all'aperto sui binari e marciapiedi della stazione, in condizioni che definire allucinanti e disumane non basta, non dà l'idea esatta della loro drammatica condizione. Vivono peggio delle bestie. La Calabria, per fortuna, non è solo quella della stazione di Crotone. La stessa città di Pitagora dimostra tutta la sua generosità e solidarietà continuando ad accogliere le navi cariche di migranti che sbarcano nel porto cittadino. Resta solo quella macchia, quella vergogna, quella disumanità della stazione, quella terra di nessuno, dove un gruppo disperato di poveri migranti cerca di sopravvivere».

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

rapporto protezione internazionaleSono stati 5.902 i migranti giunti a Crotone attraverso i 29 sbarchi registrati nei primi nove mesi dell'anno. Quelli arrivati in Italia, nello stesso perio di tempo, sono stati 130.442 [VIDEO] : ossia 9.130 in meno rispetto a quelli registrati lo scorso anno. E' quanto emerge dal rapporto sull'immigrazione del ministero dell'Interno. L'isola di Lampedusa (Ag) con 145 sbarchi e 18.129 migranti è il principale porto di destinazione per chi sfidando il Mediterraneo a bordo di un barcone è riuscito ad arrivare sulle coste siciliane. Segue Augusta, dove gli sbarchi registrati dall'inizio dell'anno al 28 settembre scorso, sono stati 113 e dove sono giunte 18.177 persone. E ancora Reggio Calabria, (66 sbarchi e 13.274 migranti); Pozzallo (79; 12.525), Palermo (53;10.525); Messina (49;9.436); Catania (52;7.671); Taranto (35;7.916); Trapani (45;6.959); Crotone (29; 5.902); Cagliari (28; 4.190); Porto Empedocle (28;3.961); Vibo Valentia (24; 3.771); Salerno (12; 1.994) e Corigliano Calabro (8;1.683). Secondo i dati del Viminale, i migranti presenti in Italia all'interno di strutture temporanee, centri per richiedenti asilo o Sprar sono complessivamente 96.494. Andando alla distribuzione per Regione le percentuali maggiori si registrano in Sicilia e Lombardia con il 13% e il 12% di persone presenti all'interno delle strutture. Seguono il Lazio (9%) e la Campania (8%), mentre la percentuale più bassa si registra in Valle D'Aosta (0,2%). Andando alle nazionalità è quella eritrea la più rappresentativa. Gli eritrei sbarcati in Italia sono stati 34.370; seguono i nigeriani (16.654); i somali (9.788); sudanesi (7.961); siriani (7.056). E ancora migranti provenienti da Gambia (6.108); Bangladesh (5.036); Mali (4.591); senegalesi ( 4.553) e ghanesi(3.590).

Pubblicato in Cronaca

Nuovo sbarco di migranti, ieri, nel porto di Crotone. Le operazioni si sono concluse nella tarda serata. Sono stati 1144 i migranti che erano a bordo della nave "Dattilo" della Capitaneria di Porto. I migranti sono di nazionalità eritrea, marocchina e sudanese, dei quali: 712 uomini, 309 donne, 70 minori accompagnati e 53 minori non accompagnati. La Prefettura di Crotone ha coordinato le attività poste in essere da personale del Comune di Crotone, Forze di Polizia, Capitaneria di Porto, Vigili de Fuoco, Azienda Sanitaria Provinciale, Croce Rossa e Misericordia. Già in mattinata, il prefetto di Crotone, Vincenzo De Vivo, aveva presieduto e coordinato una riunione finalizzata all'organizzazione delle attività correlate allo sbarco. Con immediatezza, 505 migranti, secondo il piano di riparto del ministero dell'Interno, sono partiti direttamente per Lombardia (120), Marche (70), Lazio (80), Veneto (80), Emilia Romagna (50), Umbria (30), Provincia Autonoma di Trento (25) e Abruzzo (50). Gli altri migranti - temporaneamente ospitati presso il Cda-Cara di Isola di Capo Rizzuto - saranno trasferiti, nei prossimi giorni, nelle seguenti regioni: Basilicata, Campania, Liguria, Puglia, Piemonte, Toscana, e Valle D'Aosta. I 53 minori non accompagnati sbarcati sono stati accompagnatiti nei Centri di San Nicola dell'Alto e Verzino.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

casaaccoglienza petilia2PETILIA POLICASTRO - Oltre 400 metri quadrati dell'ex carcere di Petilia Policastro, nel Crotonese, sono stati trasformati dall'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Amedeo Nicolazzi, in una casa di accoglienza per migranti. Da ieri nella struttura vengono ospitati 35 minori eritrei sbarcati in mattinata a Crotone [LEGGI ARTICOLO]. La struttura, realizzata interamente con fondi comunali, ha 35 posti letto, una grande cucina e tutti i confort. Stamane il sindaco ha giocato a calcio con i ragazzi. L'ex carcere di Petilia Policastro si estende complessivamente su una superficie di 2.000 metri quadrati. Nei mesi scorsi una parte della struttura era stata utilizzata per realizzata una piscina comunale per disabili. Nelle settimane scorse, con una serie di economie comunali, l'amministrazione ha avviato i lavori ed ha realizzato la casa di accoglienza per i migranti. Ieri, dopo lo sbarco avvenuto a Crotone di 860 persone, la Prefettura ha deciso di inviare a Petilia Policastro i 35 minori eritrei. Il sindaco, Amedeo Nicolazzi, ha deciso di chiamare la struttura casa di accoglienza e non 'centro' perché «noi vogliamo offrire - ha detto - una vera e propria casa a queste persone che fuggono da immani tragedie». Nicolazzi ha subito stretto amicizia con i ragazzi ospiti della struttura e stamane, dopo una visita per definire gli ultimi dettagli per l'accoglienza, ha deciso di partecipare a una 'partitella' di calcio con i ragazzi. Grande entusiasmo e spensieratezza durante i momenti di gioco.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca
Pagina 8 di 12