Sabato, 11 Luglio 2020

POLITICA NEWS

«L’emergenza sanitaria in atto sta determinando una crisi economica senza precedenti, che coinvolge particolarmente le piccole imprese crotonesi, che affannosamente portavano avanti la propria attività, in un territorio difficile e disagiato».

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presidente camera commercio kr cz vv«Se è vero che le grandi conquiste – si legge in una nota congiunta delle Camere di commercio di Crotone, Catanzaro e Vibo – sono fatte, a volte, di piccoli traguardi, quello raggiunto lunedì scorso al ministero dello Sviluppo economico dalle 18 Camere di commercio italiane dissenzienti rispetto alla riforma del sistema camerale così come attualmente strutturata, può considerarsi davvero significativo.
Hanno ottenuto, infatti, quello che, in questa fase, era un primo obiettivo: essere ascoltati ai più alti livelli istituzionali e l’apertura governativa a possibili soluzioni alternative che rispettassero, conciliandole, da un lato le finalità stesse della riforma, dall’altro il fondamentale ruolo a tutela delle imprese e delle specificità territoriali di ciascun ente camerale per il contesto provinciale di riferimento, per uno sviluppo sostenibile e competitivo.
Intorno a uno stesso tavolo, nell’Aula parlamentino del Mise, a discutere di questo, si sono ritrovati per il ministero, il viceministro Dario Galli, assistito dal capo della Segreteria tecnica del ministro Daniel De Vito; per Unioncamere il segretario generale Giuseppe Tripoli e, appunto, i presidenti degli Enti camerali di Massa Carrara, Pavia, Ferrara, Lucca, Pisa, Terni, Rieti, Frosinone, Teramo, Benevento, Oristano, Brindisi, Vibo Valentia, Crotone, Catanzaro, Ravenna, Parma Verbania Cusio Ossola, accompagnati dai rispettivi segretari generali. Per le Camere di commercio di Vibo Valentia, di Catanzaro e di Crotone erano presenti i rispettivi presidenti Sebastiano Caffo, Daniele Rossi, Alfio Pugliese con il consigliere camerale Francesco Maria Lagani (delegato alla Riforma) e il segretario generale dell’Ente camerale vibonese Bruno Calvetta.
I primi segnali di ottimismo già ad apertura di seduta, quando il viceministro Galli, nell’introdurre i lavori, ha evidenziato come neanche la parte di Governo da lui rappresentata, in fondo, condividesse appieno la legge di riforma delle Camere di commercio, e come dunque, fosse disponibile a che, pur nella necessità di portare a compimento un percorso già avviato, potessero essere riconsiderati, da un lato, i criteri che portano alla drastica riduzione degli Enti da 105 a 60, e dall’altro, le disposizioni contenute nel testo di legge, con l’introduzione di correzioni e aggiunte per un più chiaro ed ampio riconoscimento del ruolo di ciascun Ente all’interno dei processi di accorpamento e di maggiori tutele delle identità territoriali, senza perdere di vista l’obiettivo primari, come poi precisato anche da De Vito, di consolidare la qualità e l’economicità dei servizi a favore delle imprese.
Dal canto loro i presidenti degli Enti camerali, coordinati dal presidente della Camera di commercio di Pavia Franco Bosi, hanno ribadito in modo chiaro i motivi della loro opposizione a questa riforma, convinti, fuori dal coro, che il processo di accorpamenti in atto nel sistema camerale non porterà ad alcun risultato positivo né in termini di risparmio di spese, né di migliore organizzazione del sistema camerale, né di migliori servizi offerti e né, ancora, di maggiore soddisfazione dell’utenza, anzi, come hanno avuto modo di evidenziare i presidenti Sebastiano Caffo, Daniele Rossi e Alfio Pugliese: “una riforma approssimativa che non tiene conto di tutto questo non può che nuocere anche all’intero sistema camerale che vede depauperata la rete vitale di riferimenti territoriali efficienti, credibili, autorevoli e compromesso un cambiamento che doveva e poteva veramente essere orientato all’interesse delle imprese, alla crescita socio-economica dei territori, allo sviluppo armonico dell’intero Paese”. Per quanto riguarda le tre camere calabresi interessate dall’accorpamento, sono svariate le motivazioni che spingono le stesse a chiedere a voce unanime una rivisitazione della riforma del sistema camerale. Caratteristica comune dei territori in questione è, infatti, l’assoluta carenza di infrastrutture di collegamento che rende estremamente difficile, se non impossibile, garantire una rete istituzionale efficiente per la nuova struttura camerale che si verrebbe a creare con l’accorpamento. Inoltre, le difficoltà economiche e sociali che attanagliano le province coinvolte andrebbero sicuramente ad accentuarsi a causa dell’assenza fisica dell’ente camerale sul territorio, con tutte le conseguenze dannose che si verrebbero a creare.
E sullo specifico accorpamento delle tre Camere calabresi il presidente Rossi ha precisato “la Giunta della Cciaa di Catanzaro ha apertamente dimostrato ostilità verso questo accorpamento e vicinanza a Vibo e Crotone che hanno pari dignità di esistere in autonomia”. Per il Presidente Pugliese, poi “Si deve arrivare ad un superamento del vecchio schema riformista privilegiando la prossimità alle imprese, le esigenze dei territori e non quelle di Unioncamere, anche perché gli enti camerali sono già responsabilmente orientati verso l’efficientamento e la riduzione dei costi, tanto che quelli di Vibo, Catanzaro e Crotone, in sintonia, stanno già pensando di avviare servizi in compartecipazione in regime di convenzione”. Ferma restando la buona volontà dei presidenti delle tre camere di commercio calabresi coinvolte dalla riforma di attuarla nell’ottica di un miglioramento dei servizi e di una riduzione dei costi, gli stessi intendono sollecitare la massima attenzione politica, sia locale che nazionale, nei confronti delle imprese, delle associazioni di categoria e di tutte le istituzioni legate al sistema camerale al fine di salvaguardare lo stesso sistema, attualmente un modello di efficienza della pubblica amministrazione.
La richiesta è, quindi, quella di un incontro con il presidente della Regione Calabria, i presidenti delle Province coinvolte e con i sindaci di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia per ottenere il loro sostegno a livello nazionale e rafforzare la voce delle Camere calabresi. Le motivazioni dei presidenti dissenzienti e dei segretari generali devono essere state sicuramente convincenti tanto che da indurre il viceministro Galli ad aprire una linea di credito alle istanze proposte e a favorire l’istituzione di un tavolo tecnico ad Unioncamere. E proprio ad Unioncamere, il giorno seguente all’incontro al Mise, nel corso dell’Assemblea generale dei presidenti, sono stati affrontati, come punti all’ordine del giorno, l’attuazione della riforma e le modifiche avanzate dai 18 presidenti dissenzienti, con la disponibilità espressa dal presidente Carlo Sangalli all’istituzione del tavolo tecnico per arrivare a proposte precise, articolate e applicabili, condivise da tutto il sistema camerale, da presentare, entro fine luglio al ministero. E’ questa una ulteriore e importante tappa di un percorso già da tempo avviato dagli Enti camerali, che con continuità d’azione, attenzione ed oculatezza, sono impegnate a superare le criticità di una riforma ritenuta sbagliata e che per questo motivo anche per il tavolo romano sono già di nuovo al lavoro e con le idee chiare, pronte e coese per difendere, nel rispetto delle finalità della legge di riforma, gli interessi delle imprese e delle comunità rappresentate».

 

 

 

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pugliese inaugurazione bivio statale 106 cirò marina«Il territorio calabrese è ancora oggi mortificato da un sistema viario che, non solo non consente programmi di crescita e di sviluppo, ma che non garantisce la sicurezza dei cittadini che ogni giorno percorrono quelle strade». È quanto scrive in una nota il presidente della Provincia di Crotone, Ugo Pugliese. «Il territorio crotonese – commenta – in questi giorni ha pagato, ancora una volta un tributo enorme, due giovani uomini hanno perso la vita in due incidenti diversi, ma che hanno un unico tratto dominante: l’inadeguatezza del nostro sistema viario. Giovani vite spezzate, famiglie distrutte e a far da cornice l’assenza di una volontà comune di mettere fine a questo stillicidio. Non si comprende perché una parte politica che oggi ha responsabilità di Governo e che ha il dovere di mettere da parte i vessilli ideologici, spesso più strumentali che reali, si ostina a consumarsi e consumare il territorio in contrapposizioni invece di far fronte comune e unitario. Quando si lavora insieme per il raggiungimento di un obiettivo, che deve essere solo l’interesse delle nostre comunità, i risultati arrivano ed a beneficiarne siamo tutti noi cittadini. Ieri ho partecipato all’inaugurazione dello svincolo sulla Statale 106 a Cirò Marina, un’opera importante, attesa e necessaria che è il frutto del lavoro sinergico e coeso dell’amministrazione comunale di Cirò Marina, dell’Anas e della Provincia. Un’opera che consentirà agli abitanti del comune crotonese e ai tanti turisti, che nel periodo estivo visitano il nostro territorio, di raggiungere in sicurezza la zona lungomare. Proficuo si è dimostrato il dialogo avviato con Anas, e che questo sia l’unico modo per ottenere importanti risultati e opere per il territorio trova conferma nel fatto che anche fuori dalla nostra provincia si è intrapreso questo percorso. Mi riferisco al comune di Corigliano-Rossano e all’iniziativa promossa dal neo sindaco Flavio Stasi che ha incontrato i vertici Anas per discutere degli interventi sul tratto di Statale ionica ricadenti nel suo territorio. Ebbene da quell’incontro è uscita fuori la volontà condivisa di realizzare quattro corsie a servizio dell’area di Corigliano Rossano e di tutto il bacino territoriale di riferimento. E’ inevitabile, a questo punto, una riflessione che oltre che istituzionale deve essere politica: amministrazioni locali (Comune e Provincia) e Anas si incontrano (nel caso di Cirò Marina e di Corigliano-Rossano), parlano, discutono e si mettono al lavoro, un processo semplice, logico e ragionevole ma che non riesce a coinvolgere la deputazione parlamentare calabrese che oggi siede tra i banchi della maggioranza che guida il Paese. Si sfiora il paradosso se si aggiunge che il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli è diretta espressione di questa deputazione! Siamo dinnanzi a un cortocircuito istituzionale che deve essere corretto e sanato. Processi virtuosi possono essere messi in atto, ma è necessario il coinvolgimento fattivo e non distruttivo, la partecipazione propositiva e non l’ostruzionismo, le nostre comunità ce lo chiedono, e ce lo chiedono i tanti fiori lasciti sul ciglio della statale ionica, fiori che ricordano che lì una vita è stata spezzata, che lì una famiglia piange un proprio caro».

 

 

 

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post facebook amedeo nicolazzi«Apprendiamo con immenso stupore ed amarezza che il Sindaco di Petilia Policastro, sul proprio profilo Facebook, è andato in escandescenza (forse per il troppo caldo!), attaccando l’ente Provincia ed i suoi autorevoli rappresentanti». È quanto scrivono in una nota congiunta il presidente della Provincia di Crotone, Ugo Pugliese, e i consiglieri provinciali.
«Evitando le chiacchiere e le polemiche – prosegue la nota – sentiamo il dovere di chiarire gli eventi, rimettendo ogni cosa al proprio posto. Nella nota il sindaco Amedeo Nicolazzi ci rimprovera di non prestare attenzione a Petilia Policastro ed al suo territorio, lamentando assenza di servizi e problemi di viabilità. Vorremmo quindi cogliere l’occasione per ricordare allo stesso sindaco che il territorio di Petilia Policastro, nonostante fosse stato poco rappresentato nel corso degli anni (basti considerare l’assenza di programmazione e di progettazione che abbiamo ereditato dalle altre amministrazioni provinciali per quel che riguarda il territorio petilino, nonostante proprio lo stesso Nicolazzi, prima, e la sua ex vicesindaco Paola Carvelli, poi, fossero consiglieri provinciali) e nonostante le esigue risorse economiche per la situazione che incombe su tutte le Province d’Italia, è stato oggetto di interventi di ripristino della viabilità provinciale durante l’estate 2018 (neanche un anno fa) per una somma complessiva di 800mila euro circa.
La cosiddetta Strada del Petilino è completata al 90% ed a breve sarà ultimata e ben quattro interventi sono stati già pianificati dagli Uffici provinciali insieme al consigliere provinciale del territorio Simone Saporito per questa annualità 2019, due dei quali prossimi alla gara d’appalto (€ 328.000,77 per la SP 60 e 40 – tratto da Frazione Foresta a Bivio Lenza ed € 350.000 circa per i lavori complementari piazzale Polo Scolastico di Petilia Policastro nella Frazione Foresta, oltre agli interventi sulla SP 36 – tratto Pagliarelle - San Demetrio - Ponte di Cropa e sulla SP 58 – tratto da Bivio Cerasara a Bivio San Liborio) per una somma complessiva di € 800.000 circa.
Numerosi sono stati i sopralluoghi effettuati dallo stesso consigliere provinciale insieme al dirigente del settore Francesco Benincasa, ai geometri della Provincia Rosario Lopez, Domenico Voce e Giuseppe Oliverio ed ai capo cantonieri Gaetano Squillace e Martino Lizzi. Il tutto senza foto e post su Facebook, senza articoli di giornale! La politica è servizio verso la collettività! Rispediamo al mittente le accuse ed i rimproveri mossi e lo invitiamo, ancora una volta a collaborare perseguendo un unico obiettivo: l’interesse della comunità che amministra, magari chiedendo agli uffici provinciali. Collaborare, interloquire, farsi portavoce delle istanze della comunità che rappresenta per risolvere i tanti problemi e per la realizzazione di infrastrutture di sistema che possano concretizzare il progetto di “area vasta” che abbiamo iniziato nell’esclusivo interesse di tutta la nostra comunità. I personalismi, le barricate ideologiche non servono a nessuno e non servono le contrapposizioni ad uso e consumo dei social, le nostre comunità hanno bisogno di interventi strutturali che richiedono un lavoro coeso tra tutti gli attori istituzionali. Non è più, anzi non c’è più, tempo per le lotte “tra poveri”, ci sono costate già troppo in questi anni!», conclude il comunicato.

 

 

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pubblico megalotto stataleBordate del presidente della Provincia e sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, al governo giallo-verde nell'incontro promosso presso la Sala Borsellino di via Mario Nicoletta per richiamare l’attenzione sulla variante al Megalotto 6. Un intervento sostenuto dai comuni del territorio crotonese e non solo, un intervento che le amministrazioni hanno inteso sostenere con apposite delibere. Sono circa cinquanta i Comuni che fino ad oggi hanno deliberato al riguardo, con una popolazione interessata di oltre 300 mila abitanti.
“Dobbiamo essere coesi e lavorare insieme – ha dichiarato Pugliese – e dobbiamo farlo a dispetto di tutti gli ostacoli che stanno mettendo sul nostro percorso di crescita. E’ innegabile che in questo momento, più che in altri, alle tante promesse ed annunci fatti dal cosiddetto Governo del cambiamento, non sono seguiti i fatti, anzi sono seguiti repentini cambi di rotta!
Ben due ministri, quello ai Trasporti e quello per il Sud, durante le loro visite a Crotone hanno constatato le gravi difficoltà infrastrutturali del nostro territorio, ed entrambi si sono prodigati in solerti promesse di intervento per strappare le nostre comunità all’isolamento, ed entrambi ritornati a Roma hanno preferito impegnare tempo e risorse in lotte e diatribe, solo apparentemente burocratiche, con la Regione Calabria.

pugliese pisciuneriProva ne sono – incalza il presidente della Provincia – il botta e risposta tra Governo centrale e Regione sugli oneri di servizio per l’aeroporto Sant’Anna! In questa lotta, in questa guerra, è bene sottolinearlo c’è un unico sconfitto, un solo perdente: il nostro territorio. Non possiamo consentire che la stessa cosa avvenga per la Statale 106. Non possiamo consentirlo perché esiste un progetto che può finalmente restituire centralità alla nostra area nei progetti di sviluppo della regione Calabria e dell’intero territorio nazionale”.
Il progetto della Variante che collegherebbe Crotone ( bivio Passovecchio) a Simeri Crichi è stato illustrato ai presenti dall’ingegnere Bevilacqua, mentre le iniziative e le attività promosse a sostegno del progetto sono state illustrate dal dottor Fabio Pisciuneri. Hanno partecipato all’incontro il vice presidente della Provincia Giuseppe Dell’Aquila, i sindaci di Cutro, Santa Severina, Cirò, Carfizzi, Umbriatico, Mesoraca, Melissa, Verzino Cerenzia ed i consiglieri provinciali. I presenti a conclusione dell’incontro hanno deciso di chiedere all’Ente di far proprio il progetto redatto dall’ingegnere Bevilacqua per la variante che prevede la realizzazione di una strada di tipo B che dovrà collegare Crotone a Simeri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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udienza papa upi provincia crotoneSabato 27 aprile prossimo, il presidente della Provincia di Crotone Ugo Pugliese e i membri dell'Unione province d'Italia saranno ricevuti in udienza da papa Francesco. «La cura delle comunità - informa una nota - e dei territori assegnati alle Province, da presidiare e non contrapporre alle grandi aree urbane, l'urgenza di porre la questione ambientale tra le priorità in agenda anche a partire dalle istituzioni locali, la responsabilità di garantire agli studenti italiani scuole sicure e all'avanguardia. Saranno questi i temi che le Province, guidate dal presidente dell'Upi Michele De Pascale, porteranno all'attenzione del santo padre. Tematiche care al presidente Pugliese e sulle quali, nonostante le note difficoltà economiche dell'Ente, è alta l'attenzione. Chiara è la volontà dell'amministrazione guidata da Ugo Pugliese di garantire scuole sicure e dignitose, di assicurare una viabilità in grado di evitare l'isolamento delle comunità, soprattutto di quelle più interne. In questa direzione vanno le azioni già intraprese e la programmazione degli interventi futuri in sinergia con le amministrazioni locali. Una rete necessaria, una collaborazione fattiva che si inquadra nel progetto di "area vasta" che il presidente Pugliese si è posto quale obiettivo fin dalla sua elezione. "Per me è il secondo incontro con il Santo Padre – ha dichiarato Pugliese – e se un anno fa in occasione della prima udienza l'emozione era forte, oggi ad un anno di distanza, consapevole di quello che rappresenta e comporta umanamente ed emotivamente trovarsi dinnanzi al Santo Padre, l'emozione è ancora più intensa. L'udienza con il Santo Padre – conclude il Presidente dell'Ente intermedio - rappresenta un momento di confronto e conforto per tutti noi amministratori, una vicinanza che rafforza e rincuora". All'incontro in programma per sabato 27 aprile parteciperanno i 76 presidenti di Provincia».

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