Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

oliverio catanzaroCATANZARO - E' iniziata a Catanzaro l'Assemblea dei Circoli e degli amministratori del Pd per chiedere al segretario Nicola Zingaretti che si svolgano le primarie in Calabria per scegliere il candidato a presidente per le prossime elezioni regionali. Teatro Comunale gremito in ogni ordine di posti, tanto che molti di coloro che avrebbero voluto entrare sono rimasti fuori. Applausi e grida d'incitamento per il presidente della Regione, Mario Oliverio, al suo ingresso in sala. Molte le bandiere del Pd. Sono stati centinaia i militanti, tra cui molti giovani, che hanno risposto alla chiamata degli organizzatori. Oltre 150 i circoli presenti e piu' di cento sindaci. Tra i partecipanti anche la deputata Enza Bruno Bossio. «Al commissario del Pd della Calabria, Graziano - ha detto il vicepresidente della provincia di Crotone, Giuseppe dell'Aquila – chiediamo come mai non è qui. Perché qui c'è il Pd. Non siamo qui per fare un favore a qualcuno. Mario Oliverio non ha bisogno di nulla ma è diventato un simbolo a difesa del nostro territorio e non vogliamo che le decisioni che ci riguardano vengano assunte fuori».
Tutto quanto va a frastagliarsi contro quanto chiesto in una missiva inviata nel corso della settimana ai segretari provinciali e di circolo della Calabria dal presidente nazionale Nicola Oddati e dal commissario regionale Stefano Graziano. «L'opinione pubblica – avevano scritto tra l’altro nella lettera – chiede al Partito democratico apertura e unità, apertura a quei pezzi di società che in questi anni hanno iniziato a guardare in altre direzioni perché delusi da arroccamenti e autoreferenzialità. E perciò nel corso di una riunione svolta a Lamezia con i quadri dirigenti calabresi si sono fatte riecheggiare con forza le parole: lealtà e generosità anteponendola alle ambizioni personali».
Da qui la puntualizzazione sul fatto che, per volere degli organismi nazionali dem, «non c'è dunque spazio per elezioni primarie, che finirebbero con il dividere ulteriormente un partito già lacerato e che il nazionale ha scelto di commissariare. E' ora che chi crede nel Partito democratico dia una mano a far decollare una stagione di profondo rinnovamento politico, che apra alla Calabria le porte del futuro. Ciò si può e si deve fare, ora. Il quadro politico nazionale è favorevole e c'è grande fermento intorno all'ipotesi di un patto civico intorno ad un candidato in grado di costruire una coalizione ampia e plurale. Pertanto, chiediamo ai segretari provinciali di tenere conto delle ragioni sovraesposte dalla Segreteria nazionale del Pd e dal Comrnissario regionale e di inviare il testo a tutti i segretari di circolo».
«Inoltre, vista questa fase politica straordinaria – raccomandava la missiva –, chiediamo di evitare l'organizzazione di iniziative e/o manifestazioni che si pongano in contraddizione con quanto messo in atto sul piano nazionale e regionale, a partire dall'assemblea auto convocata del 27 settembre p.v. Chiudiamo questa missiva con le parole pronunciate dal segretario nazionale Nicola Zingaretti alla direzione nazionale del 23 settembre "Faremo scelte straordinarie perché ai cambiamento dei Governo corrispondo una rinascita della sode. e una nuova formo di democrazia. C’è. un nuovo Pd do costruire».

 

 

 

 

 

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presidente oliverioIl presidente della Giunta Regionale della Calabria Mario Oliverio, ha firmato oggi il decreto per la convocazione delle elezioni primarie per la data del 20 ottobre 2019. "Si tratta - è scritto in una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale - di un atto dovuto secondo le prescrizioni dell'art.5 della Legge Regionale n. 25 del 17 agosto 2009. Il mancato adempimento avrebbe potuto configurare una evidente omissione attuativa". "Dalla data di pubblicazione del presente provvedimento sul Burc - conclude la nota - decorre il termine di 15 giorni previsti per la presentazione delle liste di candidati corredate dalla necessaria documentazione". Le primarie istituzionali, in Calabria, sono finanziate dalla Regione e vi possono accedere partiti e movimenti di qualsiasi schieramento. Anche cinque anni fa furono indette ma nessun partito ne fece uso.

 

 

 

 

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pd crotone insegnaIl primo appuntamento dopo le primarie è rappresentato dalle elezioni provinciali. Il gruppo dirigente del Partito democratico sarà chiamato, nei prossimi giorni, a decidere se fare o non fare l’accordo con la “Prossima Crotone” di Enzo Sculco e Ugo Pugliese. Lo scenario non è chiaro, perché le posizioni uscite dalle urne delle primarie sono quelle già esistenti. A meno di cambiamenti, nel Pd della provincia di Crotone ci sono sempre due anime: quella che vorrebbe l’accordo con Sculco, allargandolo magari anche ai Comuni dove nei prossimi mesi si voterà per il rinnovo delle amministrazioni e quella che, invece, di accordi con il “reuccio” non ne vuole sentire nemmeno parlare. Non è una partita solo locale, perché l’accordo con Sculco è caldeggiato anche da Mario Oliverio e Nicola Adamo, che a Crotone hanno dei referenti importanti. Quelli dell’accordo ad ogni costo possono contare anche su quell’area politica che ha votato per Martina segretario e che ha sempre sostenuto la maggioranza al Comune di Crotone. Quest’area ha ottenuto oltre il 20% dei voti alle primarie, anche se questo voto di domenica ha diverse questioni che meriterebbero un approfondimento. In alcune realtà comunali i conti non tornano. Ci sono, però, due rappresentanti eletti all’assemblea nazionale che di accordo con Sculco non ne vogliono nemmeno sentire parlare: il segretario cittadino, Antonella Stefanizzi, e Sergio Contarino. Il partito della città capoluogo non vuole l’accordo, ma non si capisce bene se anche il segretario provinciale ha una posizione chiara. Quello che pensa e farà il segretario Gino Murgi si capirà nei prossimi giorni. Murgi ha già fatto un accordo con Sculco e Pugliese quando si è votato per le elezioni provinciali che hanno determinato la nomina a presidente di Pugliese. Nelle scorse settimane, però, c’è stato uno scontro con Pugliese per la vicenda di un pontino di una strada provinciale. Murgi andò su tutte le furie perché Pugliese fece da sponda per l’opposizione di Melissa, che lo accusava di volersi prendere meriti non suoi. La questione è stata chiarita? Altra cosa da capire è la posizione che avranno i sindaci del Pd rispetto a un accordo con Sculco. Le indiscrezioni dicono che i sindaci dem non vogliono accordarsi con Sculco. Si guarda alle elezioni regionali del prossimo autunno e magari qualcuno sta progettando di candidarsi. L’accordo con Sculco-Pugliese nel Pd viene anche osteggiato, perché si correrebbe il rischio di doversi assumere le responsabilità dell’amministrazione comunale di Crotone. Al momento l’attività amministrativa di Pugliese non ha raccolto molti consensi nell’elettorato della città. L’accordo, quindi, potrebbe danneggiare il Pd, che già è accusato di inciucio con la maggioranza.

 

 

 

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galea asteriti«Nella mia qualità di presidente dell'assemblea provinciale del Pd – scrive Mario Galea –, mi corre l'obbligo di rivolgere un accorato appello a simpatizzanti e iscritti, affinché vogliano partecipare alle Primarie del nostro Partito, l'unico tra tutte le forze politiche a fare eleggere il Segretario nazionale alla luce del sole e attraverso il voto libero e democratico dei cittadini che abbiano a cuore le sorti sia della democrazia nel nostro Paese, che della sua situazione economico-sociale.
Sono mesi che sia sui giornali che nei molteplici talk-show televisivi non si parla d'altro che della crisi giudicata come ormai irreversibile del nostro Partito, il quale è presentato come inesorabilmente diviso e incapace di risalire la china in cui si è trovato confinato dall'esito delle ultime Elezioni politiche.
Mai come in questo momento storico è necessario invece mostrare tutta la sua vitalità, in quanto esso rappresenta l'unico vero baluardo contro la degenerazione di tutto il nostro sistema politico in senso antieuropeista e sovranistico e contro il pericoloso arretramento della sua situazione economica.
Di fronte ad un Paese in preda ad un costante e via via crescente processo di "salvinizzazione" delle coscienze, che si svolge ormai sotto gli occhi di tutti per la quotidiana propaganda del Ministro degli Interni, il quale non sa fare altro che andare tutti i giorni in giro per le strade delle nostre città a seminare paura e a cercare di accrescere il proprio consenso elettorale in vista delle Elezioni europee, abbiamo bisogno di far sentire più forte che mai la voce del nostro Partito.
Domenica 3 marzo tutti coloro che si oppongono alla retrocessione economica del nostro Paese e al suo ormai sempre più esteso isolamento sia a livello europeo che internazionale – si pensi alla posizione assunta dal Governo Gialloverde sul caso Venezuela e alla recente ostilità manifestata nei confronti di un paese tradizionalmente amico come la Francia - sono invitati a mobilitarsi nel modo più efficace, che è quello di recarsi nelle sedi individuate nei vari Comuni della nostra Provincia, per esprimere un voto a favore di Maurizio Martina l'unico candidato che ha dato fin qui prova del suo spirito unitario, della sua ragionevolezza politica e che ha ben chiaro il progetto per la rinascita del PD».


Sulle Primarie scrive anche Manuela Asteriti, in qualità di presidente dell’Assemblea cittadina Pd di Crotone. «Mentre a livello nazionale – commenta Asteriti – siamo spettatori di un governo nazional-populista spregiudicatamente sbilanciato a destra (estrema), mentre il Paese è sull’orlo di una nuova recessione, mentre perdiamo posti di lavoro, produttività e credibilità sui mercati e in Europa, mentre avviene tutto ciò, il Partito democratico celebra il suo congresso per eleggere il segretario nazionale».
«Un congresso – prosegue Asteriti – che determinerà le sorti non solo del PD ma anche della sinistra e del paese stesso. L’Italia non può fare a meno di una forza democratica progressista quale è il nostro partito. Questo è il segnale che arriva chiaro dai territori, dove i cittadini, dal basso, spontaneamente si fanno promotori di azione politica di sinistra.
Nella nostra città, il Partito Democratico è tornato a discutere ed affrontare alcune questioni (ancora poco) cruciali, in sinergia con il gruppo consiliare siamo nella condizione di tornare tra i cittadini con il ruolo che gli elettori ci hanno assegnato all’esito delle elezioni amministrative del 2016.
Il PD cittadino è nelle condizioni, di farsi ricettore delle istanze che vogliono la rinascita della sinistra intorno ad un progetto condiviso con tutte quelle forze, che seguendo percorsi differenti, si riconoscono negli ideali di solidarietà e uguaglianza sostanziale. In un siffatto percorso, il Partito Democratico ha il dovere di azionare gli strumenti necessari ad una riflessione, in consiglio comunale con le forze di opposizione e in città con tutte le forze che si richiamano ai principi fondanti la sinistra italiana e che hanno fatto la storia del nostro territorio. Domenica 03 marzo anche a Crotone si voterà per le primarie del PD dalle 08.00 alle 20.00 al PalaMilone. E’ fondamentale che la partecipazione sia significativa. Partecipare vorrà dire “i nostri valori non sono morti e non moriranno” , “la sinistra italiana può e deve rinascere”. Rivolgo quindi un appello al popolo della sinistra, senza retorica e con le idee chiare di chi ha una visione che è allo stesso tempo identità.
Personalmente il mio sostegno andrà alla lista “Piazza Grande con Nicola Zingaretti” e mi auguro che in molti come me individuino nel candidato Zingaretti l’uomo giusto per traghettare il Partito Democratico e la sinistra italiana verso la rinascita, per il superamento delle diseguaglianze, la lotta alle fragilità, la tutela dei diritti fondamentali, la scuola, la cultura, il lavoro, la sanità, tutti temi spariti nell’ultimo anno dall’agenda di governo. Come noto potranno votare tutti i cittadini, a partire dai 16 anni, quindi non solo i tesserati del PD. Facciamo in modo che domenica sia il segnale degli uomini e donne di sinistra provati dalla crisi che ci ha colpito ma per niente rassegnati».

 

 

 

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francesco sulla«Primarie da abolire». È quanto sostenuto dall’ex consigliere regionale del Pd Francesco Sulla.
«Domenica prossima – scrive Sulla – si consuma il penultimo atto di quello che viene definito, a mio avviso impropriamente, "congresso" del Partito democratico e cioè le primarie. L'ultimo sarà, invece, l'Assemblea che dovrà prendere atto dell'esito delle primarie, eleggere il nuovo segretario nazionale e l'opera sarà completata.
Il mio auspicio è che questa sia l'ultima volta che si utilizza questo strumento tanto superato, quanto dannoso all'esistenza stessa del Partito democratico e, quindi, del centrosinistra e, di conseguenza, della democrazia italiana. Analizziamo velocemente le fasi di questo lungo e infruttuoso, anzi dannoso, percorso.
Si comincia con la nomina delle commissioni per il congresso, che devono sovrintendere alle sue varie fasi, sia a livello locale che nazionale. Il loro primo atto è la verifica del tesseramento. Non devo spendere qui molte parole. Dico solo che, se questo adempimento venisse svolto con un minimo di serietà, l'intero percorso non vedrebbe la luce. D'altronde un partito che non ha più nessuna forma di vita associativa, se non nell'immediata vicinanza di appuntamenti elettorali, come può parlare di tesseramento vero? Il segretario nazionale, in tutta onestà, può affermare di avere in tasca la tessera del partito dell'anno in corso e di aver versato quanto dovuto? Mi fermo qui!
Si avvia, contemporaneamente, la fase di individuazione degli aspiranti candidati! E se con il tesseramento siamo all'imbroglio, con le autocandidature siamo al tragicomico. Illustri sconosciuti, che tali rimarranno anche dopo la fine di questo percorso e che spesso non hanno neppure le caratteristiche per svolgere la funzione di segretario di un circolo di periferia, presi da raptus di protagonismo, si propongono, incoscientemente, alla carica di segretario nazionale. Diffondendo così un messaggio devastante e cioè che chiunque può svolgere quell'impegnativo ruolo, mortificando e svilendo, quindi, la funzione del leader! Si ha così, inoltre, un numero di candidati tali da mettere in moto il conseguente atto delle "convenzioni". Non sono mai riuscito a capire che c'azzecca questo termine con il voto degli iscritti, che dovrebbero votare per individuare i candidati che parteciperanno alla fase finale. Aldilà del termine, però, il vero problema sta nello svolgimento di questo adempimento. Quanti degli iscritti sanno dell'esistenza delle convenzioni? E parlo di quelli che pur non avendo in tasca la tessera sarebbero disponibili ad averla, tralasciando quelli che risultano iscritti senza neppure saperlo. E, di quelli che conoscono l'esistenza delle convenzioni, quanti si recano veramente al voto? Di circoli dove tutto sia avvenuto regolarmente io non ho notizia, forse qualche caso ci sarà, ma non si tratta di percentuali a due cifre. Conosco, invece, tanti casi dove, pur essendoci i verbali, nei circoli non si è proprio votato e dove il risultato è stato predefinito dai rappresentanti locali dei singoli candidati, presenti in quella realtà. D'altronde anche in questo caso, nella situazione comatosa in cui langue diffusamente il partito nel territorio nazionale, come si può pretendere un coinvolgimento degli iscritti o dei potenziali tali? Domenica si andrà alle primarie aperte e lì si daranno letteralmente i numeri, che magari rispetteranno la percentuale realmente registrata dai concorrenti, ma con valori che, come avvenuto in passato, creeranno situazioni di profonda contraddizione con gli esiti registrati alle elezioni ufficiali.
Detto ciò, il vero motivo per il quale, però, occorre finirla con questo strumento è tutto politico. Il Partito Democratico ha bisogno come il pane di definire una sua identità e di renderla visibile, veicolandola, soprattutto, attraverso i suoi militanti, iscritti e simpatizzanti. La sua identità per manifestarsi compiutamente ha bisogno di un programma chiaro e di un gruppo dirigente adeguato, nel senso più ampio del termine, a realizzare quel programma. La fase più delicata è proprio quella della definizione del programma! Qui la discussione non può che essere forte, ogni posizione deve essere sostenuta con il massimo della convinzione da chi la propone, ma anche con la piena consapevolezza che il confronto dovrà partorire una posizione finale da consegnare a tutto il partito e anche a chi al partito e al centrosinistra guarda con interesse. La fase di definizione del programma comune, frutto anche di reciproche contaminazioni tra posizioni iniziali differenti, dovrà vedere la partecipazione attiva e consapevole degli iscritti e di tutti coloro che vorranno essere partecipi.
Una volta definito il programma, identitario e operativo, del Partito, occorre individuare il gruppo dirigente più idoneo a promuoverlo e portarlo avanti. Un partito che ha vissuto una discussione così intensa sulla propria identità e sui singoli temi presenti nella concreta realtà quotidiana, può chiamare con fiducia i propri iscritti, e tutti coloro che vogliono essere partecipi, alla scelta del loro leader e dell'intero suo gruppo dirigente. Solo così puoi avere un partito autorevole e coinvolgente.
Cosa succede, invece, oggi con queste primarie? I candidati depositano, nel migliore dei casi, un loro manifesto politico che, però, rimane sconosciuto alla stragrande maggioranza dei dirigenti, figuriamoci agli iscritti e, ancor di più, ai semplici cittadini. Il tutto si racchiude in una spasmodica ricerca di un consenso, fondato sulle conoscenze personali dei dirigenti coinvolti, a sostegno dei vari candidati e tutti mossi solo da fredde logiche interne alla ristretta cerchia di addetti ai lavori, che lasciano estranei il corpo vivo del partito e i potenziali elettori. Alla fine di tutto il percorso viene consegnato al Paese la babele di un partito, diviso e litigioso, nel quale ognuno dei contendenti rimane geloso custode della propria posizione iniziale e con una rappresentanza interna, pari alla percentuale ricevuta, che verrà utilizzata solo per lucrare rendite di pozioni personali, sia politiche che istituzionali. Il tutto nella confusione più totale, che tutto può produrre, tranne che rendere attrattivo il partito».

 

 

 

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Crotone è ben rappresentata nella lista dei delegati all’assemblea nazionale del Partito democratico, ma non sono mancati i sacrifici. La lista dei sette candidati, rappresentativi di un vasto territorio che comprende le provincie di Crotone e Catanzaro, ha come capolista il segretario delle federazione pitagorica, Gino Murgi. In buona posizione per essere eletta (quarto posto) c’è anche la crotonese Stella Adamo, mentre l’ex segretario della federazione Arturo Crugliano Pantisano è stato collocato nella quinta casella. In un primo momento Crugliano Pantisano doveva essere il terzo e tra i papabili doveva esserci anche l’ex assessore comunale ai Lavori pubblici Giancarlo Devona. Secondo quanto riferito, contro Crugliano Pantisano sono stati lanciati strali partiti da dirigenti provinciali del Crotonese, mentre per far ritirare la candidatura di Devona sarebbero intervenuti Mario Oliverio e Nicola Adamo. Alla fine Crugliano Pantisano è slittato dal terzo al quinto posto, mentre Devona è stato costretto a mettersi da parte per accogliere l’invito di Oliverio e Adamo. La rappresentanza di Oliverio nella lista è alta perché a lui fanno riferimento Murgi (in verità il segretario provinciale è considerato renziano doc, Oliveriano dell’ultima ora, con un padrino del livello di Nicodemo Oliverio che lo sponsorizza per ogni carica), Pasqualino Manica (terzo della lista), Stella Adamo (quarta) e altri, mentre Crugliano Pantisano è sostenuto dal segretario regionale del partito, Ernesto Magorno.

 

 

 

 

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