Lunedì, 10 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

cani randagiI consiglieri comunali, Vincenzo De Franco, Enrico Pedace, Fabiola Marrelli e Salvatore Gaetano, aderenti al gruppo Consigliare ConSenso, hanno inviato al sindaco di Crotone Ugo Pugliese una «proposta di protocollo d'intesa tra Comune, Asp e associazioni di volontariato, al fine di prevenire il fenomeno del randagismo».
«Si precisa – scrivono i quattro consiglieri – che il lavoro redatto, per prevenire e fare lotta al randagismo, tiene conto di una serie di circostanze che, negli ultimi anni, hanno visto aumentare in modo esponenziale i costi per il mantenimento dei cani, da parte del Comune di Crotone. Tutto ciò premesso, si consegna nelle Sue mani, una proposta di protocollo d'intesa tra le parti, Comune, Asp e associazioni di volontariato, che tiene conto delle norme nazionali e regionali in tema di lotta al randagismo, che ha come scopo ultimo quello di garantire benessere agli animali e di ridurre le attuali spese annuali che risultano essere circa in 700.000,00 euro».

 

 

 

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microchippatura caniIl responsabile dell'Unità operativa semplice dipartimentale "Sanità Animale" dell’Asp di Crotone, Saverio Ferraro, precisa in una nota che: «In merito a quanto apparso sulla stampa e sui social a seguito della giornata di sensibilizzazione della cittadinanza sulla lotta al randagismo, tenutasi lo scorso 2 giugno, in cui il Comune di Crotone, con l'intervento effettuato a titolo totalmente volontario e gratuito da parte del personale dell’Asp di Crotone, servizio Veterinario Area "A", ha disposto la microchippatura gratuita di cani padronali per i cittadini di Crotone, e a seguito della quale sono stati addebitati fatti gravi e non veritieri in merito all'intervento del personale Asp che ledono la figura professionale del veterinario pubblico e del personale tecnico, ci corre l'obbligo di chiarire puntualmente quanto segue: il servizio Veterinario dell’Asp di Crotone, nell'ambito della lotta al randagismo, che si esplica sia seguendo i dettami di legge sul controllo dei cani randagi presenti nel territorio di propria competenza, sia facendo continua opera di sensibilizzazione alle adozioni e contro l'abbandono dei cani presso i comuni e presso gli studenti delle scuole del territorio, ha aderito ad una richiesta del Comune di Crotone per: fornire personale tecnico per effettuare, una microchippatura gratuita e simbolica di 40 cani padronali, privilegiando principalmente le famiglie con redditi bassi tutto finalizzato alla prevenzione dell'abbandono e del randagismo. L'elenco è stato approntato da personale del Comune di Crotone per gli avanti diritto fino alla microchippatura gratuita. Il metodo utilizzato per la preparazione dell'elenco non è a conoscenza della Asp, ci risulta che non è stata rifiutata nessuna delle richieste pervenute al Comune, ma tutte sono state esperite. Il metodo di lavoro della Asp di Crotone, nei confronti sia dei volontari che dei normali cittadini in riferimento alla lotta al randagismo, è esclusivamente quello stabilito dalla legge alla quale non si può mai derogare in nessun caso. Tutto quanto premesso l'Azienda sanitaria ha dato e dà la sua totale disponibilità ad attivare un protocollo operativo di concerto on le associazioni di volontariato riconosciute a norma di legge, affinché si metta in opera un percorso che consenta in maniera, il più veloce possibile, l'adozione dei cani randagi. Tutti i cani segnalati come randagi vengono accalappiati dell'Asp, previa segnalazione del Comando Vigili del territorio, non esiste la discriminante che gli stessi debbano essere aggressivi o morsicatori. In merito alla reimmissione sul territorio dei cani dei comuni catturati e sterilizzati, (art.3, comma 2 e 12 del D.C.A.N. 67/2018) è prevista una metodica operativa, di stretta pertinenza dei Comuni, che nessun comune ad oggi, ha attivato. Nel momento in cui questo dovesse avvenire, nel totale rispetto della legge, 1'Asp si attiene così come previsto per legge. In merito al paventato trattamento non conforme dei cani nei canili privati autorizzati, gli stessi sono sotto costante controllo dei servizi Veterinari (A e C) dell'Asp affinché ci sia il rispetto preciso della normativa in merito. Episodi di difformità applicati nei canili privati non sono a conoscenza dall'Asp, se esistono è necessario che siano segnalati da parte di tutti i cittadini anche ricorrendo all'Autorità giudiziaria in toto, specie se vengono riscontrati fatti penalmente rilevanti».

 

 

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giuseppe trocinoL’Enpa di Crotone comunica che «nei giorni scorsi il presidente della locale sezione, Giuseppe Trocino, è stato ricevuto dal prefetto di Crotone Cosima Di Stani per discutere della problematica del randagismo che affligge il territorio crotonese. Durante l’incontro, promosso e partecipato dall’onorevole Elisabetta Barbuto sensibile alla problematica, sua eccellenza il prefetto ha pazientemente ascoltato le rimostranze rivolte dal presidente dell’associazione all’Azienda sanitaria provinciale e ai sindaci del territorio che omettono di promuovere delle adeguate campagne di controllo e prevenzione del randagismo. L’inefficienza delle Pubbliche amministrazioni arreca un danno enorme alle casse comunali, all’immagine di un territorio a vocazione turistica e soprattutto agli animali abbandonati per le strade al proprio destino. La mancanza di coordinamento tra le Forze dell’Ordine e gli Uffici dell’Asp – ha dichiarato il presidente dell’Enpa – crea quotidianamente confusione tra i cittadini sensibili che richiedono l’intervento delle istituzioni quando rinvengono un cane abbandonato ovvero ferito e bisognoso di soccorso. L’avvocato Giuseppe Trocino, inoltre, ha informato il prefetto di Crotone del contenuto di una denuncia fatta negli anni passati e rimasta priva di esito, ovvero: il canile realizzato in località Timpa del Salto, nei pressi della cosiddetta “montagna del brigante” (la cui gestione oggi è affidata ad un amministratore giudiziario a seguito di una inchiesta della Procura della Repubblica). Esso è ubicato in una zona a rischio esondazione e a rischio frana e, quindi, occorrerebbe verificare l’esistenza o meno delle concessioni edilizie al fine di reprimere eventuali abusi e soprattutto evitare di mettere a repentaglio la vita degli animali ivi detenuti e degli operatori preposti alle cure degli stessi. Il prefetto di Crotone ha assicurato il proprio personale interessamento e quindi la convocazione in tempi ragionevoli dei sindaci dei Comuni della Provincia di Crotone».

 

 

 

 

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sindaci ato randagismoGiornata impegnativa e di lavoro proficuo per i sindaci della provincia di Crotone sul tema della gestione dei rifiuti e del randagismo. Su invito del sindaco di Crotone Ugo Pugliese i primi cittadini della provincia di Crotone si sono prima ritrovati nella sala giunta per una riunione operativa sull'Ato provinciale e successivamente hanno incontrato i vertici dell'azienda sanitaria provinciale nella sala consiliare per la problematica sul randagismo. Dopo la sottoscrizione della convenzione, avvenuta qualche tempo fa, i sindaci sono al lavoro per definire i passaggi consequenziali dell'Ato che prevede l'esercizio in forma associata di gestione integrata dei rifiuti. Con la costituzione dell'Ato, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge regionale 14/2014, i Comuni attiveranno per il servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati lo svolgimento associato delle funzioni loro assegnate, senza duplicazione e sovrapposizione di ruoli e di costi, massimizzando le possibili sinergie in termini di competenze necessarie per la gestione del servizio. Alla riunione ha partecipato l'assessore ai lavori pubblici Tommaso Sinopoli Nella sala consiliare i sindaci hanno incontrato Agostino Talerico, direttore sanitario dell'Azienda sanitaria provinciale. Presente con la folta delegazione dell'Azienda sanitaria, tra gli altri, Giuseppe Fratto responsabile del dipartimento area assistenza ospedaliera. Alla riunione hanno partecipato i consiglieri comunali Enrico Pedace e Vincenzo De Franco. Il tema del randagismo è fortemente avvertito su tutto il territorio provinciale. Su questo tema i sindaci in accordo con l'azienda sanitaria provinciale intendono mettere in campo una serie di azioni mirate al controllo e alla definizione del problema. In particolare l'obiettivo è arrivare al cosiddetto canile baricentrico pubblico, una struttura pubblica deputata alla cura ed alla custodia degli animali randagi. Il canile baricentrico pubblico o canile sanitario è una struttura che può essere costituita anche attraverso consorzi di comuni e successivamente date in uso alle aziende sanitarie provinciali. In queste strutture è possibile effettuare l'identificazione e contestuale iscrizione in anagrafe dei cani randagi, la visita clinica con la relativa compilazione di una scheda clinico – segnaletica, interventi terapeutici clinici urgenti, interventi di profilassi.

 

 

 

 

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andrea correggia«Il randagismo a Crotone è un business da 600.000 euro annui». A sostenerlo è Andrea Correggia portavoce del Movimento 5 stelle di Crotone. «La giunta comunale – denuncia il consigliere d’opposizione – vanifica il lavoro della terza commissione. Dopo numerose riunioni e discussioni sul tema del randagismo, cui hanno partecipato dirigenti del servizio veterinario dell'Asp di Crotone e rappresentanti delle associazioni animaliste, è stato individuato un percorso condiviso per avviare una seria campagna di prevenzione. In commissione consiliare il M5s ha proposto: un programma di sterilizzazione da realizzare ad opera del preposto Servizio Veterinario, previo accordo con il comune, dopo aver predispostto un cronoprogramma degli interventi; una campagna di sensibilizzazione per l'adozione, disciplinata da apposito regolamento comunale che riconoscerebbe un contributo economico o sgravio fiscale in favore dei cittadini che decidono di adottare un cane ricoverato presso la struttura convenzionata con il comune; istituzione dell'albo comunale delle associazioni per la protezione degli animali, con cui avviare una collaborazione, indispensabile e fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi del piano. Sembra che la problematica del randagismo – scrive Correggia – non interessi questa Amministrazione comunale che, proseguendo nella traccia solcata dalla giunta Vallone, continuerà a sperperare ingenti denari, come accaduto nel corso degli ultimi dieci anni, arrecando un danno enorme alle casse comunali. Prevedo che, a fine anno, per il randagismo, il Comune di Crotone si renderà conto di aver speso circa 600 mila euro, senza neanche provare a risolvere il problema. Il randagismo, con le dovute proporzioni, è da considerare come un "business", al pari di quello consumato su i poveri immigrati, piuttosto che quello dei rifiuti. In costante emergenza, si sprecano risorse senza tentare di risolvere il problema. Il risultato è, in tutti i casi, lo stesso: si svuotano le casse pubbliche per ingrassare le casse dei privati che "vivono" sulle problematiche mai risolte, ai danni dei cittadini. L'amministratore Pugliese ancora una volta sembra che tuteli gli interessi di pochi più tosto che quelli di noi crotonesi, da parte nostra continueremo a chiedere alla commissione di affrontare il problema poiché su questo argomento di civiltà non molleremo un attimo».

 

 

 

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giuseppe trocino«La Calabria è ancora maglia nera per quanto concerne le attività di prevenzione e di contrasto al randagismo». A denunciarlo, in una nota, è il coordinatore regionale dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa), Giuseppe Trocino, che ha scritto una lettera-appello alle Procure della Repubblica. «La quasi totalità dei Comuni calabresi - afferma Trocino - per apparire in regola con la legge, si limita a stipulare convenzioni con canili privati, strutture che, non di rado, sono dei veri e propri mega-canili di dubbia legalità, ma fa poco o nulla per risolvere l'emergenza randagismo. E poco o nulla fanno i comuni per prevenire nuove nascite». Per Trocino «in Calabria c'è un vero e proprio business randagismo che alimenta e che è alimentato da inadempienze, omissioni e collusioni con ambienti malavitosi. Più volte Enpa ha segnalato, ma ad oggi tali iniziative non hanno ancora avuto seguito e i procedimenti si sono conclusi quando non con un'assoluzione, con una 'pilatesca' archiviazione».

 

 

 

 

 

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