Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

porto vecchioLe marinerie di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina rendono noto che «scenderanno in piazza della Resistenza, sabato 15 giugno, dalle ore 9.30, per protestare sulla mancata erogazione delle Royalties, nonostante il parere favorevole del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ottenuto a seguito della richiesta dell’allora prefetto Cosima Di Stani. Erano stati attivati – spiegano i pescatori – una serie di confronti con le Amministrazioni locali e si era pervenuti in data 25 marzo scorso a un incontro presso l’assessorato delle Attività produttive con alcuni dei Comuni fruitori delle Royalties e si era concordato di modificare l’Accordo di programma sottoscritto nel febbraio 2017 per prevedere la quota parte spettante ai pescatori. Ad oggi, le decisioni stabilite in quella sede, non sono ancora state concretizzate perché nulla è noto in riferimento al percorso che si è deciso di intraprendere. I pescatori sono ancora una volta delusi dal comportamento delle amministrazioni. Con lo sciopero si vuole dar voce alle richieste nella speranza di chiudere definitivamente la questione delle Royalties con il pagamento delle quote dovute».

 

 

 

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porto vecchio«Dobbiamo registrare che la vicenda relativa alla mancata erogazione delle somme royalties, dovute alla marineria crotonese, a parziale ristoro per i danni derivanti dall’estrazione di idrocarburi nelle acque antistanti la nostra costa, non solo è stata gestita con sufficienza negli ultimi mesi, ma rischia di pregiudicare in maniera insanabile il rapporto tra amministrazione comunale e il mondo della pesca».
Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali Rosanna Barbieri, Saverio Flotta e Michele Ambrosio del Partito democratico.
«Mentre i pescatori crotonesi – commentano i consiglieri d’opposizione – hanno atteso pazientemente la fine di questo iter interminabile, l'Amministrazione Pugliese è stata impegnata unicamente a ricercare cavilli ostativi all’erogazione delle risorse, vedi vicenda aiuti di Stato, facendo in modo che sulla questione si ritornasse indietro di un decennio. Infatti, la circostanza in esame, era stata già affrontata e risolta nel lontano 2008, quando fu chiarito, senza le lungaggini interpretative a cui abbiamo assistito, che l’erogazione dei contributi alla marineria crotonese non poteva configurarsi come aiuto di Stato.
Su questa linea, giova ricordare, come l’amministrazione di centrosinistra a guida Vallone, aveva sempre tutelato le risorse spettanti ai pescatori, pretendendo che le somme dovute fossero previste autonomamente e prima della suddivisione in percentuale tra i Comuni beneficiari, arrivando, in alcuni casi, ad anticipare le quote non ancora corrisposte dalla Regione Calabria.
Oggi, prendiamo atto e condividiamo le posizioni dell’avvocato Manuela Asteriti che, a tutela della categoria dei pescatori, ha riproposto con forza la problematica del mancato pagamento delle royalties al mondo della pesca crotonese, evidenziando infatti che, nonostante il parere positivo del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, non si registrano, ancora, notizie sull’avvio dell’iter amministrativo all’erogazione.
Per questo motivo sollecitiamo il sindaco Pugliese ad affrontare la problematica in questione, spiegando ai pescatori e alla città, le motivazioni per le quali il 22 febbraio 2017, ha deciso di sottoscrivere un accordo di programma, decisamente al ribasso, per la categoria della pesca e per l’intera città. L'accordo di programma del 2017, firmato dal sindaco Pugliese, infatti, attribuisce sempre la percentuale del 51% al comune di Crotone ma, diversamente dal passato, omette di indicare, dove rinvenire le risorse spettanti alla marineria crotonese.
A questo punto sorgono spontanee alcune domande: chi esborserà le somme che legittimamente la marineria di Crotone pretende e deve ottenere? Come intende orientarsi l’amministrazione Pugliese? Le somme dovute, dovranno pesare sul bilancio comunale? Il sindaco Pugliese, chiederà una modifica sostanziale dell’accordo di programma sottoscritto nel 2017?
Queste sono le domande che formuliamo pubblicamente al Sindaco Pugliese, sollecitando una presa di posizione chiara, ricordandogli che la marineria crotonese sta attraversando una crisi economica senza precedenti e non può permettersi di sopportare ulteriori ritardi nell'affrontare definitivamente la tematica in questione. Il Partito democratico è pronto a dare il Suo contributo, seguendo con molta attenzione le vicende legate ad un comparto produttivo fondamentale per la nostra economia, che non può essere lasciato solo, soprattutto quando, viene messo in discussione un diritto fondamentale come quello del lavoro».

 

 

 

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porto vecchio«Le royalties ai pescatori!». Lo chiede in una nota Ilario Sorgiovanni, capogruppo del M5s al consiglio comunale di Crotone, che rende noto come «il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, alla richiesta di parere presentata dal prefetto Cosima Di Stani, risponde che i pescatori hanno diritto alle royalties». «In questa direzione – scrive Sorgiovanni – si è già espressa la Commissione europea, in relazione all'interpellanza dell'europarlamentare del M5s Laura Ferrara (IT E-004042/2018 risposta di Karmenu Vella 11.9.2018). Le Royalties a sostegno del reddito dei pescatori, è stato già ribadito dal ministero, si configurano come un parziale ristoro per il mancato pescato, conseguente alla riduzione dell'area di pesca per la presenza delle piattaforme Eni nel compartimento marittimo di Crotone. Si ricorda che dal 2014 i pescatori non percepiscono più l'indennizzo risarcitorio. Con o senza Accordo di programma, Regione e Comune non possono più sottrarsi alle loro responsabilità ed appellarsi all'alibi degli aiuti di Stato. Il M5s da tempo si occupa dei gravi e rilevanti problemi economici ed occupazionali che interessano l'intero settore della pesca crotonese, che annovera circa 400 operatori, oltre l’indotto, e versa in una grave situazione, considerato anche il ciclico fermo biologico e gli alti costi di esercizio (carburante, salari). Il risarcimento “dovuto” risulterà certamente una necessaria boccata d’ossigeno per poter continuare l'attività. Si attende che Comune e Regione, per le rispettive competenze, adottino finalmente atti amministrativi conformi ad una cornice giuridica appropriata, che consenta la giusta erogazione dei diritti spettanti ai pescatori».

 

 

 

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barbuto pugliese corrado«Chi conosce l'origine delle royalties spettanti ai territori sui quali viene effettuato estrazione di metano sa bene che si tratta di un tributo che viene riconosciuto in virtù di tale attività». Lo dichiara il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «La corresponsione – spiega – è regolata dal legge dello Stato e per quanto riguarda Crotone e i comuni costieri anche da legge regionale che ne prevedono la corresponsione agli enti territoriali. La vicenda della mancata corresponsione di eventuali royalties ai pescatori ripresa dalle parlamentari Cinquestelle e dai consiglieri comunali di Crotone sicuramente non incide sulla volontà dell'Amministrazione comunale, semmai riguarda la Regione che, tuttavia, ha più volte obiettato che tale corresponsione rappresenterebbe un aiuto di Stato ed una violazione del diritto di legittima concorrenza sancito dall'Unione europea. Tra l'altro, se come affermano gli stessi esponenti Cinquestelle, nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un danno subito per mancato pescaggio, l'interlocutore, in questo caso, è proprio Eni verso quale i pescatori dovrebbero indirizzare le loro richieste di risarcimento. La responsabilità di eventuali risarcimenti, se si tratta come affermato di danno subito, dunque va ricondotta verso Eni. In questo caso, davanti ad un colosso nazionale ed internazionale, il sostegno delle nostre parlamentari sarebbe quanto mai fondamentale nel sostenere la causa dei pescatori. Il Comune di Crotone, che ha sempre costantemente dialogato con un settore particolarmente importante, sarà pronto a sostenere l'eventuale azione che gli stessi intendano proporre».

 

 

 

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manuela asteriti«I pescatori di Crotone beneficiano di una quota delle Royalties derivanti dall’estrazione di idrocarburi nelle acque antistanti la costa crotonese, a titolo di ristoro per i danni derivanti al settore per la presenza in mare delle piattaforme estrattive e pertanto, per la limitazione delle zone in cui è consentita l’attività di pesca». Così Manuela Asteriti, dirigente del Pd di Crotone. «Il ristoro delle Royalties alla marineria di Crotone – prosegue – deriva da un accordo concluso il 4 ottobre 1999 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri tra le rappresentanze armatoriali, l’Eni e gli Enti territoriali calabresi. Da quella data a seguire i pescatori crotonesi hanno percepito l’indennizzo concordato. O almeno ciò accadeva fino alle spettanze 2013 (le ultime percepite), perché dalle spettanze 2014 in poi, le erogazioni ai pescatori si sono interrotte senza che vi sia stata alcuna interlocuzione con gli stessi, in ragione dell’accordo di programma sottoscritto nel febbraio 2017 tra la Regione Calabria e i Comuni di Crotone, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Melissa, Cirò e Crucoli. Al cui tavolo nessuno dei rappresentanti istituzionali coinvolti ha ritenuto di invitare/ascoltare i pescatori, né tantomeno di prevedere nel testo dell’accordo di programma la quota istituita nel 1999 ed erogata fino al 2013, in favore della categoria più penalizzata dall’estrazione di idrocarburi, per l’appunto i pescatori. Anzi, quando chiamati a rispondere delle ragioni della mancata erogazione gli Enti preposti, sembra si cimentino nella danza della sedia, dove senza sedia rimangono sempre i pescatori. Ma vi è di più, nel testo dell’accordo si legge che la percentuale di riparto spettante al Comune di Crotone sarebbe del 51% del totale previsto per i comuni beneficiari. La mente corre veloce ai precedenti accordi di programma quando subito dopo l’elenco delle percentuali di ripartizione spettanti ai comuni, si leggeva la somma autonoma stabilita per le erogazioni alle marinerie a valere sia sugli importi già disponibili sia sulle somme residue, sulla base di quanto consolidato negli anni precedenti. Cosa avrà determinato la scelta dell’amministrazione comunale di Crotone ad accettare un accordo di programma tanto al ribasso a totale discapito dell’intera economia della città? Temo che rimarrà un mistero! Ora, fermo restando che l’obiettivo primario rimane la tutela dei diritti dei cittadini, anche unendo le energie per consentire che ai pescatori crotonesi finalmente sia erogato quanto dovuto, in qualità di esponente dell’assemblea regionale del Partito democratico non posso non domandarmi se sia ammissibile per il nostro partito lasciare che questa tutela diventi il cavallo di battaglia di persone, partiti e movimenti che per estrazione, storia, formazione ed esperienza di vita sono lontani, lontanissimi dagli argomenti dibattuti. Così come lontanissimi sono dai valori fondanti la sinistra. Ritenuto l’assordante silenzio istituzionale che fino ad oggi ha caratterizzato la mancata erogazione delle Royalties ai pescatori, mi appello ai rappresentanti del Partito democratico nel territorio, in primis al segretario provinciale e ai consiglieri comunali dei comuni beneficiari di Royalties per fare chiarezza sulla vicenda. Intervenga inoltre la Regione Calabria con l’istituzione di un tavolo presieduto dal governatore Mario Oliverio alla presenza dei sindaci e delle rappresentanze delle cooperative di pesca interessate dalla vicenda. Lo dobbiamo ai nostri elettori ma lo dobbiamo anche all’economia del nostro territorio che non può fare a meno della categoria produttiva dei pescatori».

 

 

 

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barbuto corrado"Il M5S crotonese e' al lavoro affinche' la Regione e il Comune di Crotone tornino ad erogare le royalties alla marineria locale, dovute per la presenza dei pozzi Eni davanti alla costa". E' quanto si afferma in una nota delle parlamentari Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado e dei consiglieri comunali Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. "La Commissione Europea, all'interrogazione presentata dalla parlamentare 5 Stelle Laura Ferrara - sostengono gli eletti del M5s - ha dato una risposta chiara e netta: 'il caso presentato dall'onorevole parlamentare rientra nelle competenze delle autorita' italiane in conformita' con il principio di sussidiarieta' sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, secondo cui l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati. Eventuali misure per un possibile risarcimento a beneficio dei pescatori crotonesi e per assicurare che le zone di pesca siano protette, conformemente alle condizioni stabilite nella legislazione nazionale, sono di responsabilita' delle autorita' italiane, comprese le autorita' della Regione Calabria'. Nei giorni scorsi e' emerso il fatto che Regione e Comuni si ostinino nella decisione di non erogare le risorse destinate ai pescatori per il ristoro del danno causato nell'area di pesca del litorale crotonese, in cui sono presenti le piattaforme estrattive dell'Eni. Hanno assunto come pretesto il fatto che tali fondi potrebbero identificarsi come aiuti di Stato; con questo atteggiamento hanno evitato di affrontare il problema, trincerandosi dietro un Accordo di programma quadro firmato tra Regione e Comune nella conferenza dei servizi, a cui i pescatori non hanno nemmeno partecipato in quanto non invitati. Tale accordo non tiene in alcun conto la specificita' del luogo ne' le particolari esigenze e condizioni in cui operano i pescatori della zona suddetta. Si e' stabilito che per percepire i fondi bisogna presentare dei progetti, ma questi ultimi non sarebbero supportati dalla possibilita' dei pescherecci di uscire in mare a lavorare, a causa dei limiti imposti dalla presenza delle piattaforme". "Dal 2014 - sostengono Barbuto, Corrado, Sorgiovanni e Correggia - i pescatori del crotonese non percepiscono piu' le royalties a loro destinate perche' chi avrebbe dovuto erogarle si e' blindato dietro il cavillo degli aiuti di Stato, senza considerare che, in realta', esse rappresentano solo degli indennizzi per il blocco dell'attivita' di pesca dovuta alle limitazioni imposte dalla presenza dei pozzi Eni. La marineria crotonese, infatti, a causa della presenza delle piattaforme, opera su un territorio di pesca molto ridotto, con uno stop all'attivita' che interessa fino a 90-100 giorni l'anno. Questa situazione genera all'intero settore un grave svantaggio economico, ragion per cui le royalties non sono da considerare aiuto di Stato ma indennizzo e recupero di una condizione di svantaggio".

 

 

 

 

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