Giovedì, 28 Maggio 2020

POLITICA NEWS

sorgiovanni correggia conferenza discarica columbra(Foto Facebook: Massimo Carlozzo)

Hanno ribadito i motivi per cui non hanno sottoscritto il documento che definiscono «farsa» proposto nel corso del consiglio comunale del 16 settembre scorso, relativo all’ampliamento della discarica di Columbra previsto con l’ordinanza numero 246 del presidente della Regione Mario Oliverio. Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia hanno tenuto oggi pomeriggio una Conferenza stampa presso il punto d’incontro del movimento sito in via Risorgimento. «Per Sgombrare il campo da qualsiasi equivoco mediatico – spiegano -, è bene sottolineare che questa amministrazione non ha proprio argomenti e scarica le proprie colpe sugli altri, attaccando in modo insulso e pretestuoso il M5s. L’Ato, il cui presidente è il sindaco di Crotone, non ha redatto il Piano d’ambito e non ha compiuto nessuna azione concreta per individuare il sito pubblico su cui realizzare la discarica pubblica ad esclusivo servizio dell’ambito». Quindi l’ennesimo attacco al management di Akrea che, a loro dire, «nonostante i risultati pessimi, è stato recentemente riconfermato». Sorgiovanni e Correggia hanno anche ricordato come «i bandi per i mezzi strumentali al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani sono andati deserti. E’ stato annunciato l’ennesimo avvio, tra l’altro per il solo centro urbano, della Raccolta differenziata che allo stato attuale è ferma ad un misero 7,2%». «Mentre a Catanzaro – hanno incalzato – la consigliera regionale Flora Sculco sostiene Oliverio nella sua prossima candidatura a presidente della Regione, a Crotone il capogruppo dei Demokratici Tommaso Pupa definisce paradossalmente il governatore Mario Oliverio il peggior nemico di Crotone».
Secondo i due consiglieri d’opposizione lo scorso consiglio comunale «è stato convocato a giochi fatti, dopo che Oliverio ha emesso l’ordinanza contingibile e urgente. A questo punto, che senso aveva il documento-farsa approvato nell’ultimo consiglio comunale? Molto probabilmente per mascherare una complicità strisciante tra governo regionale e comunale e nel contempo salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica. Nel documento, scritto tra via Firenze e via Panella, il sindaco tenta di nascondersi dietro all’intero consiglio comunale, accomunando artificiosamente il suo operato, gravemente insufficiente, a quello delle associazioni e dei comitati contrari all’ordinanza di Oliverio».
«Nello stesso documento – chiosano i pentastellati –, si preannuncia l’istituzione di una pseudo-commissione speciale che, senza avere competenza e legittimità in merito, dovrebbe monitorare e vigilare l’attività della discarica e fare osservare le prescrizioni previste dall’ordinanza. Nell’Ordinanza si parla di autorizzare la discarica Sovreco in via d’urgenza e senza soluzione di continuità la coltivazione della discarica per rifiuti provenienti da tutta la regione sino al 30 giugno 2020, ovvero fino a 120.000 tonnellate di conferimento. Essendo Il conferimento – dicono i due consiglieri – giornaliero dell’ordine di 1000 T/g, dopo 5/6 mesi l’ampliamento concesso sarà esaurito, quindi, è nella logica del provvedimento il ricorso in una seconda fase ad un ulteriore e molto probabile ampliamento della discarica di Columbra».
«Sono circa 4 anni – commentano amaro Correggia e Sorgiovanni – che gran parte dei rifiuti della Regione sono conferiti nella discarica di Columbra; ciò ha comportato un aumento significativo del flusso di tir che sostano con il loro carico nei pressi della discarica, amplificando i problemi odorigeni presenti. E’ inammissibile che questo ulteriore ampliamento protragga nel tempo una situazione che è già al limite della sopportazione».
«Il sindaco – a loro dire – avrebbe potuto e “dovuto” impedire, ai sensi del ‘’art.117 del dlgs 112/98, l’ampliamento della discarica con un’ordinanza motivata dalla presenza insopportabile di odori e miasmi molesti nella frazione di Papanice e nel quartiere di Poggio Pudano o, in subordine, esigere che l’ampliamento sia destinato ai soli rifiuti provenienti dalla Provincia di Crotone. Questa amministrazione avrebbe dovuto sostenere il ricorso al Tar promosso dal comitato Pro Papanice».

«Per tutte queste ed altre ragioni – concludono – il gruppo consiliare del M5s non ha sottoscritto il documento proposto dal sindaco, elaborato con la sola finalità di avallare operazioni di facciata. Noi del M5s facciamo fatti non parole, infatti le prossime azioni che intraprenderemo per impedire questo ulteriore scempio sul nostro territorio saranno: i portavoce comunali e nazionali, domenica 22 settembre alle ore 19 in piazza Europa, incontreranno i cittadini di Papanice per ribadire il No all’ampliamento della discarica di Columbra a servizio dell’intera Regione; interpellanza urgente al ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulla questione dei rifiuti in Calabria; sostegno per il ricorso al Tar promosso dal comitato Pro-Papanice; eventuale ricorso ad azioni giudiziarie».

 

 

 

 

 

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protesta fiera mariana 2019«I grandi inconvenienti verificatisi in occasione della fiera mariana in realtà non ci hanno stupiti più di tanto, perché questa amministrazione ci ha abituato a brutte figure, una dietro l’altra». Lo scrive in una nota Il gruppo consiliare M5s di Crotone.
«Andiamo con ordine – proseguono nella nota i consiglieri d’opposzione Andrea Correggia e Ilario Sorgiovanni –. Dopo mesi e mesi di discussione su come realizzare la fiera ed individuare l'area idonea per rispettare tutte le prescrizioni previste dalla normativa dei grandi eventi, il 30 aprile è stata emanata la delibera di giunta che impegnava 160.000 euro e di conseguenza il 9 maggio è stata emessa la determina dirigenziale in cui si assegnava ad una società privata la gestione della fiera. Il 10 maggio è stata pubblicata la graduatoria degli operatori che avevano diritto ad occupare lo spazio della fiera, che sarebbe dovuta iniziare domenica 12, data in cui, invece, molti commercianti si trovavano ancora negli uffici comunali ad aspettare l'assegnazione del posteggio.
Quando non c’è efficienza in un ente pubblico l'illegalità trova facilmente spazio, infatti tanti sono stati i commercianti che hanno riscontrato degli abusi in relazione al loro posto assegnato. Delle domande sorgono spontanee: ma se in una manifestazione così importante, dove gli interessi economici sono enormi, non c’è il controllo di chi governa la città, chi ci assicura che la criminalità organizzata non si infiltri magari per pretendere il pizzo o esercitare un controllo sulla fiera?
Un consiglio comunale degno di questo nome chiederebbe già le dimissione dell’assessore Gentile, ma questo non accadrà poiché non c'è interesse verso il bene della città ma solo verso le prossime elezioni, perciò i nostri amministratori stanno ben attenti a non pestarsi i piedi tra di loro. Le argomentazioni con cui si spostano le colpe sulla Ditta organizzatrice si reggono sulle grucce, in quanto le responsabilità sono sempre sia del committente che dell'esecutore.
Agli annunci altisonanti sull'Antica Kroton, che presentano una città del Terzo Millennio, fanno da contraltare le inefficienze sull'ordinaria amministrazione. La fiera non è certo un'emergenza ma un evento previsto e prevedibile, pertanto ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso, maturo e, questa volta, responsabile; ci si aspetterebbe che l'assessore si scusasse nei riguardi degli esercenti e della città e rimettesse il mandato nelle mani del sindaco».

 

 

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correggia sorgiovanni comune«Ci permettiamo di scrivere perché in città stanno avvenendo fatti incresciosi durante questa campagna elettorale, con particolare riferimento all’incontro avvenuto presso la chiesa di S. Chiara dal titolo “L’impegno politico dei cattolici”, alla presenza di don Giovanni Barbara». È la lettera che i consiglieri d’opposizione del Movimento cinquestelle, Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia, hanno rivolto al vescovo di Crotone-Santa Severina Domenico Graziani. «Magari – commentano i due consiglieri d’opposizione – l’intenzione era quella di parlare del coinvolgimento dei credenti nella vita politica, ma a nessuno è sfuggita la presenza del candidato della Lega Nord, che ha affermato l’opportunità che i cattolici sostengano la Lega dal momento che le altre forze politiche non rispettano, a suo dire, i principi della vita, della famiglia e della “libertà”! Questa iniziativa appare una chiara indicazione di voto, legittimata dalla Chiesa per la presenza di don Giovanni Barbera. E’ più che giusto che la Chiesa inviti alla partecipazione alla vita politica e suggerisca di appoggiare forze politiche che si ispirino ai principi della dottrina della Chiesa, quando ciò risulti veritiero e suffragato da prove ed argomentazioni ma, onestamente, il suo silenzio, in questa circostanza, potrebbe risultare colpevole davanti alla condotta scorretta di chi, come l’avvocato Cerrelli, si propone come candidato che vuole realizzare il “disegno di Dio”, come fosse un profeta, mentre in realtà è esponente della Lega Nord, una compagine di persone che da anni in Italia professa una politica di odio e disprezzo verso gli extracomunitari, scatenando un duro contrasto tra poveri, tra rifugiati nel nostro paese e famiglie italiane meno abbienti. E’ risaputo che la Lega Nord si ispiri a politiche fasciste contrarie alla nostra Costituzione, basti pensare ai suoi alleati nella coalizione come “Fratelli d’Italia”, partito che guarda al regime fascista con ammirazione. Che dire dell’altro alleato della Lega, Silvio Berlusconi, personaggio oramai famoso alle cronache per varie vicende giudiziarie? La cosa più spaventosa è che esistono sentenze secondo cui lo stesso avrebbe foraggiato Cosa nostra per un ventennio! Come è possibile che la Chiesa appoggi un candidato che dichiari di seguire “il progetto di Dio” a nome della Lega e della suddetta coalizione e lo faccia, soprattutto, all’interno di un luogo sacro, con il consenso del parroco e con un battage pubblicitario giunto persino nelle scuole? Crediamo che abbia fatto bene l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, a prendere le distanze dal leader della Lega Nord che in piazza Duomo, a Milano, ha usato in maniera strumentale la Bibbia per il suo comizio elettorale, perchè un cristiano non deve invocare il nome di Dio invano nemmeno in politica. Siamo semplici portavoce di fedeli che si sono sentiti smarriti e traditi, pertanto chiediamo un incisivo intervento da parte Sua, certi che vorrà porre rimedio a questa incresciosa, inopportuna ed imbarazzante situazione. Voglia accogliere il senso della nostra rispettosa osservazione. Buon operato pastorale!».

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni consiglio«Il sindaco Pugliese ha travisato il parere reso dal ministero dell’Interno al punto tale da rendere pubblica una notizia non vera e priva di fondamento relativa al fatto che il Viminale abbia escluso che sussista alcuna incompatibilità per la carica dell’assessore da lui nominato il 21 luglio 2017». Così Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia portavoce del Movimento 5 stelle di Crotone. «In realtà – precisano i due consiglieri comunali d’opposizione –, il parere ministeriale, non esclude la causa di incompatibilità dell’assessore De Luca, ma delinea, invece, quelle che definisce “...le coordinate normative e giurisprudenziali di cui si dovrà tenere conto nel valutare l’esistenza della prospettata fattispecie di incompatibilità...”. In altre parole il ministero afferma che «... la pendenza della lite tra l’assessore esterno, Salvatore De Luca, e il Comune di Crotone determina certamente l’insorgere della causa di incompatibilità (di cui all’art. 63, comma1, n.4, del d. lgs. 267/2000). Tuttavia, occorre valutare in che modo incidano sul permanere della sussistenza della stessa l’accordo di cessione con la relativa richiesta di estromissione e la rinuncia agli atti del giudizio”. Ed è proprio dall’esame della documentazione prodotta dall’assessore De Luca che noi del M5S abbiamo potuto valutare la sussistenza della causa di incompatibilità, tenendo conto non solo del quadro normativo. Alle medesime conclusioni sono giunti il segretario generale, Bruno Rosaspina, e l’avvocatura dell’Ente, Rossella Russo. Infatti, nella segnalazione che abbiamo inviato all’Anac, con buona pace del sindaco, dimostriamo che la nomina dell’assessore De Luca fino ad oggi è illegittima in quanto questi non ha proceduto al sostanziale ed incondizionato abbandono della lite pendente. L’assessore De Luca, utilizzando l’istituto giuridico della rinuncia agli atti del giudizio (art. 306 c.p.c.) nei confronti del Comune non sana la sua posizione di incompatibilità. Infatti, sulla base del dettato normativo (art. 310, comma 1, c.p.c.) secondo il quale l’estinzione del processo non estingue l'azione, la rinuncia agli atti determinerebbe sì l’estinzione del processo, ma non scongiurerebbe la riproposizione dell’azione. La rinuncia agli atti non implica la cancellazione del diritto sostanziale per cui la domanda può essere sempre riproposta. Il M5S ritiene che, alla luce dei fatti, l’avvocato De Luca continui ad essere incompatibile con l’incarico di assessore conferitogli dal sindaco, non per pregiudizio politico, come affermato dal presidente della I commissione consiliare Mario Megna, ma perché la sua nomina, come esplicitato sopra, vìola palesamente quanto prevede l’articolo 63 comma 1 numero 4 del Tuel. Per quanto ci riguarda le regole devono essere rispettate e non aggirate; non basta una dichiarazione opportunistica, depositata pochi giorni prima della nomina, in cui si cede a terzi il credito controverso vantato verso il Comune di Crotone, seguita dalla richiesta di estromissione e rinuncia agli atti del giudizio solo nei riguardi dello stesso Comune. Ricordiamo anche che nella missiva inviata dalla Prefettura al sindaco di Crotone si ribadisce che il consiglio comunale è l’organo collegiale competente a deliberare sulla regolarità dei titoli di appartenenza dei propri componenti, secondo la procedura prevista dall’art. 69 del Tuel. Inoltre, si rammenta che lo stesso avvocato De Luca, in quanto liquidatore della società di costruzione “Afrodite srl”, difende gli interessi di detta società che ha come controparte il Comune di Crotone e ciò prospetta un palese conflitto d’interessi nell’esercizio della sua funzione pubblica».

 

 

 

 

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sequestro marine park village scifo«Apprendiamo da una nota stampa del sindaco Ugo Pugliese che "Scifo è una situazione estremamente delicata, impone all'amministrazione di non fare scelte di pancia, dettate più dall'emotività che non dal raziocinio [...] i crotonesi possono stare tranquilli, perché l'amministrazione ha una particolare attenzione sulla vicenda, nell'interesse della città e dei cittadini, confermando quello che ho già più volte espresso e cioè che non vengano fatte aggressioni alla costa crotonese"». I portavoce del Movimento 5 Stelle di Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia tornano sulla vicenda del sequestro del Marine park village. «Rispondiamo al sindaco Ugo Pugliese – scrivono i due – che sono passati due mesi dal suo comunicato stampa del 04 gennaio scorso in cui diceva: "se potrò, fermerò", che a tratti sembra voler rielaborare in chiave ancor più inetta la celebre frase "faccio cose, vedo gente... nulla di preciso" tratta dal film di Nanni Moretti "Ecce bombo". Ad oggi non si è mossa foglia, più specificatamente, non sono stati revocati i permessi a costruire ed è paradossale tutto questo, soprattutto dal momento che tale inerzia proviene da una persona che dice di amare l'ambiente. Perché lasciare perpetrare questo sopruso ai danni di una già delicata riserva marina, interessata da vincoli paesaggistici ed archeologici? Nel silenzio delle Sue stanze ha permesso (o per meglio dire "lasciato") che venisse costruita una megapiscina di oltre 1000 metriquadri, aggravando così un progetto edilizio già di per sé impattante nell'area del parco archeologico di Capo Colonna. Il primo cittadino dovrebbe certamente informarsi al meglio, come afferma, ma a patto che produca in tempi ragionevolmente rapidi azioni per il bene dei cittadini e per la tutela del territorio. Azione/reazione. Non abbiamo mai chiesto di farsi guidare dall'emotività, ci mancherebbe. Si sarà documentato, attraverso esperti funzionari del Comune e/o altri esperti del settore, che hanno ricostruito questa triste storia ed avrà senz'altro notato la fitta nebbia che circonda la documentazione presente negli uffici del Comune. I cittadini consapevoli, informati e responsabili non vogliono un ecomostro nella splendida località di Scifo, desiderano un turismo ecosostenibile e non frutto di una cementificazione selvaggia che procuri vantaggi economici per pochi a discapito del Bene Comune, da lei tanto professato durante la campagna elettorale. Tutta questa attesa sembra un continuo prendere e perdere tempo. La nostra richiesta è semplice: metta mano al P.S.C. e salvi la nostra storia, i nostri valori, la nostra eredità per l'avvenire. Durante la sua Amministrazione, abbiamo evidenziato il problema di Scifo già nel corso dell'evento del 12 ottobre 2016, con Tomaso Montanari, importante storico dell'arte e con il senatore Nicola Morra del M5S, invitandola con lettere e interrogazioni anche nei mesi successivi ad attivarsi per risolvere la questione, assumendosi le dovute responsabilità. Conosciamo tutti la triste cronistoria relativa a Scifo culminata il 14 febbraio con il sequestro della Procura, confermato dal Gip. Anche se Lei è subentrato ad opera avviata, questo non può giustificare la Sua inerzia ed il suo silenzio. Ora il tempo è scaduto. Dica a chiare lettere cosa intende fare senza tergiversare o appigliarsi a ipotetici pareri tecnico-legali peraltro già ampiamente espletati nel maggio 2014, secondo i quali ricorrevano le condizioni per l'annullamento del permesso a costruire. Noi continueremo a vigilare ed avanzare proposte tutte volte alla difesa, valorizzazione e tutela del nostro territorio perché il promontorio di Capo Colonna è la perla del nostro territorio. Sperando che la sua prossima mossa sia un atto concreto e non un nuovo e formale comunicato stampa. Buon lavoro».

 

 

 

 

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