Giovedì, 06 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

assunti comune crotone«Senza entrare nel merito delle procedure concorsuali, a suo tempo espedite dall’amministrazione Vallone e senza i commenti scontati sui cognomi e le parentele di tutta evidenza, com’è sulla bocca di tutti, l’assunzione di 33 unità mediante lo scorrimento delle relative graduatorie degli idonei richiede qualche riflessione». È quanto scrive Ilario Sorgiovanni capogruppo M5s al consiglio comunale di Crotone.
«Tutti i settori – commenta il consigliere di minoranza –, a partire da quello finanziario, denunciano un evidente deficit organizzativo e di organigramma; per il megasettore 4 (Urbanistica e Lavori pubblici) si aggiungano ulteriori difficoltà dovute alla carente capacità di programmazione e conseguente spesa. In questi tre anni di Governo, si è preferito sostituire i dirigenti andati in quiescenza con ruoli a tempo determinato, ex art. 110, invece di bandire regolari concorsi al fine di individuare profili stabili, altamente competenti ed idonei ad avviare una seria ristrutturazione della macchina amministrativa come, tra l’altro, suggerisce anche la Corte dei Conti, in relazione ai debiti fuori bilancio incontrollabili ed alla bassa capacità di riscossione e di spesa.
Il paradosso è che a Crotone, delle sei figure dirigenziali, tre molto probabilmente saranno assegnate “ad interim” al segretario generale, tre non risultano di ruolo ma nominate con incarico fiduciario. Delle tre figure dirigenziali non di ruolo, due sono state “traghettate” dalla Provincia ed una da “Crotone sviluppo”, facendo rilevare anche un evidente conflitto di interessi, dal momento che la dirigente Sperlì si ritroverà a firmare determine ed impegni di spesa per i suoi stessi colleghi.
Il Documento unico di programmazione (Dup), inoltre, non risulta corredato delle relative relazioni dirigenziali sulle procedure e sulla tempistica delle spese. La mancanza di un crono programma dettagliato della spesa in conto capitale produce l’impossibilità di impegnare efficacemente ed efficientemente le risorse che, non fruite, confluiscono nell’avanzo vincolato, limitando anche gli investimenti successivi.
La carenza di organico sofferta in questi anni si è manifestata con gradualità progressiva, accentuandosi in quest’ultimo anno; non si capisce perché si sia atteso tanto per attingere da queste graduatorie, se ritenute ancora valide. Una lungimirante politica della gestione del personale avrebbe consentito il ricambio generazionale con un efficace travaso delle competenze. I nuovi assunti non hanno una postazione di lavoro, non possono ancora esprimere competenze specifiche né espletare in maniera efficace gli incarichi e le mansioni eventualmente assegnate.
Avviare il piano triennale delle assunzioni alla vigilia delle future elezioni regionali, vantare meriti per il riconoscimento di un sacrosanto diritto al lavoro ed ostentare le nuove figure reclutate come trofei, assume i contorni di un’operazione a sfondo elettorale, che rientra nei patti concordati tra il socio di maggioranza di questa Amministrazione ed il governatore Oliverio. Anche la spesa corrente e prevedibile per manutenzione e servizi non viene programmata ma viene espletata con procedura di somma urgenza, che genera inesorabilmente per l’Ente debiti fuori bilancio con potenziale danno erariale», conclude Sorgiovanni.

 

 

 

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ilario sorgiovanni lungomare«Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza, con l’astensione di due consiglieri della minoranza, ha approvato l’aumento delle aliquote della Tari». Lo scrive Ilario Sorgiovanni capogruppo del M5s al consiglio comunale di Crotone.
«La previsione dei costi di gestione – commenta il consigliere d’opposizione – riportati nel piano finanziario relativo al 2019, elaborato dal Servizio ambiente, si basa, come anche per il 2018, su un’ipotesi di raccolta differenziata (Rd) pari al 25%. Una percentuale che allo stato attuale è un’utopia fuori da ogni logica reale, viste le percentuali attuali (7,15%), le condizioni di servizio in cui opera l’Akrea, il ritardo degli investimenti previsti dal nuovo Piano comunale dei rifiuti, approvato a marzo 2017 ed il bando per l’acquisto in leasing degli automezzi per avviare la Raccolta differenziata che è andato deserto.
Gli effettivi costi del servizio – spiega Sorgiovanni – relativo ai rifiuti urbani per il 2019 e per il 2018, ancora non rendicontato, li scopriremo realmente, a nostre spese, l’anno prossimo con un conseguente conguaglio che si rifletterà pesantemente sulle future tariffe Tari. Nonostante i considerevoli aumenti di alcuni costi operativi di servizio e di gestione quali il maggior corrispettivo ad Akrea per 573.333 euro, le spese di comunicazione per 134.200 euro, il funzionamento dell’Ato per 64.710 euro, gli investimenti comunali al netto dei finanziamenti Por-Fesr per 588.051 euro, gli arretrati per 200.000 euro; quest’anno le tariffe non subiranno incrementi sostanziali per il fatto che, a parità di produzione di rifiuti (30.000 t), le utenze considerate sono aumentate di 765 unità rispetto al 2018 ed il costo ipotizzato della tariffa di conferimento in discarica del rifiuto indifferenziato non è quello della tariffa regionale di 205 €/t, bensì di 149,62 €/t.
Nel Piano finanziario 2019 – prosegue Sorgiovanni –, stimato in 11.154.187,45 euro, risalta il maggior corrispettivo ad Akrea di 143.334 €/mensili, riconosciuto a partire dal mese di settembre, per svolgere la fantomatica e tanto agognata Raccolta differenziata. Bisogna ricordare che già dall’estate 2016 il costo di tale servizio ammonta alla cifra annua di 1.215.000 euro, a carico di tutti i cittadini, senza che siano stati conseguiti i risultati previsti dal Piano regionale. La verità è che i costi presunti del servizio sono viziati da artifici numerici che si basano su ipotesi molto ottimistiche, i cui riflessi reali si presenteranno drammaticamente nei prossimi anni.
Il problema – incalza Sorgiovanni –si potrà affrontare costruttivamente solo se l’Ato diventerà operativa, la Raccolta differenziata raggiungerà almeno il 65%, l’impianto di selezione Tmb di Ponticelli sarà ottimizzato, riducendo al minimo gli scarti da conferire in una discarica pubblica da destinare a esclusivo servizio del nostro ambito territoriale. La necessità di individuare al più presto una discarica pubblica a servizio dell’Ato è dettata anche dal fatto che l’impianto privato della Sovreco, già più volte ampliato, riceve a tutt’oggi rifiuti di tutta la Regione ed è al limite della sua capienza, con effetti ambientali rilevanti sul centro abitato della frazione Papanice.
E’ lo stesso Servizio ambiente del Comune di Crotone – scrive il consigliere Cinquestelle –, tra l’altro, che nella relazione sulla gestione dei Rsu e nel relativo Piano finanziario dichiara che “nell’eventualità di esaurimento della discarica della Sovreco si renderà necessario procedere a conferire fuori Regione, con probabili, sensibili aumenti dei costi che ad oggi non è possibile preventivare’’. Questa amministrazione, da quando si è insediata, nasconde la testa sotto la sabbia, non ha una linea politica e una visione strategica sullo sviluppo del territorio, persegue solo logiche utilitaristiche e pensa solo a tirare a campare!», conclude Sorgiovanni.

 

 

 

 

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porto vecchio«Le royalties ai pescatori!». Lo chiede in una nota Ilario Sorgiovanni, capogruppo del M5s al consiglio comunale di Crotone, che rende noto come «il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, alla richiesta di parere presentata dal prefetto Cosima Di Stani, risponde che i pescatori hanno diritto alle royalties». «In questa direzione – scrive Sorgiovanni – si è già espressa la Commissione europea, in relazione all'interpellanza dell'europarlamentare del M5s Laura Ferrara (IT E-004042/2018 risposta di Karmenu Vella 11.9.2018). Le Royalties a sostegno del reddito dei pescatori, è stato già ribadito dal ministero, si configurano come un parziale ristoro per il mancato pescato, conseguente alla riduzione dell'area di pesca per la presenza delle piattaforme Eni nel compartimento marittimo di Crotone. Si ricorda che dal 2014 i pescatori non percepiscono più l'indennizzo risarcitorio. Con o senza Accordo di programma, Regione e Comune non possono più sottrarsi alle loro responsabilità ed appellarsi all'alibi degli aiuti di Stato. Il M5s da tempo si occupa dei gravi e rilevanti problemi economici ed occupazionali che interessano l'intero settore della pesca crotonese, che annovera circa 400 operatori, oltre l’indotto, e versa in una grave situazione, considerato anche il ciclico fermo biologico e gli alti costi di esercizio (carburante, salari). Il risarcimento “dovuto” risulterà certamente una necessaria boccata d’ossigeno per poter continuare l'attività. Si attende che Comune e Regione, per le rispettive competenze, adottino finalmente atti amministrativi conformi ad una cornice giuridica appropriata, che consenta la giusta erogazione dei diritti spettanti ai pescatori».

 

 

 

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