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Undici associazioni contro la realizzazione della discarica a Santa Marina di Scandale: «Siamo al terzo atto, la Regione ci riprova!» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Martedì, 22 Gennaio 2019 15:10

giammiglione«Discarica di Scandale Atto terzo: la Regione ci riprova». Lo scrivono in una nota le associazioni “Terra e Libertà”, Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, Italia nostra Crotone, Arci Crotone, Gli spalatori di nuvole, Il Barrio, Legacoop Crotone, Nonostante tutto resistiamo, cooperativa Agape, Protezione Animali Calabria e Cooperativa Agorà Kroton.
«L'epopea della discarica – commentano le 11 associazioni sottoscrittrici della nota – che dovrebbe sorgere in località Santa Marina di Scandale non si ferma e torna, più tetra che mai, la minaccia, l'ennesima, di costruire, in piena zona agricola di pregio con produzioni biologiche e a marchio Dop, una discarica. A quanto pare non sono bastate le battaglie portate avanti da istituzioni, associazioni, partiti politici e cittadini che, con continuità dal 2009, ribadiscono il proprio no a questa folle autorizzazione. L'iniziale progetto della discarica di amianto, grazie ad una ferrea e largamente condivisa mobilitazione, fu cestinato nel 2010. Ma gli aspiranti imprenditori della monnezza non si arresero e, nel 2015, avviarono nuovamente il progetto per la costruzione di una discarica nel medesimo luogo, puntando tutto sulla modifica dei codici Cer (codici identificativi dei rifiuti).
La modifica di tali codici, autorizzata dalla Regione Calabria, prevedeva che la discarica di Scandale dovesse accogliere non più amianto, ma rifiuti speciali non pericolosi. Nel marzo 2017, dopo l'ennesimo no espresso dal territorio, dopo innumerevoli rinvii della conferenza di servizi che avrebbe dovuto scrivere l'atto finale del procedimento autorizzativo, fu il dipartimento agricoltura della Regione a sollevare una pregiudiziale che imponeva il riesame di tutto il procedimento per verificare se il progetto presentato da Antonio Trivieri fosse o meno compatibile con la L.R. 8/2016, che aveva impegnato la Regione Calabria a vietare la costruzione di nuove discariche.
Il 10 gennaio scorso la Regione Calabria ha convocato una conferenza di servizi per procedere all'autorizzazione della discarica alla Ecolsystema. Che fine ha fatto il loop propagandistico del presidente Oliverio "discariche zero"? Di certo è risultato inutile in termini di tutela del territorio della nostra provincia e dannoso dal punto di vista politico il ruolo della crotonese Antonella Rizzo quale assessore regionale all'ambiente. Le posizioni tecniche e politiche assunte dal Comune di Scandale e dell'Ato rifiuti - che hanno espresso e ribadito senza soluzione di continuità con il passato - il no del territorio a questo sfregio ambientale, vanno certamente nella giusta direzione. Al contrario gli interessi e le incrostazioni di potere che riguardano la Regione Calabria - concludono - sono ormai diventati insopportabili perché continuano ad opporre alla difesa del territorio logiche dettate solo dal profitto e dall’interesse di pochi».

 

 

 

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