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«Valutazioni specifiche sull'utilizzo delle aree Cic per eventi pubblici»: la risposta del sottosegretario Gava alla senatrice Corrado (M5s) In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Giovedì, 20 Dicembre 2018 19:51

margherita corrado antica kroton«Sono due i contenuti specialmente significativi nella risposta data oggi dal sottosegretario Vannia Gava alla interrogazione numero 3-00410 da me presentata su “Problematiche ambientali aree contaminate da Cic nel Sin Crotone, Cassano e Cerchiara”». Lo scrive in una nota la senatrice Cinquestelle, Margherita Corrado. «Lo spunto – prosegue – era la polemica dello scorso ottobre circa lo svolgimento della consueta fiera di Crotone nel piazzale Sud center (di proprietà Casillo), contaminato da Cic e da novembre 2017 inserito nel Sin “Crotone, Cassano e Cerchiara”. Ho chiesto dunque al ministero dell’Ambiente di dirimere la controversia fornendo una risposta orale nella commissione di riferimento. In primis, lo scorso novembre il ministero ha avanzato al Comune la richiesta (che ancora attende risposta, informa la dottoressa Gava!) di “specificare quali siano le ordinanze ancora vigenti relativamente alle “aree Cic” nonché l’eventuale emanazione, in passato o recentemente, di ordinanze inerenti l’interdizione delle suddette aree o provvedimenti finalizzati alla restrizione dell’uso delle stesse”.
Il perché della domanda (e della mancata risposta comunale…) è presto detto: di norma le aree contaminate dalle quali viene rimosso il rifiuto sono restituite alla fruizione pubblica, quelle in predicato e in corso di bonifica o già messe in sicurezza sono interdette alle attività produttive. Sottolineo quest’ultimo aspetto con buona pace di quanti ancora credono, o dicono di credere, che i suoli degli ex stabilimenti per i quali il Piano operativo di bonifica prevede la messa in sicurezza permanente torneranno vergini, per così dire, potendo così i pianificatori adibirli alle più disparate destinazioni (residenziale, commerciale ecc.). E il piazzale Casillo, dove le Conferenze di servizi svolte fin qui prevedono una messa in sicurezza permanente che è di là da venire, potrà continuare ad ospitare la fiera o no? Le risposte pilatesche dell’Amministrazione Pugliese alle rimostranze delle associazioni di commercianti e artigiani sono ora superate dalla pronuncia ministeriale che, nelle more della bonifica in corso, sottomette a preventive “valutazioni specifiche” del Ministero stesso e della Commissione tecnica insediata presso la Prefettura di Crotone l’evenienza che le aree pubbliche o private contaminate da Cic “possano essere adibite ad attività aperte al pubblico o destinate a manifestazioni di massa”.
Com’è palese, neppure la risposta della Gava è scevra di ambiguità, del resto inevitabili fintanto che il ministero dell’Ambiente, nota dolente, continuerà a voler trattare il Cic uscito da Pertusola alla stregua di materiale di riporto, richiamandosi al tavolo tecnico del 13 giugno 2016 e contraddicendo, come già in quella sede, il dettato del D.M. 5 febbraio 1998. L’accertata non corretta miscelazione delle sue componenti fa sì che quel Cic resti un rifiuto, da trattare come tale, cioè da rimuovere assolutamente. Lo si vuol rimuovere, del resto, nelle aree pubbliche come la Scuola S. Francesco, ma con soldi dello Stato invece che del responsabile dell’inquinamento, soldi che ovviamente non basterebbero per tutti e dodici i siti contaminati da Cic inseriti nel Sin a fine 2017. Le altre discariche illegali, dove il Cic raggiunge una potenza di più metri, come il Piazzale Casillo, non possono essere semplicemente messe in sicurezza permanente, poiché la nocività del Cic (legata soprattutto all’alto tenore di arsenico) non distingue tra pubblico e privato. Una criticità importante che tutti gli amministratori e i rappresentanti del territorio ad ogni livello devono impegnarsi a superare».

 

 

 

 

 

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