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Massoneria e Antimafia, il gran oratore del Goi Bonvecchio: «Disgusto per attacchi pretestuosi da classe politica screditata e colpevole» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Sabato, 17 Giugno 2017 10:42

bonvecchioIl polverone è stato sollevato qualche mese fa, quando la Commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi ha deliberato all'unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti, dal 1990 a oggi, alle logge massoniche di Calabria e Sicilia nell’ambito dell'inchiesta sui rapporti tra mafie e massoneria. In visita a Crotone, abbiamo avuto l’opportunità di chiarire la vicenda col gran oratore del Goi (Grande oriente d’Italia) Claudio Bonvecchio, professore ordinario di Filosofia delle Scienze sociali, è stato presidente del consiglio di corso di studi in Scienze della comunicazione e coordinatore del dottorato in Filosofia delle scienze sociali e Comunicazione simbolica nell’Università degli studi dell’Insubria di Varese. Nello stesso ateneo, è direttore del Centro speciale di ricerca di scienze e simbolica dei beni culturali. È direttore scientifico delle riviste Metabasis e Metabasis.it (di quest’ultima è anche fondatore) e per la casa editrice Mimesis di Milano dirige, con Elio Jucci, la collana Abraxas di studi gnostici e, con Pierre Dalla Vigna, la collana “Il caffé dei filosofi” e fa parte dei comitati scientifici delle collane “Filosofie” e “Law without law” diretta da Morris Ghezzi. È inoltre membro e presidente dei comitati scientifici della rivista Symposium di Palermo. È autore di numerosissimi saggi, articoli e pubblicazioni scientifiche sul tema della Tradizione esoterica, della simbologia, della mitologia e della mitologia politica. Molto clamore mediatico si è scatenato attorno la Massoneria per vicende di cui il Grande Oriente si ritiene estraneo. Nel merito abbiamo rivolto alcune domande per sentire dalla viva voce del gran oratore Bonvecchio come stanno effettivamente le cose:
Professore Claudio Bonvecchio, lei ricopre un ruolo di rilievo nazionale nel Grande Oriente: è gran oratore della Massoneria italiana. Ci può chiarire come si sta vivendo dall’interno questo accanimento della Commissione antimafia dopo che, questa, ha chiesto l’elenco dei vostri iscritti?
Lo si vive con stupore e rammarico. Stupore perché la Libera Muratoria del Goi mai ha fatto qualcosa contro la Repubblica italiana che ha contributo a creare con il sacrificio di sangue di resistenti e martiri antifascisti. Rammarico per la criminalizzazione di cittadini onesti e rispettosi - come i “fratelli” calabresi - la cui unica colpa è quella di seguire un processo di formazione interiore come quello della Libera Muratoria. A ciò si aggiunge il giusto disgusto per attacchi pretestuosi provenienti da una classe politica screditata e colpevole dell'attuale dissesto del nostro paese. Loro sono da inquisire, non noi. Comunque grazie al nostro Gran Maestro e al suo lodevolissimo impegno abbiamo risposto con coraggio a questi proditori attacchi mostrando il sangue freddo di chi è conscio di essere le vittime innocenti di un processo volto a distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dalla realtà. Dovrebbero preoccuparsi della disoccupazione non del colore dei grembiuli dei Liberi Muratori.

Sembra quasi che si voglia “ammorbidire” la tensione che incombe attualmente sulla classe politica italiana, trasferendo l’attenzione sulla Massoneria...
Esatto. Come ho detto prima è tipico di una società politicamente malata inventare nemici e complotti per attenuare le sue responsabilità. Periodicamente accade ed è il sintomo più evidente della crisi della democrazia e di uno strisciante fascismo mediatico. A questi attacchi dovrebbero rispondere tutti i cittadini scendendo in difesa della libertà di espressione e contro la criminalizzazione di persone rette e oneste come sono i Fratelli calabresi e siciliani.

Si trova in visita qui a Crotone, la città di Pitagora, un luogo dove nell’Ottavo secolo a. C. si sperimentarono tirannia, oligarchia e democrazia. Ecco, partendo da quel contesto, è possibile un ritorno “all’antico”?
E' possibile il ritorno a una tirannia mediatica dove pochi, utilizzando in maniera pretestuosa i mezzi di informazione (da loro controllati) possono influenzare l'opinione pubblica. Da sempre la Libera Muratoria ha lottato per la democrazia. Oggi, purtroppo, è ancora in prima linea sul medesimo fronte.

Prima Pitagora e poi Platone hanno chiarito che un amministratore pubblico, se non ha contatto con la filosofia, non ha la competenza adeguata per gestire gli interessi sociali. Lei che è un esperto in materia di scienze sociali: la pensa anche così?
Platone pensava al pubblico amministratore come a un filosofo-re. Oggi non pretendiamo tanto. Ci basterebbe disporre di una classe politica in grado di legiferare sapendo di che cosa si parla e non di peones ubbidienti ai loro capetti e interessati solo alla loro rielezione. Recentemente seguendo le dichiarazioni di voto per la dichiarazione di fiducia richiesta dal Governo ho riscontrato errori palesi di italiano. Altro che il filosofo-re.

Dalla letteratura storica rileviamo che la Massoneria ha svolto un ruolo da protagonista nel tessere la vita sociale di molte comunità, basti pensare che la Costituzione italiana è opera di massoni. Il vostro impegno è stato quindi sinonimo di democrazia che ha permesso a milioni di genti di vivere una vita tranquilla e serena. La Massoneria scongiurò il golpe Borghese?
La Libera Muratoria è sempre stata, è e sarà sempre fedele alla Costituzione. Senza se e senza ma. Noi saremo sempre contro chi vuole sovvertire l'ordine costituzionale e quando qualcuno (leggi P2) ha voluto giocare al risiko della politica non abbiamo esitato a stroncarlo.

Dopo la scomunica ai Massoni emanata con bolla papale dalla Chiesa, oggi si parla di un riavvicinamento con il Vaticano. È vero? C’è dialogo?
Dall'Ottocento e dalle polemiche politico-religiose sorte con l'unità d'Italia ne è passata di acqua sotto i ponti. E' ora di superare storici steccati e di unire le forze di tutti coloro che credono nell'uomo e nella sua interiorità contro ogni forma di relativismo, di nichilismo e di assenza di valori. In questa direzione, siamo aperti, disponibili e senza preclusioni.

Ritornando al braccio di ferro tra Commissione antimafia e Goi, c’è anche da registrare la richiesta dell’onorevole Claudio Fava, vicepresidente della Commissione, che propone un dl in cui si vieta ai magistrati, alle forze di polizia e alla forze armate di appartenere ad associazioni massoniche pena la decadenza. Il dl prevede inoltre che i parlamentari e i dipendenti pubblici facciano una dichiarazione sull'eventuale appartenenza ad associazioni massoniche. Insomma è come appuntare la stella gialla sulla giacca dei “fratelli”?
I deliri politici dell'onorevole Fava sono indicativi di uno status politicamente patologico: quello di chi vede nemici che non ci sono, quello di chi non vede i problemi dell'Italia, quello di chi non rispetta le più elementari regole della democrazia. Forse l'onorevole Fava che non conosce bene la storia, dovrebbe ricordarsi che fu proprio il Fascismo a richiedere quello che lui propone. Non vorremmo finire come i nostri Fratelli perseguitati dal fascismo, ma non vorremmo neppure che l'onorevole Fava cada vittima, prima o poi, dei suoi stessi deliri. Dice un detto sapienziale "chi di spada colpisce, di spada perisce"

C’è da ricordare che lo stesso Antonio Gramsci, in un suo intervento al Parlamento, ha dichiarato che quando si bandisce la Massoneria la democrazia barcolla, pertanto bisogna prendere riparo...
Certo. Lo disse Antonio Gramsci che non era un Libero Muratore, ma era un uomo colto e intelligente, caratteristiche queste non così diffuse.

Ma è vero che tra voi è vietato parlare di politica o religione. Un massone in pratica può fare politica?
Nelle Logge massoniche non si deve parlare di politica e religione se questo degenera in controversie partitiche e/o ideologiche. Ma la politica non è, di per se', necessariamente politica o necessariamente ideologica. Politica è discutere sulla cosa pubblica, sulla società e sui problemi che interessano tutti i cittadini. In questo spirito, i Liberi Muratori devono discutere di politica non per costruire partiti o movimenti ma per dare un contributo fattivo alla risoluzione di tutto ciò che oggi è di interesse sociale. Lo deve fare con lo strumento della discussione libera, non dogmatica, aperta e rispettosa di tutte le opinioni. Certo il Grande oriente d'Italia non sponsorizza nessun partito e neppure si sogna di dare indicazioni di voto. Il cuore dei Liberi Muratori non batte ne' a destra, ne' al centro, ne' a sinistra ma batte solo per la Repubblica. Tuttavia, i singoli Fratelli - se lo ritengono, se se la sentono - possono impegnarsi in politica. Possono impegnarsi a tutti i livelli: dai consigli di istituto al parlamento. Il Goi chiede a loro solo che siano sinceri, onesti, coraggiosi e liberi. Che lavorino al bene e al progresso dell'umanità. Che si schierino sempre in difesa dei più umili e dei più bisognosi. E che lottino, senza, tregua, per la democrazia e per la libertà. Perché senza democrazia e libertà non si dà politica.

Antonio Carella

 

 

 

Ultima modifica il Domenica, 18 Giugno 2017 08:21
Antonio Carella

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