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Bufera sulle indennità alle posizioni organizzative del Comune, i sindacati agiranno giudizialmente per far valere il verbale di conciliazione In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Sabato, 17 Giugno 2017 11:11

comune4Luigi Tallarico, Salvatore Scicchitano e Gaetano Papaleo, rispettivamente segretari della Funzione pugglica di Cisl, Cgil e Uil, contestano in toto la nota sottoscritta dal sindaco del Comune di Crotone, Ugo Pugliese, e dall’assessore Alessia Romano in merito alle determinazioni dell’Ente rispetto al tentativo di conciliazione siglato in Prefettura [LEGGI ARTICOLO] [LEGGI ARTICOLO]. «Pretestuosamente - scrivono i tre sindacalisti - si afferma che la reale ed effettiva posizione dell’Ente (di dimostrare la infondatezza delle doglianze sindacali) fosse contenuta nella nota nr 32348/17 che, in sede di conciliazione, non sarebbe stata evidentemente letta ovvero recepita né acquisita. Si tratta di un’affermazione gratuita e priva di fondamento giacché durante l’incontro, tenutosi presso la Prefettura di Crotone, dopo ampia ed articolata discussione tra le scriventi Organizzazioni sindacali, l’assessore comunale al Personale e il sindaco, si addiveniva al seguente accordo: "(...) Il sindaco assume l’impegno di sospendere l’erogazione della indennità di posizione e di risultato di posizioni organizzative, con effetto immediato". Tale posizione veniva, peraltro, ribadita e condivisa dall’assessore al personale, la quale affermava testualmente: "(...) che vengano messe agli atti le due note nr. 32348 del 12.6.2017 e nr. 32670 del 13.6.2017 e comunica che, alla luce dell’impegno preso dal sindaco nel sospendere l’erogazione delle indennità di posizione e di risultato di poszioni organizzative, fino alla definizione della contrattazione decentrata, in via derogativa ed eccezionale, le funzioni dirigenziali, ai sensi dell’art 109, comma 2 del Tuel, saranno affidate al titolare della posizione organizzativa del personale per garantire, in via d’urgenza, stante la situazione di agitazione sindacale (…) omississ". Ciò posto, appare chiaro che il successivo ripensamento da parte degli amministratori di ritenere non vincolante il riportato verbale (sulla inconferente ipotesi di una condotta omissiva consistita nel non aver verbalizzato la posizione dell’ente del tutto contraria a quanto contenuto nella su indicata nota), è frutto di un comportamento illegittimo, ingiustificato e palesemente illogico. Pertanto, si è costretti ad agire giudizialmente per far valere la validità del verbale di conciliazione, nonché per ottenere il risarcimento dei danni oltre ad agire penalmente. Al riguardo, infatti, si rappresenta il carattere altamente diffamatorio ed ingiurioso del contenuto della suddetta missiva, inviata pure a sue eccellenza il prefetto di Crotone, per le espressioni inequivocabilmente offensive e lesive della reputazione personale non solo degli scriventi, nonchè per aver iniquamente riferito circostanze del tutto non vere, mettendo in dubbio addirittura la legittimità dell’operato, durante l’incontro, della massima espressione istituzionale di legalità sul territorio ovvero il prefetto. Si legge, infatti, testualmente a pag 2 (primo capoverso) che: "Tanto a significar che detto verbale di tentativo di conciliazione altro non fa che ipotecare (pretese che sembrano assurgere un carattere estorsivo ovvero arbitrarie e abusate) le posizioni di lavoro conferite in regime d’urgenza ma giuridicamente individuate, mantenendo addirittura bloccate come contro partita sino a quando le trattative non si concludono, anziché più legalmente dire sino alla ripresa delle trattative negoziali, in soldoni sino a quando non si conclude secondo la volonta’ dei sindacati restano bloccati gli uffici e posizioni di lavoro con grave danno all’ente, violandosi, peraltro, con sprezzante superficialità, anche le disposizioni secondo cui la contrattazione decentrata deve avvenire sulla base (...) omississ". La presente viene indirizzata al prefetto affinché provveda ad adottare ogni adeguato strumento sanzionatorio nei confronti del sindaco del Comune di Crotone nonché dell’assessore al personale in merito a quanto dagli stessi affermato nella missiva dettagliatamente contestata».

 

 

 

 

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