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«Antica cava di macine sul litorale di Crotone?»: architetto Vincelli segnala alla Soprintendenza

Posted On Lunedì, 29 Giugno 2020 19:54 Scritto da Redazione

«Una cava di macine per antichi mulini è stata rinvenuta, in modo casuale, giorno 26 giugno 2020 a Crotone, sul litorale cittadino, in corrispondenza dell’antico Convento dei Carmelitani (il cosiddetto Lazzaretto), che sorgeva fuori le mura della città, sulla via per Capo delle Colonna».

È questo l’incipit della segnalazione per “rinvenimenti fortuiti” protocollata quest’oggi dall’architetto Marina Giulia Vincelli, fatta per iscritto e con materiale fotografico, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Cosenza. L’architetto Vincelli ha compiuto, tra l’altro, dopo aver effettuato la scoperta lo scorso 26 giugno, un ulteriore sopralluogo in compagnia del direttore del Gruppo archeologo krotoniate (Gak), Vincenzo Fabiani, che ha anche lui avvalorato l’ipotesi della segnalazione.

(Individuazione del convento su una planimetria del ‘700 conservata nell’Archivio storico di Napoli, da una ricerca dello studioso Andrea Pesavento)

«Sull’antistante spiaggia (al Lazzaretto, ndr) – scrive Vincelli –, su cui insiste il sito interessato dalla cava, sorge uno stabilimento balneare, abbastanza frequentato d’estate e un noto ristorante. Per effetto delle mareggiate e del moto ondoso, con la presenza della barriera frangiflutti costruita negli anni 80, è emersa parte di una cava di macine affiorante a pelo d’acqua».

«La cava, presumibilmente – ipotizza l’architetto crotonese –, si estendeva sotto i massi della nuova barriera frangiflutti in blocchi cementiferi, ma questo si potrà meglio accertare tramite futuri sondaggi da parte di questa spettabile soprintendenza. La scoperta, probabilmente di notevole impatto, è avvenuta nel corso di una passeggiata a mare della sottoscritta (architetto Marina Giulia Vincelli), in compagnia della sorella Marcella, appunto il 26 giugno scorso». 

«Le macine – prova a ricostruire Vincelli – a suo tempo cavate, ma non estratte dal banco roccioso, si presentano corrose dalle mareggiate e in parte coperte dalla sabbia del fondale. Il sito ha subito destato l’interesse della sottoscritta professoressa Marina Giulia Vincelli, che le ha indicate alla sorella, incuriosita dal ritrovamento. Le macine sono diverse, almeno 4 e si intravedono d’occhio nudo ad appena qualche centimetro sott’acqua».  «Tra le macine di mulino – riferisce l’architetto –, ce n’è una dove si notano ancora le incisioni superficiali sul blocco di pietra da cui doveva essere estratta. La sottoscritta ha allertato in seguito il direttore del Gak (Gruppo archeologico Krotoniate) Vincenzo Fabiani ed insieme ci siamo recati nuovamente a ispezionare i luoghi. Lo stesso ha confermato le supposizioni riguardanti la cava e si è mostrato molto entusiasta della scoperta. Ai sensi della normativa sui Rinvenimenti fortuiti (Artt. 90-93, D.Lgs. 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) si provvede a segnalare tale individuazione».

«Si chiede a codesta spettabile soprintendenza – conclude la srgnalazione – di voler approfondire con ulteriori studi il sito, che sembra essere di grande interesse geologico e storico. Si chiede l’intervento di un funzionario di codesta soprintendenza per verificare lo stato dei luoghi, e si rende disponibile a futura interlocuzione da parte di codesta spettabile Istituzione e per un futuro sopralluogo sul sito».