Domenica, 12 Luglio 2020

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Comune, la dirigente licenziata: «Contestazioni infondate, basate su opinioni personali»

Posted On Venerdì, 05 Giugno 2020 14:18 Scritto da Redazione

È stato pubblicato quest’oggi, sull’albo pretorio del Comune di Crotone, il provvedimento di contestazione disciplinare attraverso cui l’Ente ha dato esecuzione al licenziamento senza preavviso della dirigente del Settore 6, Teresa Sperlì, a decorrere dallo scorso 3 giugno.

La determina è a firma della dirigente Elisabetta Dominijanni e si appella all’articolo 55 quater (licenziamento disciplinare), comma 1, lettera “d” e comma 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, numero 165. Esso recita che «ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e salve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi (…) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera». Il comma 3 della stessa normativa stabilisce che «nei casi di cui al comma 1, lettere a), d), e) ed f), il licenziamento è senza preavviso. Nei casi in cui le condotte punibili con il licenziamento sono accertate in flagranza, si applicano le previsioni dei commi da 3-bis a 3-quinquies».

Secondo l’amministrazione, dunque, l’ex dirigente di “Crotone sviluppo” avrebbe prodotto falsa documentazione per andare ricoprire il nuovo ruolo di dirigente al Comune. Accusa, questa, che Sperlì respinge in ogni modo attraverso una nota inviata quest’oggi. «Rispondo immediatamente – sottolinea – alla notizia comparsa su molte testate giornalistiche in merito alla presunta mancanza di titoli alla base del mio licenziamento avvenuto a conclusione di un procedimento disciplinare a cura dell’Upd nell’unica persona del segretario generale dell’Ente». 

«Bob Marley – scrive Sperlì – diceva: “Meglio morire combattendo per la libertà, che vivere da schiavi” e oggi più che mai ne comprendo il senso. Combatterò affinché la legalità e la trasparenza non siano schiave di “un utilizzo volutamente distorto e sottilmente mistificatorio delle norme” come ebbe a scrivere nel maggio 2018 il prefetto Cocuzza che trasferiva al ministero dell’Interno le conclusioni della relazione di una commissione ispettiva nel comune di Vittoria».

«Mi difenderò nelle sedi opportune annuncia Sperlì –, e mi dispiace che questo obbligherà il Comune di Crotone a ulteriori sperperi di denaro pubblico per spese legali, nonostante il blocco della Corte dei conti. Già a dicembre 2019 il Comune aveva inteso pagare un avvocato per valutare la legittimità delle procedure messe in piedi per i “tanto discussi” dirigenti a contratto. A nulla sono serviti i pareri rilasciati sul possesso dei titoli e sull’analisi della copiosa documentazione trasmessa al legale rispetto alla volontà di procedere in barba alla garanzia di terzietà di giudizio o di segnalate situazioni di potenziale conflitto che minano l’imparzialità della funzione pubblica in generale e della funzione disciplinare in particolare».

«Contestazioni infondate – commenta Sperlì – formulate secondo opinioni personali e non garantite da un riscontro oggettivo ed incontrovertibile. E’ di qualche giorno addietro anche un comunicato stampa della Rsu che mette, solo in parte, a nudo il clima che si respira all’interno del Palazzo dove le decisioni vengono assunte in maniera unilaterale e la continua caccia alle streghe è finalizzata a nascondere le vere problematiche e le situazioni bordline che qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in luce!»

«Con il licenziamento – conclude Sperlì – mi sono riappropriata del diritto alla giusta informazione, da troppo tempo soffocato, che intendo mettere a disposizione della mia città».