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Daspo urbano, le associazioni contrarie all'ordinanza del sindaco: «Si accanisce sui giovani e chi versa in situazioni di disagio» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Mercoledì, 16 Maggio 2018 16:34

movida lungomare«E’ di pochi giorni addietro l’ordinanza emessa dal sindaco del Comune di Crotone con cui l’Amministrazione comunale intende tutelare il decoro cittadino reprimendo le aggregazioni di giovani che consumano alimenti e bevande sul suolo comunale e punendo i più deboli e sventurati». È la riflessione a firma di Francesco Perri (Arci), Pino De Lucia (Legacoop Calabria), Antonio Tata (Libera Crotone), Franco Riolo (Uisp Crotone), Gregorio Mungari Cotruzzola’ (cooperativa sociale Agora’ Kroton), Claudio Bauckneht (Volontari di strada), Lidia Bauckneht (Kroton community) e Santo Vazzano (Consorzio jobel). I firmatari esprimono le loro considerazioni in merito all’ordinanza sindacale numero 47 del 18 aprile scoro recante: “Ordinanza in materia di tutela della vivibilità urbana e decoro cittadino – Daspo urbano decreto legge 20 febbraio 2017 n. 14 convertito nella legge 18 aprile 2017 n 48”. Essa ordina il divieto di: bivaccare nel centro abitato e il divieto di consumare bevande alcoliche, al di fuori delle aree pertinenziali dei pubblici esercizi regolarmente autorizzati e sul lungomare cittadino; di detenere o utilizzare strumenti idonei all’imbrattamento di immobili e arredi urbano; di praticare ogni forma di accattonaggio, sollecitare o richiedere danaro o altra utilità economica, con particolare riguardo ai parcheggi pubblici e nelle adiacenze dell’ospedale cittadino; e di esercitare la vendita itinerante lungo le strade cittadine del centro urbano e, nello specifico. Per chi trasgredisce sono previste sanzioni e ammende. «L’ordinanza, di fatto, consta – spiega la nota – di una serie di divieti che appaiono indirizzati da un lato, ai giovani del territorio che, come naturalmente e ovunque accade, spesso si ritrovano per trascorrere un po’ di tempo all’aperto con i propri coetanei e, dall’altro, a coloro che oggi versano in situazioni di estremo disagio e che per sopravvivere sono costretti a mendicare, non essendo in condizione di provvedere autonomamente alla propria sussistenza, oppure a sostare in alcune zone della città semplicemente perché non sono state previste adeguate politiche di accoglienza, sostegno ed inclusione sociale. Evidentemente si ritiene che le problematiche connesse al decoro urbano di Crotone, che da tempo deturpano la città, possano essere risolte con provvedimenti di questa natura che, oltre a limitare le libertà dei cittadini, non pare possano dare risultati concreti. La linea scelta dall’amministrazione comunale, oltre che poco efficace, pare individuare nella repressione l’unica modalità idonea per la risoluzione dei problemi individuati, con ciò evidenziando anche una scarsa capacità di lettura dei fenomeni sociali che si manifestano nel nostro territorio. Sarebbe più utile che l’amministrazione comunale mettesse in campo gli strumenti necessari a costruire processi di condivisione degli spazi pubblici, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani sui temi della valorizzazione dei beni comuni e della tutela ambientale e promuovendo politiche attive per una migliore inclusione sociale attraverso la strutturazione di servizi adeguati. Inoltre appare evidente che l’intero impianto dell’ordinanza, come ad esempio la previsione di sanzioni pecuniarie che dovrebbero essere applicate nei confronti di chi fatica a sopravvivere, ha un sentore fortemente ideologico che, alimentando le paure verso il diverso, indirizza l’opinione pubblica verso l’individuazione di un facile capro espiatorio anziché affrontare la complessità dei problemi, di ben maggiore rilevanza, che affliggono il nostro territorio. Riteniamo necessario evitare qualsiasi comportamento o, peggio ancora, ogni decisione istituzionale che possa contribuire a far crescere un sentimento di odio e razzismo che rischia di compromettere, come in parte già accade, l’opportunità di uno sviluppo comunitario basato sulla tutela dei diritti civili e pienamente democratico».

 

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo

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