Mercoledì, 27 Gennaio 2021

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Dpcm, 34 sigle in piazza a Crotone: sottoscritto ''Patto per il territorio'' contro la crisi

Posted On Sabato, 14 Novembre 2020 17:15 Scritto da Redazione

«Un lavoro congiunto e capillare di programmazione e concertazione, un dialogo costruttivo e propositivo che culmini nell'adozione di misure straordinarie per risolvere la crisi sanitaria ed interventi eccezionali per agevolare la ripresa economica del nostro territorio». E' quello che chiedono 34 sigle tra associazioni di categoria, terzo settore, sindacati, comitati cittadini e sodalizi sociali che hanno manifestato in piazza della Resistenza davanti al Municipio di Crotone.

Una mobilitazione promossa con l'hashtag #Crotonevuoleunfuturo che si è concretizzata in un flash mob pacifico: dopo le note del Silenzio i manifestanti (due per ogni associazione) hanno osservato quindici minuti di silenzio che ha coinvolto tutta la piazza.

Le 34 sigle hanno sottoscritto un documento, il Patto per il territorio Crotonese, per «promuovere un modello di condivisione di intenti e modalità operative che consentano di raggiungere i basilari obiettivi di una sana società civile moderna, in alternativa ad un sistema destinato a collassare».

Sanità e lavoro sono i punti chiavi del documento che prende in esame anche la situazione della Abramo customer care, l'azienda che a Crotone occupa 1.200 persone e che ha chiesto il concordato preventivo al Tribunale di Roma: «La gravità del problema è esplosa, all'improvviso, a Crotone - è detto nel documento - andando a gravare su una situazione economica e sociale già estremamente difficile, una situazione acutizzata dalle note vicende che vedono coinvolta un'importante realtà aziendale del territorio, quale l'Abramo customer care. Imprese che chiudono i battenti, lavoratori che perdono il loro posto di lavoro, malati, soprattutto oncologici, costretti ad una costante migrazione sanitaria, è questa la realtà crotonese».

Le organizzazioni, per «scongiurare il definitivo declino economico e sociale del territorio», ritengono necessario allo scopo di agevolare la ripresa economica del territorio «ideare progetti che sviluppino buona sanità, conferendo risorse che portino finalmente aria nuova in un settore essenziale in termini di incremento occupazionale ed investimenti tecnologici».

CONFINDUSTRIA. «Con lo slogan #CrotonevuoleunFuturo – spiega l’associazione degli industriali crotonesi –  parte la richiesta di un Patto per la crescita della città di Pitagora, in cui Stato e Regione Calabria devono assumere un ruolo di soggetti regolatori dello sviluppo e del benessere sociale e non di meri accentratori del potere amministrativo. Un patto lungimirante, condiviso e validato insieme agli operatori economici e a tutte le associazioni di rappresentanza, e non dai soliti poteri seduti ai tavoli della politica. Viste le condizioni che emergono, bisogna prendere atto che la politica e lo Stato hanno fallito nel Mezzogiorno d'Italia. E ora che l'Europa mette a disposizione fiumi di denaro, offrendo ai Paesi della Comunità una soluzione alle difficoltà emerse particolarmente in questo drammatico periodo di Covid, si rende necessario ascoltare l'invito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che chiede di trovare soluzioni immediate alle priorità da affrontare, senza affidare più la costruzione del futuro dell'Italia alla sola politica: perché se si dovesse fallire nuovamente, facendo scelte scellerate e particolaristiche, a casa non andrebbero solo i politici, ma tutti i dipendenti delle attività produttive, facendo fallire tutte le imprese private, che sono tutelate con retribuzioni fisse e certe il 27 di ogni mese».

«È giunta l'ora di mettere mano alle cinque emergenze, non più prorogabili – dichiara il presidente di Piccola industria di Confindustria Crotone, Alessandro Cuomo -: sanitarie, legali e infrastrutturali, sia fisiche che digitali, formative e culturali. Dobbiamo garantire ai nostri conterranei il diritto a curarsi nella propria provincia e liberare i calabresi dalla frustrante condizione di ostaggi della 'Ndrangheta e delle masso-mafie. Dobbiamo dotare la nostra regione di collegamenti moderni e sicuri, come la SS 106, il porto e l'aeroporto di Crotone, oltre a realizzare un'adeguata e veloce linea ferroviaria. Infine, è fondamentale avviare una seria digitalizzazione del territorio, con fibra e alta connettività, che dovrà essere gratuita per lavorare e studiare. Un'opportunità da mettere a disposizione di tutti, soprattutto per offrire un'adeguata crescita culturale, riformando l’istruzione e mettendo in connessione con il resto del mondo la formazione dei ragazzi degli Istituti superiori e delle università calabresi, per renderli più competitivi nel mondo del lavoro. Per realizzare questo progetto operativo, serve che le politiche siano validate dagli operatori economici in un patto, condiviso e di crescita univoco, con tempi certi di realizzazione che giustifichino all'Unione europea ogni singolo euro del fiume di denaro messo a disposizione con il Recovery Fund».