Domenica, 12 Luglio 2020

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EDITORIALE│Adesso ricostruiamo la sanita': emergenza Coronavirus e falle nel sistema

Posted On Domenica, 15 Marzo 2020 12:50 Scritto da Gaetano Megna

L’esperienza drammatica del Covid-19 va utilizzata per costruire una sanità migliore anche in Calabria. La pandemia ci ha colto alla sprovvista e il dramma dell’incapacità della sanità a dare risposte adeguate è sotto gli occhi di tutti.

Purtroppo, questa volta, non è solo un problema della Calabria o del Sud del Paese. Anche il “mitico” Nord è in panne e annaspa. Il popolo ha una sola colpa: avere demandato esclusivamente alla politica la gestione dell’“affaire” salute. La politica chiamata a fare quadrare i bilanci ha scelto di fare tagli in settori strategici come sanità e scuola e ha allargato i cordoni della spesa nei settori dove gli amici degli amici hanno potuto fare affari a man bassa. In questo modo di amministrare non si è salvata nemmeno la Lombardia, la regione più ricca e meglio organizzata del Paese.

Il caso del “Celeste”, Roberto Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia, condannato per aver preso mazzette per favorire i suoi amichetti, imprenditori della sanità, è stato dimenticato e catalogato come un normale caso giudiziario. Più di qualcuno in Italia ha pensato alla solita magistratura che si diverte nella caccia alle streghe. La crisi scoppiata in Lombardia per il coronavirus ci dice che anche quella Regione ha fatto più chiacchiere che fatti. Oggi in Lombardia, come nel resto degli ospedali d’Italia, mancano i posti letto di rianimazione. La Lombardia, però, è sempre stata considerata il fiore all’occhiello della sanità italiana. Significa che rispetto alla sanità garantita nelle altre Regioni è più avanti; è, quindi, il sistema italiano che presenta profonde deficienze. Lo dicono i numeri, che non mentono mai.

Basta fare il confronto tra l’Italia e la Germania. I posti letto della terapia intensiva, quella che serve oggi per i malati più gravi di Covid-19, in Germania sono 28.000 e in Italia solo 5.000. Questo significa che non va bene il sistema sanitario italiano. Non va bene la gestione della sanità assegnata alle Regioni. E’ sotto gli occhi di tutti che il sistema regionale italiano, escluso qualche eccezione, non ha prodotto grandi vantaggi per le popolazioni amministrate. La propaganda solitamente è lontana dai fatti concreti. Le Regioni spesso altro non sono che l’organizzazione per garantire gli interessi di tutti coloro che fanno politica. Prendiamo ad esempio la Calabria, che rappresenta la punta dell’iceberg dell’inefficienza, non ha avuto una sola esperienza di governo che sia passata alla storia. Non possiamo, infatti, fare un solo esempio di buon governo.

Non si presenta bene nemmeno il presidente eletto lo scorso 26 gennaio dai Calabresi, Jole Santelli. In questa drammatica situazione non ha ancora nominato tutta la sua giunta. Dati i tempi, non è un segnale positivo. In passato in Calabria e in Italia troppo spesso la sanità pubblica è stata sacrificata per favorire quella privata. Con i soldi pubblici sono stati finanziati progetti sanitari privati e sono stati ridotti i posti letto negli ospedali pubblici. Fiumi di soldi tolti alla sanità pubblica, che da sola, sino a questo momento, sta combattendo la battaglia per salvare dalla morte migliaia di persone contagiate.

Nelle liste dei ''caduti'' ci sono solo medici ed infermieri che lavorano per il sistema sanitario pubblico. Anche su questa impostazione occorrerebbe rivedere le cose. I finanziamenti vanno rivisti e assicurati solo alle aziende private che non fanno concorrenza al pubblico, garantendo le medesime prestazioni. Meglio potenziare il pubblico. Questo non significa che è tutto compromesso e non possiamo guardare con ottimismo al futuro. L’ottimismo, però, non deve essere ucciso da chi ci governa riproponendo gli stessi comportamenti del passato. Il futuro, ci hanno insegnato gli storici e i filosofi, si costruisce facendo tesoro delle esperienze già fatte. Il futuro si costruisce evitando, quindi, di fare nel presente gli stessi errori fatti nel passato. Ecco, perché, l’esperienza del Coronavirus può servire per costruire una sanità migliore rispetto a quella erogata oggi.