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Enoteca regionale: Mungari Cotruzzolà e De Biase si dimettono da presidente e consigliere del cda

Posted On Mercoledì, 18 Marzo 2015 14:05 Scritto da

cotruzzola debiaseGregorio Mungari Cotruzzolà (foto di sinistra) e Salvatore De Biase (foto di destra) hanno rassegnato le dimissioni dagli incarichi di presidente e consigliere del consiglio d'amministrazione dell'Enoteca regionale "Casa dei Vini di Calabria". Lo hanno fatto attraverso una lettera indirizzata al presidente giunta regionale Mario Oliverio, al presidente del consiglio regionale Antonio Scalzo e al direttore generale del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Carmelo Salvino. Alla base della loro decisione, i due hanno motivato il blocco delle attività da parte del dipartimento regionale al ramo a «sospendere tutti gli adempimenti inerenti l'allestimento e l'inaugurazione delle sedi di Cirò e Lamezia, della Casa dei vini di Calabria, in particolare spese per arredi e materiali». Secondo quanto scritto da Cotruzzolà e De Biase nella lettera, l'inaugurazioni e l'avvio delle attività delle sedi di Cirò e Lamezia, è il primo passo per guardare al futuro della Casa dei Vini di Calabria.

 

Il contenuto della missiva.

«Egregi Signori - scrivono Cotruzzolà e De Biase - con la presente comunichiamo le dimissioni dalle cariche amministrative di presidente e di consigliere dell'associazione "Casa dei Vini di Calabria", cui abbiamo avuto l'onore ed il piacere di prestare la nostra opera con dedizione e passione a partire dalla nomina, avvenuta con decreto del presidente del consiglio regionale numero 7 del 16 aprile 2012. Riteniamo - premettono i due - che non vi siano le condizioni per proseguire il nostro mandato e, nel rimettere l'incarico, ringraziamo per la fiducia accordataci dall'istituzione regionale all'atto del conferimento. Nel corso della nostra esperienza amministrativa abbiamo affrontato con spirito positivo gli ostacoli che man mano si frapponevano all'azione dell'Enoteca regionale della Calabria, trovando momenti di vicinanza e sostegno da parte del dipartimento preposto, ma valutiamo che in questa fase si sia creata una stridente incompatibilità tra la natura della nostra associazione e gli ultimi accadimenti. Ci troviamo di fronte a situazioni - spiegano i firmatari - che obbligano il cda a continui fermi e da qui la mancata inaugurazione delle sedi, che di fatto è il segno concreto di avvio per guardare al futuro della Casa dei Vini di Calabria. In tale quadro non va sottaciuto il ruolo del Dipartimento quale strumento di supporto per lo sviluppo del progetto associativo, e lo testimonia la continua ricerca di momenti di condivisione delle scelte operate dal consiglio di amministrazione. Appare di tutta evidenza - rendono noto - che tale funzione sia stata travalicata con la comunicazione del 02 febbraio 2015, con cui il dirigente Giacomo Giovinazzo invita a "sospendere tutti gli adempimenti inerenti l'allestimento e l'inaugurazione delle sedi di Cirò e Lamezia, della Casa dei vini di Calabria, in particolare spese per arredi e materiali. Tutto ciò, al fine di consentire alla nuova Amministrazione di prendere cognizione e decisioni in merito alle attività svolte e alla disposizione di quelle future". Un intervento - commentano - che trascura la natura della Casa dei vini di Calabria, ossia un'associazione di diritto privato e che come tale deve fare rispondere ai suoi 46 soci. Non rinveniamo nella legge istitutiva - sottolineano - un ruolo di indirizzo e controllo, ma al Dipartimento viene affidata la sola "cura delle attività propedeutiche per la costituzione dell'Enoteca regionale, redigendo lo schema di atto costitutivo, di statuto, del regolamento di attuazione e del logo caratteristico". Ma che questa cura - proseguono - non rientrasse nelle corde della burocrazia regionale lo abbiamo rilevato sin dal principio, quando ci è stato assegnato un marchio che addirittura non poteva essere utilizzato legalmente dall'associazione. Nel definire la denominazione ed il logo dell'Enoteca nessuno si era preoccupato di fare una verifica presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi: ben quattro anni prima della legge istitutiva, un privato aveva depositato il marchio "Enoteca regionale della Calabria". A ciò si aggiungano comunicazioni non sempre scrupolose: in settembre 2014 venivamo informati dal dipartimento Agricoltura che i ritardi nelle erogazioni dei fondi dipendevano dalla mancata riallocazione da parte della Ragioneria regionale. Siamo invece entrati in possesso del decreto con cui in luglio dello stesso anno il dipartimento Bilancio aveva già provveduto a riallocare le somme dandone notifica allo stesso dipartimento Agricoltura. Il cda - scrivono ancora - ha sempre avuto quale obiettivo l'avvio del programma concordato con la base associativa e approvato un anno addietro durante l'assemblea annuale, ed il primo tassello di questo percorso, diretto al sostegno delle produzioni vinicole regionali, è senza dubbio l'attivazione delle due sedi di Cirò e Lamezia. In tal senso abbiamo trovato grande collaborazione da parte delle due amministrazioni comunali che, avvertendone la rilevanza strategica, hanno messo a disposizione della Casa dei vini di Calabria due immobili in cui negli ultimi mesi è stata intrapresa la realizzazione delle sedi associative, considerato che soltanto in agosto 2014 sono pervenuti i fondi regionali. Abbiamo coinvolto - incalzano Cotruzzolà e De Biase - una serie di professionisti per la creazione di un percorso che guidi il visitatore attraverso la conoscenza dei vini calabresi, non trascurando la preparazione di un programma di inaugurazione che ha ricevuto la disponibilità alla presenza del direttore della guida vini del Gambero rosso, di un giornalista e di una conduttrice Rai. E adesso, lo stop imposto alle attività rischia di causare non solo ulteriori ritardi nell'avvio dell'azione associativa ma addirittura potrebbe determinare danni economici legati alle penali per il mancato rispetto degli impegni assunti nei confronti di una serie di fornitori. Non appena insediata la nuova Amministrazione regionale abbiamo ritenuto opportuno portare a conoscenza del presidente della giunta e del presidente del consiglio regionale il lavoro sin qui svolto, restando in attesa di un momento per la condivisione del programma di avvio. Durante il Vinitaly 2014 - ricordano - abbiamo dato il nostro contributo alla presenza della Regione Calabria, animando l'area degustazioni e organizzando una riuscita conferenza stampa. Quest'anno il percorso è stato interrotto. Dagli uffici regionali preposti non ci sono state date risposte, per cui prendiamo atto che non si è ritenuto opportuno coinvolgere l'Enoteca regionale nella rassegna veronese. A margine rileviamo come purtroppo si perseveri nell'operare con una programmazione carente, considerato che le imprese vinicole calabresi hanno avuto notizia dell'ammissione allo stand regionale a soli undici giorni dall'evento fieristico. Vi è una diffusa consapevolezza - sollecitano - che lo sviluppo della nostra regione debba passare attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti, e tra questi il vino costituisce un indubbio patrimonio. Abbiamo dunque elaborato - speigano in merito - un programma promozionale che prevede il sostegno all'eccellente lavoro di un tessuto imprenditoriale che ha fatto compiere passi da giganti al vino calabrese: divulgazione presso la ristorazione regionale e non, presenza di corner espositivi negli aeroporti regionali, azioni di incoming su operatori e giornalisti del settore, presenza sul web. Con le risorse finanziarie messe a disposizione, ma con l'assenza di risorse umane, abbiamo iniziato un percorso che non riesce a concretizzarsi in risposte fattive. Ed in tale contesto valutiamo coerente rimettere il nostro incarico, augurandoci che il progetto "Casa dei vini di Calabria" possa ricevere il supporto e lo slancio che merita. Per concludere, si evidenzia che tutti gli atti concernenti l'attività svolta rimangono a disposizione degli organi preposti, unitamente all'inventario dei beni collocati nelle strutture di Cirò e Lamezia».