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Famigliari delle vittime del naufragio si rivolgono alla Corte di Strasburgo

Posted On Venerdì, 26 Maggio 2023 20:23 Scritto da
Famigliari delle vittime del naufragio si rivolgono alla Corte di Strasburgo Foto: repertorio

«I familiari delle vittime di Cutro chiedono giustizia a Strasburgo». Lo rende noto l'avvocato Francesco Verri del Foro di Crotone che, insieme a un pool di avvocati, difende i famigliari delle vittime del tragico naufragio avvenuto lo scorso 26 febbraio sulle spiagge di Steccato di Cutro. Il legale ha rilesciato alcune dichiarazioni pubblicate oggi in un articolo cartaceo del quotidiano Repubblica.

«Nell'attesa che l'inchiesta della Procura di Crotone - si legge nell'articolo - approdi all'accertamento di eventuali responsabilità sui mancati soccorsi del caicco in cui hanno perso la vita i loro cari, alcuni dei familiari delle 94 vittime recuperate ( ma i dispersi potrebbero essere una trentina) hanno deciso di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo per chiedere la condanna del governo italiano, che a loro avviso non avrebbe rispettato quanto prescritto dalle convenzioni internazionali».
«Insieme ai colleghi impegnati nella difesa dei familiari dei migranti e ad altri avvocati che, come me, studiano al Global Campus for Human Rights di Venezia, pensiamo che l’Italia abbia violato la Convenzione europea dei diritti umani. E che le conoscenze che abbiamo siano sufficienti per rivolgerci direttamente alla Corte di Strasburgo - dice l'avvocato Francesco Verri -. L’Italia ha leso il diritto alla vita di cento donne e uomini e si tratta di una violazione irrimediabile. Del resto, la Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa nel 2019 ha diffuso una raccomandazione specifica a proposito del diritto del mare. Dice che una barca che trasporta migranti va considerata in pericolo per definizione non solo se sta affondando ma dal momento in cui lascia le coste del paese da cui parte. Si sa che sono barche sovraffollate, scassate e condotte da persone inadeguate. E la situazione peggiora se, come quella notte, ci sono vento e mare grosso, d’inverno».