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IL CORSIVO│In terra di barbari cantano le pistole: omicidi e intimidazioni nel Crotonese non sono certo episodi sporadici In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Domenica, 10 Marzo 2019 15:57

cadavere omicidioIn terra di barbari cantano le pistole. Non hanno nessuna giustificazione i due omicidi consumati nella nostra amara terra. Non ci sono, infatti, ragioni al mondo che possono giustificare l’uccisione di un uomo. Le pistole cantano solo quando il cervello va in tilt e sulla ragione prevale l’odio e l’egoismo. I due omicidi (quello di Crotone e Isola Capo Rizzuto) ci dicono che nella nostra terra le cose non vanno bene. Incensurati, in uno dei casi addirittura un ragazzo di 16 anni, scelgono la legge del Far West e ammazzano. A complicare la situazione del territorio ci sono altri episodi criminali: a Trepidò e Strongoli si bruciano negozi e camion. Non vanno sottovalutati e trattati come fatti di secondo piano gli atti criminali consumati a Trepidò e Strongoli. E’ evidente che la punta dell’iceberg è rappresentata dagli omicidi, ma è anche vero che la cultura della violenza si insinua più facilmente nelle menti di persone “normali” nei territori (nel nostro caso Crotone e la sua provincia) dove la legge è utilizzata come la foglia di un fico. Da noi la ‘ndrangheta impone tangenti e regole che non hanno nulla a che fare con la civiltà. Da noi i giovani, anche quelli che provengono da famiglie oneste, anche se non voglio, vengono contaminati dalla cultura della ‘ndrangheta. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se a Crotone e Isola Capo Rizzuto due persone “normali” si armano e uccidono. D’altra parte non c’è stata una reazione ai fatti di questi giorni. Gli omicidi e gli incendi sono stati archiviati come fatti di normale amministrazione. Un silenzio che accomuna tutti: dal semplice cittadino, agli amministratori regionali, locali e anche i parlamentari eletti nel nostro territorio. Far archiviare i fatti di questi giorni come “normale amministrazione” è molto grave e rischia di pregiudicare il futuro della nostra terra, già molto incerto. L’unica reazione positiva l’ha avuto il questore della provincia di Crotone, che si è rammaricato per l’omicidio del bar Moka. Il questore ha detto che quell’omicidio poteva e doveva essere evitato. Bastava fare una telefonata quando è scoppiata la lite all’interno del bar. Anche in questo caso è prevalsa un’altra logica: quella della pistola.

 

 

 

 

 

Gaetano Megna

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