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L'EDITORIALE│Lo stadio ''Ezio Scida'' scelto come campo di battaglia per la lotta politica: ne fanno le spese societa' e tifosi In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Venerdì, 10 Agosto 2018 15:38

stadio ezio scida linea laterale bordo campoLo stadio “Ezio Scida” scelto come campo di battaglia per la lotta politica. Lo sport intriga molti, specialmente il calcio. Sotto gli ombrelloni e mentre si magia il cornetto caldo al bar il tema più trattato è quello del pallone: gli acquisti, il prossimo campionato e tutto ciò che si muove intorno al calcio. A Crotone l’argomento più discusso è quello dello stadio: le squadra potrà disputare o no le partite casalinghe allo “Scida”? La risposta non è facile, perché sullo stadio di Crotone è in atto uno scontro politico. Le due parlamentari crotonesi di M5s, Margherita Corrado e Elisabetta Barbuto, si rifiutano di collaborare con l’amministrazione comunale di Crotone per trovare una soluzione. Puntano il dito contro Ugo Pugliese e la sua amministrazione e li accusano di avere perso inutilmente due anni senza avere messo in campo il progetto per il nuovo stadio. Pugliese dal canto suo cerca una soluzione praticabile per evitare la fine del calcio a Crotone. Gli schieramenti sono questi e la palla resta sempre ferma al centro. Con il passare dei giorni aumenta il rischio del blocco dello stadio, anche se in molti annunciano di essersi mossi presso il governo nazionale a favore dello stadio. Lo fanno le due parlamentari pentastellate, lo fa il responsabile provinciale della Lega, Giancarlo Cerrelli, e lo fa persino Vittorio Sgarbi. Questi interventi a favore dello stadio, sino ad oggi non hanno sortito nulla: il Governo tace e la Soprintendenza ai Beni archeologici non fa nemmeno un passettino indietro. Stante questa situazione due sono le cose: o chi è intervenuto “lo ha fatto a trucco”, oppure non sono stati presi in nessuna considerazione. Altra chiave di lettura questi fatti non ne hanno. Forse sarebbe il caso che tutti deponessero le armi per vedere come uscire dal cul de sac in cui si è andati a finire. Lo spettacolo del calcio non appartiene né all’amministrazione comunale e né al resto della politica: è di proprietà del popolo. Il popolo chiede e la politica litiga sulle questioni di principio e sui massimi poteri. La situazione è triste, perché a questo popolo crotonese tanto maltrattato viene negato il diritto di poter godere della propria passione. Anche il pallone, ultima speranza, rischia di lasciare Crotone.

 

 

 

Gaetano Megna

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