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L'EDITORIALE│Nel braccio di ferro tra Comune ed esercenti del lungomare riaffiora l'inadeguatezza dell'Amministrazione... In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Domenica, 16 Luglio 2017 12:15

lungomare buioLe legge del far west. Nelle città degli Stati Uniti, al tempo dell’epopea del west, si cercavano sceriffi con pistole fumanti e soprattutto veloci nell’usare l’arma. Venerdì sera c’è stata una rappresentazione teatrale di quei tempi: lo sceriffo è andato sul lungomare cittadino con i suoi uomini ed ha ristabilito la legge. Sul selciato sono rimasti i corpi degli esercenti, colpevoli di avere voluto mettersi in regola. Giustizia è stata fatta e cosa importa se la città ha perso qualche punto nella qualità della sua immagine? La questione delle regola è, comunque, complessa ed un’amministrazione pubblica non può ignorarla. Ci sono, però, modi e modi per raggiungere il risultato. Il meno indicato è quello che prevede il ritorno dello sceriffo con la pistola grossa e fumante. La prima cosa da chiarire è che chi occupa un suolo pubblico per fare business deve pagare e i commercianti di Crotone non possono sfuggire a questa regola. Devono pagare e lo devono fare tutti. Due anni fa anche il precedente sindaco di Crotone, Peppino Vallone, si era posto il problema e anche allora c’era stata la rivolta degli esercenti. La giunta Vallone mise in atto un’attività di concertazione che portò amministrazione ed esercenti a realizzare un’ipotesi di regolamento; anzi le ipotesi erano due: una per il lungomare e l’altra per il resto della città. Vallone aveva il limite dei tempi lunghi e la regolamentazione è rimasta nel cassetto. Appena insediata l’attuale Giunta, lo scorso anno di questi tempi, ha approvato una bozza di regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. Fu uno dei primi atti e a relazionare sul progetto fu l’allora dirigente dell’Urbanistica, Elisabetta Donijanni, poi defenestrata dall’amministrazione. La relazione del dirigente dell’Urbanistica convinse la Giunta che approvò i due regolamenti (lungomare e resto della città), per renderli esecutivi bisognava farli approvare dal consiglio comunale. Il passaggio in Consiglio non c’è stato e i regolamenti sono ritornati nel cassetto. Forse anche perché l’Urbanistica è stata decapitata e non ha avuto né assessore e né dirigente. Nel settore dei permessi di occupazione di suolo pubblico sono tanti i settori interessati: Urbanistica, Lavori pubblici, Bilancio, Attività produttive, Viabilità e anche Akrea. Anche se Urbanistica aveva svolto il ruolo di coordinamento, tutti gli altri settori avevano collaborato alla stesura dei due regolamenti. Perché non sono stati approvati? Il dubbio che viene è che, per come erano stati formulati, andavano a toccare interessi di alcuni esercenti che occupano il solo pubblico in città. Troppe regole e troppe restrizioni. L’approvazione del regolamento avrebbe costretto tutti gli esercenti a mettersi in regola sia con i pagamenti e sia con il resto delle questioni, compresa quella di non occupare più suolo di quello autorizzato. La vicenda di venerdì ha evidenziato un’altra questione: l’inadeguatezza dell’attuale Giunta nell’affrontare alcune problematiche. Il sindaco Ugo Pugliese e il leader del movimento dei DemoKratici, Enzo Sculco, che ha allestito le liste che hanno fatto eleggere l’attuale primo cittadino devono prendere atto che la città sta subendo colpi. Entrambi devono avere rispetto per la città e gli elettori che di loro hanno avuto fiducia. Quando il motore borbotta l’autista sa che deve ricorrere al meccanico per non restare in panne. Il carro attrezzi è una spesa che si può evitare ai cittadini.

 

 

Ultima modifica il Domenica, 16 Luglio 2017 12:26
Gaetano Megna

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