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L'EDITORIALE│Papanice gradisce, ma avrebbe voluto anche altro... come garantire sicurezza, salute e servizi efficienti In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Mercoledì, 12 Dicembre 2018 14:05

benvenuti papanicePapanice gradisce, ma avrebbe voluto anche altro. Questa mattina, 12 dicembre, si è tenuto presso l’istituto comprensivo di Papanice il concerto di Natale organizzato dal prefetto di Crotone, Cosima Di Stani. C’è stata anche la fanfara del I° reggimento bersaglieri di Cosenza. Il quartiere-paese è stato addobbato per la festa con le bandiere italiane, striscioni di benvenuto e si sono persino visti i vigili urbani e un carro attrezzi di cui i Papanicesi disconoscono l’uso. Gli abitanti del paese-quartiere hanno gradito sicuramente l’iniziativa. Il livello di gradimento è stato particolarmente alto tra i bambini e gli anziani. Non può che fare piacere l’organizzazione di un’iniziativa, che marca la presenza dello Stato. Ha provocato compiacimento e piacere anche la festa della Polizia, che quest’anno si è tenuta a Papanice. Due momenti di grande gioia e festa che si sono aggiunti alle celebrazioni di San Pantaleone, patrono del quartiere-paese. Tre feste al posto di una. Nessuno se li aspettava all’inizio dell’anno che si avvia alla fine. A parte l’ironia sono stati momenti vissuti positivamente dalla popolazione che, purtroppo, però, non lasciano nulla. Passata la festa si torna alla quotidianità e la quotidianità per il quartiere-paese è legata alla necessità di garantire sicurezza, salute e servizi efficienti. Nonostante la nota presenza della criminalità organizzata a Papanice non c’è ancora una postazione delle forze dell’ordine. Era stata annunciata l’istituzione della caserma dei Carabinieri e non se ne parla più. L’amministrazione comunale di Crotone ha messo a disposizione i locali che attualmente ospita la delegazione comunale per facilitare la pratica della caserma, ma nemmeno questo è servito. Papanice ha seri problemi ambientali: a poca distanza dal centro abitato è allocata la discarica di Columbra dove sono stati smaltiti circa cinque milioni di metri cubi di rifiuti (Rsu e speciali) e ci sono momenti che in paese non si respira per gli olezzi che arrivano dall’impianto dei rifiuti. Nulla è stato fatto per ridurre i disagi dei cittadini. Ci sono state iniziative, che sinora hanno aggiunto al nulla un’altra parte di nulla. Nel quartiere-paese non esiste un sistema fognario: ci sono i tubi all’interno del centro abitato che raccolgono i liquami e li scaricano a ridosso delle case. I veleni delle fogne, che escono dalle abitazioni ritornano nelle case dei cittadini in tante altre forme. A poca distanza opera la centrale a turbogas di Santa Domenica, che ogni giorno immette nell’area polveri sottoli in quantità elevata. A Papanice, purtroppo, le questioni ambientali uccidono molto più della lupara. In cambio abbiamo le feste e le iniziative. Camilleri, il padre di Montalbano, li chiama “i teatrini”. E se fosse stato ancora in vita Tommasi di Lampedusa, celebre autore del ‘’Gattopardo’’, parlando delle cose che accadono a Papanice forse avrebbe scritto: «Non avete capito niente, qui si cambia per non cambiare».

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Dicembre 2018 14:08
Gaetano Megna

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