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L'EDITORIALE│Perche' tanta rigidita' sulla vicenda stadio? Trovare una soluzione e' possibile, ecco perche'... In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Sabato, 21 Luglio 2018 15:38

vrenna saluta tifosiSolo davanti ad un delitto non ci può essere mediazione. Diventa davvero difficile comprendere la rigidità con cui si sta affrontando la vicenda dello stadio “Ezio Scida” di Crotone. E’ vero che due anni fa, quando è stata data l’autorizzazione a realizzare gli interventi di adeguamento, il Mibact era stato chiaro e cioè il permesso sarebbe scaduto improrogabilmente il 18 luglio 2018, così come è anche vero che in due anni non è stato fatto niente per costruire un nuovo stadio. Queste due verità, però, non possono essere utilizzate con estrema rigidità per impedire ad una città ed ad una regione di poter godere della visione dello “spettacolo più bello del mondo”. Intanto va chiarito che il Comune e la società di calcio che avrebbero dovuto adoperarsi per costruire il nuovo stadio non hanno commesso un reato, altrimenti a giudicarli sarebbe intervenuta la magistratura, quella che applica la “dura lex” perché la “legge è dura ma è legge”. Non essendo stato commesso un reato penale e nemmeno uno amministrativo non si riesce a comprendere la rigidità con cui sia il Mibact e coloro che chiedono il rispetto delle regole del gioco stanno affrontando la questione. Il permesso all’uso delle strutture mobili non è prorogabile? Prendiamone atto, ma contestualmente tentiamo di trovare una soluzione legale diversa, perché altrimenti si andrà a penalizzare una popolazione che di penalizzazioni ne ha subito oltre ogni misura. Non una soluzione illegale, ma nelle pieghe delle norme e delle leggi che regolano le attività del nostro Paese. Sono milioni i miracoli che sono stati fatti, quando c’è stata la volontà di trovare una soluzione. Miracoli che non hanno nemmeno prodotto elevazioni di santi. Miracoli possibili e umani. Il miracolo può e deve essere fatto anche per lo stadio di Crotone, perché è un popolo che lo chiede e ci sono le condizioni per farlo. Le condizioni sono rappresentate dal fatto che le strutture mobili costruite due anni fa allo stadio non hanno prodotto nessun danno ai resti archeologici sottostanti. Lo dicono le indagini effettuate. Altra condizione importante è che non ci sono i soldi per scavare e riportare alla luce i resti. Dal punto di vista archeologico la situazione non è destinata a cambiare sia se vengono tolte le strutture mobili che se vengono lasciate dove sono attualmente. Ecco perché tanta rigidità non si comprende e viene il dubbio che qualcuno ci gode a determinare questa situazione. Si faccia prevalere il buon senso e si mettano da parte le armi. Crotone non può rinunciare anche al calcio, che è l’ultimo “bene” rimasto. Se, poi, entro tre anni non sarà trovata la soluzione per delocalizzare lo stadio vuol dire che la città, per colpa di inetti, dovrà rinunciare anche allo spettacolo del pallone.

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Sabato, 21 Luglio 2018 16:00
Gaetano Megna

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