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Marine park village, gli enti chiamati a valutare l’opportunità di ritirare in autotutela i permessi: al Comune chi se ne incaricherà? In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Venerdì, 17 Febbraio 2017 10:18

marine park village torre Scifo“In virtù delle conduzioni delle indagini da parte della Polizia giudiziaria operante, i pubblici dipendenti odierni indagati (già responsabili per avere consentito il rilascio di un titolo edilizio privo dei requisiti di legge) hanno avuto la classica seconda occasione, che avrebbe consentito loro di rimediare all’uso distorto del potere pubblico condotto con palese violazione dei principi costituzionali cristallizzati nell’articolo 97 (i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, ndr)”. È quanto si legge nel dispositivo redatto dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Crotone relativamente all’indagine che ha portato al sequestro preventivo del Marine Park Village. In questa parte del dispositivo il magistrato fa riferimento al fatto che nel 2014 i dirigenti e i funzionari destinatari degli avvisi di garanzia dell’attuale indagine “avrebbero potuto, difatti, rivedere il proprio operato ed adottare gli atti consequenziali di ripristino della legittimità dell’azione amministrativa”. In autotutela avrebbe potuto, quindi, ritirare le autorizzazioni concessi agli imprenditori proponenti il progetto per realizzare i 79 bungalow nell’area di Capocolonna. Il 21 gennaio del 2014 il Comune aveva emesso l’ordinanza numero 6 per bloccare i lavori della costruzione di una strada che collegava il costruendo villaggio alla bellissima spiaggia di Scifo. Nell’ordinanza l’ente si riservava “di adottare i provvedimenti definitivi sulla vicenda”. Non solo non ci fu nessun altro provvedimento, ma addirittura “successivamente al dissequestro dell’area il Comune “risarcì” gli Scalise della sospensione subita, concedendo loro una proroga di costruire per altri tre anni (sebbene la sospensione si fosse protratta per 16 mesi dal 21 gennaio 2014 al 21 maggio 2015). L’indagine di oggi apre un nuovo capitolo e le amministrazioni pubbliche sono chiamate a valutare anche l’opportunità di ritirare in autotutela i permessi concessi nel passato. Il Comune di Crotone potrebbe, però, trovare difficoltà a valutare la situazione considerato che attualmente l’assessorato e gli uffici Urbanistici sono stati decapitati: non è stato nominato ancora l’assessore e non c’è nemmeno il dirigente. Non c’è nemmeno il dirigente dell’Ufficio legale, mandato in ferie dall’amministrazione. Chi sarà chiamato a valutare la situazione? A questa domanda non è facile dare risposte.

 

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 17 Febbraio 2017 10:32
Gaetano Megna

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