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Mazza: «La valenza del doppio capoluogo con la costituzione dell'area vasta ''Magna Graecia''»

Posted On Domenica, 15 Dicembre 2019 14:35 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«Siamo sibariti, siamo crotoniati, siamo calabresi, ma prima d'ogni altra cosa siamo italiani e si sa, per antonomasia, siamo il Paese dei campanili». È quanto scrive Domenico Mazza, cofondatore del comitato per la provincia della "Magna Graecia".

 

«Lanciare quindi un'idea progettuale d'area vasta - scrive - che preveda come condizione necessaria e sufficiente l'istituzione di due capoluoghi alla guida della stessa, potrebbe indurre in confusione "il pensiero" di coloro che sono avvezzi a considerare una provincia come il feudo del capoluogo, da sempre identificato come "il padrone". Niente di tutto questo! Magna Graecia nasce come abrogazione del concetto localistico dando luogo ad un connubio di città territorio che contribuisce per potenzialità ad inverare il concetto d'area vasta. Del resto il grande limite avuto in Calabria, è stato proprio quello di suddividere la stessa in aree provinciali senza tener conto della peculiarità dei territori, delle affinità, creando giganti obesi e spropositati e semiterritori geopoliticamente piccoli ed inconcludenti. Ma, Magna Graecia vuole osare di più!».

«Vuole andare oltre - spiega Mazza - quel becero concetto di "steccato dell'orto", sforzandosi di promuovere un'idea d'allargamento condiviso e sussidiario del territorio, riproponendo in chiave moderna e globale i fasti del passato con un pizzico d'impronta personale e non personalistica; non già una banale annessione come qualche "miope" sguardo vorrebbe vedere. Ed ecco che il passato si ripropone in tempo moderno, laddove le antiche Sibarys e Kroton, lasciano spazio alle moderne Corigliano Rossano e Crotone, le quali amministreranno rispettivamente l'area Sibarita e l'area Crotoniate, poiché baricentriche alle rispettive pertinenze territoriali, e con sussidiarietà genereranno quel sano principio amministrativo non localistico che eleverà l'area vasta della "Magna Graecia" a modello di riferimento, non solo per la Calabria, ma per il Paese tutto». 

«Il distaccamento amministrativo - precisa Mazza -, in buona parte già presente nei due designati capoluoghi, non creerà alcun "furto" o sopruso dell'uno verso l'altro, ma la vicendevole implementazione compensativa, non succursale ma razionale e rispondente alle esigenze d'un territorio, che avrà modificato le esigenze amministrative senza alterare la geoallocazione dei luoghi. La norma costituzionale prevede operazioni in tal senso, la nostra inoculatezza però ha impedito che progetti di siffatta levatura, ad oggi fossero partoriti. Ma il vento di rinnovamento sta cambiando la visuale, laddove sorgevano muri e steccati, ora s'apre l'orizzonte. I problemi che attanagliano le due aree, oggi possono trasformarsi nel grido di dolore d'un solo popolo che si batte e continuerà a battersi per il riconoscimento dei suoi diritti e la riconquista del maltolto». 

«Condividiamo quindi - esorta Mazza - la forza dei due capoluoghi sui quali graverà l'onere e l'onore di guidare le rispettive aree di riferimento, inverando in chiave moderna il concetto delle Città-Stato dell'antica Grecia, laddove tutto il territorio diventa città e la periferia si mesce al centro. Benvenuti nella nuova visione d'area vasta! Benvenuti nel nuovo territorio di Corigliano Rossano e Crotone! Benvenuti nella mediterraneità Jonico Silana! Benvenuti nella nuova provincia della "Magna Graecia"», conclude Mazza.