Sei qui: HomePRIMO PIANOSit-in di Cgil, Cisl e Uil contro il Dl sanita' Calabria davanti alla Prefettura di Crotone: richiesta la convocazione di un tavolo governativo

Sit-in di Cgil, Cisl e Uil contro il Dl sanita' Calabria davanti alla Prefettura di Crotone: richiesta la convocazione di un tavolo governativo In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Venerdì, 02 Agosto 2019 18:50

protesta sindacati prefettura dl sanitàNella mattinata odierna, le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno effettuato un sit-in di protesta davanti alla sede di questa Prefettura di Crotone, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni periferiche e centrali dello Stato sull’emergenza sanitaria nella Regione Calabria. Sotto un sole cocente, con temperature vicine ai 40 gradi, una folta delegazione di cittadini ha sostato davanti i cancelli della prefettura. È stato predisposto anche un bus da Petilia Policastro, delegazioni di Castelsilano che hanno rivendicato il loro disagio di aree interne a cui hanno ridotto anche la presenza della guardia medica. L'invito ai sindaci è stato raccolto solo dal sindaco di Melissa Raffaele Falbo. Anche la politica era assente fatta eccezione solo dal segretario del Pd Gino Murgi. La delegazione dei sindacati è stata composta da Elsa Bonazza per Cgil, Rosaria Miletta per la Cisl, e Fabio Tomaino per la Uil, accompagnati da altri dirigenti sindacali.

Successivamente, i segretari provinciali delle stesse organizzazioni sindacali sono stati ricevuti dal capo di Gabinetto, cui è stato consegnato il documento congiunto di sintesi recante le criticità del sistema sanitario calabrese e alcune possibili soluzioni. I rappresentanti sindacali hanno manifestato forti preoccupazioni per la situazione complessiva della sanità regionale, che, nonostante la gestione commissariale che perdura ormai da diversi anni, continua a registrare importanti criticità. In particolare, le organizzazioni sindacali hanno richiesto la convocazione di un tavolo governativo, al fine di analizzare in maniera puntuale le varie questioni che attanagliano la sanità calabrese, tra cui il sistema del reclutamento del personale, l’inamovibilità della dirigenza amministrativa e la mobilità passiva verso le regioni più virtuose.

 

IL DOCUMENTO. La decisione di attivare il percorso di mobilitazione da parte delle Organizzazioni Sindacali è maturata a fronte delle condizioni sempre più critiche in cui sta precipitando il SSR, ove ai disagi noti, tali da potersi definire “storici”, si sommano casi di malasanità i cui esiti tragici esigono interventi non più procrastinabili.
Non c’è più tempo per sopportare ancora una situazione in cui la Calabria e i calabresi continuano a pagare sulla propria pelle una gestione della sanità fallimentare le cui responsabilità sono ascrivibili al decennio disastroso dei Commissariamenti ed a una mancata assunzione di responsabilità della politica regionale ad intervenire sulle gestioni aziendali inefficaci e opache ed a produrre proposte riformatrici del Sistema Sanitario, non più rinviabili.
Le OO.SS. intendono farsi portavoce del crescente malcontento, del disagio lavorativo di tutto il personale sanitario e delle loro legittime proteste a causa delle violazioni dei loro diritti e istituti contrattuali per la carenza di organico, con ricadute negative sui carichi di lavoro e sulla turnazione nei servizi, con orari di lavoro sempre più pressanti e conseguenti turni di riposo e ferie non godute, con ricorso a straordinari e doppi turni di lavoro e centinaia di ore accumulate e non recuperate. Situazioni che non garantiscono un’assistenza in sicurezza, che espongono gli operatori sanitari a rischi per la loro stessa salute e per quella dei pazienti e che rimangono irrisolte, nonostante gli esposti alle Direzioni Provinciali del Lavoro, come dimostrano gli episodi, sempre più frequenti, di aggressione al personale ospedaliero e dei servizi di emergenza-urgenza territoriali. C'è il rischio concreto che l'attuale carenza di operatori possa causare gravi inefficienze e interruzione di pubblico servizio, che esigono misure straordinarie finalizzate, da una parte, al reclutamento di nuovo organico che non può essere condizionato dal tetto di spesa calcolato a dicembre 2018, come previsto dal Decreto Calabria, in quanto tale parametro di spesa , in ragione del blocco del turn over decennale, risulta essere molto inferiore alla spesa delle regioni non sottoposte ai Piani di rientro ed, inoltre, dall’altra ad un intervento per il riconoscimento del servizio prestato dal personale che ormai da troppo tempo è titolare di incarichi precari e provvisori.
La legge Finanziaria del 2010, impose, per la prima volta un vincolo alla spesa per il personale sanitario: ogni regione, decise l’allora governo Berlusconi, avrebbe potuto investire al massimo la stessa somma del 2004 ridotta dell’1,4%.
Nel 2018, rispetto al 2004, al Nord, i costi per assumere nuovi dipendenti negli ospedali sono lievitati di oltre il 23%, quindi, come rileva la Corte dei Conti, la spesa per il personale nel 2018 è aumentata di 5,5 miliardi rispetto al livello del 2004». Ed è aumentata al Nord. Al Sud la spesa del personale nel 2018 è decisamente diminuita rispetto al 2004. Il D.L. Sanità Calabria, che all’art. 11 sblocca le assunzioni, vincola il costo per il personale a non superare la spesa del 2018, crea un ulteriore grave ingiustizia a danno del popolo calabrese.
Parlare oggi della sanità in Calabria significa, purtroppo, parlare di diritti negati. Innanzitutto, vuol dire parlare, a distanza di oltre 40 anni dall’approvazione della Legge Basaglia e quindi della cancellazione dei manicomi come luoghi di cura, dei diritti negati alle famiglie ed ai pazienti con problemi di salute mentale, rispetto ai quali la sanità pubblica ha quasi totalmente delegato la cura e la riabilitazione al privato accreditato, con un abnorme uso dei trattamenti sanitari obbligatori, continui ricoveri fuori regione con pazienti trasportati a centinaia di chilometri dalle loro famiglie.
Vuol dire parlare della legge 194 del 1978 che ha reso l’interruzione volontaria di gravidanza un atto legale. E in Calabria vuol dire fare i conti con quelli che sono i suoi problemi strutturali, tempi di attesa lunghissimi e personale obiettore che si rifiuta di provvedere alle cure necessarie prima e dopo l’aborto, con uno squilibrio tra numero delle pazienti e numero di non obiettori disponibili e competenti.
Vuol dire parlare delle condizioni dei pronto-soccorso dei nostri ospedali che assomigliano più a gironi dell’Inferno dantesco che a luoghi in cui si pratica la cura della malattia, con un’umanità sofferente e piegata dal dolore che è costretta a rinunciare ad ogni forma di riservatezza, con un numero di medici e infermieri insufficiente e oberati di lavoro e una sanità più simile a quella di paesi del terzo mondo che ad una nazione occidentale.
Vuol dire parlare della carenza strutturale di servizi territoriali adeguati e appropriati che diano garanzie di tempestivo intervento e risposte cogenti ai bisogni della popolazione, degli anziani, dei disabili, delle persone non- autosufficienti, senza la necessità di ricorrere alle strutture private, o peggio di intraprendere viaggi della speranza che aggravano i costi della già insostenibile mobilità passiva che incide sul debito del Sistema e aggrava la condizione di disagio dei pazienti costretti a scegliere un’adeguata assistenza altrove.
Di contro, CGIL, CISL e UIL della Calabria intendono riaffermare il principio di uguaglianza e di universalità del servizio sanitario, presupposto per assicurare la coesione sociale, a 40 anni dalla sua istituzione e a settant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione e darne concreta attuazione, a partire dalla riduzione delle disuguaglianze, tenendo conto dei forti squilibri sociali presenti anche nel nostro territorio, di una popolazione affetta sempre più da cronicità, data l’elevata età media, per dare ai cittadini quelle tutele che meritano ovunque essi vivano e restituire così centralità al diritto alla salute. In questo senso, gli interventi che le scriventi ritengono essenziali per il superamento dello stato emergenziale sono: un piano straordinario di assunzioni, che preveda preliminarmente lo scorrimento delle graduatorie concorsuali e la stabilizzazione dei precari, in deroga alle regole di ripiano e con finanziamenti ad hoc, intesi come investimento per rientrare dal debito; la costruzione in tempi brevi e certi dei quattro nuovi ospedali, a cui deve aggiungersi, così come preannunciato, quello di Cosenza; il potenziamento funzionale e l’innovazione tecnologica delle tre Aziende Ospedaliere sede di HUB; la messa in sicurezza del resto delle strutture ospedaliere regionali e l’attivazione della Rete delle Case della Salute che, diventano lo snodo organizzativo principale dell’assistenza territoriale, con la realizzazione di una rete integrata pubblica che garantisca davvero, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, l’assistenza ai cittadini. Si tratta di rafforzare i servizi territoriali e la medicina generale, rendendo visibili ed utilizzabili strutture di riferimento per i cittadini dove ci si possa recare per il primo soccorso, oltre che per le prestazioni generali e specialistiche e per l’assistenza socio-sanitaria. In questo quadro, davvero il progetto della Casa della Salute può rappresentare un modello appropriato anche per la Calabria. Una Casa della Salute che non va intesa solo come edificio, ma soprattutto come rete integrata di assistenza all’interno del Distretto, in cui praticare la prevenzione e dare risposte alla crescente domanda di cure ed assistenza per la cronicità e la non autosufficienza. Il grande obiettivo è quello di porre in essere l’effettiva integrazione socio- sanitaria in un quadro di sviluppo delle cure primarie. Solo così si potrà, infatti, realizzare quella continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio, con la presa in carico dei bisogni di salute del cittadino.
CGIL, CISL e UIL Calabria chiedono, inoltre, che venga garantita l’equità di accesso alle prestazioni e ai servizi sanitari, assicurando ai cittadini uguali diritti di appropriatezza, efficacia ed efficienza di cure e una corretta gestione delle liste di attesa come strumento indispensabile per governare la domanda delle prestazioni essenziali del servizio sanitario, con il recepimento del nuovo piano nazionale di governo delle liste di attesa.
In questo quadro altamente critico, non è possibile giustificare né il ritardo nella nomina dei commissari straordinari delle aziende del SSR attualmente rette da reggenti, che ha di fatto paralizzato tutte quelle attività che invece devono essere garantite dentro gli ospedali e sul territorio, né l’azzeramento dell’attività della SUA deciso con il Decreto Calabria, che ha lasciato le aziende in enorme difficoltà nell’approvvigionamento di farmaci salvavita, di farmaci ospedalieri o altri dispositivi medici, in attesa di avvalersi esclusivamente degli strumenti di acquisto e negoziazione messi a disposizione da CONSIP Spa o di convenzioni con centrali di committenza di altre regioni.
E’ necessario sottolineare che la mancanza di governance nelle aziende ospedaliere e sanitarie calabresi rischia di favorire l’infiltrazione della criminalità organizzata, il malaffare e la corruzione che in questi anni come sindacato ne abbiamo denunciata la presenza in tutti i gangli del sistema sanitario regionale.
Ma oltre al problema legato ai ritardi registrati nella nomina dei Commissari straordinari occorre affrontare un problema di ben altra natura. Come è ben noto la gestione delle AA.SS.LL. e delle AA.OO. spetta ai Dirigenti e NON alla Direzione strategica, a cui sono demandate le funzioni di indirizzo, programmazione e controllo.
Nelle singole Aziende gli incarichi dirigenziali apicali sono stati già abbondantemente conferiti ai vari Direttori che gestiscono, da decenni, appalti pubblici, strutture private accreditate, risorse umane, presidi ospedalieri etc.
E tali incarichi restano, a prescindere dalle “insediande” direzioni strategiche, e garantiscono la continuità con il passato, nonostante quanto espressamente previsto dalla vigente normativa in materia di anticorruzione sulla rotazione degli incarichi dirigenziali, rappresentando indubitabilmente quel “sottogoverno inamovibile” che ha compromesso e compresso l'esercizio del diritto alla salute ai calabresi.
Sottogoverno che potrebbe, addirittura, essere costituito da Soggetti che hanno conseguito l’incarico apicale attraverso percorsi di carriera preordinati, non ispirati al merito ed alla competenza, e senza essere supportati dal possesso degli specifici requisiti di legge.
In taluni casi poi esistono Direttori apicali nelle cui mani sono concentrate sia le funzioni di programmazione e controllo, proprie della Direzione strategica (organi di staff), unitamente alle funzioni di gestione proprie dei Dirigenti, e pertanto risultano essere controllori e controllati, in spregio al principio della “separazione dei poteri” che sta alla base della pubblica amministrazione.
Al riguardo, si precisa che le Segreterie regionali del Pubblico impiego hanno recentemente diffidato la Struttura Commissariale per il Piano di Rientro dal debito sanitario calabrese e il Dipartimento regionale della Salute, a procedere alla conferma degli attuali Direttori Generali f.f., Amministrativi e Sanitari nelle Aziende calabresi, al fine di rendere esecutiva quell’azione di sradicamento delle cattive prassi e delle opache gestioni che hanno letteralmente affossato il Sistema Sanitario di tutta la Calabria.
Rimosse le “anomalie” del “sottogoverno inamovibile” delle Aziende Sanitarie calabresi, si ha la ferma convinzione che per colmare il gap strutturale e tecnologico con le altre Regioni d’Italia, oltre a sostanziosi investimenti nella sanità PUBBLICA calabrese, sono necessarie figure di primissimo livello che abbiano davvero le competenze necessarie per riorganizzare ospedali e territorio, altrimenti gli investimenti sono destinati a diventare, così come è avvenuto in passato, un ulteriore inutile spreco di denaro pubblico.
Le scriventi ritengono che sia indispensabile investire sul personale dei ruoli sanitari, tecnici, amministrativi e professionale degli Enti del Servizio Sanitario Regionale per qualificarli e svilupparne le competenze, in modo da metterli in condizione di gestire, in maniera autonoma, le tecnologie e l’informazione. Per investire sulla Sanità calabrese occorre investire sul merito e sulla competenza.

La sanità calabrese ha bisogno di ben altra attenzione e all’attuale Governo chiediamo di prenderne definitivamente atto; il tempo dei rinvii è scaduto, adesso è tempo di interventi rapidi e definitivi che non lascino ancora larga parte della popolazione calabrese a vivere una perenne emergenza cui si deve far fronte con decisioni estemporanee, senza una programmazione stabile fondata sui bisogni dei cittadini.

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 02 Agosto 2019 19:08
Riceviamo e pubblichiamo

Segui le notizie del Crotone calcio su

Stadio Rosso Blu

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

laprov-tv

prima marchesato marzo

Download

 

 

 

archivio storico crotone

 

pkr cultura 2b

    • La Provincia Kr di Antonio Carella |FONDATO NEL 1994
  • Uffici e Redazione  88900 CROTONE (KR)  Via San Francesco, 6 Pal.8 tel. 0962.1920909
  • Autorizzazione n. 70 del 12.8.94 - Tribunale di Crotone | PI 00961990793 | All Rights Reserved
    • "XXVI Edizione sul territorio crotonese"

  • DIRETTORE RESPONSABILE Antonio CARELLA : DIRETTORE EDITORIALE Giuliano CARELLA
  • SCRIVICI
  • email2
    • "La collaborazione è aperta a tutti ed a titolo assolutamente gratuito. Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La responsabilità civile e penale è da imputare esclusivamente agli autori; non necessariamente la redazione di questa testata è da considerarsi in linea con gli stessi".