Domenica, 12 Luglio 2020

PRIMO PIANO NEWS

«Ha avuto esito positivo – informa una nota del Comune di Crotone –, grazie alla sinergia tra Comune e Azienda sanitaria locale, la richiesta di aiuto che questa mattina una cittadina ha evidenziato attraverso una civile protesta all'esterno della casa comunale per la sua condizione di malata cronica. Attraverso l'intervento dell'assessore alle Politiche sociali Alessia Romano, del servizio politiche sociali con il funzionario Francesco Valerio e le assistenti sociali Monica Faccioli e Alessandra Mesoraca e del consigliere comunale Enrico Pedace e la disponibilità e sensibilità espressa dal dottor Sergio D'Ippolito e dalla dottoressa Maria Pompea Bernardi dell'Azienda sanitaria locale si è dato innanzitutto ascolto alla signora e poi sono stati effettuati una serie di visite presso la struttura di corso Messina».

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atto aziendale asp crotoneIl management dell'Azienda sanitaria provinciale nelle persone del commissario Sergio Arena, del direttore sanitario aziendale Agostino Talerico e del direttore amministrativo Giuseppe Fico tengono a precisare che «nel prendere atto della nota stampa dei Democratici [LEGGI ARTICOLO], riteniamo opportuno far presente quanto segue: preliminarmente, teniamo a ribadire che l’Atto aziendale è stato adottato nella piena osservanza delle norme vigenti in materia nonché in ossequio alle Linee guida del dipartimento regionale “Tutela della salute e politiche sanitarie” e in conformità ai dettami dei Dca del commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro. Ciò premesso - prosegue la precisazione del management - va da sè che sarà la magistratura, cui i dipendenti aziendali hanno fatto ricorso, a chiarire definitivamente la legittimità o meno del suddetto Atto. Infine ci preme evidenziare che questo management avrà cura di presentare ai cittadini di questa Asp, nel corso della conferenza stampa di fine anno, tutti i risultati e traguardi raggiunti nonché di esporre la programmazione delle attività in corso e di futura realizzazione».

 

 

 

 

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sergio arena asp«Un nutrito gruppo di medici ed operatori della sanità - scrivono i Demokratici di Crotone - hanno proposto ricorso giudiziario avverso l’atto aziendale dell’Asp di Crotone. Non sarà certo un caso - commentano - che in una occasione così importante per le prospettive della sanità crotonese ci siano tante conflittualità e tante irritualità. Il provvedimento, del resto, è l’ultima “perla” di questo commissariamento che, già a suo tempo inopinatamente insediato, è stato clamorosamente prorogato nella scorsa primavera con un’apposita “leggina” regionale, impugnata dal Governo nazionale e pendente davanti alla Suprema Corte. L’ultimo ricorso - ricorda la nota - evidenzia una serie di molteplici e macroscopiche anomalie che dovrebbero preoccupare il vertice aziendale da tempo solamente teso e dedicato alla cura di interessi carrieristici, particolari, specifici e singolari. Questo modo di procedere, tra l’altro, appare del tutto illegittimo in quanto l’atto aziendale predisposto non è stato portato a conoscenza, e quindi discusso, nell’assemblea dei Sindaci che, per legge, rappresenta la massima autorità di programmazione e vigilanza del sistema sanitario locale. Ne è mai stato istituito alcun tavolo di confronto vero e di concertazione con le forze sociali sindacali. Tutto - stigmatizzano i Demokratici - è stato fatto in “semi clandestinità”, alla “chetichella”, per tutelare e promuovere posizioni di parte che non coincidono minimamente con la difesa degli interessi dei cittadini utenti e alla funzionalità dello stesso Sistema sanitario territoriale e delle relative strutture ospedaliere. Mai nella storia recente - commenta ancora la nota - si riscontra un continuo e progressivo processo di degrado e di riduzione del livello dei servizi e delle prestazioni sanitarie. La percezione dei cittadini è chiara ed inequivocabile e ne consegue un giudizio ed una preoccupazione che non può che suscitare allarme di cui non possiamo farcene interpreti. Mai un management pubblico - incalzano i Demokratici - si è spinto così oltre il limite, non solo della legge ma anche del più comune buonsenso. Viene spontaneo sospettare che la principale preoccupazione dell’attuale “Governance” il tandem Arena-Talarico sia dedicata a compire spesa improduttiva e non sanitaria e sia rivolta, essenzialmente, a predisporre condizioni di “vantaggio” per sé stesse, per consentire il proprio rientro in attività in posizione di comando nei dipartimenti di propria competenza. Un premio che sicuramente non meriterebbero. Vedremo… Resta assodato - prospettano i Demokratici - che non è più sopportabile che soggetti la cui legittimazione è aleatoria per la mancanza dei requisiti previsti ed in attesa della pronuncia della Suprema Corte sulla proroga del commissariamento, continuino imperterriti e con inedita celerità, a condizionare il presente ed il futuro dell’azienda e del sistema sanitario della provincia di Crotone. Ancora una volta - concludono -, e tra l’altro in regime di ordinaria amministrazione, viene perpetuata l’aberrante abitudine di privilegiare interessi di parte e non di tutti, piuttosto che impegnarsi alla riorganizzazione ed al rilancio delle nostre strutture Sanitarie per assicurare l’efficienza dei servizi ai cittadini!».

 

 

 

 

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sergio arena aspVenti medici impugnano l’atto aziendale dell’Asp di Crotone. Il Tribunale di Crotone ha autorizzato la pubblicazione sul sito internet dell’Asp del ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) con il quale 20 medici dipendenti dell’amministrazione hanno impugnato l’atto aziendale adottato dal commissario straordinario della stessa azienda sanitaria e approvato dal commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari lo scorso 25 luglio 2016. I medici, tutti difesi dall’avvocato Sandro Cretella, rivendicano l’illegittima modalità di adozione dell’atto aziendale (ossia dell’atto che revisiona totalmente l’organizzazione ed il funzionamento dell’azienda sanitaria), denunciando fra l’altro il mancato coinvolgimento della Conferenza dei sindaci nella procedura di adozione, l’assenza di un adeguato livello di consultazione delle rappresentanze sindacali e la carenza di potere del Commissario straordinario dell’Asp di Crotone in sede di adozione dell’atto. In sostanza, nel corposo ricorso i medici sostengono che nell’ambito dei canali istituzionali da cui avrebbe dovuto necessariamente transitare la bozza dell’importante atto di organizzazione, non è stato possibile affrontare una serie di criticità che, secondo gli stessi medici, attualmente caratterizzano il provvedimento impugnato e che l’organo di vertice aziendale non avrebbe in ogni caso potuto adottare. Riferiscono i medici che «nell’ambito dei già angusti limiti della programmazione sanitaria dettata in maniera altrettanto illegittima dall’ingegner Massimo Scura a capo della struttura commissariale, ben altri avrebbero dovuto essere, da parte dell’azienda sanitaria, gli approcci alla soluzione di una serie di problematiche che caratterizzano – sempre secondo i medici – l’atto aziendale, e che determinano sia un depotenziamento dell’offerta sanitaria, sia un processo di generale demotivazione del personale medico». Il ricorso analizza quindi, a solo titolo esemplificativo, alcune delle storture che l’attuale atto aziendale, sempre a parere dei ricorrenti, presenta precisando infine che non si intende ottenere attraverso il ricorso un provvedimento sostitutivo dell’atto aziendale, ma solo uno “stop” che consenta di rielaborare l’atto legittimamente ed in presenza di tutte le condizioni di legge. Solo in tal modo, sostengono i medici, sarà possibile far valere e correggere tutte quelle condizioni deficitarie che attualmente caratterizzano l’atto. Il ricorso alla procedura d’urgenza è giustificata dal fatto che è stato avviato un processo di attuazione della nuova organizzazione che dovrà concludersi, secondo gli intendimenti della stessa azienda sanitaria, entro il prossimo 31 dicembre di quest’anno. A tal proposito, i ricorrenti, auspicano che in pendenza del ricorso tutti provvedimenti attuativi dell’atto aziendale vengano bloccati e che non ne vengano emessi di nuovi in attesa della definizione del ricorso in quanto in caso di accoglimento dell’azione, tali atti verrebbero inevitabilmente travolti anche con conseguenze di natura risarcitoria. L’udienza di discussione del ricorso è fissata per il prossimo 13 dicembre davanti alla sezione Lavoro del Tribunale di Crotone.

 

 

 

 

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crea dipendenze progettoPresso la Direzione generale dell'ASP 5 di Crotone, alla presenza del commissario straordinario Sergio Arena, del responsabile del Sert di Crotone Mimmo Capria e del presidente del Crea Calabria (l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Crotone, Alessia Romano ha inviato una nota perché impossibilitata a presenziare per impegni istituzionali), si è tenuta la presentazione alla stampa del progetto "Sperimentazione di un percorso verso l'autonomia e l'inclusione sociale". Ha preso così il via il progetto, finanziato dalla Regione Calabria (dipartimento Tutela della Salute e politiche sanitarie) nell'ambito del Piano di azione regionale sulle dipendenze 2011-2014. Il progetto segue un percorso che negli ultimi 10 anni, grazie al dipartimento Tutela della salute ed in particolare, alla dirigente del Settore - area della Fragilità dipendenze patologiche - Salute mentale - Francesca Fratto, la Regione ha messo in atto per fornire ai soggetti con problemi di dipendenze da sostanze d'abuso un ventaglio di opportunità terapeutiche e di inserimento socio-lavorativo. Il progetto, che vede come ente attuatore l'Asp di Crotone ed ente esecutivo il Crea Calabria, durerà 12 mesi ed avrà l'obiettivo di fornire, ad alcuni soggetti ex dipendenti, con un percorso comunitario terminato, graduale e competente accompagnamento verso l'inclusione sociale e lavorativa. Verranno messi a disposizione 7 appartamenti in tutta la Regione, in ogni appartamento saranno ospitati ed accompagnati un massimo di 4 beneficiari. Il progetto vede coinvolte tutte le comunità della Regione ed in ogni provincia e per ogni appartamento, sono stati creati coordinamenti ad oc in collaborazione con le strutture pubbliche.

 

 

 

 

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ugo pugliese2L'accusa è di non poco conto e arriva dal candidato a sindaco della Prossima Crotone Ugo Pugliese all'indirizzo del management dell'Asp pitagorica e del presidio ospedaliero. «Parrebbe - scrive Pugliese - che presso gli uffici della Direzione generale dell’Asp di Crotone e quelli della Direzione del presidio ospedaliero della stessa azienda, quotidianamente, e ciò è facilmente visibile, vi siano soggetti appartenenti ad un ben definito partito politico, i quali, al fine nemmeno tanto celato di stimolare clientele elettorali, nonchè di promuovere “suggerimenti” ed “inviti” nei confronti di dipendenti e di possibili candidati in liste elettorali poco graditi al management dell’Asp, suggeriscano di avvicinarsi a “questo” e solo a “questo” partito politico».

 

«Parrebbe anche (e ciò appare paradossale) - riferisce Pugliese - che le pressioni del asp crotone ilgranaioManagement dell’Asp e dei propri sodali sarebbero state ancor più pressanti nei confronti di soggetti titolari di realtà del settore sanitario, affinchè “prediligano” una certa parte e coalizione elettorale. Parrebbe anche, ed anche ciò appare incredibile, che lo stesso management dell’Asp avrebbe promosso persino tentativi di dissuasione nei confronti di soggetti che avrebbero manifestato la volontà di porre la propria candidatura in liste elettorali non gradite allo stesso».

 

ospedale2«Ci auguriamo - auspica Pugliese - che ciò non sia, ma se invece ciò fosse vero, appare evidente che tali episodi costituiscano circostanze gravi e contra legem e violino le normali regole del procedimento elettorale e della par condicio tra tutti i candidati a sindaco. D’altro canto, i recenti atti amministrativi di revoca numeri 140 e 141 del 18 aprile 2016 di mobilità già concesse a favore di dipendenti dell’Asp di Parma e di Trapani trasferite da queste ultime città nella sede di Crotone dal Commissario dell’Asp, revoche emesse a causa di evidenti violazioni di leggi, sono sintomatiche del comportamento tenuto dal management dell’Asp».

 

«Il commissario dell’Asp Sergio Arena e con lui i suoi coadiutori ex lege previsti, Agostino Talerico e Giuseppe Fico, e il direttore del presidio ospedaliero, Angelo Carcea, sono lì demandati ad occuparsi esclusivamente della tutela della salute dei cittadini e svolgere il proprio mandato istituzionale con correttezza e secondo i prescritti parametri di legge, senza utilizzare, pertanto, i propri poteri in una dinamica inaccettabile, soprattutto tenendo a mente che ciò avverrebbe in una realtà difficile e sensibile al bisogno quale è quella crotonese. Nel mio ruolo di candidato a sindaco, non permetterò, pertanto, che eventuali comportamenti di tal fatta, proseguano ulteriormente perché sarebbero a discapito dei valori e delle regole democratiche».

 

Dall’attenta lettura di un comunicato stampa - ricorda Pugliese - a firma della segreteria provinciale del PD di Crotone che al fine di “eliminare all’ASP, se ne sono rimaste, residue incrostazioni” invita il dottor Sergio Arena, commissario dell’Asp di Crotone, ad “adempiere”. Ciò in una libera e democratica competizione elettorale appare inaccettabile. Per tale ragione, fin da ora, invito, ognuno, per le rispettive competenze e responsabilità, ad attivare senza indugio tutte le forme di controllo e di vigilanza finalizzate al rispetto del principio di Legalità».

 

Quindi Pugliese conclude dicendo: «Invito, altresì, il consigliere regionale della provincia di Crotone, Flora Sculco, ad attivare, nella sua qualità, tutte le prerogative e tutti i poteri ispettivi e a portare immediatamente e senza indugio all’attenzione del presidente della giunta regionale, del consiglio regionale con appositi atti e del commissario Scura le circostanze sopra evidenziate che, se confermate, portino ad assumere tutti i provvedimenti necessari, sino a giungere alla eventuale rimozione dei soggetti che hanno operato e continuano ad operare in violazione di legge».

 

 

 

 

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