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Domenica, 14 Luglio 2024

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cgil carta dirittiSabato 9 aprile parte in tutta Italia la raccolta firme della Cgil sulla proposta di legge di iniziativa popolare "Carta dei diritti universali del lavoro – nuovo statuto di tutte le lavotratici e di tutti i lavoratori". Anche la Cgil Crotonese avvierà la raccolta firme nella mattina dello stesso giorno con un gesto simbolico: si recherà a Melissa per deporre una corona di fiori al monumento Fragalà simbolo di riconoscimento ai "Martiri del lavoro e del riscatto della nostra terrà". Sempre nella stessa mattinata, l'organizzazione sindacale con la presenza dei gazebo con banchetti sul lungomare di Crotone per l'inizio raccolta firme.

 

«La carta dei diritti universali del lavoro - commenta una nota - è la riscrittura del diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che travalichi le varie forme e tipologie nelle quali esso si è diversificato e frammentato negli anni. Tutta la Cgil è impegnata in un grande confronto che mette al centro le tutele dei lavoratori, in questi anni attaccate e indebolite da un pervicace processo di destrutturazione. Le tutele di tutti, non solo dei subordinati pubblici e privati, la Cgil parla anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti autonomi, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui».

 

«La Cgil - prosegue la nota - con la Carta (un testo composto da 97 articoli) propone un progetto di legge di iniziativa popolare, ovvero di nuovo Statuto delle lavoratrici e lavoratori, che estenda i diritti a chi non ne ha e li riscriva per tutti alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l'idea che sia l'impresa, il soggetto forte, a determinare le condizioni di chi lavora, il soggetto più debole. E i diritti fondamentali sono variegati, vanno dal compenso equo e proporzionale alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di sapere e competenze».

 

«La ridefinizione - conclude la nota - dei principi universali, le norme legislative che diano efficacia generale alla contrattazione in base a regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti, la riscrittura dei contratti di lavoro sono i tre pilastri di legge a sostegno della quale sarà avviata sabato 9 aprile la raccolta delle firme e quindi anche nella nostra Crotone».

 

 

 

 

 

 

 

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giammiglione«Apprendiamo dai giornali - scrive il segretario generalee della Cgil di Crotone - che, ieri, in conferenza stampa alla Bit di Milano, l'onorevole Dorina Bianchi, sottosegretario del governo Renzi, insieme al presidente Oliverio, avrebbe sostenuto che sono disponibili i 62 milioni di euro per il progetto "Antica Kroton". Ottima notizia - commenta Falbo -, se non fosse che ormai sono oltre diversi anni che sentiamo parlare di questo importante progetto che metterebbe a disposizione del nostro territorio risorse importanti per la valorizzazione delle aree archeologiche e prevede opere di bonifica. Bene quindi, ma non bastano più solo le belle parole, non basta annunciare che ci sono le risorse. Se vogliamo dirla tutta - ricorda il segretario della Cgil -, questo è un progetto che ha visto qualche anno fa deporre la famosa prima pietra (governo regionale Scopelliti) con l'avvio del cantiere ed un accordo sindacale per la formazione di lavoratori in mobilità, che dovevano acquisire le competenze necessarie per operare all'interno dei diversi cantieri che prevedevano appunto gli scavi dell'Antica Kroton. Il sindacato unitariamente insieme a Confindustria ha più volte sollecitato le istituzioni locali e la politica regionale rispetto a questo progetto. A marzo del 2015 - rende noto Falbo - siamo stati ricevuti dal presidente Mario Oliverio che in modo molto chiaro sostenne che non c'erano i progetti legati a questo importante investimento. Presenti all'incontro il sindaco Vallone e l'onorevole Flora Sculco. Sollecitammo un'attenzione particolare per recuperare le risorse con la nuova programmazione dei fondi Europei. Inoltre in quella riunione il presidente Oliverio propose di lavorare ad una idea progetto vista l'importanza dell'investimento. In questi giorni si torna sull'argomento. Un appello semplice a tutti i nostri rappresentanti istituzionali: bisogna fare presto, la situazione economica e sociale del nostro territorio è drammatica e sicuramente l'avvio di questo progetto porterebbe una importante bocca d'ossigeno per i nostri disoccupati. Basta con gli annunci, bisogna spendere subito e bene tutte le risorse che ci sono e sono tante. Sperando magari che alla "Bit" 2017 la conferenza stampa servirà per annunciare l'inizio de i lavori dell'Antica Kroton e magari presentare il nostro parco archeologico di Capo Colonna ancora più valorizzato e con qualche opera di bonifica in più».

 

 

 

 

 

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Partite anche nella nostra provincia le assemblee per conoscere e discuter la "Carta dei diritti universali del lavoro". «Il 18 gennaio scorso - scrive il segretario generale della Cgil di Crotone Raffele Falbo - è avvenuta la presentazione a Roma da parte del segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, della Carta dei diritti universali del lavoro, ovvero un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo, che da giorni è al centro delle assemblee nei luoghi di lavoro e dei pensionati, per la consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti alla Cgil. L'obiettivo è ambizioso: far diventare una legge d'iniziativa popolare per ridare dignità a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici. Con il nuovo statuto la Cgil vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionale alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di sapere e competenze per ricostruire un diritto al lavoro a tutela delle parte più debole nel rapporto contrattuale. La Cgil crotonese e le sue categorie colgono molto favorevolmente la scelta della Cgil nazionale e metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per far condividere a tutti gli iscritti la proposta con assemblee sui luoghi e attivi cittadini nelle Camere del lavoro presenti su tutto il territorio provinciale».

 

 

 

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confindustria marrelli hospitalLa Cgil non ci sta. Le organizzazioni sindacali di Cisl e Uil, infatti, hanno da poco firmato l'accordo sindacale col Gruppo Marrelli che dà il via all'assunzione di 80 dipendenti nella struttura sanitaria privata crotonese,  ma senza il sì della maggiore sigla sindacale italiana che era comunque presente al tavolo. Sembrerebbe che a non ver convinto i vertici di via Pantusa siano state alcune procedure tecniche utilizzate per avviare le assunzioni che, secondo Cgil, andrebbero in deroga al contratto collettivo nazionale. La questione verrà meglio esplicitata in un'apposita conferenza stampa convocata per domani mattina. «Al termine di un articolato confronto - infotma una nota di Confindustria Crotone - il Marrelli Hospital, Confindustria Crotone, Cisl e Uil, insieme alle associazioni di categoria Uil-Fpl e Cisl-fps, hanno siglato l'accordo che di fatto avvia l'iter per le assunzioni a tempo indeterminato del personale della casa di cura privata del Gruppo Marrelli. L'accordo - spiega la nota - consente di adottare misure di flessibilità organizzativa nella fase di start up ed in attesa del completamento delle procedure autorizzative in corso. L'Azienda - aggiunge il comunicato - prevede a regime l'assunzione di circa 80 persone, oltre il personale medico, ed una intensa fase formativa iniziale per adeguare le competenze dei neoassunti agli standard di qualità fissati. Le parti - conclude la nota - hanno espresso soddisfazione per l'intesa raggiunta ed hanno auspicato la positiva conclusione degli iter in corso e l'avvio a regime dell'iniziativa».

 

 

 

 

 

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provincia catene ingrandita«Non si era mai verificato - scrive il segretario generale della Cgil di Crotone Raffaele Falbo - nella storia delle istituzioni locali del Crotonese che il massimo rappresentante di un ente pubblico chiudesse con le catene il portone d'entrata dello stesso Ente. Tutto ciò è avvenuto in occasione - sottolinea Falbo - della proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori che interessa la Provincia di Crotone e la Gestione Servizi i cui dipendenti sono senza stipendio da più di 5 mesi. Questo è quello che ha fatto oggi Peppino Vallone, presidente della Provincia di Crotone. Chiaro segnale - spiega Falbo - della mancata attenzione da parte della politica e del governo nazionale che, con la scellerata riforma Delrio, ha messo in ginocchio i lavoratori e i servizi ancora in seno alla stessa Provincia crotonese, per quanto concerne soprattuto la manutenzione delle strade e del sistema scolastico. La Cgil di Crotone - dichiara il segretario - è a sostegno dei lavoratori della Provincia e dei lavoratori di Gestione Servizi e, oltre a chiamare a responsabilità la politica e le forze di governo, metterà in campo nelle prossime ore tutte le azioni di lotta democratiche affinché siano riconosciuti i diritti dei lavoratori in un territorio già in forte difficoltà. La protesta si integrerà nella giornata di mobilitazione di giorno 30 [LEGGI ARTICOLO] che a Crotone vedrà uno dei punti di massima espressione».

 

 

 

 

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bonificaCgil, Fiom e Filctem di Crotone ha siglato un lungo documento programmatico in cui suggeriscono un percorso da avviare sulla "Vertenza Eni". Partendo dalla bonifica, il sindacato chiede di riaprire e programmare la discussione con Eni anche sull'attività estrattiva (idrocarburi e salgemma) operata nel Crotonese, senza tralasciare il confronto col ministero dell'Ambiente per lo sblocco del risarcimento versatogli da Eni e destinato a Crotone.

 

«Eni incrementi investimenti produttivi nel Crotonese».
«Premesso che - scrivono Cgil, Fiom e Filctem di Crotone - a parere della Cgil è necessario e strategico un forte e rinnovato impegno economico e di investimenti da parte di Eni nel Paese e nell'area crotonese in particolare; nell'ambito del Piano industriale e/o strategico del Gruppo l'auspicata e rinnovata attenzione al nostro territorio per la Cgil si deve tradurre in investimenti per consolidare i siti produttivi esistenti e per sviluppare altre attività produttive sostenibili, compatibili e innovative puntando sull'enorme potenzialità che offre il territorio in termini di know-how, di risorse energetiche e di competenze e professionalità maturate. In particolare - scrivono le tre sigle - sulle principali problematiche oggetto di confronto e prese di posizione che in quest'ultimo periodo si susseguono, appare opportuno evidenziare di seguito le nostre richieste e il nostro punto di vista».

 

Revisione del progetto di bonifica.
Cgil, Fiom e Filctem di Crotone quindi focalizzano in punti schematici la loro revisione del risanamento ambientale di Crotone. «Sul progetto di intervento ambientale - comincia a elencare la nota - presentato da Syndial Spa-Gruppo Eni e approvato dalla Conferenza di servizi decisoria (luglio 2009), in cui il ministero dell'Ambiente ha autorizzato l'avvio di alcune azioni sul Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara, la Cgil è assolutamente contraria sulla parte che indica l'utilizzo di pratiche sperimentali per la decontaminazioni del suolo e sottosuolo e in genere delle matrici ambientali che non hanno allo stato una comprovata utilità. Inoltre, sul tema legato alle discariche di rifiuti speciali e pericolosi che costeggiano la strada consortile (Armerina e Farina Trappeto) riteniamo indispensabile, da subito, la rimozione totale delle migliaia di tonnellate di rifiuti presenti con il conseguente conferimento in discarica autorizzata. Appare pertanto indispensabile - aggiunge il sidnacato - richiedere, al ministero competente e all'Eni (Syndial), una revisione e conseguente modifica del progetto con l'obiettivo di garantire la realizzazione di un intervento di "Bonifica integrale" del Sito, in grado di restituire integro il territorio interessato alla comunità, al fine di destinare le aree a nuove attività produttive sempre più compatibili ed ecosostenibili, ad alto valore tecnologico, anche coinvolgendo in nuove attività la stessa Eni».

 

Riconsiderare l'estrazione del salgemma a Belvedere.
Cgil, Fiom e Filctem di Crotone estendono poi la revisione dei rapporti con Eni estendendo la discussione a tutti gli stabilimenti che possiede sul territorio. «Avvio di un confronto tempestivo, serio, funzionale - richiamano i sindacati - con Syndial Spa, sul futuro delle aree dove insistono due siti - oramai dismessi - di grande valore ed interesse per le comunità: la Miniera di salgemma nel Comune di Belvedere Spinello e lo stabilimento di produzione di cloruro di sodio nel Comune di Cirò Marina, ambedue di proprietà di Syndial Spa».

 

Riaprire discussione su rinnovo convenzione col comune.
Quindi Cgil, Fiom e Filctem di Crotone passano a parlare della convenzione Eni su cui il Comune ha steso un braccio di ferro col cane a sei zampe. «Necessaria appare - invitano le tre sigle - altresì la ripresa immediata delle trattative sulla "Convenzione Eni" per contrattare risorse aggiuntive alle Royalties, da destinare al contrasto e rimedio al fenomeno dell'erosione delle coste e a quello della subsidenza; nonché al monitoraggio continuo degli eventuali riflessi derivanti dalla pluridecennale attività di estrazione off-shore dal fondale dello specchio d'acqua prospiciente le coste del crotonese. In questo contesto elaborare un progetto che possa dare risposte al territorio anche sul terreno delle opportunità occupazionali, anche di studio-lavoro, promuovendo sinergie tra territorio, Università ed Eni per dare avvio - partecipandovi - ad un "Centro di Ricerca e Formazione", a carattere innovativo e sperimentale, e con finalità preventive, specializzato nello studio dei fenomeni relativi ai riflessi causati dalla intensa estrazione (gas e salgemma), e che, sul fronte formativo, dia vita ad una vera e propria scuola di formazione, indirizzata, da una parte, alla formazione interna al gruppo Eni, per specializzare i dipendenti sulle attività che attengono alla ricerca e alla produzione di idrocarburi, e sul fronte esterno ad una platea di periti e laureati provenienti dagli istituti e università della Calabria». Secondo il sindacato per aprire tutti questi fronti con Eni e monitorarne gli sviluppi è logico aprire un tavolo esecutivo nazionale. «Apertura formale - chiedono quindi Cgil, Fiom e Filctem di Crotone - di un tavolo con l'esecutivo nazionale (in particolare con i dicasteri interessati dell'Ambiente, del Tesoro e dello Sviluppo economico), le Autonomie locali, l'Eni, per definire un percorso condiviso e un crono-programma, al fine di avere/assumere impegni certi sui tempi e modalità della "Bonifica Integrale" delle aree destinate al riuso».

 

Sblocco dei 56 milioni di euro del risarcimento Eni.
Quindi il sindacato chiede lo sblocco immediato del risarcimento Eni fermo nelle casse del ministero dell'Ambiente. «Immediata funzionalizzazione delle procedure – chiede Cgil - e sblocco delle risorse in seno al ministero dell'Ambiente (che ad oggi si aggirano intorno a 70/80 milioni euro, di cui 56 milioni derivanti dalla sentenza per risarcimento danno ambientale ) a favore dello sviluppo del territorio crotonese, attraverso la stesura di un nuovo accordo di programma quadro (nel quale far confluire ulteriori risorse individuabili nell'ambito della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020), strumento utile a favorire da una parte l'immediata disponibilità delle risorse economiche, dall'altra iter autorizzativi e burocratici più snelli e veloci».

 

 

 

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