Mercoledì, 27 Gennaio 2021

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gay pride«Belvedere di Spinello sarà il primo Comune della provincia a patrocinare il Cosenza Pride». Lo rendono noto un comunicato dei Giovani democratici dell’Alto Crotonese. Nessun patrocinio al Pride che si svolgerà a Cosenza il prossimo 1 luglio è stato dato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Occhiuto. Con un comunicato stampa, infatti, l'amministrazione cittadina ha spiegato che la scelta è da interpretare: «Soprattutto per rispetto alle perplessità rappresentateci, in tal senso, da gran parte dei tanti amici gay che vivono con serenità la propria quotidianità sessuale in una città aperta e tollerante quale è Cosenza, preferiamo come Ente Locale non patrocinare l'iniziativa del Gay Pride». «Dopo Reggio – spiega la nota – anche Cosenza avrà la possibilità di marciare affinché nel nostro Paese i diritti siano equali per tutti. Proprio per questo vento di protesta ed uguaglianza che prende piede la richiesta dei Gd Alto Crotonese, i quali in numerosi saranno il prossimo primo luglio nella città Bruzia. Grazie all’impegno del segretario Gd, Giovanni Oliverio, e dell’Amministrazione comunale nella persona del sindaco Rosario Macrì, il Comune di Belvedere di Spinello sarà il primo comune della provincia a patrocinare il prossimo GayPride a Cosenza. Non è una strumentalizzazione o una gara – sottolinea Oliverio – il lavoro svolto insieme al sindaco è stato fatto da monito per le altre amministrazioni comunali affinché possano anch’esse patrocinare l’importante evento nella prossima estate. Il sindaco dall’altra parte ha preso con fierezza l’iniziativa e non solo per proposta dei Giovani democratici, ma anche per dare un forte contributo all’evento che, dopo il rifiuto da parte del sindaco Mario Occhiuto, ha bisogno di un forte eco mediatico».

 

 

 

 

 

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centro impiegoPerde 2,5 punti percentuali il saldo occupazionale della provincia di Crotone nel periodo 2014-2015 secondo le rilevazioni di ImpresaLavoro. Il capoluogo ionico si colloca tra le 72 province italiane ancora sotto i livelli pre-crisi, facendo segnalare una delle performance maggiori per capacità occupazionale. Tutto questo mentre a cosenza si registra un balzo del +11,7%. La performance peggiore al Sud e' invece quella di Catanzaro (-8.683), ma cala sensibilmente anche Reggio Calabria (-4.956).

 

In cima alla graduatoria delle province con il migliore saldo positivo si segnalano Milano (+28.167) e Torino (+16.846), che sono due tra le cinque province del Nord nelle prime 15 posizioni, insieme a Bergamo (+9.828), Vicenza (+9.230) e Genova (+9.039), rispettivamente al sesto, nono posto e decimo posto. Ben rappresentato anche il Mezzogiorno d'Italia, con Cosenza (+11.783) e Trapani (+10.533) in terza e quarta posizione, davanti a Bari (+9.753), Palermo (+9.542), Salerno (+8.590) e Sassari (+8.231), rispettivamente al settimo, ottavo, dodicesimo e tredicesimo posto.

 

La provincia del Centro con l'aumento dell'occupazione piu' marcato dal 2014 al 2015 e' Lucca (+9.882) in quinta posizione, davanti a Frosinone (+8.639), Pistoia (8.226) e Perugia (+7.950), rispettivamente all'undicesimo, quattordicesimo e quindicesimo posto della classifica.

 

Fuori dalle prime quindici posizioni, ma comunque con un saldo occupazionale positivo, tra le province maggiori segnaliamo Venezia (+7.909), Cagliari (7.446), Napoli (7.349), Lecce (+6.698), Roma (+4.538) e Catania (+3.602). In fondo alla graduatoria, invece, spiccano due province del Nord-Est con saldo fortemente negativo - Verona (-15.221) e Padova (-11.589) - appena davanti a Monza e della Brianza (-11.289). Male, al Nord, anche Varese (-6.057), Brescia (-4.260), Udine (-3.714), Mantova (-2.030), Treviso (-1.909) e Rovigo (-1.705).

 

La performance peggiore al Sud e' quella di Catanzaro (-8.683), ma arretrano sensibilmente rispetto al 2014 anche Reggio Calabria (-4.956), Agrigento (-3.541), Caserta (-3.447), Barletta-Andria-Trani (-3.289), Vibo Valentia (-3.006), Crotone (-2.512) e Avellino (-2.466). Al Centro, infine, la graduatoria e' chiusa da Firenze (-9.325), che fa peggio di Pescara (-6.091), Latina (-4.878), Pesaro e Urbino (-4.332), Parma (-3.534) e Bologna (-1.438).

 

 

 

 

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COSENZA - Cinque politici sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri di Cosenza con l'accusa, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione, insieme a 4 esponenti di vertice della cosca di 'ndrangheta "Lanzino-Ruà", egemone in provincia di Cosenza. Tra i politici arrestati Sandro Principe, del Pd, ex Sindaco di Rende, già sottosegretario al Lavoro e già assessore e consigliere regionale, un altro ex sindaco di Rende, Umberto Bernaudo; l'ex consigliere regionale Rosario Mirabelli e l'ex consigliere provinciale Pietro Ruffolo; nonché un ex consigliere comunale. Dalle indagini, secondo gli investigatori, è emerso un "collaudato 'sistema' ultradecennale" ed un "intreccio" politico/mafioso che ha consentito a candidati alle comunali di Rende tenutesi nel '99 e fino al 2011, alle provinciali di Cosenza del 2009 ed alle regionali del 2010, di ottenere l'appoggio elettorale della cosca "Lanzino-Ruà" in cambio di assunzioni e della gestione di locali pubblici. (ANSA)

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Il gup di Crotone, Michele Ciciola, ha fissato per il prossimo 21 marzo l'udienza preliminare per Giuseppe Bisceglia, 29enne nato a Cosenza, ma residente a Cerenzia. Il pm Gaetano Bono ha chiesto per lui il rinvio a giudizio per omicidio colposo. Secondo le indagini, il giovane, il 3 ottobre del 2014, mentre era alla guida della sua Fiat Coupe' e percorreva la strada statale 107, da Crotone verso Cosenza, in prossimita' di Cerenzia "a una velocita' inadeguata, all'uscita di una curva, perdeva il controllo del veicolo e invadendo la corsia opposta travolgeva l'auto guidata da Francesco Dino Filato, causandone la morte".

 

Bisceglia - e' stato accertato dalle indagini - aveva le ruote anteriori usurate e "senza tenere conto della strada", e' scritto nel provvedimento della Procura, anche a causa del manto stradale bagnato "non manteneva una condotta diligente e prudente". Filato e' deceduto a causa di un politrauma toraci-addominale. La famiglia e' parte offesa ed e' rappresentata dall'avvocato Sabrina Rondinelli. Filato e' morto all'eta' di 37 anni, dopo quasi due mesi dall'incidente e' nata la sua prima figlia. Il giovane faceva il volontario della Protezione civile. Lo scorso maggio l'associazione di volontariato 'Tutela civium' ha dato il via alla prima edizione del 'Premio volontario dell'anno Francesco Dino Filato', dedicata al giovane volontario che ha perso la vita in un tragico incidente stradale poco prima di diventare papa'.

 

 

 

 

 

 

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mangoFanno spese in trasferta, spese che neanche a Natale una famiglia numerosa si può permettere di fare: quasi 5.000 euro tra generi alimentari, profumi e prodotti vari per la casa. Piccolo particolare, nessuno paga. Sono stati così arrestati dai carabinieri ieri mattina 4 cosentini in trasferta a Crotone, per una serie di furti commessi in alcuni supermercati della città. La prima telefonata alla sala operativa è giunta alle ore 11 di ieri da parte di personale antitaccheggio di un supermercato del quartiere di Farina: nella chiamata si segnalava l'attività di taccheggio da parte di un gruppo di 4 adulti, un uomo e 3 donne, i quali accortisi di essere osservati hanno poi abbandonato in fretta e furia l'attività commerciale. I quattro sono saliti a bordo di una utilitaria e si allontanati di gran carriera. Nel corso della chiamata al 112 sono perà stati forniti i numeri parziali della targa e il modello della macchina. La centrale operativa, dopo aver allertato le pattuglie in circuito, si è immediatamente si messa al lavoro per individuare con il sistema urbano di lettore targhe e telecamere l'autovettura. Contestualmente sono contattati i responsabili della sicurezza di altri supermercati, fornendo loro le caratteristiche fisiche dei quattro truffaldini. La loro presenza è stata quindi segnalata in un noto centro commerciale sito sulla Statale 106. I militari della Centrale Operativa sono così rimasti in collegamento telefonico con i vigilantes, scrutando le telecamere del sistema di sicurezza. sono così riusciti a intercettare l'autovettura sospetta, inviando sul posto un robusto dispositivo di pattuglie della Stazione capoluogo, composto da gazzelle del nucleo Radiomobile e di auto civetta del nucleo Operativo. L'auto è stata "ingaggiata" nel parcheggio dell'ennesimo supermercato (l'MD in località Passovecchio), proprio mentre due dei quattro soggetti uscivano dopo aver fatto un'ulteriore spesa "economica". Una volta fermati e perquisiti, i quattro cosentini (tutti gravati da abbondanti precedenti penali specifici), sono stati condotti in Caserma: qui si è avuto modo di stilare la loro "lista della spesa": circa 5000 euro di merce tra salumi, formaggi, profumi, prodotti di bellezza e per la casa. Sono state nel frattempo acquisite le registrazioni video degli interni di 4 supermercati della zona farina, Passovecchio e Statale 106, da cui si è potuto raffrontare nitidamente che i soggetti eludevano i sistemi antitaccheggio passandosi la merce dietro le casse, oppure occultandola sotto i cappotti e, ancora, rimuovendo le placche antifurto. Tutta la merce rinvenuta, a seguito di una laboriosa attività di ricostruzione e catalogazione, è stata restituita agli aventi diritto. I quattro cosentini, finite le operazioni di fotosegnalamento e di redazione degli atti di polizia giudiziaria, venivano dichiarati in arresto e su disposizione del pubblico ministero di turno, condotti presso i propri domicili in regime di arresti domiciliari. Si tratta di Maria Mango (61 anni), di Laura Mango (55 anni), Mango Antonio (48 anni) e De Rose Giulia (32 anni). «Indipendentemente dai risvolti giudiziari - informa una nota - che si verranno a sviluppare, a breve scatterà anche la proposta per l'irrogazione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Crotone. Perché a Crotone, la spesa si paga. Lo dicono i Carabinieri».

 

 

 

 

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COSENZA - «Marco Tullio Giordana è un grande regista. Nel film su Lea Garofalo, pur nella finzione, ci ha messo testa e cuore». Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, parlando con i giornalisti a Rende a margine di un incontro all'Università della Calabria. «Io incontrai Lea - ha aggiunto - a Firenze. Dopo un'iniziativa pubblica mi fermò e mi chiese aiuto. Le indicammo un avvocato di Libera che prese a cuore il suo caso. La supplicammo di non andare a quell'incontro con il compagno, Carlo Cosco, ma lei disse: "se vado con mia figlia, non mi tocca". E invece è accaduto quello che è accaduto».

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