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Venerdì, 21 Giugno 2024

PRIMO PIANO NEWS

dda catanzaro gratteriConfindustria Crotone, in una nota, esprime "soddisfazione e gratitudine per l'impegno di tutta la magistratura e delle forze dell'ordine per le importanti operazioni investigative portate avanti nei mesi scorsi sul territorio crotonese e che hanno consentito di bloccare attivita' illecite e di criminalita' organizzata". "L'operazione Stige coordinata dal pool investigativo diretto dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri - afferma Michele Lucente, presidente di Confindustria Crotone - e' l'ulteriore dimostrazione della grande attenzione dedicata dalla magistratura e dalle forze dell'ordine alla nostra provincia. E' necessario ripristinare un clima di legalita' per consentire realmente a questo territorio di decollare dal punto di vista economico, sociale e culturale. La magistratura e le forze dell'ordine stanno svolgendo un lavoro fondamentale per riconsegnare la provincia di Crotone ai tanti cittadini ed imprenditori onesti. Anche la societa' civile e gli imprenditori debbono sentirsi impegnati su questo fronte".

 

La segreteria provinciale Crotone di Sinistra Italiana interviene «sui fatti di recente cronaca giudiziaria, esprimendo forte preoccupazione per la situazione democratica del nostro territorio. Le indagini svolte dalla Dda di Catanzaro - è scritto nel comunicato - hanno evidenziato una forte commistione tra la vita delle pubbliche amministrazioni e la criminalità organizzata, quest’ultima centro di interessi reale della politica locale, in grado di veicolare risorse economiche e consensi.
Non vogliamo entrare nel merito dell’attività della magistratura ed ogni responsabilità penale sarà vagliata dagli organi competenti, fermo restando la presunzione costituzionale di non colpevolezza, che impone un atteggiamento responsabile e garantista. Non possiamo però ignorare le responsabilità politiche di un intero sistema di interessi che coinvolge la vita pubblica delle istituzioni e delegittima l’azione amministrativa e di governo di questo nostro territorio. Un cancro politico diffuso attanaglia la democrazia, la rappresentanza e la libertà di scelta e dei cittadini, un paradosso democratico non ulteriormente accettabile. Occorre un moto di dignità da parte delle forze politiche sane di questo Paese, teso a ripristinare i principi democratici e l’onorabilità delle istituzioni. Chiediamo un gesto di responsabilità a chi governa questo territorio che ha permesso che la violenza e la sopraffazione della criminalità organizzata entrassero di diritto nelle istituzioni, un passo indietro, un mea culpa responsabile quanto ormai imprescindibile per ricostruire le sorti di una provincia che ha bisogno di aria nuova e pulita, priva di compromessi mafiosi».

 

«In Calabria è quanto mai urgente costruire un’alleanza sociale per la legalità e il lavoro». È il comunicato stampa di Avviso pubblico, Libera e Cgil nel merito dell’operazione antindrangheta “Stige” che ha portato al fermo di 170 persone. «L’operazione “Stige” – si legge nella nota – coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, condotta egregiamente dai carabinieri del Ros di Crotone e del Comando provinciale di Crotone, che ha visto 169 ordinanze di custodie cautelari, tra cui alcuni amministratori provinciali, sindaci, imprenditori, svela segnali inquietanti circa la pervasività della ‘ndrangheta. Questa operazione, unitamente al processo “gotha” in corso a Reggio Calabria, mostra in modo evidente come da diversi decenni ormai, la ‘ndrangheta sia un fenomeno criminale in continua e rapida evoluzione, ramificato e transnazionale, pur mantenendo la sua matrice operativa in Calabria. L’ultima inchiesta della Commissione parlamentare antimafia, ha confermato, tra l’altro, un dato che emerge in quasi tutte le inchieste di questi ultimi anni: il connubio tra ‘ndrangheta ed ambienti politici e massonici deviati, nonché l’uso di sistemi imprenditoriali che operano in tutti i settori della vita economica e sociale. Dal sistema dell’accoglienza dei migranti, ai rifiuti tossici, al controllo degli appalti, alla distribuzione del pane, dalla grande distribuzione ai locali commerciali, alla manutenzione del territorio, alle filiere del legno e dei boschi, l’operazione svela come in Calabria, ma anche in altre località del Paese, in Germania, il cartello criminale controllasse parte del sistema economico, produttivo e sociale, con una gestione manageriale e come alla testa di questi sistemi ed imprese, vi siano professionisti, laureati, di provenienza ‘ndranghetista. Una nuova ‘ndrangheta con la laurea in tasca, protetta da un sistema di collusione, che vede coinvolti dirigenti, colletti bianchi, politici, ma anche diversi cittadini e imprenditori, che per paura, per comodità o per scelta, preferiscono anziché denunciare, tutelarsi in un’ingiustificabile clima omertoso. Di fronte a questo scenario occorre agire da subito per attivare quanto dispone il nuovo codice antimafia, sottraendo ai mafiosi le ricchezze illecitamente accumulate e restituendole alle collettività, nonché operando per spezzare i legami esistenti tra ‘ndrangheta e pezzi di politica, di pubblica amministrazione, del mondo delle libere professioni e dell’imprenditoria.
In Calabria è quanto mai urgente e necessario costruire un’alleanza sociale per la legalità e il lavoro, che richiami al compimento responsabile della propria parte istituzioni, enti, partiti, associazioni, scuole, imprese, liberi professionisti, operatori del mondo bancario e finanziario, sindacati, cittadini. Un’azione sempre che sia sempre più corale e decisa, che sappia incidere e stimolare le coscienze dei singoli e della collettività alla denuncia, al consumo critico, soprattutto nel settore alimentare sempre più attenzionato dalle realtà criminali. Infine, ribadiamo che il sostegno e la solidarietà alla magistratura ed alle forze dell’ordine, vanno offerti non solo con la crescita del consenso e della fiducia popolare verso tali Istituzioni, ma anche con uomini e mezzi che spesso mancano in diversi delicati ambiti territoriali».

 

«L’operazione “Stige”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato all’arresto di 169 persone, presunti affiliati e favoreggiatori della ‘ndrangheta in Italia e Germania, ha svelato in modo inequivocabile una realtà in cui la ndrangheta non solo ha il controllo totale dell’economia di un intero territorio ma ha stretto un rapporto solidissimo con le pubbliche amministrazioni, in alcuni casi addirittura parte integrante del sodalizio criminale». È il commento del comitato “Verità, democrazia, partecipazione” che invita all’appuntamento organizzato martedì 16 gennaio alle ore 11 in piazza della Resistenza a Crotone per dire no alla ‘ndrangheta. «Siamo di fatto sconcertati – scrivono quelli del comitato – dagli esiti dell’indagine condotta dal procuratore Gratteri che svelando le dinamiche mafiose di controllo del territorio ci mette di fronte ad una realtà che non pensavamo fosse marcia fino a questo punto. L’azione della Procura distrettuale antimafia, da sola, non è sufficiente a sconfiggere un sistema che ha azzerato e distrutto qualunque dimensione democratica e la credibilità delle istituzioni. Da tanti anni sosteniamo che il connubio tra ndrangheta, massoneria, politica ed economia deviate ha eroso in modo pesante qualsiasi spiraglio di democrazia e legalità di questa nostra terra eppure mai nessuna seria e duratura azione di contrasto è stata messa in campo dalle competenti istituzioni dello Stato, tanto da ingenerare nella parte sana della nostra comunità un forte senso di frustrazione, impotenza ed isolamento. Sono diversi gli interrogativi che scaturiscono da questa e dalle ultime vicende giudiziarie che hanno interessato questa provincia. Ci chiediamo, infatti, come mai le importanti inchieste di questi ultimi mesi sono state portate a termine solamente dopo l’arrivo del procuratore Gratteri? Ci chiediamo, in un territorio dove l’economia e le istituzioni sono evidentemente sottoposte ad un pesante controllo mafioso, come mai sino ad oggi non è stato possibile portare a termine indagini ed operazioni di simile rilevanza? Ci chiediamo anche, apprendendo le notizie emerse in questi primi giorni successivi all’operazione “Stige”, con sgomento, come sia stato possibile che il procuratore della Repubblica di Crotone abbia affermato in una intervista alla stampa che “Crotone è una bella città, sostanzialmente tranquilla e senza grande degrado. Più che di presenza di criminalità organizzata, parlerei di delinquenza spicciola, illegalità diffusa, entrambe dettate più che altro dalla mancanza di lavoro e dall’ignoranza”. Ci chiediamo cosa hanno fatto sino ad oggi le altre forze dell’ordine deputate al contrasto alla ndrangheta nel nostro territorio? Ci chiediamo come sia possibile che dopo la prima devastante indagine che ha scoperto le mani della ndrangheta sul Cara di Isola di Capo Rizzuto ed il successivo scioglimento del Comune di Isola di Capo Rizzuto le istituzioni locali e la politica poco o nulla abbiano fatto per comprendere pienamente cosa stava accadendo e proporre soluzioni ed iniziative per liberarci dal giogo della ndrangheta? Pensiamo che sia necessaria una presa di coscienza ed una mobilitazione duratura dei cittadini della provincia di Crotone per riappropriarci del governo delle amministrazioni pubbliche e delle nostre comunità e chiediamo al sindaco ed agli amministratori del Comune di Crotone così come ai sindaci ed agli amministratori degli altri Comuni della provincia crotonese: siete stati eletti con il voto ed il sostegno delle ‘ndrine e della criminalità organizzata? Avete subito e/o subite la pressione della ndrangheta per ottenere favori e denaro pubblico dagli enti da voi governati? Analoghe domande è doveroso porre al Presidente della Giunta regionale ed alla sua Giunta. Siamo ad un passaggio delicato della vita politica ed istituzionale della nostra regione e del nostro Paese. Tra pochet settimane saremo tutti chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento della Repubblica che dovrà esprimere il prossimo Governo del nostro Paese. Con quale spirito affronteremo questa fase in Calabria laddove la dimensione democratica dei partiti politici è pressoché inesistente e la scelta delle candidature avviene secondo motivazioni quasi sempre sconosciute ai più in quanto legate a logiche clientelari e determinate spesso dal connubio tra ndrangheta, massoneria ed economia deviate? Noi riteniamo che la maggior parte delle organizzazioni politiche, nella nostra regione, non abbiano al proprio interno gli anticorpi necessari per assolvere alle funzioni che la nostra Costituzione gli affida e crediamo che solo un controllo popolare ed autenticamente democratico possa costituire il pilastro sul quale avviare una vera lotta sociale alla ndrangheta, alla massoneria deviata, all’economia criminale e alla corruzione politica che possa liberare la nostra provincia e la nostra regione da una “montagna di merda” quale è la ndrangheta che ha relegato al sottosviluppo ed all’arretratezza economica e culturale la Calabria. Affidiamo queste nostre riflessioni al massimo Organo dello Stato presente nella nostra realtà, il Prefetto, convinti di un suo impegno per sostenere la lotta di liberazione della società civile crotonese dall’oppressione mafiosa. Da giovedì pomeriggio alle 18.30 saremo in assemblea permanente presso il circolo Arci “Le centocittà” (via spiaggia delle forche, 21) per discutere sulle forme di mobilitazione da adottare fino al sit-in indetto per martedì 16 gennaio alle ore 11 in piazza della Resistenza a Crotone, per incontrare tutti quelli che vorranno condividere questa battaglia, per costruire l’antimafia sociale. Il momento è difficile per tutti e richiede uno slancio di generosità ed uno sforzo collettivo. La mafia, coletti bianchi e le istituzioni colluse sono il nostro cappio al collo. Per questo chiediamo alla Crotone sana e democratica di mobilitarsi, scendere in piazza, discutere, costruire insieme un nuovo argine democratico alla barbarie della ‘ndrangheta e di tutta la società collusa».

 

 

 

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cerimonia falcone borsellinoHanno utilizzato il tempo presente e non il passato nel ricordo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani e ne hanno raccontato la vita, i sogni, le speranze, la quotidianità di questi eroi, servitori dello Stato. Le alunne dell'istituto Gravina hanno voluto così evidenziare il tratto umano del magistrato simbolo della lotta alla mafia, di sua moglie e degli uomini della scorta in occasione della cerimonia che si è tenuta presso il Giardino "Falcone – Borsellino" promossa da Libera Crotone per il 25° anniversario della stage di Capaci. Alla manifestazione hanno partecipato tanti cittadini, la vicesindaca Antonella Cosentino, la prefetta vicaria Maria Carolina Ippolito, il delegato della Provincia Renato Carcea, il comandante della Capitaneria di Porto Giuseppe Andronaco, il comandante provinciale dei Carabinieri Salvatore Gagliano e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Pantaleo Cozzoli. Dopo l'introduzione di Antonio Tata presidente di Libera la parola è passata alle alunne del Liceo che hanno presentato le cinque vittime di Capaci raccontandone non la morte, ma il percorso di vita: tra loro c'era chi doveva sposarsi, chi era più estroverso e chi compiva il suo lavoro tenendo nel portafogli la foto dei figli piccoli. Gesti di normale quotidianità da parte di persone che compivano solo il proprio dovere al servizio dello Stato e che oggi rappresentano un simbolo che non deve essere dimenticato. Le ragazze hanno letto anche una poesia di Alda Merini dedicata a Giovanni Falcone. La prefetta vicaria Ippolito, la vicesindaca Cosentino e il delegato della Provincia Carcea hanno ringraziato Libera per l'organizzazione della giornata ed i ragazzi che rappresentano non solo il futuro ma anche il presente e la cui presenza è importante per che attraverso le giovani generazioni resta sempre vivo il sacrificio di Giovanni Falcone e delle vittime di Capaci. Una cerimonia semplice ma molto partecipata dove gli unici due simboli posti accanto all'albero con le targhe dei nomi che ricordano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le vittime di Capaci e Via d'Amelio sono stati la bandiera italiana e un mazzo di fiori.

 

 

 

 

 

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crucoli delegazione locri no mafie«Anche Crucoli dice No alle mafie – è scritto in un comunicato –. In 25mila abbiamo invaso le strade e la piazza di Locri, martedi 21 marzo scorso, striscioni colorati ed accenti provenienti da luoghi diversi si sono uniti in un único grido per ricordare le vittime innocenti e per dire No a tutte le mafie. Fra associazioni, comitati spontanei di cittadini, movimenti, gruppi scout, sindacati, presente il Comune di Crucoli rappresentato dal presidente del consiglio Nicodemo Bruno che ha accompagnato una delegazione delÍ'istituto Comprensivo formato dagli studenti e dalle docenti Marianna Punelli e Miryam Cosco. L'amministrazione comunale nel corso di questo mandato sta investendo molto nelle politiche giovanili, lavorando in sinergia con la scuola per coinvolgere le fasce piu' giovani La lotta per l’affermazione della legalità è un'urgenza, spiega Nicodemo Bruno, un valore da perseguire, l'unica certezza capace di cambiare davvero le sorti del nostro territorio. In Calabria, una terra mortificata e martoriata dalla ndrangheta, l'urgenza della legalita' diventa una richiesta imprescindibile. I ragazzi sono terreno fertile sul quale piantare i semi della legalita', giustizia sociale, diritti e rispetto dell''ambiente,un percorso che parte dall’educazione ai piccoli gesti quotidiani insegnando a vincere l’omertà, noi proviamo a farlo con i nostri giovani, ed oggi siamo qui per manifestare vicinanza ai familiari vittime delle mafie e per unirci al coro di don Ciotti».

 

 

 

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locri marcia liberaSono 25 mila i partecipanti al corteo di Libera in corso a Locri per la Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti delle mafie. Cinquecentomila le presenze nei quattromila luoghi italiani in cui, in contemporanea a Locri, si sta svolgendo la giornata. A riferirlo è stata Libera. "Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare". A dirlo don Luigi Ciotti dopo le scritte offensive comparse ieri a Locri mentre sfila il corteo con il quale Libera celebra a Locri la XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In testa al corteo ci sono i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest'anno: "Luoghi di speranza, testimoni di bellezza". Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia. Alcuni ragazzi minorenni originari di vari Paesi africani giunti in Calabria nei mesi scorsi a bordo di barconi a portare una grande bandiera con i colori della pace che segue i familiari delle vittime innocenti delle mafie che aprono il corteo di Libera. Ad assisterli il mediatore culturale Franck Mba, camerunense, arrivato a Milano nel 2002 e poi trasferitosi nella Locride proprio per aiutare i giovani migranti minorenni.

 

 

 

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libera studentiNella giornata di martedì 28 febbraio, alle ore 17.30, presso l’auditorium dell’Istituto Pertini si svolgerà un incontro pubblico organizzato dal coordinamento provinciale di Libera Crotone in collaborazione con Cgil Crotone, la Consulta studentesca e l’Unione degli Studenti (Uds), dal titolo “100 passi verso il 21 marzo”. Nel corso della giornata, oltre alla presentazione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, saranno affrontate le problematiche delle politiche giovanili in Calabria e in Italia, focalizzando l’attenzione sul mondo della scuola e del lavoro; contesti che sembrano non riuscire più a dare risposte ai tanti giovani che nel migliore dei casi emigrano e nei peggiori accettano lavori al limite dello sfruttamento o si lasciano affascinare dalle organizzazioni criminali. Proprio per questo sarà dato spazio agli interventi di Cosimo Mollica, presidente della Consulta degli studenti di Crotone e Andrea Nicolini, rappresentante dell’Unione degli Studenti, giovani impegnati per il diritto allo studio e per una vera buona scuola. Sul fronte delle politiche del lavoro interverrà Angelo Sposato, segretario generale della Cgil Calabria. Concluderà l’incontro don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, in questi giorni impegnato in una serie di incontri in tutta la Calabria in preparazione della giornata della memoria che quest’anno si svolgerà a Locri il prossimo 21 marzo.

 

 

 

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perri tata«L'adozione di un regolamento comunale che disciplini la concessione dei beni immobili confiscati alla malavita organizzata è stato argomento di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi tra l'Amministrazione comunale di Crotone e il coordinamento provinciale di "Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie"». Alcuni rappresentanti dell'associazione hanno incontrato il sindaco Ugo Pugliese e l'assessore comunale alle Politiche sociali Alessia Romano, avanzando una serie di proposte per una corretta e trasparente procedura di assegnazione dei beni immobili confiscati. «Tra gli obiettivi di Libera (che non gestisce beni confiscati) – riferisce una nota - c'è infatti il supporto e monitoraggio per un corretto riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati al fine di dare attuazione alla legge 109/96 promossa dalla stessa Libera venti anni fa attraverso la raccolta di un milione di firme in tutta Italia. I dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati – rende noto Libera -, aggiornati al 31 ottobre 2016, rivelano che nel comune di Crotone sono presenti 19 beni immobili confiscati in via definitiva, 9 dei quali già destinati al Comune e 10 ancora in gestione all'Agenzia. Dal monitoraggio effettuato da Libera ne risultano utilizzati 3. A questo proposito il primo cittadino ha fatto sapere di avere già avviato tutte le procedure per la richiesta dell'assegnazione al Comune dei dieci beni restanti da parte dell'Agenzia».

«La condizione primaria per una gestione trasparente dei beni confiscati - ha spiegato il coordinatore provinciale dell'associazione, Antonio Tata - è la pubblicazione dell'elenco dei beni in possesso dell'Ente sull'albo pretorio on-line, peraltro obbligatoria per legge, corredato da tutte le informazioni relative all'ubicazione, alle condizioni, all'eventuale utilizzatore ed alle finalità dell'utilizzo. Oltre a questo proponiamo l'approvazione di un regolamento specifico che disciplini le modalità di assegnazione dei beni, che renda chiara e trasparente ciascuna procedura, che aiuti a dare una risposta più precisa e coerente all'interesse manifestato dal Comune e che dia la possibilità a tutti di poter concorrere alla richiesta del bene in oggetto». Un suggerimento che, ha spiegato Pugliese, «è in pieno accordo con le esigenze dell'Amministrazione comunale, e in particolar modo dell'assessorato alle Politiche sociali. Abbiamo, infatti, recepito le richieste ed esigenze manifestate in materia da diverse associazioni, e quindi condividiamo in pieno il percorso proposto da Libera». Nei prossimi giorni, dunque, si procederà a concordare e stilare un regolamento comunale che disciplini la concessione dei beni immobili confiscati; tale regolamento dovrà poi essere discusso in commissione e approvato dal Consiglio comunale. Tra gli altri suggerimenti avanzati da Libera ci sono anche seminari di formazione sul tema rivolti in modo specifico ai funzionari dell'Ente; concorsi di idee banditi dal Comune sullo specifico utilizzo di alcuni beni immobili per rispondere a precise esigenze sociali; giornate di visita ai beni confiscati in cui i soggetti interessati a partecipare all'eventuale concorso di idee possano visionare nel dettaglio condizioni e caratteristiche dei beni stessi.

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