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Venerdì, 21 Giugno 2024

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libera studenti«Come tutti gli anni - scrive Angelo Ragusa, responsabile per la cultura del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani - anche questo 21 marzo sarà celebrata la giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La manifestazione, organizzata dall'associazione "Libera", fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, è giunta alla sua XXII edizione. Per lo svolgimento della manifestazione - rende noto il comunicato - la città prescelta sarà Messina, una città che ha pagato e continua a pagare un altissimo prezzo per la stratificata presenza mafiosa in tutto il suo territorio. Ma a differenza degli altri anni, la giornata dei Ponti di memoria, luoghi di impegno, si svolgerà in contemporanea in moltissimi altri luoghi in Italia, in modo da vivere il 21 marzo in maniera diffusa su tutto il territorio nazionale».

 

«Ai partecipanti - spiega la nota - verrà chiesto di concentrarsi in modo particolare nella propria Regione, non solo per ricordare le vittime innocenti della mafia, ma per fare il punto sulla lotta al crimine organizzato anche sul proprio territorio, nella propria città. Il ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie non si manifesta soltanto nella celebrazione di una giornata, ma attraverso un percorso che consisterà nel raccogliere la memoria di una delle vittime innocenti. L'associazione "Libera", infatti, propone alle scuole che aderiscono al 21 marzo di Messina di adottare il nome di una vittima della criminalità organizzata. La sua storia di vittima innocente sarà oggetto di ricerca e di approfondimento da parte degli alunni dei docenti; e gli elaborati e i materiali realizzati faranno rivivere la memoria di quella persona come simbolo di unione e consapevolezza nello spazio del proprio territorio. Le scuole che vorranno aderire, attraverso l'apposita scheda di adesione, o che vorranno partecipare ad una delle numerose iniziative territoriali, riceveranno da parte delle segreterie organizzative l'indicazione per un nominativo da adottare. Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina diritti umani esprime apprezzamento per tale iniziativa, capace di creare un ponte simbolico che unisce la memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie ed invita le scuole di ogni ordine e grado a diffondere ed eventualmente aderire a questa lodevole iniziativa».

 

 

 

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«Libera - riferisce una nota dell'associazione fondata da don Ciotti - si è costituita parte civile nel processo denominato "Kyterion" [LEGGI ARTICOLO] che si sta svolgendo davanti al Gup di Catanzaro Carlo Saverio Ferraro, contro le cosche del Crotonese, che vede 29 dei 51 imputati dell'inchiesta ammessi al rito abbreviato. L'atto - informa la nota - è stato depositato questa mattina dai legali di Libera nel corso della prima udienza davanti al giudice. Dopo la discussione nella quale le difese hanno opposto eccezioni, il giudice per l'udienza preliminare Ferraro, al termine della camera di consiglio, ha deciso di ammettere l'associazione Libera quale parte civile nel processo. Libera - commenta la nota - persegue l'attività di "partecipazione e presenza responsabile" nei territori per l'affermazione della cultura della legalità e di denuncia della presenza nel territorio delle organizzazioni mafiose, che rapinano risorse e impediscono la crescita culturale, economica, civile e sociale di un territorio».

 

 

 

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Sabato 17 ottobre, alle ore 9, presso il teatro Apollo di Crotone, si terrà la settima giornata della legalità "Buon compleanno Dodò" organizzata dalla neonata associazione "Dodò Gabriele" insieme a "Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie". Sarà una mattinata dedicata al piccolo Dodò che il 17 ottobre avrebbe compiuto 17 anni. I genitori vogliono festeggiare questo compleanno insieme ai ragazzi delle scuole. La giornata infatti sarà animata dagli studenti delle scuole di Crotone, Petronà, Tropea e Lamezia Terme. Tra gli ospiti della mattinata Nando Dalla Chiesa, sociologo e docente universitario, e Gaetano Saffioti, imprenditore di Palmi che da anni vive sotto scorta dopo aver denunciato i suoi estorsori. Sarà una mattinata ricca di eventi per augurare un buon compleanno a Dodò Gabriele.

 

 

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dodo internaManifestazione di 'Libera' con gli allievi delle scuole calcio calabresi nel giorno dell'omicidio di Dodo'.

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Domani (6 giugno) anche a Crotone verrà celebrata la Giornata nazionale della dignità e per il reddito. «Libera e Gruppo Abele - informa una nota - sostengono che vi sia la necessità di una misura nazionale di reddito minimo o di cittadinanza, per prevenire il rischio di impoverimento delle persone e contrastare le mafie e la corruzione. La misura è rivolta a coloro che già sono in una condizione di povertà economica, a coloro che in un dato momento della loro vita si trovano nella condizione di non poter lavorare o che hanno un reddito che non permette loro di vivere una vita dignitosa, o che hanno perso i benefici degli ammortizzatori sociali o che sono in ogni modo al di sotto di una certa soglia economica. Finora abbiamo raccolto oltre 70mila firme online - prosegue la nota - per una buona legge sul reddito minimo o di cittadinanza e siamo riusciti con una mobilitazione dal basso e con centinaia di iniziative a convincere una fetta consistente di parlamentari. Una maggioranza parlamentare per raggiungere l'approvazione del reddito minimo o di cittadinanza comincia ad essere possibile. Ma abbiamo bisogno di intensificare la nostra mobilitazione. Per questo il 6 giugno - entra nel merito la nota - sarà la giornata nazionale della dignità e per il reddito e per questo anche a Crotone il coordinamento provinciale di Libera allestirà un banchetto dalle ore 17.30 alle ore 21 in via Cristoforo Colombo di fronte al bar Columbus per la raccolta di firme con cui i cittadini si impegnano a sostenere la campagna sul Reddito di dignità promossa da Libera per richiedere la calendarizzazione
in Parlamento di una discussione per l'istituzione di un reddito minimo o di cittadinanza entro la fine di giugno.

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delrio crocifissoEra il 2009 quando l'oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, partecipò alla processione del Santissimo Crocifisso a Cutro. In quel maggio di circa cinque anni fa, Delrio era candidato a sindaco di Reggio Emilia. Nel 2012 era stato poi sentito dalla Dda di Bologna come persona informata sui fatti per chiarimenti sui rapporti tra le comunità calabrese ed emiliana. «Ci pare di dover sottolineare come un politico, pur avveduto e impegnato per l'affermazione della legalità, come Delrio sia stato vittima inconsapevole di quel 'linciaggio mediatico' alimentato ad arte dalle cosche e dai loro complici, tra cui anche alcuni giornalisti». Sono queste le considerazioni che esprime adesso Libera informazione nel Dossier 2014-2015 sulle mafie in Emilia-Romagna che oggi è stato presentato a Bologna. Il dossier si esprime anche in merito all'inchiesta "Aemilia" [LEGGI ARTICOLO] e al ruolo dell'ex sindaco di Reggio Emilia Delrio. E se il 'linciaggio' di cui parla Libera «è successo a lui - si legge nel dossier - spiace doverlo rimarcare, significa che molta strada deve essere ancora percorsa dalla politica di queste terre per cogliere in pieno il senso della minaccia alla civile convivenza che è rappresentata dalle mafie». Dalle carte dell'inchiesta non è emerso nulla di penalmente rilevante a carico di Graziano Delrio. Per il giudizio di Libera, però, «sicuramente c'è stata una sottovalutazione» della situazione da parte di Delrio. L'interessamento al ruolo di Delrio nell'inchiesta, sempre in qualità di ex sindaco, è approfondita ancora nel dossier di Libera quando si fa menzione all'appuntamento chiesto da Delrio all'allora prefetto De Miro per discutere di alcune interdittive antimafia a carico di alcuni esponenti cutresi che lui accompagnò dall'ufficiale di governo. «Contro la prefettura - scrive Libera - le cosche scatenarono un tritacarne mediatico, strumentalizzando la comunità calabrese di Reggio Emilia, e Delrio ci finì dentro», nel tentativo di «comporre esigenze diverse» come i provvedimenti antimafia della prefettura e gli imprenditori calabresi che si lamentavano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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