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Lunedì, 17 Giugno 2024

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La corte d'assise di Catanzaro ha inflitto la condanna all'ergastolo ad Alfonso Diletto, il pensionato 70enne di Cutro, nel crotonese, che l'8 marzo del 2022 ha ucciso l'ex moglie, Vincenzina Ribecco.

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Condanna all'ergastolo per Alfonso Diletto, il pensionato di 70 anni che l'8 marzo del 2022 ha ucciso a San Leonardo di Cutro, nel Crotonese, l'ex moglie, Vincenza Ribecco.

 

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La gelosia per una presunta nuova relazione dell’ex moglie e il disperato tentativo di convincerla a ritornare sui suoi passi proprio nella ricorrenza dell’8 marzo, mentre sui media si rincorrono gli appelli a desistere dagli atteggiamenti violenti. Di contro, la reazione verbale tutt’altro che accomodante della donna, ormai decisa a non tornare più indietro.

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E' stato fermato dai carabinieri, con l'accusa di omicidio volontario, Alfonso Diletto, di 69 anni, ex marito di Vincenzina Ribecco, la sessantenne uccisa ieri sera a San Leonardo di Cutro, nel Crotonese, con un colpo di pistola al petto. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri a conclusione dell'interrogatorio al quale l'uomo è stato sottoposto nel corso della notte nella caserma della Compagnia di Crotone dei carabinieri.

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doncamillo pepponeBRESCELLO (REGGIO EMILIA) - Sciolto per "infiltrazioni mafiose" il Comune di Brescello, in provincia di Reggio Emilia, protagonista delle avventure di don Camillo e Peppone. Lo annuncia la Lega Nord in Regione Emilia-Romagna secondo cui "lo scioglimento per mafia è una vittoria di Ln che da anni sta conducendo una battaglia per la legalità". "Ora aria pulita a Brescello, siamo pronti a collaborare col commissario, come già fatto con la commissione prefettizia", scrive l'attivista antimafia del Carroccio Catia Silva, consigliera comunale di Brescello.

 

"Il commissariamento - prosegue Silva - è il riconoscimento di oltre dieci anni di lavoro svolto dalla Lega Nord che per prima fiutò il rischio infiltrazioni e denunciò i casi. Ricordo che fin dal 1999 venne l'europarlamentare Mario Borghezio per denunciare le infiltrazioni 'ndranghetiste nel Comune".

 

Secondo Gianluca Vinci, segretario della Lega Emilia: "Grazie alla sue interrogazioni e ai suoi articoli sulla stampa, Catia da me nominata responsabile legalità della Lega Emilia, ha portato alla luce il sommerso sistema Brescello, pagando a duro prezzo, subendo numerose intimidazioni tra le quali incendi, danneggiamenti e non da ultime minacce aggravate dalla finalità mafiosa, da parte di cinque personaggi, tra i quali, in primis, spicca Alfonso Diletto, ritenuto uno dei cinque esponenti emiliani della 'ndrina, attualmente al 41bis nell'ambito del processo Aemilia e sotto processo a Bologna per le minacce alla Silva a partire dagli anni 2009-2010".

 

Sul punto interviene anche Alan Fabbri, capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna: "Ricordo la campagna elettorale del 2014, quando fummo di fatto allontanati da un bar di calabresi, in pieno centro paese, per la nostra appartenenza alla Lega Nord. Certe scene non si dovranno mai più ripetere nel paese che ci piace ricordare come quello di don Camillo e Peppone. Vogliamo una regione libera dalle mafie, libera dalle compromissioni. L'impegno di Catia e della Lega Nord sia modello ed esempio per tutti i partiti: per liberarsi dalla criminalità organizzata servono schiena dritta e nessun compromesso".

 

 

 

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