Lunedì, 10 Agosto 2020

 

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confial segreteria provinciale crotone«Procede spedita – informa una nota – l'opera organizzativa della Confial (Confederazione italiana autonoma lavoratori) nella provincia di Crotone. Si è insediata infatti la segreteria provinciale alla presenza di Alessandro Rossano, membro nazionale e direttore regionale dell'Enasc (Ente nazionale di assistenza sociale ai cittadini) presente a Crotone con oltre 10 anni di attività. All'insediamento dell'organismo direttivo hanno partecipato Antonio Carella (segretario provinciale) Chiara Clausi, Teresa Rocca, Carmela Cistaro, Giuseppe Spagnolo, Mimmo Arena, Franco Iona, Tricoli Giuseppe, Salvatore Rossano. Insieme hanno assunto l'incarico di seguire le tante problematiche del lavoro con un approccio moderno per la tutela dei diritti del lavoro e la qualità della vita. I lavori sono stati aperti dal segretario provinciale Antonio Carella che ha tracciato le linee programmatiche della Confederazione, arricchite poi dai vari interventi susseguitesi nel corso della segreteria.

confial segreteria provinciale crotone2Gli argomenti trattati sono stati vari tra cui la precarietà sociale in cui versano i lavoratori e i cittadini crotonesi. È stato evidenziato come, da lungo tempo ormai, il Crotonese sia imprigionato in una morsa di degrado che non ha precedenti. A tal proposito gli interventi sono stati indirizzati su temi come la precarietà del lavoro, l'arretramento dell'economia, ma soprattutto è stata posta l'attenzione sul sistema "incerto" delle infrastrutture (porto, aeroporto Fs, ss.106) tra le cause più importanti di arretramento per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Non di secondo piano sono stati gli interventi che hanno posto l'accento sulle condizioni di salute dei cittadini che accusano malattie derivanti da questioni ambientali. A tal proposito si è espressa la posizione contraria all'insediamento di altre discariche di rifiuti pericolosi sul nostro territorio già sovraccarico d'inquinamento derivante dal dismesso sito industriale mai bonificato nonostante gli specialisti abbiano lanciato da tempo l'allarme della pericolosità che incombe sulla città di Crotone. La chiusura dei lavori è stata affidata al dottor  Alessandro Rossano il quale ha assicurato la sua presenza su Crotone, dati gli impegni nazionali, ma soprattutto ha tenuto a rimarcare il suo dovere attraverso Enasc per offrire adeguati servizi di assistenza sociale a tutti i cittadini e a difesa dei loro diritti».

 

 

 

 

 

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antonio carella confial«Infrastrutture al collasso». È quanto scrive Antonio Carella in qualità di segretario generale provinciale della Confial di Crotone.
«Il sistema portuale di Crotone – si legge nel comunicato – è morto e sepolto nelle acque torbide ed inquinate del mare Ionio. Sembra non accorgersene nessuno tranne qualcuno che passeggiando lungo le sue banchine nota con grande dispiacere l’assenza dei grossi bastimenti che approdavano nel passato. C’era un pullulare di attracchi che davano vita ad una economia sufficiente per dare un salario a migliaia di lavoratori.
Sì, è vero, la caduta dell’economia locale è avvenuta per cause imprevedibili come il repentino smantellamento del sito industriale la cui conseguenza ne ha causato il rallentamento dell’operosità. Presi di sorpresa la classe dirigente non ha saputo reagire e non è riuscita a creare i presupposti per attivare una strategia alternativa atta a sopperire ai contraccolpi di una così grave crisi. Per strategia s’intende l’intercettazione delle opportunità commerciali e turistiche per ricreare una nuova identità lavorativa alle maestranze rimaste senza occupazione e quindi favorire allo stesso tempo anche gli operatori portuali rimasti in balia delle onde.
Anche quest’ultima categoria ha bisogno di una cambiamento di mentalità: rimettere in gioco le posizioni consolidate nel tempo non vuol dire perdere il lavoro, ma l’innovazione va programmata acquisendo nuovi servizi in visione di una capacità evolutiva più larga e qualificata. Solo così si potrà pensare a una compagine complessiva di moderni imprenditori di cui ha necessità il mercato.
In materia, fa specie l’ultimo fallimento politico registrato con la chiusura per adeguamento alla nuova normativa della società Marina di Crotone Spa struttura giuridica che fa ben sperare per un nuovo piano di sviluppo a favore dell’imprenditoria locale. Stessa cosa è successo per le società di Stu Porto e Stu Stazione! E che dire poi dello scadente interesse dell’Autorità portuale di Gioia Tauro che ha trascurato, più di quanto si possa pensare, il nostro porto. Non ha saputo svolgere il ruolo che gli compete facendo sentire una lontananza di chilometri e chilometri nonostante avesse la sede in Calabria. Testimonianza ne è l’approvazione del piano regolatore portuale. Tutti strumenti operativi indispensabili al rilancio economico soppressi. Questo si chiama autolesionismo!
Ignorando queste vessazioni, si va a consegnare l’aeroporto alla Sacal nelle mani di chi prima ci ha scippato l’aeroporto portandoselo a Lamezia Terme, con la scusa della centralità calabrese, per poi far perdere l’interesse della viabilità da e per Crotone rimanendo isolati dal resto della Calabria e del mondo. E ancora, nonostante gli sforzi iniziali di Cciaa e Comune di Crotone, in solo due amministrazioni sono arrivati, tra attese e abbandoni, a chiudere una struttura che aveva il compito strategico di governare i processi di rilancio dell’infrastruttura più importante presente sul territorio. Di questi argomenti non ne parla più nessuno, né partiti né istituzioni, mentre la società civile fa quello che può, ma poi è costretta a fermarsi in quanto difetta di competenza.
Sul Nucleo industriale (Corap) poi c’è da stendere un velo pietoso! Da sempre braccio armato del Comune, per la programmazione e attuazione di iniziative imprenditoriali, in poco tempo è stato depotenziato dai servizi di sua competenza, e quindi mancanza di autosostegno, finendo col mortificare le professionalità esistenti in organico alla struttura. Addirittura sono arrivati al punto di non percepire lo stipendio da alcuni mesi. Le speranze si erano aperte con l’avvento della nuova amministrazione, ma poi finì miseramente nell’attuazione del suo programma, nonostante avessero annunciato durante la campagna elettorale l’impegno di mettere tra le priorità il rilancio del sistema diportistico.
Eppure, altri porti turistici del Mediterraneo avevano dato la disponibilità a investire milioni di finanziamenti su Crotone senza chiedere l’aiuto delle istituzioni pubbliche. A questo misterioso insuccesso dovrebbero rispondere coloro che hanno tenuto rapporti con questi imprenditori stranieri. Ci si chiede: come mai alla fine costoro hanno disatteso un’occasione così ghiotta? Tutto tace e nessuno spiega come sono andate le cose di questo ennesimo fallimento. Si continuano a perdere occasioni d’oro per creare posti di lavoro. Ormai com’è noto che le istituzioni pubbliche non possono più accogliere personale perché già saturi e allora occorre pensare a creare posti di lavoro attraverso le iniziative private incentivandole con finanziamenti mirati.
Per dare sfogo alla ad un piano strategico di sviluppo ci sono tutti i presupposti partendo dalla bonifica dell’area industriale e del porto a ciò si aggiunga una specifica rivisitazione urbanistica dal centro storico fino ad arrivare alle foci dell’Esaro. Coinvolgendo a pieno la parte marittima della città, oggi divisa in due da una barriera invisibile e non fruibile ai cittadini. E ancora si pensi alla bonifica dell’area Sensi tra il porto nuovo e quello vecchio per dare vita ad iniziative del tempo libero e culturale. Sono Invece due entità indipendenti. Nelle città marine più importanti del Mediterraneo risultano armoniosamente legate tra di loro traendone il massimo profitto.
Si nota poi la mancanza di un piano d’intesa tra le istituzioni nonostante più volte in linea politica tra di loro, giusto per attuare un piano di sviluppo da far convergere idee e risorse. L’attesa è logorante!
Quanti posti di lavoro si sarebbero potuto creare in questi anni ragionando sui servizi soprattutto portuali ed altri ancora. Non c’è bisogno di fare l’elenco della lavandaia per sapere quante cose si possono fare: da tempo si rivendica un indirizzo di sviluppo al Comune padrone e primo attore insensibile del territorio. Finora tutte le amministrazioni succedutesi negli ultimi anni hanno fatto orecchie da mercanti. Destra, centro e sinistra sono sopravvissuti alla giornata. Non c’è necessità di fare l’elenco della lavandaia, ripeto, ma ormai viene facile sapere di cosa ha bisogno quest’area portuale.
È estremamente importante avere una logistica degna di questo nome partendo nell’aver una attrezzatura di movimento merci e di persone moderna ad alta tecnologia con lo sguardo rivolto all’accoglienza e ricovero dei mega yacht da 24 a 120 metri fornendo loro servizi di alta qualità ed allo stesso tempo collegarla all’altra modalità di trasporto che sarebbe quella aerea; non disdegnando di rivendicare fortemente la riattivazione completa della modalità ferroviaria.
E poi fare riferimento ad altre iniziative come la filiera della nautica moderna dei servizi portuali e tante altre trovate che girono intorno ad una azione del sistema portuale e di sviluppo confacente al territorio ed al resto della Calabria.
Purtroppo di questi discorsi in consiglio comunale non se ne discute più. Il consesso civico viene convocato, di amministrazione in amministrazione, solo per ratificare lunghe liste di spese vecchie e nuove. Tutto ciò si svolge in una struttura comunale fatiscente e priva di personale sufficiente e poco riqualificato per dare un servizio di assistenza all’altezza dei cittadini crotoniati».

 

 

 

 

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antonio carella confial«Più che un rilancio politico-amministrativo, il "tagliando" eseguito alla giunta comunale, sembra un'azione disperata per allungare i tempi improduttivamente». Lo dichiara Antonio Carella in qualità di segretario generale della Confederazione italiana autonoma lavoratori (Confial) di Crotone nel rivolgere i suoi «auguri di buon lavoro al nuovo esecutivo nominato dal sindaco Ugo Pugliese». «Molti sono i problemi – commenta Carella – che gravitano sul capo della città e che attendono di essere risolti dal 1993, punto di inizio del declino economico e sociale del Crotonese. Da allora è rimasto sul groppone di Crotone un sito altamente inquinato e una classe dirigente incapace di proporre un nuovo modello di sviluppo. Tre nuovi assessori non rappresentano sicuramente un'adeguata soluzione al rilancio dell'attività del Comune, indipendentemente del valore aggiunto che questi sapranno fornire, se non rientrano in un contesto politico di sviluppo più ampio. Attualmente non esiste una strategia che permette di individuare debolezze e criticità, né una via ben definita per sfruttare le tante risorse naturali presenti nel territorio. Come la scelta, ad esempio, di puntare soprattutto sui beni culturali e paesaggistici, settori importantissimi da rilanciare per creare posti di lavoro. È insufficiente il cammino individuale intrapreso dal singolo amministratore se non c'è una visione globale e di coordinamento. Gli anni passano e nulla si vede all'orizzonte. Il nostro sviluppo deve passare, necessariamente, attraverso tutte le forze istituzionali e sociali, trovando un punto di riferimento nella casa madre delle imprese: la Camera di commercio. È questo il luogo più adatto dove discutere di sviluppo! Gli interessati dovranno inoltre concordare una strategia che parta dalle infrastrutture e pensare al mondo del lavoro in maniera innovativa. Da queste parti siamo in ritardo come al solito su questi temi! Occorre rivolgere lo sguardo a indirizzi lavorativi che diano la possibilità ai giovani di sviluppare idee e progetti per un'adeguata collocazione sociale. C'è poi la necessità, impellente, di un riordino urbanistico di Crotone. Occorre abbattere le barriere invisibili che tengono divisa la città dal resto delle infrastrutture: porto e stazione. Non si spende una sola parola per la ferrovia. Non si parla del costituendo porto turistico dove sono previsti 800 posti barca. Risorse economiche, queste, che potrebbero potenziare lo stesso aeroporto, oggi addirittura finito in mano a Sacal (società già complicata per conto suo). Inesistente poi, l'uso delle conferenze di servizi per erudire la popolazione sul tipo di sviluppo che si vuole perseguire. Di pari, va di moda discutere di progetti da attuare nelle "segrete stanze" e con pochissimi "eletti". Intanto la città continua a languire. Oltre a dare il buon lavoro ai nuovi assessore, dunque, si auspica che siano ''sani ribelli'' rispetto alla politica oscurantista che tiene in ostaggio una città bella e promettente».

 

 

 

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carella diiacovo«"Sbarca" anche nel territorio provinciale di Crotone – informa una nota – la Confederazione italiana autonoma lavoratori (Confial), organizzazione sindacale confederale già presente in 15 regioni e oltre 65 province italiane. È stato infatti conferito l'incarico di segretario generale per la confederazione provinciale di Crotone ad Antonio Carella che vanta una lunga carriera spesa nel mondo, sindacale e delle associazioni di categoria. Carella, 67 anni, è stato componente di vertice del Consorzio di sviluppo industriale e della Camera di commercio. Il conferimento dell'incarico è avvenuto alla presenza del segretario nazionale di Confial, Benedetto Di Iacovo, che gli ha fatto visita questa mattina nella nuova sede crotonese del sindacato sita in via Silvio Paternostro, 47. Qui ha sede l'Associazione nazionale di azione sociale (Anas) di cui Franco Iona è presidente della consulta nazionale, nonché responsabile provinciale su Crotone. Di Iacovo e Carella si sono a lungo confrontati sulle tante problematiche che affliggono il territorio di Crotone, cercando al contempo di fornire un approccio differente sulla questione ambientale, sulle carenze delle infrastrutture e della mobilità, sulla mancanza e precarizzazione del lavoro, proponendo vie innovative allo sviluppo più in generale. In particolare, Carella si è soffermato sulla situazione dei trasporti di cui per anni è stato protagonista durante il boom industriale di Crotone, allorquando era dirigente aziendale di un noto Consorzio di autotrasportatori e che lo ha poi coinvolto a livello sindacale attraverso una sua attività in Cgil. «Sono orgoglioso di aver ricevuto questo incarico – ha detto Carella al segretario nazionale di Confial – perché potrò nuovamente mettere al servizio dei lavoratori e del territorio la mia lunga e fortunata esperienza maturata, sia in campo industriale, che del sindacato e dell'associazionismo. Ci poniamo fin da subito – ha precisato Carella – in maniera collaborativa e sinergica con il lavoro fin qui svolto dalle altre sigle confederali, con l'impegno e la volontà di offrire maggiori spunti per le tante vertenze del Crotonese». Il segretario Di Iacovo, dal suo, ha offerto «massima disponibilità a occuparsi in ambito nazionale, sia per quanto riguarda il nodo dell'ambiente e delle infrastrutture, ma anche e soprattutto per quanto concerne la tutela dei lavoratori e la creazione di uno sviluppo ormai non più non rinviabile per il governo in uno dei territori con i più bassi indici socio-economici». Naturalmente la nuova sede provinciale della Confial, situata nella centrale via crotonese, proprio di fronte all'ufficio postale, grazie a specifiche convenzioni nazionali, sarà dotata sia del servizio fiscale (Caf) che di quello previdenziale di Patronato e di una gamma di convenzioni, attraverso il circuito "amica card" che saranno messi a disposizione degli associati che potranno usufruire gratuitamente di detti servizi e giovarsi degli speciali sconti ottenuti per i propri associati nei circuiti più importanti delle attività dei consumi ai quali sono interessati i lavoratori ed i cittadini. Da segnalare che Confial intrattiene specifiche attività di promozione con la stessa Anas di Crotone di cui è presidente Franco Iona. E' stato, infine, concordato di promuovere a breve una iniziativa pubblica sullo sviluppo locale e l'occupazione, al quale parteciperà e concluderà i lavori lo stesso segretario nazionale di Confial Benedetto Di Iacovo».

 

 

 

 

 

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