Domenica, 24 Gennaio 2021

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«Il dottor Fabrizio Ambrosio – informa una nota – è il nuovo amministratore unico della società “Crotone sviluppo Sp” in house providing del Comune di Crotone».

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È stato pubblicato quest’oggi l’Avviso pubblico per la presentazione di candidature riguardanti la nomina dell'amministratore unico della società "Crotone Sviluppo Spa" in house providing del Comune di Crotone.

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«Nella giornata di ieri, domenica 23 febbraio, l’avvocato Claudia Parise, da me incaricata, ha inviato via pec al Comune di Crotone la “Memoria partecipativa ex art. 10 L. n. 241/1990” in riscontro alla contestazione avanzata dal commissario straordinario, dott.ssa Costantino».

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Avviate le procedure per la rimozione di Gianfranco Turino da amministratore unico della società in "house providing" del Comune, "Crotone svluppo". Il commissario prefettizio del Comune di Crotone, dopo due mesi e mezzo di analisi sulle due partecipate dell'Ente (c'è anche Akrea), ha dato disposizione al dirigente di settore di rescindere il contratto con Turino. Il commissario avrebbe inoltre dato disposizione di pubblicare il bado per reclutare il nuovo presidente di Akrea, dopo la dipartita di Rocco Gaetani (al momento è il componente del cda della società, Raimondo Mancini, a svolgere il ruolo di facente funzioni). Secondo quanto appreso, il commissario non avrebbe valutato positivamente i risultati ottenuti da Turino dopo un anno e mezzo circa alla guida di Crotone sviluppo. Turino era stato individuato come amministratore unico della società in house providing nel giugno 2018 dal sindaco Ugo Pugliese.

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benedetto proto«È apparsa in questi giorni su alcuni organi di stampa la notizia su possibili intrusioni non autorizzate nel computer e nella stanza assegnata in dotazione al funzionario dell'Ente che opera nel settore Personale, Emilio Ape. Quest'ultimo ha infatti denunciato possibili abusi compiuti in tale circostanza da dipendenti della società Crotone sviluppo Spa su dati sensibili». Sono le precisazioni di Benedetto Proto, assessore al Personale. L'episodio – scrive –, esposto in questi termini, potrebbe apparire grave ed ingiustificabile. Mi corre l'obbligo di fare chiarezza e di fornire ai cittadini una informazione completa dei fatti, in maniera da poter rappresentare il quadro complessivo e non distorto dell'accaduto. È opportuno premettere che il dottor Ape, prima di andare in ferie sino al prossimo 31 luglio, giorno antecedente al suo collocamento in pensione, ha ritenuto di non dover eseguire un formale passaggio di consegne della documentazione attinente la gestione del personale, ma ha semplicemente inteso consegnare le chiavi della sua stanza ad un collega.
Come era prevedibile che accadesse, il dirigente del Settore VI, dottoressa Sperlì, al fine di procedere alla predisposizione degli atti conseguenti al piano delle assunzioni, oltre che per ulteriori necessità di servizio, ha regolarmente recuperato la documentazione dalla stanza del dott. Ape attraverso l'ausilio di personale dell'Ente, non compiendo, anche in tale circostanza, alcuna violazione di riservatezza dei dati.
In merito all'episodio riportato su qualche testata giornalistica locale, relativo alla presenza nella stanza del dottor Ape di personale della società Crotone sviluppo Spa, è necessario evidenziare che con determina dirigenziale n. 1756 del 06.09.2018 è stata affidata alla società in House Providing del Comune l'attività di rendicontazione e monitoraggio – Azione A.1.b – nell'ambito del progetto finanziato a valere su Asse 2 del Pon "Inclusione".
Con la successiva convenzione operativa sono state stabilite le modalità di svolgimento del servizio e gli impegni reciproci, i quali prevedono da parte della società Crotone sviluppo Spa la messa a disposizione di personale per l'inserimento di dati di monitoraggio e rendicontazione sulla piattaforma ministeriale e da parte del Comune di Crotone la messa a disposizione di postazioni informatiche per l'inserimento dei suindicati dati.
Nell'assolvimento di tale impegno la dirigente ha inteso impegnare la stanza e la postazione informatica del dottor Ape, ma solo dopo aver richiesto al Ced l'apertura di un nuovo profilo di utenza sul Pc.
Risulta, pertanto, chiaro che quanto accaduto non determina alcuna violazione dei dati contenuti nel Pc dato in dotazione al dottor Ape né tantomeno si è avuto accesso alla posta elettronica istituzionale, per il cui accesso sarebbe stato necessario entrare in possesso delle credenziali individuali, tra l'altro sconosciute anche alla dirigente ai fini dell'opportuna conoscenza di richieste afferenti ad atti e documenti relativi al settore Personale, che continuano a pervenire sull'indirizzo di posta elettronica richiamata.
La segnalazione su presunte violazioni dell'integrità e della riservatezza di dati personali è stata comunque sottoposta al Data protection officer.
In riscontro all'audit tenutosi nella giornata del 27 maggio con il dottor Pasquale Nicolazzo (Dpo), lo stesso ha ritenuto infondato il rischio che si tratti di una situazione che pregiudichi i diritti degli interessati, e pertanto ha disposto di non effettuare alcuna notificazione all'Autorità Garante.
Per ulteriore chiarezza evidenzio come sia inopportuno pensare che "stanze" e "computer" siano di proprietà di un qualsiasi dipendente, ma unicamente assegnati per scopi di servizio, e rimangono pur sempre in carico all'ente.
Tant'è che consolidata giurisprudenza sottolinea che un dipendente, in caso di assenza che si prolunga oltre i 15 giorni, deve lasciare le password di accesso al pc e alla posta elettronica a disposizione dell'ente.
Colgo l'occasione per esprimere una mia considerazione e segnalare come con l'approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale, e con il materializzarsi delle condizioni affinché il Comune di Crotone, finalmente, avvii una consistente politica di assunzioni, siano nate fibrillazioni e sentimenti di incomprensibile contrasto. Come troppo spesso avviene in questo territorio, le potenziali opportunità non suscitano speranza e approvazione, quanto semmai irritazione e disappunto. Tanto era dovuto per amore della verità».

 

 

 

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