Martedì, 22 Settembre 2020

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pedace pugliese turinoIl fatto è certo: il nucleo di Polizia economico-finanziario della Fiamme gialle pitagoriche ha avviato di sua iniziativa un’indagine sulla società in house providing “Crotone sviluppo”. L'attività investigativa è tesa a verificare se sussistono eventuali illeciti in materia di spesa pubblica. Ecco perché lo scorso 21 gennaio, tre finanzieri del nucleo specializzato si sono recati in via Gallucci nella caserma della Polizia municipale dove hanno sede anche gli Uffici del Settore 5 – Attività produttive del Comune di Crotone. Qui i tre militari hanno prelevato tutta la documentazione che va dal 2016 a oggi relativa ai rapporti tra Comune e Crotone sviluppo. Le fiamme gialle si sono fatti consegnare dal funzionario addetto copia autenticata di tutte le delibere di giunta, di consiglio e le determine dirigenziali inerenti l’indagine. Com’è noto il 30 dicembre 2016 (delibera di consiglio numero 186) il Comune di Crotone, già socio, decise di acquisire l’intero capitale sociale di Crotone sviluppo per dotarsi di una propria unità operativa “dedicata” ai finanziamenti comunitari, ma anche deputata a fornire all’Amministrazione «strumenti operativi, competenze e supporti che consentano il raggiungimento di elevati livelli di efficacia, di efficienza e di esecutività nell’accesso ed utilizzo delle risorse comunitarie, nazionali e regionali per il perseguimento degli obiettivi istituzionali di governo». Il 22 marzo 2017 viene così costituita, per trasformazione in società per azioni a totale capitale pubblico la “Crotone sviluppo Spa in house providing” che opera in continuazione della “Crotone sviluppo Scpa” con socio unico Comune di Crotone. Nel mese di novembre del 2017 l’Ente pitagorico trasferisce 127mila euro (attraverso determina dirigenziale) per l’avvio delle attività di Crotone sviluppo. Ne derivò un carteggio tra amministrazione e segretari comunali che si sono avvicendati nel periodo (Bruno Rosaspina e Pasquale Monea) per comprendere limiti e leggi nel rapporto tra scoietà e Comune, ma arrivò anche e soprattutto un ricorso all’Anac avanzato dai consiglieri d’opposizione del M5s. Nel frattempo, avviene un avvicendamento alla carica di amministratore unico della società: il 12 giugno 2018 Gianfranco Turino subentra a Leo Pedace che era entrato nell’esecutivo Pugliese. Il 23 agosto 2018, la giunta comunale, attraverso una delibera trasferisce ulteriori 300mila euro alla società per proseguire nella attività commissionata dall'Ente pitagorico. Dello scorso 21 gennaio, infine, l’indagine avviata d'iniziativa dalla Guardia di finanza.

 

 

 

 

 

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turino gianfrancoGianfranco Turino designato nuovo Amministratore unico della società in house providing del Comune “Crotone sviluppo”. Il sindaco Ugo Pugliese ha firmato il decreto di nomina poco prima dell’ora di pranzo. Tale indicazione arriva in seguito alle dimissioni dallo stesso incarico di Telemaco (Leo Pedace) con nota protocollata lo scorso 31 maggio. Era questo un passaggio fondamentale perché Pedace potesse entrare a far parte della nuova giunta comunale dopo l’azzeramento voluto dal sindaco con decreto recante la firma di ieri. Pedace, di fatti, sarebbe rimasto in carica alla guida dell’azienda fino alla nomina del suo successore, quindi incompatibile. Da qui anche i 10 giorni fissati come termine perentorio per la selezione delle candidature previsto nell’avviso pubblico dello scorso primo giugno che oggi trova quindi una ragione politica alla base della scelta. Turino, 45 anni, già componente negli organi di staff alla Provincia, prima, e al Comune, dopo, dovrebbe avere già nel pomeriggio un primo incontro con la struttura di Crotone sviluppo. A Turino spetta un “compenso annuo pari al 60% di quello spettante al sindaco di Crotone” così come previsto dalla legge.

 

 

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andrea correggia«Fanno pace e noi paghiamo». Così Andrea Correggia, portavoce del MoVimento 5 Stelle Crotone, in merito alla vicenda interna al movimento della Prossima Crotone che ha registrato tra i protagonisti il presidente di Crotone sviluppo Telemaco (Leo) Pedace. «La crisi politica nella maggioranza – incalza Correggia – ha tenuto banco nelle scorse settimane. A capo di questa "mini rivolta", sembrava esserci Leo Pedace, esponente di spicco dei Demokratici ed anche amministratore unico della "società Crotone Sviluppo spa". Misteriosamente, questa "agitazione interna" sembra essersi calmata. Chissà se questa calma apparente è legata al nuovo contratto, da 97.000 euro, stipulato tra Comune e la Società in house. Leggendo il contratto, salta subito all'occhio la durata, cortissima, con scadenza al 31/12/2017, fra meno di due mesi! Cosa dovrebbe fare Crotone Sviluppo in così poco tempo e per un cifra tanto considerevole? Sempre dal contratto, si legge che la Società dovrà predisporre un fantomatico "documento operativo", insomma, un altro libro dei sogni, partendo dal primo presentato da Pugliese in campagna elettorale. Qualcuno potrebbe suggerire di aspettare il risultato per poter giudicare, ma il movimento 5 stelle non resta ad attendere il rigurgito causato dall'ennesimo piatto amaro imposto da questa Amministrazione a danno delle casse comunali. La determina dirigenziale a firma del dottor Domenico Falzetta sarebbe dovuta essere sottoposta al consiglio comunale per le risultanze della sua istruttoria, al fine di acquisire il parere preventivo (di cui all'art. 239 del D.Lgs. n. 267/2000), proprio come indicato dalla delibera di Giunta n.192 del 26 giugno 2017, in cui viene dato l'atto di indirizzo su Crotone sviluppo. Per l'ennesima volta, il consiglio comunale viene depotenziato dalle sue funzioni di organo di controllo e verifica dell'operato della giunta. Cosa fanno i miei colleghi di maggioranza davanti a tutto ciò? Evidentemente, dimenticano il ruolo che i cittadini gli hanno affidato, ed attendono le disposizioni dell'assessore di turno».

 

 

 

 

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corte dei contiControlli sulle partecipate da parte della Corte dei Conti. La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha chiesto al Comune di Crotone e agli altri enti calabresi di fornire la documentazione relativa al “piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie”, “le relazioni sui risultati conseguiti”, “il provvedimento di revisione straordinaria delle partecipazioni”. Tutta la documentazione dovrà essere inviata, tramite pec, entro il prossimo 31 ottobre. Il Comune di Crotone potrebbe avere problemi di regolarità sulla partecipazione alla Sagas, la società nata per la gestione dello scalo aeroportuale di Crotone e partecipata dalla Regione Calabria ed i Comuni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto e su Crotone sviluppo, società di intera proprietà del Comune. Lo scorso 30 settembre la Regione Calabria, nell’ambito delle attività di razionalizzazione delle partecipate, ha deciso di rinunciare alla propria partecipazione alla Sagas. Le quote lasciate dalla Regione, pari a circa il 37% del capitale societario, non sono state acquistate da altri. Che scriverà il Comune di Crotone alla Corte dei conti? Più complessa appare, invece, la vicenda di Crotone sviluppo, società in house proveding. Il 31 luglio scorso l’amministratore unico di Crotone sviluppo, Leo Pedace, “ai fini dell’esercizio del controllo analogo da parte del Comune” ha presentato una relazione sull’andamento societario. In questa relazione emerge una situazione di passività pari a 749.100,64 euro. Passività che viene anche confermata dal verbale del collegio dei revisori dei conti allegato al verbale inviato al sindaco della città, Ugo Pugliese. Sempre nel verbale, Pedace “richiama il socio (il Comune di Crotone, ndr) alle proprie responsabilità” in quanto “il procrastinarsi dei tempi per la stipula di un contratto peggiora il risultato di esercizio”. Crotone sviluppo era stata acquistata dal Comune principalmente per gestire la partita dei fondi comunitari, ma è rimasto una scatola vuota perché l’ente proprietario non ha ancora proceduto a stipulare un contratto per assegnare le attività di cui la società deve occuparsi. Non svolgendo attività e avendo dei dipendenti la società produce spese senza avere incassi. Una situazione che sicuramente non sarà gradita dalla sezione regionale della Corte dei Conti che ha deciso di entrare nel merito delle spese che gli enti pubblici affrontano con le partecipate. Tra l’altro, come evidenzia Pedace nella sua relazione, il Comune non ha nemmeno proceduto a ripianare il debito prodotto con un aumento di capitale.

 

 

 

 

 

 

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ritiro determina crotone sviluppoÈ un vero e proprio “pasticciaccio” quello che si sta consumando attorno a Crotone Sviluppo. È di oggi, infatti, la determina dirigenziale (la numero 1538) che revoca in autotutela un precedente provvedimento del 24 luglio scorso (la numero 1506), recante “Affidamento a Crotone Sviluppo Spa in-house providing delle Attività di assistenza tecnica dirette all’implementazione ed attuazione del documento di di programmazione economico-finanziaria dell’Ente mediante servizi strumentali alle funzioni dell’Ente comunale e di supporto alle attività ordinarie dei Settori, al fine del perseguimento degli obiettivi istituzionali”. L’affidamento di alcuni servizi connessi al bilancio alla partecipata del Comune era stato tra l’altro inserito anche come punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale del 31 luglio, salvo poi essere ritirato in fretta e in furia nel corso di questa settimana, dopo essere comunque passato in commissione. Adesso il dirigente facente funzioni del Settore 5 (Attività produttive) responsabile del procedimento, lo stesso che ha prodotto entrambe le determinazioni, ha deciso di ritirare in autotutela il provvedimento «a seguito di un successivo e più accurato esame dell’istruttoria complessiva e della documentazione acclusa in allegati alla citata determinazione dirigenziale n. 1506/2017, trattandosi peraltro di materia alquanto complessa» perché «si è rilevato che la stessa risulta imprecisa, incompleta, carente in alcune parti e ridondante in altre e, comunque, non sufficientemente esaustiva». La spiegazione può rintracciarsi quasi certamente nel richiamo formulato ieri dal segretario generale dell’Ente, Bruno Rosaspina, che, in qualità di responsabile dell’anticorruzione, aveva intimato a giunta e dirigenti a non presentare all’attenzione del consiglio «argomenti non completi della dovuta istruttoria dei dirigenti, del collegio dei revisori nonché non depositati almeno due giorni prima per l’esame del segretario generale». La legge consente, ovviamente, il ricorso al ritiro in autotutela dei provvedimenti amministrativi, ma sullo sfondo restano due interrogativi: perché il dirigente facente funzioni ha emanato quella determinazione senza valutare queste sacrosante perplessità? E qualora il punto fosse passato al vaglio del consiglio, in cosa sarebbero incappati i consiglieri comunali che lo avrebbero votato?

 

 

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crotone sviluppo akreaMare in tempesta per i naviganti del Comune di Crotone. Ai problemi già scoppiati si aggiungono patate bollenti rappresentate da due punti che erano stati posti all’ordine del giorno del consiglio comunale, convocato per il prossimo 31 luglio: adeguamento dello statuto di Akrea; affidamento delle attività a Crotone sviluppo. La legge Madia, che entra nel merito delle partecipate, impone ai Comuni di mantenere in vita le società che si occupano di una sola attività. L’Akrea, al momento, si occupa di raccolta rifiuti, verde pubblico, strisce blu e affissioni. Di queste attività ne deve mantenere una sola (la principale), che è rappresentata dalla raccolta dei rifiuti. La legge, quindi, impone il taglio delle altre attività. Non sarà una rinuncia indolore considerato che c’è da porsi il problema della ricollocazione dei 12 lavoratori del verde pubblico, degli undici delle strisce blu e dei tre dell’affissione. Il problema è serio perché a meno che non si trova un escamotage per inserirli nell’attività della raccolta dei rifiuti dovranno essere licenziati o ricollocati in altri ambiti. I tempi che l’amministrazione comunale si è data per affronta il problema sono ristretti e rischiosi. Prima dell’1 agosto deve essere completato un iter procedurale che prevede l’approvazione del regolamento da parte del consiglio comunale, il passaggio da un notaio e la decisione del Consiglio di amministrazione della società. I tempi sono più stretti di quello che si pensa, perché il consiglio comunale si riunisce alle ore 18 ed entro la mezzanotte (sei ore) tutti i tasselli dovranno essere collocati al punto giusto. A mezzanotte scade il tempo e c’è il rischio che possa saltare tutto, cioè che AKrea venga cancellata. Il presidente della società, Rocco Gaetani, ha comunque convocato per il 31 luglio il Cda ed è tutto quello che poteva fare. In verità Gaetani aveva già lavorato all’elaborazione del regolamento e lo aveva trasmesso all’amministrazione comunale nel lontano mese di ottobre del 2016, perché in un primo tempo la legge Madia doveva andare in funzione l’1 gennaio 2017. Da ottobre sono passati dieci mesi e l’amministrazione comunale non si è occupata del problema mettendo a rischio 99 posti di lavoro. Ammesso che l’operazione venga portata felicemente in porto e tutti i 26 lavoratori o parte di essi saranno assunti dall’Akrea , in quale parte del bilancio si prenderanno i soldi per pagare i loro salari? Facciamo l’esempio dei 12 lavoratori del verde pubblico, che sino ad oggi sono stati retribuiti con 450.000 euro all’anno presi dalle royalties del metano: se dovessero essere assorbiti direttamente dall’Akrea costeranno di più perché scatterebbe l’adeguamento e non si potrebbe più attingere a quei fondi per retribuirli (dovranno essere pagati con le bollette dei cittadini). La stessa cosa vale anche per gli altri 14 lavoratori. C’è ritardo. E’ stato, poi, ritirato il punto che prevedeva l’assegnazione a Crotone sviluppo delle competenze (lo avevamo anticipato ieri parlando di “sussurri”) [LEGGI ARTICOLO]. Anche per Crotone sviluppo c’è un problema e cioè ha finito i soldi e sta producendo debiti e se non viene messa nelle condizioni di presentare parcelle per il lavoro svolto dovrà essere messa in liquidazione. Sarebbe un altro fallimento. Che ne pensa della situazione l’amministratore unico, Leo Pedace, che per molto meno si è dimesso dal cda di Akrea? Conoscendolo siamo certi che non passerà molto tempo e farà sentire la sua voce.

 

P.S. Chiedo scusa ai lettori per la divagazione. Caro Enzo Sculco, questa giunta continua a dimostrare limiti, lascia da parte il tuo orgoglio e prendine atto. Ascolta la voce della città che ti ha dato tanto fiducia. Per favore, sì hai capito bene ti sto chiedendo un favore, spiega a quell’area del tuo movimento nostalgica dei manganelli, che non sto facendo il toto-assessori.

 

 

 

 

 

 

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