Martedì, 22 Settembre 2020

PRIMO PIANO NEWS

portici restaurati«Alcuni articoli apparsi su siti web e su organi di stampa e di diffusione, mi hanno indotto a produrre il presente testo con il solo obiettivo di fare informazione e di scongiurare la possibilità di generare, specialmente nei giovani che leggono e si formano sul nostro territorio, una visione storica distorta su uno dei salotti buoni della nostra città, ossia "Il Porticato di Piazza Pitagora"». È quanto scrive in una nota stampa Giuseppe Germinara, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Crotone.
«Tutto nasce – spiega l’ingegnere – dalle critiche pubbliche, mosse ai lavori tutt'ora in corso sul porticato, di cui il sottoscritto è il responsabile del procedimento e l'architetto Ferrante dell'Ufficio tecnico del Comune di Crotone è il direttore dei lavori. Per fare come dicevo precedentemente informazione basta semplicemente a mio avviso conoscere la città dove si vive e naturalmente respirarne la storia».
Germinara ricorda che: «i portici hanno subito negli anni diversi rimaneggiamenti e per come riportato su tanti documenti storici, sono stati, a più riprese, rivestiti con lastre di marmo con intonaci e anche pitturati con rese cromatiche diverse. Lo stato dei luoghi attuale, ancora visibile sulla parte più consistente ossia su viale Regina Margherita, restituisce inequivocabilmente colonne con rivestimento, in più punti mancante a ricoprimento delle parti in pietra».
«L'ultimo intervento che il porticato ha avuto – riferisce il dirigente – risale al 1985, in pratica con una Delibera di giunta e precisamente la 1119 dell'ottobre 1984 veniva affidato uno studio preliminare per il consolidamento statico del portico che prevedeva per come illustrato nelle immagini seguenti sia l'inserimento di barre e cordoli armati sia la iniezione con malte cementizie. Ovviamente la superficie esterna degli elementi per non avere a vista l'acciaio è stata rivestita con un intonaco. Sugli elaborati è chiaramente riportato che "l'intervento di consolidamento del colonnato era costituito da iniezioni di cemento semplice o armato e che l'attività propedeutica da svolgere era l'asportazione dell'intonaco sulle parti murarie successivamente da ripristinare"».
progetto porticiprogetto portici2«Naturalmente le attività previste in progetto – continua Germinara – non potevano eludere il rifacimento del rivestimento anche per evitare di avere a vista le barre di armatura e gli inevitabili tubi colorati usati all'epoca per iniettare le malte. Tale evidenza è stata posta naturalmente alla base di chi ha redatto il nuovo progetto in quanto, per come testimoniano le foto di seguito riportate, le barre e i tubi di iniezione sono sempre presenti e quindi sempre da ricoprire».
portici deteriorati«Pertanto, il nuovo progetto – entra nel merito il dirigente – attualmente cantierizzato, al fine di ripristinare lo stato delle superfici originario attraverso l'uso di materiali idonei e compatibili ha previsto il rifacimento dell'originario ricoprimento il quale non ripropone le effettive superfici di discontinuità dei conci ma, presenta, delle incisioni superficiali ottenute oggi, riscrivendo sulla malta fresca il disegno del preesistente giunto prodotto all'epoca del primo intervento. Il tutto ovviamente non per diletto dei tecnici ma per ripristinare l'originario impianto».
«In chiusura è necessario e doveroso – incalza l’ingegnere – segnalare che ovviamente, a differenza di come in modo distorto è stato segnalato, il progetto in discussione è stato da chi mi ha preceduto assoggettato all'iter autorizzativo previsto dalle norme vigenti, ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie. A dire il vero, per come riportato nella autorizzazione ricevuta dalla Soprintentenza del 17 gennaio 2017, si segnala che la proposta progettuale attualmente in corso di esecuzione, riguarda addirittura interventi su immobili non vincolati».
«A questo punto chi legge – chiarisce Germinara – in modo naturale genererà delle riflessioni e formulerà una domanda ossia: se l'intonaco c'era, se mancando l'intonaco realizzato addirittura nel 1985, avremmo visto barre d'acciaio, se le aree su cui si interviene non sono vincolate, allora perché dare errate informazioni? Risposta: purtroppo io non posso restituirla, posso solo formulare piena disponibilità, da parte mia e dell'Ufficio che dirigo per fare invece informazione, offrendo tutto il tempo necessario insieme al direttore dei lavori per illustrare il passato e il presente del porticato di piazza Pitagora».
«Il tutto naturalmente – conclude – sempre per fare in modo che i giovani che rappresentano il nostro futuro, possano leggere notizie vere, suffragate da fatti oggettivi e prive di strumentalizzazioni che sicuramente non portano luce alla nostra città. Come sempre, disponibile ad ogni ulteriore chiarimento e confronto».

 

 

 

 

 

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bernardino limina mongelluzzi affidatoLa cornice del quadro della Madonna di Capocolonna risplenderà di nuova luce: l’orafo crotonese Michele Affidato lavorerà sulla cornice che custodisce la sacra Effige.

«Quest’anno – informa una nota – ricorre un evento storico per la comunità crotonese: il 500° anniversario del ritrovamento della Tela che ricade nel Settennale della Festa della B.V. Maria di Capocolonna. Un mese, quello di maggio, da sempre vissuto in maniera molto sentita dal popolo crotonese, devoto alla Vergine di Capocolonna. In questo mese mariano saranno diverse le iniziative di carattere culturale all’insegna della tradizione, molte delle quali sono state presentate nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la Basilica Cattedrale di Crotone».
«In occasione – informa ancora la nota – di questo evento storico, sotto la supervisione del rettore della Basilica cattedrale don Serafino Parisi, del rettore del Santuario di Capocolonna don Bernardino Mongelluzzi e del presidente del Capitolo cattedrale di Crotone Pancrazio Limina, il maestro orafo Michele Affidato ha ricevuto l’incarico di portare a nuova luce la cornice che custodisce la preziosa tela della Madonna di Capocolonna che nel tempo si è ossidata. L’orafo crotonese non è nuovo a questi interventi, come si ricorda nel 2013 aveva già restaurato il Quadricello su mandato del Capitolo Cattedrale. Ma per celebrare il 500esimo Affidato ha anche pensato di realizzare una medaglia commemorativa, un omaggio al culto e alla venerazione verso la Vergine Maria di Capocolonna. Con la medaglia, realizzata in argento 925° fronte-retro a rilievo, ha inteso raffigurare la tradizione secolare del pellegrinaggio, segno di fedeltà e devozione del popolo crotonese, che da secoli si reca sul promontorio di Capocolonna all’antico Santuario dove sino al 1 Giugno del 1519 l’icona della Madonna era custodita. Tornando invece alla cornice della Madonna, il prossimo 30 aprile alle ore 18,00 quando si spalancheranno le porte della Basilica Cattedrale di Crotone per l’avvio del mese mariano, La Madonna di Capocolonna si presenterà alla città con una nuova luce. “Non è mai facile approcciarsi ad un lavoro come questo - commenta Michele Affidato - quando hai tra le mani la Storia di un popolo ricco di tradizione come il nostro, così com’è la Madonna di Capocolonna, è sempre qualcosa di straordinario. E’ un lavoro questo che vivo con particolare sentimento di devozione e venerazione verso la Mamma e Patrona dei crotonesi, lo farò gratuitamente come dono alla Madonna ed alla mia città. Nella ricorrenza di questo 500° anniversario che conferma la devozione del nostro popolo nei confronti della Madonna nei secoli, possa la Vergine Maria essere il faro di noi crotonesi e guidarci in tutti i momenti della nostra vita”, conclude Affidato».

 

 

 

 

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castello aereo«Il progetto di restauro del Castello di Crotone – informa la senatrice del M5s Margherita Corrado –, inserito nel Pon “Cultura e sviluppo” 2014-2020 con un finanziamento di 3 milioni di euro a valere sui fondi strutturali europei Fesr, non è stato validato dal ministero dei Beni culturali, perché giudicato inadeguato al livello definitivo richiesto per attivarlo. È quanto emerge dall’incontro che la senatrice Margherita Corrado ha avuto lunedì 14 maggio con il direttore del servizio di programmazione strategica nazionale e comunitaria del segretariato generale, Dora Di Francesco. La dirigente ha tuttavia assicurato il proprio impegno perché nei prossimi mesi si pervenga ad un’adeguata progettazione definitiva mediante gara internazionale. Lo impongono sia le condizioni critiche del monumento, giustamente inserito dal Mibact tra gli attrattori di rilevanza strategica ma da oltre vent’anni abbandonato a sé stesso e perciò bisognoso di interventi urgenti che ne assicurino la messa in sicurezza, sia la necessità di procedere celermente alla bonifica della fortezza. Com’è ormai noto, infatti, l’uso di tenorm come riempimento vi genera i livelli di radioattività superiori al fondo naturale che recentemente hanno imposto la chiusura al pubblico della fortezza, necessaria fino alla rimozione dei fosfogessi. Questi e le altre fonti di inquinamento ambientale presenti in città e nell’area industriale dismessa non possono essere ulteriormente tollerati. Devono essere rimossi, sistematicamente e in tempi ragionevoli, per assicurare la salute della popolazione crotonese, diritto costituzionalmente garantito a tutti i cittadini italiani».

 

 

 

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leo club«Anche il Leo Club di Crotone - è scritto in un comunicato - ha preso parte al movimento cittadino delle associazioni di supporto alla chiesa di Santa Chiara [APPROFONDISCI]. Lo scorso 7 febbraio - riferisce il comunicato - una rappresentanza del Club, guidata dal presidente per l'anno sociale 2015 - 2016 Federico Ferraro, ha donato l'assegno simbolico dell'importo di 150 euro al parroco don Giovanni Barbara, per il restauro della complesso monastico del XV secolo, situato nel centro storico della città di Crotone. L'iniziativa promossa dal Leo Club rientra nel più vasto progetto distrettuale, Leo citizen "Territori in movimento", finalizzato alla individuazione e valorizzazione di tematiche o problematiche di interesse pubblico o, ancora, alla valorizzazione di beni pubblici di pregevole interesse storico. Il progetto - spiega la nota - si è articolato in una prima fase, che ha riguardato l'individuazione dell'ambito di intervento, e in una secondo step, teso alla realizzazione del supporto economico al bene storico individuato. Nel mese di aprile, sempre il Leo Club di Crotone, ospiterà un altro momento importante legato al Leo Citizen, che riguarderà tutto il distretto 108 Ya, composto da Calabria, Basilicata e Campania. L'iniziativa - conclude il comunicato - questa volta sarà dedicata ad una problematica locale irrisolta».

 

 

 

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santa margherita collage«Un luogo storico - riferisce una nota del Comune - viene restituito, dopo una delicata opera di restauro e riqualificazione, alla comunità cittadina: la ex chiesa sconsacrata di Santa Margherita. Un edificio posto nel cuore del centro storico che l'amministrazione Vallone ha recuperato per assegliarle un ruolo importante. L'inaugurazione - informa il comunicato - è avvenuta questo pomeriggio in concomitanza con un importante seminario organizzato dall'Ordine degli Architetti a sottolineare la nuova "vita" dell'edificio che diventa sala polifunzionale per mostre, convegni e iniziative culturali ma anche la stretta sinergia tra l'Amministrazione comunale ed il mondo degli ordini professionali. Erano presenti all'inaugurazione, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti degli ordini professionali cittadini, l'assessore all'Urbanistica Sergio Contarino e la dirigente di settore Elisabetta Dominijanni che ha coordinato il pool di tecnici che hanno eseguito il restauro ed il recupero dell'antico edificio. Un programma di lavoro accurato - sottolinea la nota - che non si è limitato solo al restauro conservativo e riuso della chiesa sconsacrata di S. Margherita, ma anche al recupero urbano dell'area circostante la chiesa, mediante interventi di riqualificazione della viabilità con la realizzazione delle reti dei sottoservizi, principalmente pubblica illuminazione, rete acque bianche e rete idrica. Un intervento strutturato in più fasi. La prima operazione - spiega la nota - è stata quella della messa in sicurezza della struttura dal suo punto di vista statico. Si è proceduto, quindi, con lo smantellamento della copertura esistente, in quanto, il dissesto del manto di copertura e le conseguenti infiltrazioni di acqua piovana avevano causato il degrado di alcune degli elementi portanti della copertura. Una volta messo in sicurezza l'edificio - quindi entra nel merito il comunicato - si è proceduto al consolidamento murario di parte della muratura. In particolare si è effettuato un intervento di consolidamento tramite iniezioni di miscela a base di cemento e applicazione di rete elettrosaldata sia in corrispondenza della muratura del presbiterio in comune con l'edificio contiguo, sia in corrispondenza della porzione di muratura della chiesa che corrisponde al prospetto est e che collega lo spigolo dell'edificio contiguo con la facciata della chiesa. Particolarmente accurato e delicato è stato l'intervento di restauro con il rifacimento degli intonaci esterni, che sono sati sostituiti con intonaci antiumido ad elevata porosità, dopo aver provveduto alla spicconatura dell'esistente e alla accurata pulizia del paramento murario in pietra. Sono state ricostruite le modanature interne ed esterne. Il restauro conservativo è stato effettuato per tutti gli elementi decorati quali la porta della sacrestia, lo stemma posto sopra il cavaliere, il portale ed il portone ligneo d'ingresso, la parete laterale arcata costituita da blocchi di calcarenite locale. Sono stati sostituiti gli infissi interni ed esterni, oramai non più a tenuta d'acqua e rifatti tutti gli impianti, elettrico, idrico-sanitario, anti-intrusione e anti-incendio». «Oggi restituiamo alla comunità cittadina - ha dichiarato l'assessore all'Urbanistica Sergio Contarino - un bene storico che diventa un punto di riferimento del centro cittadino per il quale l'amministrazione Vallone ha investito risorse importanti e messo in campo azioni per la sua valorizzazione. Non c'è zona del centro storico che non sia stata interessata da azioni di riqualificazione proprio per la valenza che gli attribuiamo. Dalla riscoperta delle antiche porte della città ad Urban Center sono percorsi che indicano il chiaro passaggio dalla politica del "dire" alla concretezza del "fare" ».

 

 

 

 

 

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