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Lunedì, 17 Giugno 2024

PRIMO PIANO NEWS

Beni per un valore complessivo di oltre 7,5 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro, finalizzato alla confisca, dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro che hanno agito in collaborazione con lo Scico di Roma, a due esponenti di primissimo piano della locale di San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone, entrambi detenuti.

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La Guardia di finanza di Crotone ha eseguito in mattinata dieci misure cautelari - 7 in carcere, due ai domiciliari e un divieto di dimora in Calabria - nei confronti di presunti esponenti della cosca di 'ndrangheta Mannolo-Trapasso-Falcone-Zofreo operante nella zona di Cutro, in provincia di Crotone con diramazioni anche nel nord Italia.

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La gelosia per una presunta nuova relazione dell’ex moglie e il disperato tentativo di convincerla a ritornare sui suoi passi proprio nella ricorrenza dell’8 marzo, mentre sui media si rincorrono gli appelli a desistere dagli atteggiamenti violenti. Di contro, la reazione verbale tutt’altro che accomodante della donna, ormai decisa a non tornare più indietro.

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CUTRO - Una donna di 60 anni, Vincenzina Ribecco, è stata uccisa con un colpo di pistola nella sua abitazione a Cutro, nella frazione "San Leonardo". Il cadavere presentava un colpo di arma di fuoco al petto.

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Incidente stradale all’altezza di San Leonardo di Cutro, questa mattina, intorno alle ore 12. È stata una chiamata giunta alla sala operativa del Comando provinciale Vigili del fuoco di Crotone a segnalare un'autovettura (Suv Kia Sportage) uscita fuori strada.

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Il locale di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro”, composto dalle famiglie Manno-Trapasso-Zoffreo, era diventata una vera e propria holding criminale con ramificazioni operative non solo in Calabria ma anche in Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, nonché, con proiezioni estere. È quanto emerge dall’ordinanza dell’inchiesta “Malapianta” condotta dalla Dda di Catanzaro che quest’oggi ha portato le Fiamme gialle al fermo di 35 persone, al deferimento complessivo di 64 persone e al sequestro preventivo di beni per 30 milioni di euro.

 

DALLE INVESTIGAZIONI emerge che, oltre al dominio incontrastato del traffico di droga fra le province di Crotone e Catanzaro e l’usura praticata nei confronti di diversi imprenditori anche nel nord Italia, la “locale di San Leonardo di Cutro” «da anni esercitava la sua criminale influenza sulla gestione dei villaggi turistici nel territorio sottoposto al suo controllo, attraverso una costante quanto pesantissima vessazione posta in essere con l’imposizione di proventi estorsivi, di assunzioni di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonché di fornitori di beni e servizi anch’essi graditi alle cosche annullando, di fatto, ogni forma di libero mercato e di concorrenza». Gli enormi proventi illeciti venivano poi riciclati dalla cosca anche mediante investimenti nei settori della ristorazione, dell’edilizia e delle stazioni di rifornimento carburante. Secondo gli inquirenti, la cosca sanleonardese agiva in rapporti di dipendenza funzionale con la cosca Grande-Aracri egemone sulla provincia.

 

LE ALTRE INDAGINI condotte nel corso degli ultimi anni hanno inoltre permesso di acquisire significativi elementi proprio sulla crescita di potere e di influenza criminale delle famiglie di ‘ndrangheta del territorio di San Leonardo di Cutro. Elementi, questi, che trovano piena conferma secondo i magistrati nell’odierna Operazione Malapianta che, all’esito di difficilissime indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone a partire dal 2017, consente di asserire l’esistenza a San Leonardo del “locale di ‘ndrangheta” riconosciuta con a capo le famiglie Mannolo e Trapasso. Fu lo stesso Nicolino Grande Aracri, nel corso di una conversazione captata in modalità ambientale alcuni anni fa, a sancire l’autorità mafiosa in quel territorio delle famiglie citate e a inserire i due capi famiglia, Alfonso Mannolo e Giovanni Trapasso fra i “grandi della ‘ndrangheta”.
La “locale sanleonardese” è dipinta nelle carte dell’inchiesta come una organizzazione delinquenziale ben identificata nei contesti criminali “crotonesi”. Il gruppo criminale inquisito risulta estremamente coeso, strutturalmente complesso ed altamente organizzato. Il metodo mafioso che l’indagine ha cristallizzato è quello tracciato dall’articolo 416 bis del codice penale. Forza di intimidazione del vincolo associativo, condizione di assoggettamento e condizione di omertà sono tutti parametri che sono stati documentati nella presente indagine “Malapianta”. Le vicende di diversi imprenditori, vittime delle cosche di San Leonardo, sono inequivocabilmente dimostrative del potere mafioso della famiglia Mannolo e dei fini associativi perseguiti oltre che del soffocamento che la ‘ndrangheta opera su ogni forma di impresa e, quindi, di sviluppo di questo territorio.guardia finanza crotone caserma gazzella

QUANTO EMERSO dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone, conferma la mole di dati riferiti dai collaboratori di giustizia e permette di individuare l’esistenza del locale di ‘ndrangheta a San Leonardo di Cutro, a partire almeno dagli anni ’70, appartenente al “Crimine” crotonese/catanzarese e pertanto riconosciuta da parte del superiore “Crimine” di Polsi. La ‘ndrangheta sanleonardese ha, nel corso dei decenni, diversificato la sua operatività criminale passando dal contrabbando di sigarette al narcotraffico, all’usura e alle estorsioni. L’attività investigativa svolta ha consentito di comprendere come il capocosca di San Leonardo, Alfonso Mannolo, e i suoi sodali avessero timore, sia delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, la cui scelta veniva giudicata dai medesimi “vergognosa”, che dei magistrati inquirenti di Catanzaro verso i quali si sprecano le ingiurie e, inoltre, del procuratore Gratteri accostato, nei loro commenti, a Giovanni Falcone. La locale di San Leonardo pare abbia una fortissima capacità di controllo e monitoraggio del territorio per censire “presenze sospette” di veicoli e/o soggetti appartenenti alle forze dell’ordine. I componenti della consorteria criminale erano anche in grado di ottenere informazioni sulle operazioni di polizia imminenti attraverso una oscura rete di fonti e connivenze. Oltre a ciò è stato accertato come i sodali effettuavano regolarmente attività di antibonifica per il rilevamento di microspie o per eludere le attività intercettive dei finanzieri. Tutto ciò, unito al monitoraggio in stile “militare” del loro territorio, certifica la capacità dei “santoleonardesi” di ostacolare e sottrarsi a qualunque forma di investigazione.

 

L'ASSERVIMENTO DEI VILLAGGI turistici del litorale ionico fra Crotone e Catanzaro è la sintesi di un progetto delinquenziale condiviso dalle consorterie operanti nella “circoscrizione” criminale di Cutro. Imprese rappresentative di quello che senza dubbio è il settore economico di maggior importanza in questo territorio e che soggiacevano al controllo criminale posto in essere con due metodologie distinte: l’estorsione di denaro contante per milioni di euro e il condizionamento e lo sfruttamento della gestione dei servizi quali manodopera, forniture e manutenzioni. In pratica le cosche nel tempo sono riuscite a imporre la loro assoluta egemonia in relazione a qualsivoglia aspetto delle attività connesse alla gestione delle strutture alberghiere che abbia un profilo economico. Le dichiarazioni di diversi imprenditori, se per un verso hanno integrato le penetranti indagini dei finanzieri, sono anche la dimostrazione di uno spirito di ribellione alla ‘ndrangheta. Spirito che va sostenuto con ogni mezzo.

operazione malapianta conferenza stampa2TRA LE PRINCIPALI ATTIVITÀ del “locale di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro” si annovera senza dubbio il traffico di stupefacenti, una delle principali fonti di finanziamento dell’associazione. Sin dagli anni ’90 per le altre cosche del crotonese e non solo i Mannolo hanno costituito un punto di riferimento per il narcotraffico. In quegli anni venne addirittura impiantata una raffineria in quel di San Leonardo, località giudicata idonea in quanto facilmente controllabile dalla cosca e quasi impossibile da controllare per le forze dell’ordine. Le indagini hanno dimostrato come i sanleonardesi si sono approvvigionati di droga dalle cosche operanti in provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria e, inoltre, si sono dotati di una ramificata rete territoriale per la commercializzazione del narcotico principalmente su Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello e zone limitrofe in provincia e Catanzaro, San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza. Le indagini hanno documentato l’acquisto e la successiva cessione di centinaia di chilogrammi di hashish, cocaina ed eroina. In particolare su Crotone la base operativa dello spaccio era situata nel quartiere di via Acquabona. Questo è il “fortino” dove risiedono centinaia di persone appartenenti al gruppo deicosiddetti “zingari” di Crotone. Caratterizzato da un fitto reticolato di abitazioni, per lo più abusive, connesse da vialetti transitabili, unicamente, a piedi dove donne e bambini fanno da vedette per lo spaccio. E’ da considerarsi la piazza di spaccio principale della città. In questo agglomerato si sono creati gruppi criminali i cui capi risultano affiliati alla ‘ndrangheta.

 

I FINANZIERI DI CROTONE hanno individuato e posto in sequestro numerosi beni il cui valore totale è pari a circa 30 milioni di euro. Vengono sottoposti a sequestro: 5 società con sede a Botricello (CZ) e 5 con sede a Cutro (KR) attive in vari settori, dall’edilizia al commercio all’ingrosso e al dettaglio di bevande, materiali per agricoltura, edilizia e una esercente il servizio di posta privata. Fra le unità locali di alcune di queste società vi sono 3 stazioni di rifornimento di carburante ubicate in provincia di Crotone e Catanzaro, tre bar e una pizzeria. Inoltre vengono appresi due autoveicoli e quattro immobili. Con l’Operazione Malapianta, in sintesi, viene quindi smantellata, una locale di ‘ndrangheta, quella dei Mannolo, fra le più antiche, agguerrite e pericolose della provincia crotonese.

 

 

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